300 anni dopo, la mia versione

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300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 28 febbraio 2010, 17:53

Siccome sono un maniaco masochista (scherzo è_è), ho deciso di fare un'altra Ff, ma tranquilli continuo anche l'altra! Anzi l'idea per questa è nata mentre stavo scrivendo una cosa del III Cap dell'altra Ff, ma nn vi dico cosa nel caso seguiate anche quella.
In linee generali ecco cosa succede in questa:
Eragon dopo aver avuto l'ennesima crisi di nervi dovuta ad Arya se ne va. Se ne va da solo e senza Saphira. La storia riprende 300 anni dopo (mi sono ispirato x l'inizio a una Ff incompiuta, ma la mià seguirà un corso del tutto diverso ;) ;) ).
Diciamo che Eragon arriva nel vecchio regno degli elfi. Lì trascorre 300 anni di pace e tranquillità, aumentando enormemente i suoi poteri. E dopo 300 anni di avance il giovane cavaliere cede alle lusinghe della principessa locale (il lupo perde il pelo, ma non il vizio). :D :D
Lui non aveva rivelato la sua vera identità, ma quando sceglie la sua compagna si presenta x colui che è davvero. E col suo amore decide di tornare in Alagaesia per sistemare le cose.
Non vi dico il suo ingresso in scena per non rovinarvi la sopresa!! Ma alla fine diciamo che si ritrova davanti al consiglio degli elfi. Roran, Katrina, Nasuada e suo nipote sono morti. I varden esistono ancora, ma non sono forti come una volta e vivono all'estremo oriente dei monti beor insieme ai nani. Il re dei nani è ancora orik. Comunque dicevo che Eragon e la sua amata si ritrovano davanti al consiglio degli elfi. Per sapere cosa è accaduto dopo che se n'è andato dovrete aspettare, ma posso anticiparvi che una certa persona è rimasta single e adesso ci rimane di m xD
Ma quale sarà il futuro di questa persona?

Appena posso posto il rpimo vero capitolo, ma in realtà come inizio uso quello della mia altra Ff. Intanto fatemi sapere cosa ve ne pare dell'idea!!
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Tobia92 » 28 febbraio 2010, 18:12

L'idea sembra buona.
Spero tu abbia abbastanza costanza :P
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 28 febbraio 2010, 19:26

La costanza è l'unica cosa che non mi amnca xD
Difatti:

Capitolo II: Addio Alagaesia!

Eragon era uscito dalla tenda di Lady Lorana pensando a quanto fosse bella e sorrise. Si chiese se per caso fosse impazzito. E’ vero aveva chiuso il suo cuore ad Arya, ma valeva per tutte le donne. Se non poteva stare con Arya non sarebbe mai stato con nessun’altra. Chi mai avrebbe potuto comprenderlo? Non era un elfo e neanche un uomo, era immortale, e chi mai avrebbe potuto capire l’entità dei suoi poteri? Poche maghe forse e alcune elfe, e quante di loro erano immortali? Solo le donne del leggiadro popolo. Ma quante di queste ultime lo avrebbero accettato? D’altronde era giovane anche per la sua razza, figuriamoci per un popolo magico e immortale.
Il mio destino è di restare solo.
Piccolo, ci sono sempre io a tenerti compagnia,
gli disse Saphira nel tentativo di consolarlo. Ma non fece altro che peggiorare la situazione, Eragon si rabbuiò ancora di più e chiuse la mente alla sua dragonessa, che irritata, ma comprensiva, volò via per andare a caccia.
Eragon continuò a vagare senza meta per l’accampamento. Rifletteva. Ignorava tutti quelli che lo salutavano o tentavano di avvicinarglisi, o per meglio dire non li vedeva proprio tanto era assorto nei suoi pensieri.
All’improvviso si rese conto che era stufo della sua vita! Stufo di avere tutte quelle responsabilità! Stufo di essere considerato così giovane! Stufo di tutto il peso che aveva sulle spalle! Stufo di quello che tutti si aspettavano da lui, ma che nessuno credeva fosse davvero capace di fare! Stufo di essere ignorato e calpestato da Arya! Stufo che lo trattassero tutti come un bambino capriccioso! Ma soprattutto si rese conto che era stufo di essere solo!
Così prese il coraggio a due mani, andò nella sua tenda, prese Brisingr, Aren, si cambiò e si mise a correre a perdifiato. Voleva andarsene da Alagaesia, così corse verso il mare e in meno di un’ora lo raggiunse. Si tuffò nell’acqua gelida e si mise a nuotare a più non posso. Nuotò per tre giorni e tre notti finché non fu stanco e si lasciò trasportare alla deriva dalle onde del mare, prendendo energia dagli esseri che gli stavano intorno.
Passarono i giorni, le settimane e infine i mesi finché non arrivò su una spiaggia…


