Apocalypse

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Apocalypse

da oromiscanneto » 25 luglio 2013, 13:40

Quasi non ci speravo più, ero proprio convinto che neanche con un anno di ritardo questo sequel sarebbe iniziato... Eccolo invece :) Forse affronterò il discorso della Natura da un punto di vista un po' inedito nel forum, speriamo bene. Sto cercando di lavorarlo con la massima cura, sperando di scrivere post della giusta lunghezza e di equilibrare narrazione, descrizioni e riflessioni. Mi piacerebbe molto sapere veramente cosa pensate, voglio capire cosa vi coinvolge di quello che scrivo e cosa, invece, vi annoia.
Poche chiacchiere però, mi fido dei miei lettori! :birra: Buon divertimento, spero che questo post vi possa lasciare un po' col fiato sospeso e soprattutto voglio vedervi schierati a tifare per uno dei due personaggi! [smilie=shablon_02.gif] Ah, ditemi cosa ne pensate di come porto avanti i POV, ci tengo.
Buona lettura!

APOCALYPSE

Quando La Natura Si ribella


PROLOGO: L’INTRUSO- PARTE I

Si va in scena.
La stella del mattino si era coricata già da diverse ore, lasciando spazio al buio. Era quello il momento ideale per entrare in azione. Si mosse furtivo fra i pini, cercando la posizione più adatta per contattare quello più grande, che aveva letto nei suoi appunti chiamarsi albero di Menoa.
L’oscurità non gli impediva di avanzare con una certa grazia, balzando di radice in radice e avvicinandosi sempre di più alla capitale; non era del tutto conscio di quali pericoli esattamente lo stessero attendendo, ma sapeva perfettamente che sarebbe stato presto scoperto. Di certo non avrebbe tentato di entrare in città, sarebbe stato un suicidio.
Poi aguzzò la vista, tentando di scorgere fra le abitazioni ricavate dalle piante, o almeno nel loro scorcio visibile da quella postazione, segnali di movimento. Ellesméra gli parve anche fin troppo tetra e silenziosa; gli ricordava un cielo carico di nubi pronte tuttavia a diradarsi, in cui all’oscurità si sarebbero presto sostituite miriadi di luci accecanti e la quiete sarebbe stata soppiantata da un fastidioso cicaleccio: tuttavia i bagliori non sarebbero stati stelle, ma lanterne senza fiamma, e soprattutto non si sarebbero risvegliati grilli notturni, festanti per l’aprirsi del cielo stellato, ma elfi allarmati da una pericolosa presenza. La sua. Perché senz’altro l’avrebbero trovato.
Avvertì nell’aria un caratteristico odore di umido, come di rugiada fresca che scivola lungo una foglia del sottobosco; eppure non era affatto venuto a piovere da diversi giorni. Rimuginò per un po’, concludendo infine che il profumo doveva essere il risultato della cura riservata alla distesa di pini da alcuni elfi piuttosto zelanti, che ancora preferivano ricorrere ai metodi tradizionali piuttosto che alla magia.
Si diede un colpo per scuotersi. Che sciocco che era, perdere tempo con quelle frivolezze invece di passare alla fase successiva del piano. Quindi osservò minuziosamente il circondario, a caccia di qualunque dettaglio che potesse rivelarsi utile in vista di una probabile fuga. Gli si presentò un paesaggio piuttosto monotono, ma non per questo disprezzabile: pini, pini e ancora pini, come ormai ne vedeva tanti da settimane, affondavano nel terreno le loro radici contorte ancora per diverse iarde fino ad arrivare a una piccola radura, dove aveva lasciato la sua arma segreta. Poggiò una mano sul tronco più vicino per studiarne la composizione: lo trovò poco liscio al tatto e ne dedusse che sarebbe stato meglio fare affidamento esclusivamente sul proprio senso dell’equilibrio, visto che appoggiarsi sulla corteccia, avrebbe potuto provocargli fastidiose ferite. Il sottobosco, infestato di strani bulbi e ostacoli di ogni genere, compresi grossi insetti mai visti e piccoli roditori, poteva rivelarsi un pericoloso nemico, ma anche un fidato alleato. Amò quel posto come pochi altri; lo sentiva vivo, ribollente di vita, magia e soprattutto energia. Probabilmente solo le valli della Grande Dorsale in cui era cresciuto avevano suscitato in lui sentimenti più intensi. Decise che, quando tutto sarebbe finito, si sarebbe stabilito in quel posto fatato.
Un brivido gli corse lungo la schiena. Una volta per tutte, sciolta ogni riserva, trovò in sé quel pizzico di arroganza necessaria e aprì la mente, sondando la foresta e dando il via alla fase finale. Avanzò con diffidenza, come un tasso che, portata a termine una faticosa fuga verso la propria tana, si appresta a uscire di nuovo all’aria aperta.
Immediatamente si scontrò con una coscienza immensa, che tentò di arginare sul nascere ogni sua velleità di vagliare i pensieri della città. Magari era proprio quella che cercava! Colto da una vena di improvviso entusiasmo, ne esaminò la consistenza. Imprecò a denti stretti quando si rese conto di avere a che fare con un guardiano. Avrei dovuto pensarci. E a quel punto si ritrovò a fronteggiare un attacco mentale di vasta portata; gli restava pochissimo tempo a disposizione, e se non se ne fosse liberato subito sarebbe andato tutto a rotoli.
Con un ulteriore sforzo di concentrazione si divincolò dai tentacoli di quella mente tenace ed esperta, che per tutta risposta passò al contrattacco. Più che di prendere possesso delle mie facoltà, cerca di isolarmi, diamine! Basta, sto solo perdendo tempo! Ora sì che la situazione si era fatta preoccupante. Rimase sulla difensiva, perplesso. Ma soprattutto si stava distraendo troppo, e sentiva che la fretta non poteva essere che cattiva consigliera; prese un bel respiro, studiando le contromisure del caso, e si preparò all’attacco.
All’improvviso avvertì un allentamento della pressione mentale, come se il nemico avesse deciso che qualcosa, o qualcuno, meritasse più attenzione di lui. Provò un enorme sollievo nel sentirsi così sottovalutato, e rapidamente riprese la ricerca di una labile traccia dell’albero.
Una biscia che sgusciava fra le fronde di un pino, poi un’intera colonia di termiti, persino un mostruoso lupo gigante: ma nessuna traccia di una coscienza vegetale che spiccasse rispetto alle sue consimili. Il tempo scorreva, istante dopo istante, sempre più veloce; ancora un po’ e gli elfi sarebbero arrivati. Non può essere sparito quel dannato albero, andiamo!
Infine lo individuò, trovandolo immerso in un sonno che avrebbe potuto considerare eterno.
Sospirò di sollievo, ma ben presto la gioia lasciò nuovamente spazio allo sconcerto: nello stesso momento, infatti, udì dei passi felpati provenire dalla città, che come previsto s’illuminò di sporadici barlumi di luce e si animò di vibranti conversazioni. Intuì che di certo non era sprovveduta, la sentinella: prima di contrattaccare aveva preferito risvegliare Ellesméra.
Conscio di non avere altro tempo a disposizione, lasciò all’albero e alla foresta poche parole, confidando che il messaggio fosse recepito.