Se volete leggere il I Cap è lo stesso della'ltra mia Ff

Aggiunto dopo 1 ore 8 minuti:

Ecco, ora avrete qualcosina da leggere di meglio del pezzo di prima :D

Capitolo III: 300 anni dopo

Eragon era seduto sulla riva di quella stessa spiaggia, dove trecento anni prima era derivato. Ripensò a quello che era successo…

Delle elfe stavano facendo il bagno, quando all’improvviso videro un corpo vicino a uno scoglio. Le tre belle elfe si avvicinarono cautamente, “chi è?” chiese una di loro. “Non lo so”, rispose una ragazza dal viso angelico, aveva dei profondi occhi marroni, i capelli erano castano scuro e aveva le orecchie a punta. Era di una bellezza travolgente. “Principessa Arianna, l’ha mai visto? È bellissimo! Chissà chi è!”, anche la principessa aveva notato la bellezza dello sconosciuto. Aveva il viso simile a quello degli elfi, ma c’era un qualcosa di affascinate, di esotico.
All’improvviso il giovane aprì gli occhi, i più belli che la principessa abbia mai visto.
“Principessa, forse è meglio chiamare qualcuno” disse una delle due amiche.
“Tranquille, non intendo farmi del male” disse Eragon e poi ricordandosi le buone maniere si portò al mano al petto nel gesto di cortesia degli elfi e disse “Atra esternì ono thelduin”.
Conosceva la loro lingua, pensò la principessa!
“Voi dovete essere la principessa” disse il cavaliere alzandosi, “piacere, mi chiamo Eragon, vengo da una terra molto lontana chiamata Alagaesia.”
“Per quale motivo siete venuto nel regno di mio padre?” chiese la principessa.
“Vorrei prima vedere il re, e spiegare così la mia storia solo una volta” rispose alzandosi, “ma prima vorrei fare un bagno per pulirmi, e se li avete indosserei volentieri dei vestiti puliti”
“concesso” disse Arianna, incantata da quell’uomo.
Dopo che Eragon si lavò e si cambiò le tre giovani elfe e il cavaliere si incamminarono.
“A proposito”, disse l’uomo, “come vi chiamate?”
“Mi chiamo Arianna, figlia di re Ron, sovrano di Alalea”
“E così è questa Alalea”disse distrattamente Eragon.
La principessa era rapita dal misterioso sconosciuto gli animali si voltavano al suo passaggio e parlavano di lui, e le piante reagivano alla sua presenza.
Dopo una camminata silenziosa arrivarono a palazzo, il re concesse subito loro udienza.
Dopo essersi brevemente inchinato davanti al re e fatto il gesto di saluto elfico Eragon iniziò a parlare.
“Vostra maestà, mi chiamo Eragon Bromsson, vengo da molto lontano. Vengo da una terra chiamata Alagaesia. Centinaia di anni fa gli elfi del vostro regno si scinsero in due parti e una arrivò selle coste della terra da cui provengo” Tutta la corte ascoltava rapita il racconto di Eragon. “Nella mia terra c’è paura e distruzione, un tempo ci vivevano solo i nani e i draghi, poi arrivaste voi elfi seguiti dagli urgali, e infine arrivarono gli umani. Un tempo era una terra felice e prosperava. Ma quando arrivarono gli elfi si scontrarono con i draghi e scoppiò una terribile guerra. Per porre fine a quelle battaglie che stavano uccidendo entrambe le razze nacquero i cavalieri dei draghi. E stipularono un patto grazie al quale diventaste immortali. Successivamente quando arrivarono gli uomini furono aggiunti anche loro al patto, ma non subirono cambiamenti come voi elfi. I cavalieri dei draghi erano esseri dai poteri sorprendenti, il legame che avevano con i loro draghi era tra i più forti di questa terra, ma un giorno la disgrazia li colpì. Un cavaliere di nome Galbatorix in un atto di sventatezza si infiltrò insieme ad altri due cavalieri nel territorio urgali. Il suo drago e i suoi due compagni furono uccisi, e dopo aver sofferto tanto per tornare dai cavalieri, quando chiese un nuovo drago si mostrò la sua follia.” E così Eragon continuò a raccontare per ore di quella terra a loro sconosciuto, ma non disse di essere un cavaliere e un ammazzaspettri. Così raccontò della follia di Galbatorix, dei rinnegati e dei Varden e finì col dire che la quella terra era ancora sotto il suo dominio.
Quando aveva finito il racconto tutta la corte rimase ammutolita, Eragon mostrò loro ricordi di quella terra come prova di verità. Solo allora il re chiese: “Allora ditemi, Eragon, cosa volete da me?”
“Ospitalità, vorrei restare nel vostro regno.”
“Accordato” disse il re dopo un attimo di esitazione.
“Ma c’è una condizione” continuò il ragazzo
“Quale?” aveva chiesto il re
“Io ne qui nella mia terra sono soggetto al potere di un re, rispondo solo agli ordini della mia signora, che però è nella mia vecchia terra. Quindi accettandomi nel vostro regno, mi accetterete come essere libero e indipendente.”
Il re parve sorpreso da questa richiesta, ma accettò perché il visitatore sembrava essere onesto e perché era avido di informazioni sulla sua terra.