O grande albero, o antica foresta, sappiate questo: nessuno tiene davvero a voi. I bipedi dalle orecchie rotonde vi distruggono, né quelli dai lobi allungati fanno niente per fermarli. O adesso sarebbero in guerra, no? Ma io non sono come loro. Posso aiutarvi a riprendervi ciò che è vostro, ma ho bisogno che mi ricambiate. Non dimenticatemi.

Appena in tempo. Nell’attimo in cui ebbe terminato la propria preghiera, fu attaccato con furia inaudita dalla stessa presenza antica che aveva già tentato di insinuarsi in lui.
Stavolta però entrambi evitarono gesti interlocutori, tentando invece di conquistare definitivamente ogni capacità di intendere e di volere dell’altro. Parò e schivò alla velocità del pensiero, in cerca della chiave di volta che gli avrebbe consentito di prevalere su un avversario evidentemente combattivo ed esperto, ma nettamente più debole. Se ne rese conto notando che lo stava investendo con delle vere e proprie frustate di pensiero, ma senza riuscire a dare continuità all’assalto e molto spesso rintanandosi in lidi più sicuri, in attesa del momento opportuno per un nuovo tentativo.
La schermaglia non durò che pochissimi minuti, il ragazzo sovrastò facilmente il nemico; poi un sussurro, e la presenza dell’elfo si ridusse in brevi istanti a un lumicino; in un battito di ciglia, svanì del tutto.
Cantando una dolce nenia, il giovane diede il via alla fuga.

***

“Dov’è?” Lord Däthedr voltò la testa, setacciando con lo sguardo e con la mente la foresta, in cerca dell’intruso descrittogli da Gilderien il Saggio. Intorno a lui diverse dozzine di consimili parlottavano compunti, dandosi da fare per lasciare alla spedizione lo spazio necessario per abbandonare la città. Tutti erano svegli e lucidi, pronti se necessario a una piccola battaglia; d’altra parte, fortunatamente, nessuno di loro dormiva un sonno profondo come quello degli esseri umani.
Tante lanterne senza fiamma emanavano fiochi bagliori attorno al drappello; non che ne avessero assoluto bisogno, ma nessuno se la sentiva di correre rischi. Lui stesso era comunque in apprensione, sapeva che si trattava di un evento eccezionale poiché la Du Weldenvarden era stata inviolata per secoli.
Per un istante smarrì lo sguardo sulla sua mano sinistra, che impugnava un arco di squisita fattura cantato in suo onore dalla defunta regina; pensò che si trattasse di un privilegio sin troppo grande, soprattutto considerando che Sua Maestà li aveva lascati prematuramente. Non credevo che avrei assistito ancora una volta alla morte in battaglia di un mio sovrano.
Solo allora, rimproverandosi per una distrazione che avrebbe potuto rivelarsi fatale, si riscosse, dirigendosi verso i margini meridionali della città, dove il custode della foresta gli aveva indicato la presenza invadente di un umano.
“Däthedr-elda, avete idea di come ci sia riuscito?” Lifaen, un giovane elfo da poco promosso fra i più fidati consiglieri della corona, lo scrutò con sguardo penetrante, lisciandosi la chioma corvina. “Penso che saperlo potrebbe aiutarci nell’inseguimento.” Si affrettò ad aggiungere. L’anziano elfo pensò che il più giovane non volesse apparire come un semplice cortigiano troppo curioso.
“Non saprei, ma si tratta pur sempre di un umano; dovremo coglierlo alla sprovvista proprio come farebbe un lupo con un capriolo spaurito.” Rispose apparendo quasi compiaciuto.
“Vero, ma se è arrivato fin qui, non sarà uno qualsiasi.”
“Senz’altro, ma credo sia meglio affrettarci. Le migliori probabilità di saperne di più le abbiamo catturandolo, piuttosto che contando tutte le impronte che potrebbe aver lasciato nella foresta durante il cammino.”.
L’elfo, noto presso la sua razza per aver scortato Eragon Ammazzatiranani da Ceris ala capitale con altre guardie della cittadina, annuì e si avviò.
Recuperato l’autocontrollo che lo aveva sempre contraddistinto, anche Däthedr riprese ad avanzare aggraziato; quell’inattesa intromissione nella foresta da parte di un umano lo aveva profondamente turbato, non avendo mai assistito in vita sua a un simile evento. Per di più le parole di Lifaen lo avevano intimorito come non mai, e temeva seriamente che si sarebbe lasciato sfuggire il nemico. Da diciassette anni, da quando la regina era caduta in battaglia, molte delle sue sicurezze erano vacillate; per di più non aveva assistito solo in quel caso al versamento di tanto sangue da condurre alla morte un elfo della stessa stirpe reale. Ad ogni modo non perse la propria calma serafica, ormai caratteristica di un’intera specie, piuttosto si concentrò su come individuare il ragazzo.
Decise di sfruttare a pieno la perfetta conoscenza che aveva di quello spicchio di foresta; si rendeva benissimo di essersi da un po’ lasciato alle spalle Ellesméra e di starsi rituffando nella natura incontaminata, dove i rami dei pini più antichi di Alagaësia tornavano ad assumere il loro consueto aspetto. Non solo, sapeva che poco più avanti si trovava una radura, e che se mai il clandestino avesse deciso di passarvi sarebbe stato più facilmente individuabile.
Tra le coscienze che animavano la foresta, trascurabili come nel caso di intere colonie di formiche o invadenti come quelle di orsi bruni o bestie notturne ben più misteriose, ne sfiorò una particolarmente rilevante, concentrata in qualche compito al punto da non accorgersi del contatto appena avvenuto. Ci siamo.
Notò quindi un movimento insolito a parecchie iarde di distanza, come quello di un ramo che, spinto dal vento a raggiungere un altro pino, viene poi nuovamente risucchiato indietro. Era uno scatto disumano, eppure lui era convintissimo di aver riconosciuto nella sagoma che si allontanava a sud proprio un uomo. Non poteva sbagliarsi, no; con un solo sguardo era in grado di scorgere anche un singolo tarlo nascosto in un tronco, e certamente quello era un uomo che zigzagava di pianta in pianta.