Quella riva gli faceva ricordare molte cose, era lì seduto a pensare. Da quando era arrivato al principessa Arianna era subito parsa molto interessata a lui, ma lei gli ricordava troppo Arya, il motivo principale per cui aveva lasciato Alagaesia.
Durante quei trecento anni Eragon aveva dimostrato il proprio valore in battaglia contro gli urgali, li era ammirato e tenuto in grande considerazione da tutti. Spesso raccontava storie sulla sua terra e tutti en erano affascinati. L’unica cosa che non svelò però era la più importante.
E la sera prima gli era arrivata la fatidica proposta. La principessa a uno dei tanti banchetti a cui lui era sempre invitato gli chiese di diventare il suo compagno. Lei ne aveva già parlato col padre che aveva approvato la scelta, Allora Eragon aveva chiesto tempo per pensare e adesso al banchetta avrebbe dovuto dare la sua risposta.
“Maestro Eragon”, così lo chiamavano, era un paggio che aveva parlato, “si richiede la vostra presenza al banchetto”.
“Va bene, vado subito. Puoi andare” e con un gesto della mano lo congedò.
Si avvio al banchetto e quando arrivò si sedette alla destra del re, al posto d’onore, ormai occupato sempre da lui. La cena procedette tranquilla e alla fine un nobile chiese: “Maestro Eragon narrateci una storia della vostra terra”. Così Eragon si alzò e recitò l’allegoria che aveva composto per l’Agaeti Blodren. Gli elfi rimasero estasiati dalla storia, perché era una nuova, non la aveva mai raccontata a nessuno in Alalea. Quando finì tutti applaudirono e quando si furono acquietati parlò il re: “Eragon non ci avete mai raccontato questa storia, è davvero stupefacente! Ma ora veniamo ad una argomento che mi sta particolarmente a cuore. Cosa avete deciso di rispondere a mia figlia?”
In quel momento tacquero tutti, c’era un silenzio assoluto e gli occhi di Arianna erano lucidi dall’emozione.
“Prima di dare una risposta vi devo dire una cosa per me molto dolorosa”, la sorpresa si dipinse sui volti degli elfi, “diteci maestro” dissero.
“Dovete sapere che in tutti questi anni io vi ho mentito sulla mia identità”, gli elfi ci rimasero di stucco, ma il giovane continuò “In realtà ho nascosto molte informazioni su di me, sarà il caso che mi ripresenti a sua maestà, alla regina, alla principessa e a tutti voi.
“Piacere di conoscervi io sono Eragon Ammazzaspettri il Capo dei Cavalieri di Alagaesia ed Erede di Vrael, Figlio di Brom, Allievo di Oromis, Cavaliere dei Varden e degli elfi, fratello del precedente re dei nani Orik.” La sorpresa nella sala era palpabile, l’atmosfera così densa che poteva essere tagliata con un coltello. Eragon per tutta l’ora seguente parlò di sé, del ruolo che aveva avuto e disse tutta la verità. Poi disse: “Principessa Arianna, voi mi avete sempre ricordato molto il mio vecchio amore, la principessa Arya. Ma quei tempi sono passati, mi vergogno di ciò che ho fatto e intendo porvi rimedio. Partirò il più presto possibile. Rimane solo una cosa da risolvere e gradirei che mi deste una risposta vostra, non quello che impone l’etichetta. Io vi amo. L’ho capito solo dopo aver dimenticato del tutto la principessa Arya. Ora la domanda è: accetterete di diventare la mia compagna alla luce di queste nuove informazioni? E se sì verrete con me in Alagaesia?”
Tutti i presenti rimasero colpiti da quelle ultime frasi e scoppiò un caos innaturale. Ognuno diceva la sua, ma l’unica a non parlare era l’unica che doveva farlo. Eragon usò un incantesimo e fece tacere tutti, “gradirei un po’ di silenzio, la principessa può decidere da sola e io attendo una risposta”. Tutti avevano sguardi preoccupati, Arianna e Eragon si fissavano in un modo così passionale da travolgere tutti. Dopotutto, pensò il cavaliere, Angela aveva ragione. Bella oltre ogni dire e di sangue nobile.
“Sì, Eragon ti seguirò nel tuo viaggio, le cose che hai detto non cambiano ciò che hai fatto qui. Tutti commettono degli errori, ma è giunto il momento di rimediare ai tuoi. Quindi si cavaliere dei draghi, io ti amo e verrò con te.”
Detto ciò baciò il suo amato con una passione travolgente. Tutti rimasero stupiti. Eragon sciolse l’incantesimo, ma rimase lo stesso un silenzio di tomba. Alla fine il re disse: “figlia mia, se è così che vuoi allora sia, partirete domani tempo di allestire una nave.”
“No” disse Eragon “ci andremo con la magia, ci metteremmo troppo se no e meno si aspetta meglio è
“preparati Arianna ci vediamo tra un’ora sulla spiaggia dove ci siamo conosciuti”, poi aggiunse “Maestà, la proteggerò a costo della mia vita, ora mi congedò” e se ne andò.
Andò alla sua casa, prese Brisingr, la sua armatura, Aren e la cintura con i diamanti che gli aveva donato secoli prima Oromis. Un’ora dopo andò alla spiaggia dove c’era ad aspettarlo la sua amata.
La strinse a sé e la baciò e sotto gli sguardi della corte iniziò una lenta litania, una modifica dell’incantesimo usato per trasportare oggetti da un posto all’altro a patto che si fosse già visto, che finì con la parola ganga.
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da IloveSaphira » 28 febbraio 2010, 20:10

Scusa ma è quasi uguale all'altra ff "300 anni dopo"...perchè ne hai fatta un altra?Comunque è bella anche questa,però sarò sempre una fan accanita della coppia Eragon-Arya :innamorato: :innamorato:

Aggiunto dopo 30 secondi:

Scusa ma è quasi uguale all'altra ff "300 anni dopo"...perchè ne hai fatta un altra?Comunque è bella anche questa,però sarò sempre una fan accanita della coppia Eragon-Arya :innamorato: :innamorato:

Aggiunto dopo 1 minuti:

Scusa ma è quasi uguale all'altra ff "300 anni dopo"...perchè ne hai fatta un altra?Comunque è bella anche questa,però sarò sempre una fan accanita della coppia Eragon-Arya :innamorato: :innamorato:
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da dragonsangria » 28 febbraio 2010, 20:14

È bellissima bravo!!!!! Continua presto mi raccomando, voglio leggere l'incontro tra Arya e Eragon! :laugh:
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Farò vedere a tutti come diventerò un vero mangaka!!
http://www.eragonitalia.it/postt14584.html <--leggete la mia FF!!
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 28 febbraio 2010, 20:23

Bè non è ugauale e poi ins eguito si capirà ancora di più. nell'altra fF Galba è morto e Eragon si mette con Arya. E il nemico è uno spettro, quindi solo all'inizio sono simili, ma poi cambiano completamente.

Aggiunto dopo 7 minuti:

Capitolo IV: Il ritorno

In quel momento era in corso una riunione nel palazzo di Tialdarì. Erano presenti le più importanti cariche di Alagaesia: c’era la regina degli elfi, Islazandi, sua figlia Arya il re dei nani Orik, Murtagh e Castigo, Saphira e l’attuale capo dei Varden, Adausa. Stavano discutendo su come ostacolare Galbatorix.
Dopo che se n’era andato Eragon si erano perse tutte le speranze. Per fortuna Murtagh era riuscito a cambiare il suo vero nome e con un inganno riuscì a rubare il terzo uovo di drago. Ma quell’uovo non si era mai schiuso. A questo si limitarono i successi contro Galbatorix. Dopo la sparizione di Eragon i varden erano stati sconfitti, il Surda conquistato dall’impero e gli elfi cacciati nella Du Weldenvarden.
Ma all’improvviso accadde una cosa straordinaria e inaspettata. Al centro della sala davanti agli occhi di tutti i presenti si erano materializzate due figure. Una era un’elfa bellissima, dell’altra non si vedeva la faccia. Tutti tacquero all’istante e i due sconosciuti furono circondati da un mare d’armi. La regina Islazandi allora parlò: “Chi siete? Cosa ci fate nel mio palazzo? E come avete fatto a superare le arcane difese della foresta degli elfi?”
Allora la bella elfa parlò, “Piacere di conoscervi, io mi chiamo Arianna e sono la principessa degli elfi di Alalea, e lui è il mio compagno E…” Ma l’altra figura la interruppe con un gesto prima che potesse continuare. Tutti rimasero stupiti. Nessun elfo aveva più avuto notizia di Alalea da quando se n’erano andati, e ora in mezzo alla sala del consiglio c’era un elfo che proveniva da quelle lontane terre. A quel punto parlò Arya: “Come avete fatto a entrare? Le nostre difese impediscono l’entrata a individui senza permesso. Come facciamo a credere davvero che venite dalla nostra antica terra? Che prova avete? E se quello che dite è vero perché siete qui?”
“Io accompagno il mio amato. Vuole redimersi dagli errori del passato. Se necessario vi mostrerò i miei ricordi per confermare ciò che dico. Ma gradirei che abbassaste le armi.”
“Abbassate le vostre difese mentali e deponete le vostre armi e accetteremo la richiesta” disse la regna degli elfi.
“ ho abbassato le mie barriere mentali, esaminatemi pure. Quanto alle armi non ne ho con me”
“Ma il vostro compagno sì” E in quel momento gli sguardi di tutti si spostarono sulla figura ancora incappucciata.
“Il mio compagno non desidera separarsene, è sua di diritto e dice che non se ne separerà mai. Inoltre chiede che abbassiate le vostre armi e le appoggiate a terra. Solo allora si scoprirà.”
“ E’ ridicolo!” Tuonò la regina. “Entrate con la magia nel mio palazzo, dite di provenire da una terra lontana, non posate le armi e pretendete invece che le abbassiamo noi!
“Mostratevi straniero o vi toglieremo quel cappuccio con la forza”
L’atmosfera era palpabile nessuno muoveva un muscolo e gli sguardi di tutti erano puntati sullo sconosciuto. Però l’uomo non mosse un dito, allora la regina ordinò a due guardie “scoprite gli il volto e mettiamo fine a questa farsa!”
Le guardi si avvicinarono allo straniero che senza dire una parola mosse una mano coperta dal guanto e con uno schizzo di luce blu allontanò le due guardie.
“Come osate!” disse la regina, “mostratevi in volto o darò ordine di uccidervi entrambi, chiunque voi siate!”
Solo a quel punto lo straniero finalmente parlò: “Maestà è un piacere rivedervi. Vedo che la cortesia degli elfi è un po’ diminuita in questi tempi, Orik noto che sei ancora vivo, i nani hanno bisogno di un re come te. Ah! Murtagh sei riuscito a cambiare nome e avverto anche la presenza del terzo uovo di drago. Bene, meglio di quanto sperassi.” Tutti si chiesero come faceva a sapere tante cose sul loro conto, poi improvvisamente si mosse verso la dragonessa blu, Saphira. Arya gli si parò davanti “Fermo, non avvicinarti, la dragonessa è una mia ottima amica ed è l’ultimo ricordo che ho dell’uomo che amavo”. Poi all’improvviso la figura incappucciata si mise a ridere, una risata argentina. Intervenne la principessa Arianna in tono sarcastico “E per fortuna che lo amavi! Dovrei ringraziarti…” “Aspetta” disse la figura incappucciata. “L’ultimo ricordo della persona che amavi? Quindi questa persona era Eragon Ammazzaspettri?”. “Sì” rispose Arya. A quel punto Arianna andò dal suo amato , lo abbracciò e disse: “ Allora grazie per averlo respinto”. I presenti non capivano. Grazie di cosa?
In quel momento la dragonessa emise uno strano suono, un suono che nessuno sentiva da trecento anni: si mise a ridere. I presenti erano sconvolti, non ci stavano capendo niente, poi la dragonessa parlò, Certo che siete proprio ottusi. Arya spostati, non ci farà del male. Ora per favore fate come hanno chiesto la principessa Arianna e lo sconosciuto. Tutti restarono a bocca aperta da quella richiesta, ma tutti obbedirono alla dragonessa. Poi lo straniero parlò e disse “Bene ora si può fare una conversazione civile” e Saphira rise ancora. Tutti la guardarono allibiti.
“Come diceva prima la mia compagna, sono giunto qua per redimermi dagli errori del passato. Chiedo scusa ai presenti, ma per la mia incolumità e quella della mia amata ereggerò delle barriere intorno a noi.” E pronunciò un incantesimo a bassissima e lui e l’elfa furono circondati da delle barriere invisibili. “Ora volete svelarci la vostra identità straniero?” chiese la regina Islazandi. “Ma certo, scusate se ho dimenticato le buone maniere.” Disse e poi si portò la mano al petto nel gesto di saluto elfico, ripeté il gesto con Arya, Orik e Adusa. Poi si tolse il guanto e sfilò un anello. “Regina Islazandi dovreste riconoscere questo anello” disse, mostrandolo.
Tutti rimasero a bocca aperta, la prima a muoversi fu Arya ch corse incontro il ragazzo. Non poteva crederci! Ma le barriere erette poco prima la fermarono a pochi passi di distanza.
Poi lo straniero si tolse il cappuccio e mostrò il suo volto.