“L’ho individuato.” Sussurrò a Lifaen, indicandogli il luogo e raccomandandogli di informare i compagni di spedizione prestando attenzione a non farsi sentire da lontano e a non aprire la mente per nessun motivo. Avrebbe fatto di tutto pur di cogliere il cucciolo d’uomo di sorpresa e non voleva in alcun modo lanciare segnali che lo inducessero a cambiare direzione o nascondersi ancora. E soprattutto, nonostante avesse sempre ostentato sicurezza, voleva evitare un ostico confronto di pensieri con un essere che aveva saputo penetrare la Du Weldenvarden.
Diede ai suoi sottoposti brevi istruzioni su come schierarsi, raccomandando a tutti di ricorrere il più possibile alle armi da lancio, lasciando invece le lame nei foderi a meno che il nemico stesso non si fosse avvicinato di sua spontanea volontà. Gli elfi si distribuirono in un semplice allineamento orizzontale, parallelo ai moventi che stava seguendo il fuggitivo: il piano era molto semplice, si trattava solo di scagliare quante più frecce possibili lungo la stessa linea in modo che, per quanto l’umano potesse rivelarsi veloce, almeno uno degli elementi del plotoncino avrebbe alla fine fatto centro.
“Non importa se cambia leggermente direzione, anzi lo farà senz’altro per confonderci; però sostanzialmente scivolerà sempre verso sud, per allontanarsi da Ellesméra, e sapere con una certa sicurezza dove è diretto è un vantaggio. Domande?”
Scorse una mano alzarsi, notando con piacere che si trattava di Narì, un altro dei consiglieri in cui riponeva maggior fiducia. “Di’ pure, Narì-vodhr”.
L’elfo, la cui chioma dorata notò essere di certo meno valorizzata dalla luce solare che dai flebili bagliori notturni, propose con voce sicura: “Däthedr-elda, perché non mandare alcuni di noi in avanscoperta, in modo da sorprenderlo alle spalle o comunque metterlo in difficoltà? E come mai non possiamo affrontarlo più da vicino, con le spade?”
Una domanda davvero spinosa. “Ecco- scelse con cura le parole, non potendo rischiare di apparire un codardo, ma pronunciandosi con forte autorità- non possiamo. Quel ragazzo, per quanto all’apparenza insignificante, si è infiltrato nella nostra terra con successo e non possiamo rischiare un corpo a corpo con lui, o peggio ancora un duello magico. Sarà molto meglio mantenersi a debita distanza. E adesso basta, tutti in formazione… Mirare… Fuoco!”.
Däthedr osservò una scarica di dardi abbandonare gli archi e le balestre degli altri dodici elfi presenti, sfiorando molti dei pini della foresta ma non centrandone alcuno grazie alla straordinaria precisione dei lanciatori. Non basta questo.
Strizzando gli occhi portò lo sguardo oltre i fusti davanti a sé, individuando il ragazzo ancora vivo e vegeto che intelligentemente non si era fermato a verificare la posizione dei suoi aggressori.
“Così, ancora più veloce. Ora!”
Vide un’altra raffica di frecce avvicinarsi al bersaglio, ancora senza centrarlo; lui stesso si era unito ai tiratori ma invano, aveva solo sfiorato il torace del fuggiasco. Ancora fiducioso, attese il momento opportuno per un nuovo ordine; per esperienza sapeva che l'errore era dietro l'angolo, stava a loro non farsi sfuggire l’occasione.
Ancora un attimo… E vide proprio ciò che sperava: un’esitazione, un movimento sbagliato, forse un piede mal poggiato, ed ecco che il nemico gli parve un bersaglio gigante. Il tempo parve fermarsi.
“Ora!”
E più in fretta che poté incoccò una freccia e la scagliò con velocità inaudita verso l’unico obiettivo da centrare. In cielo volarono tredici dardi, ma lui non aveva occhi che per quello rosso decorato con piume di cigno dalla regina in persona. Avrebbe salvato la foresta per lei.
Una freccia nera come l’ebano si conficcò in un tronco poco distante, ma poco importava, sapeva che tutto si sarebbe risolto lo stesso. Seguì con lo sguardo il suo dardo ancora per qualche secondo, fino a quando non lo intravide trafiggere il nemico.
Centro perfetto.
Colpito a una costola, il ragazzo stramazzò al suolo.
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RE: Apocalypse