Scusate se ci sono errori, ma adessod evo uscire e non ho avuto il tempo di rileggerlo! Spero vi piaccia!! Commentate :D :D :D
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da IloveSaphira » 28 febbraio 2010, 21:28

Non so se essere felice o triste per Arya quando scopre che è Eragon lo straniero :wacko: Ho sempre voluto che loro due si mettessero insieme ma anche lei ha sbagliato a respingerlo sempre anche se lei provava dei sentimenti per lui :innamorato: Storia bellissima!!!
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Re: RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 28 febbraio 2010, 22:52

IloveSaphira ha scritto:Non so se essere felice o triste per Arya quando scopre che è Eragon lo straniero :wacko: Ho sempre voluto che loro due si mettessero insieme ma anche lei ha sbagliato a respingerlo sempre anche se lei provava dei sentimenti per lui :innamorato: Storia bellissima!!!


Bella sì, ma qui mi sto infilando in un vicolo cieco. Diamine anche io sono per la storia Arya-Eragon. Ma se entrambi fanno i c*****i nn ci posso fare niente! *Non pensa che la colpa è dello scrittore quindi sua* *me malvagio*
No comunque qua davvero devo risolvere xD
Non è che la prima pricipessa che capita si può mettere con Eragon è_è
L'idea che ho però è spettacolare, nn vedo l'ora di scrivere il pezzo!!!!
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da brom_the_knight » 1 marzo 2010, 9:50

mi sn sempre piaciute le storie ke parlano del dopo guerra.. Cmq secondo me, anke se tifo x arya-eragon ma gli sta bene ad arya se ora Eragon gli da picche..
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 1 marzo 2010, 13:12

Capitolo V: Confessioni

“Eragon!” Urlarono tutti nella stanza. Poi successero molte cose contemporaneamente: Orik corse verso di lui, Saphira andò a sostenere Arya che stava per cadere, Murtagh e Castigo si misero davanti al fratellastro, Islanzadi ordinò di catturarlo.
Tutto quello che stava accadendo era quasi irreale, Eragon era già nervoso prima della partenza, figuriamoci ora. Così il cavaliere disse “FERMI” e lo disse con una autorità così forte nella voce, un’autorità che poteva appartenere solo al capo dei cavalieri, che tutti non mossero più un muscolo e puntarono gli sguardi su di lui. “Allora, calmiamoci. Dopotutto siamo essere civili” disse con tutta la calma che riuscì a trovare. Arianna si strinse forte al suo braccio, e una stoccata di gelosia arrivò ad Arya.
“Ecco cosa faremo” continuò Eragon “Prima di tutto voglio spiegarvi perché me ne sono andato, e visto che siete tutti qua, lo farò subito. Per seconda cosa voglio parlare con Saphira. Poi voglio parlare con Arya. E infine vi spiegherò cosa sono venuto a fare.” Il discorso era molto chiaro, e dal tono con cui lo disse si capiva che non ammetteva repliche. Non era più l’Eragon di una volta, era più saggio, più maturo e molto più potente. “Gradirei che non ci fossero interruzioni. Il mio è un racconto lungo, quindi vi prego di sedervi.
“Se avete qualcosa da dire ditelo adesso o dovrete aspettare la conclusione del mio racconto.”
Tutto taceva, ma una persona osò parlare: era Arya. L’elfa disse “Eragon lei è la tua compagna?”, nella sua voce si notavano vari sentimenti, gelosia, rabbia, paura, amore, odio….
“Sì” rispose semplicemente lui, e, come se volesse provocarla, baciò Arianna. Allora l’impassibile Arya crollò e scoppiò a piangere. Eragon allora sciolse le barriere, le andò vicino e le disse in modo che solo lei potesse sentire “Arya, ho le mie ragioni. Quando dopo parleremo deciderò….” Poi tornò vicino alla sua amata e incominciò a raccontare. “Me ne andai da questa terra trecento anni fa, come voi ben sapete. I motivi sono svariati, ma possiamo dire che i principali furono due: la troppa pressione, per così dire, e…. Arya. I suoi rifiuti furono la causa principale della mia partenza. Pensavo di non poter stare con nessun’altra donna se non Arya, e invece….” Disse guardando Arianna.
“Ma queste sono cose personali che desidero condividere solo con poche persone.
Comunque distrutto dal mio compito e dai miei sentimenti me ne andai. Corsi verso il mare e nuotai a lungo finché non mi lasciai trasportare dalle onde nutrendomi dell’energia di ciò che mi stava intorno. Non so precisamente per quanto vagai, ma un giorno arrivai sulle spiagge di Alalea dove mi trovarono tre elfe. Una di queste era la principessa Arianna.
Mi misi al servizio del re come uomo libero, nascondendo la mia vera identità e l’entità dei miei poteri. Mi feci riconoscere per i miei successi nelle guerre contro gli urgali, narravo di Alagaesia agli altri elfi, immortali come voi poiché hanno usufruito anche loro del patto con i draghi. E così passai trecento anni, passando ogni giorno a studiare, esercitarmi, combattere. Ho scoperto la potente magia, ho scoperto cose che voi neanche vi immaginate e che perfino Galbatorix sogna nei suoi sogni più belli. Ma mentre facevo ciò, ero tormentato dai dubbi e dalle insicurezze. Non sapevo cosa stava succedendo in Alagaesia e anche se me ne ero andato il mio cuore era restato qui. Con l’unica persona a cui apparteneva fino a poco tempo fa. E cosi passarono gli anni, i decenni e poi i secoli. Qualche giorno fa Arianna mi chiese di diventare il suo compagno; io non sapevo se accettare, pensavo ancora ad Arya, ma lei mi era stata molto vicina e non mi avrebbe mai rifiutato. Non me ne resi subito conto, ma la amavo.” E diede un altro bacio alla principessa Arianna.
“Però non potevo accettare e continuare a mentire, così rivelai la mia identità e lei mi accetto per quello che ero e che avevo fatto. Decisi di partire e lei accettò anche questo decidendo seguendomi. Ci siamo preparati e dopo un’ora siamo partiti per giungere in questo luogo con un incantesimo di mia invenzione. E questo è tutto.” Erano rimasti tutti ammutoliti, nessuno sapeva cosa dire, nessuno aveva mai sperato di sentire quelle storie, così Eragon continuò “Questa è la storia e io vi ho raccontato tutto tranne cose troppo personali. Adesso sta a voi decidere se mi rivolete al vostro fianco come alleato. Io in ogni caso affronterò Galbatorix, con o senza il vostro aiuto.
“Vi darò un po’ di tempo per decidere, in caso affermativo gradirei avere un alloggio per stare con la mia compagna, la casa destina al capo dei cavalieri non va bene. E naturalmente dovrà starci anche Saphira, se vorrà” e si votò a guardare la dragonessa che fece sì con la testa, ed Eragon sorrise. “Ora veniamo agli altri punti, vorrei ritirarmi a parlare con Saphira e vorrei che venissi anche te Arya.” Disse rivolgendosi direttamente alle due. “C’è una stanza dove possiamo andare mentre voi decidete?”
Alla domanda la regina Islazandi si riscosse e rispose “Sì certo Shur’tugal, potete andare nella sala del trono, è di fianco a questa.” Il cavaliere prese per mano Arianna, che dopo aver parlato all’inizio era stata zitta per tutto il resto del tempo, e si incamminò verso il corridoio seguito da Saphira e da Arya.
Quando giunsero nella sala del trono Eragon si voltò per parlare alla dragonessa e alla principessa.
“Saphira, Arya, sono stato ingiusto con voi e vi chiedo di scusarmi. Avrei voluto non abbandonare nessuna delle due, ma ero troppo agitato dentro per riflettere lucidamente.”
Eragon, come posso non perdonarti? Sei il mio cavaliere. Questi trecento anni sono stati un inferno senza di te, e da quanto sento lo è stato anche per te. Ma non è di questo che vuoi parlare, avverto i tuoi sentimenti, anche se devo riabituarmi a questo legame. Ora parla cavaliere dei draghi, e chiarisci una volta per tutte questa storia. Saphira non si rivolse solo ad Eragon, ma anche alle due principesse.
“Già, giuste parole squamediluce.” Si voltò per guardare in faccia la sua compagna e continuò “Arianna, in questi lunghi anni mi sei stata sempre vicino. Io ero troppo accecato per vedere ciò che provavo realmente e mi duole essermene accorto troppo tardi, avremmo potuto passare anni splendidi insieme, ma…” “Ma adesso che l’hai rivista” e fece un cenno verso Arya, “e non sai più cosa vuole il tuo cuore” , quando lo disse una lacrima solitaria le scese sulla guancia, e il cavaliere la asciugò con un dito. “Già, il mio cuore è diviso in due, metà vorrebbe stare con te, ma l’altra metà appartiene ad Arya” e dicendolo rivolse lo sguardo verso l’altra principessa che rimase del tutto basita.
Eragon, li interruppe Saphira, vado nella sala del consiglio. E’ richiesta la mia presenza. E uscì dalla stanza lasciando il cavaliere e le due principesse da soli. Il cavaliere pensò che fosse solo una scusa.
Allora Arya trovò la forza di parlare “Eragon, io sono stata ingiusta con te, ti ho respinto troppe volte e adesso vengo qua e vorrei che tu scegliessi me. Io ti amo Eragon e ti ho sempre amato, ma non potevo dichiararmi allora, tu eri troppo importante e non potevo distrarti dai tuoi doveri. Il giorno che te ne andasti stavo venendo alla tua tenda per confessarti i miei sentimenti, ma tu non c’eri e quando non tornasti più rimasi distrutta. Non mangiai e non bevvi per settimane, non riuscivo a dormire e stavo male. Solo grazie a Saphira riuscii a riprendermi, ci consolammo a vicenda...” L’elfa non riuscì a dire altro.
“Io…. Io non so cosa fare… Amo entrambe e temo di perdervi, quello a cui vi sto sottoponendo è ingiusto. Non avreste mai dovuto soffrire così a causa mia, ma non so che…” Fu interrotto da Arianna “Eragon te mi hai accettata come compagna, ma è ovvio che non possiamo condividere il tuo cuore in due, quindi lascia questa decisione a noi, così che tu non possa essere condizionato da niente e nessuno. Esci da questa stanza e vai a sentire cosa ha deciso il consiglio, poi noi ti faremo sapere la nostra decisione. Principessa Arya te concordi con quello che ho detto?”
“Sì, sono d’accordo. E’ una nostra questione Eragon e te non sei in condizioni di decidere”
Così il cavaliere fu costretto a malincuore a tornare nella sala del consiglio. Era nel panico totale, chissà cosa avrebbero fatto quelle due. Non voleva perderle.