da Hazelle » 25 luglio 2013, 14:31

Hai postato!!!!! Yeeeeeeeeeeeeeeeeee [smilie=yahoo.gif] [smilie=yahoo.gif] [smilie=yahoo.gif]
Come inizio è molto misterioso... :invisibile: E, come ogni inizio che si rispetti, apre molti interrogativi!!! Cosa voleva quel ragazzo? Chi era? Cosa significano quelle parole che ha detto al l'albero di Menoa? Oromis ce lo dirà? Boh :laugh:
Anche il titolo mi piace, intrigante... :invisibile: Insomma, sono sicura che verrà fuori una bella fic, ora che hai trovato il coraggio di postare!!! Sei bravo, davvero. Lo stile di scrittura mi piace, è scorrevole e piacevole, usi un vocabolario forbito (cosa che in alcune fic manca) e le descrizioni sono davvero realistiche... Un'Ellesmera by night molto misteriosa :lol:
Hai evocato bene anche la suspense, soprattutto nella parte iniziale e in quella finale :)
Spero di non essere stata troppo banale, nel commento... ^^
Non prendertela, ma mi ha ricordato un pochetto un vecchio libro di Geronimo Stilton che leggevo da piccola... In cui le piante si ribellavano. Ma mi dispiace paragonare la tua bella fic a un libro del genere... -_-
Non concludo con il solito "posta presto!", prenditi tutto il tempo che vuoi!!! :laugh:
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(Sono la prima a commentare?!? Wow!!!)
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RE: Apocalypse

da Neya » 25 luglio 2013, 14:50

Hi Oromis ^^ Vedo che ce l'hai fatta, non ci speravo quasi più ;)
Che dire? Sei partito "in quarta", un primo post tutt'altro che noioso: l'ho letto dal cellulare, che si è bloccato proprio quando gli elfi hanno comincianciato l'inseguimento -_- L'ho maledetto in tutte le lingue e gli ho augurato di essere ingoiato al più presto da Belgabad .-.
Mi sono rimasti molti interrogativi (...della serie: chi è l'uomo misterioso? Cosa stava combinando con l'albero di Menoa? Si è fatto tanto male o...ok, questa no xD), ma sono sicura che li chiarirai tutti c: E' pur sempre il primo post, no?
Per quanto riguarda la scrittura e lo stile li ho trovati impeccabili. Non che mi aspettassi il contrario, ma ci tenevo a scriverlo xD Ho giusto incontrato un ala al posto di un alla, ma come puoi vedere è una sciocchezza.
Spero di leggere presto il prossimo post: ricordati che la lumaca sono io e non ti permetterò di soffiarmi il primato u.u
A presto ^^
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RE: Apocalypse

da erica300 » 25 luglio 2013, 15:24

come inizio è davvero misterioso ,pieno di dubbi e domande alle quali sta solo a te riuscire a rispondere. continua così !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :invisibile: :sorrisone: [smilie=victory.gif]
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RE: Apocalypse

da Saphira23 » 25 luglio 2013, 17:32

Ciao Oromis! :O Finalmente hai postato ! [smilie=yahoo.gif] :laugh:
Che dire? Un inizio davvero meraviglioso.....e carico di mistero :invisibile:
Dalla prima frase ho incominciato a chiedermi......chi è questo ragazzo ? Perchè è un ragazzo, vero ?
Lo conosciamo? E' un nuovo personaggio ? Amico di Eragon ?
e man mano che leggevo non potevo che rimanere affascinata dalla descrizione di Ellesmera in "versione" notte :O .......ooooh *______* che bella! E ci credo che il ragazzo si era distratto un momentino! XD
ahi....... povero alla fine l'hanno preso -_- , che dolore , ma è morto ? Mi sta simpatico,
ma è dalla parte dei cattivi quindi non mi deve stare simpatico !
e perchè ha comunicato quella cosa all'albero di Menoa ? Perchè vuole questa guerra ?
Ok, non ci capisco niente......XD ma la curiosità logora !
Dathedr.....l'elfetto anziano aveva paure, eh? [smilie=haha.gif]
Codardo :sospettoso: che però vuole far colpo sulla regina -_- :sleep: lui si che mi sta antipatico! XD
Come altri prima di me hanno già detto , non c'è niente che non vada.....visto che non dovevi temere nulla? ;)
Il tuo stile mi piace ! ;) Posta presto! ;)
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RE: Apocalypse