Spero che vi piaccia!! Commentate! :D :D :D
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da IloveSaphira » 1 marzo 2010, 16:23

Mamma mia!!! :O Chi sceglierà adesso??? :innamorato: :innamorato: io comunque spero Arya :innamorato:

Aggiunto dopo 14 secondi:

Mamma mia!!! :O Chi sceglierà adesso??? :innamorato: :innamorato: io comunque spero Arya :innamorato:
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Champ-Finiarel » 1 marzo 2010, 16:29

Non credo che sceglierà Eragon, piuttosto potrei dire che sceglieranno... mmm, come dire...dei punti
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da IloveSaphira » 1 marzo 2010, 16:31

Che vuoi dire con dei punti?? :blink:
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da dragonsangria » 1 marzo 2010, 16:51

Lo sapevo che Arya restava sbalosdita e si precipitava da Eragon!!!!!
Ma come ci rimarra quando capirà che Arianna è la ragazza di lui???? :rolleyes:
Continua prestooooooo!!!!!! :laugh: :laugh:

Aggiunto dopo 5 minuti:

Oh Nooooo!!!! Spero sia Arya la vincitrice!!!! Mi ha fatto così pena quando si è messa a piangere... :cry:
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Farò vedere a tutti come diventerò un vero mangaka!!
http://www.eragonitalia.it/postt14584.html <--leggete la mia FF!!
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RE: 300 anni dopo, la mia versione

da Tobia92 » 1 marzo 2010, 17:42

Che casino! :P
Immagino che la scelta non occuperà pochi capitoli e basta ,però...

Ricordati di dare spazio anche a Murtagh, Castigo ed Islanzadi. Dopotutto il 300 anni qualcosina sarà cambiato.

Continua! ;)
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Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
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