da Saphira00 » 25 luglio 2013, 21:50

ciao!!! bellissimo post, molto misterioso :invisibile: e pieno di domande che aspettano risposte! :D :)
Bravo continua così! :P
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RE: Apocalypse

da DaubleGrock » 25 luglio 2013, 22:33

Davvero un bell'inizio, molto intrigante e misterioso :sospettoso: ma solo una domanda, quando dici che sua maestà li aveva lasciati prematuramente e che Däthedr dice non credevo che avrei assistito ancora un volta alla morte di un sovrano in battaglia intende Arya :cry: ? Oppure Islanzadi anche se ne dubito
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RE: Apocalypse

da smeraldina96 » 26 luglio 2013, 9:23

mmmm......secondo me intende Islanzadi, no? ;)
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Re: RE: Apocalypse

da DaubleGrock » 27 luglio 2013, 16:59

smeraldina96 ha scritto:mmmm......secondo me intende Islanzadi, no? ;)


Io spero di si, mi dispiacerebbe per Arya e soprattutto Eragon, è pò sfortunato quel Cavaliere :laugh:
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RE: Apocalypse

da smeraldina96 » 27 luglio 2013, 19:07

bravo, l' inizio mi piace molto Oromis, e mi incuriosisce molto questo ragazzo che parla con l' Albero, non vedo l'ora di sapere chi sia!!! continua così, è interessante :)
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RE: Apocalypse

da Orik_XVI » 27 luglio 2013, 22:29

Davvero meraviglioso capitolo, aspetterò con pazienza il prossimo, ma fa in fretta!
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Re: RE: Apocalypse

da oromiscanneto » 28 luglio 2013, 1:16

Grazie a tutti :) mi fate venire il dubbio di aver lasciato troppi interrogativi in sospeso così!

Chiarisco i dubbi che avete posto:

Hazelle ha scritto:Non prendertela, ma mi ha ricordato un pochetto un vecchio libro di Geronimo Stilton che leggevo da piccola... In cui le piante si ribellavano. Ma mi dispiace paragonare la tua bella fic a un libro del genere... -_-

Figurati, anche io leggevo Geronimo Stilton ma non ho letto questo libro... Ma soprattutto, episodi simili non li ho inventati io ovviamente, nè tantomeno Geronimo! Si tratta di un classico, tutto sommato, che ho ripreso (tra l'altro non è vero che si ribellerà la Natura, ma non voglio spolierare :sospettoso: ), come CP può aver ripreso dai classici del fantasy per fare un esempio

DaubleGrock ha scritto:ma solo una domanda, quando dici che sua maestà li aveva lasciati prematuramente e che Däthedr dice non credevo che avrei assistito ancora un volta alla morte di un sovrano in battaglia intende Arya :cry: ? Oppure Islanzadi anche se ne dubito

Proprio la domanda che attendevo, l'ho fatto apposta :sospettoso: per i nuovi Sherlock Holmes ho lasciato nella prima parte del prologo un indizio chiarificatore, per i più pigri basterà attendere la seconda parte!
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RE: Apocalypse

da Daenerys » 29 luglio 2013, 14:54

Commento semiserio, molto poco serio!

oromiscanneto ha scritto:Si va in scena

Scena 1, ciak si gira :lol:
oromiscanneto ha scritto:che aveva letto nei suoi appunti chiamarsi albero di Menoa.
leggerlo sulla guida turistica alle 101 meraviglie di Alagaësia no? *

oromiscanneto ha scritto:eppure non era affatto venuto a piovere da diversi giorni.
ci credo, siamo nel periodo dell'anticiclone Caronte! :D *in realtà, tornando seria, ma sei sicuro che si dica "venuto a piovere"? :blink: io non l'ho mai sentito dire, ma non per questo deve essere sbagliato... *

oromiscanneto ha scritto:Che sciocco che era, perdere tempo con quelle frivolezze invece di passare alla fase successiva del piano
io correggerei con "che sciocco che era *anzi io toglierei il che, solo che sciocco era*, perdere tempo descrivendo in 10 righe ogni minimo dettaglio dell'ambiente come ogni superkattivo che si rispetti, per essere solo sgamato subito anziché passando subito all'azione :sleep:

oromiscanneto ha scritto:Decise che, quando tutto sarebbe finito, si sarebbe stabilito in quel posto fatato.

E no, un altro fan di Ellesméra no. Io propongo "trasferiamoci tutti in Surda per passare l'estate tra sole&mare [smilie=beach.gif] " Chi mi segue? :P
oromiscanneto ha scritto:ala capitale

[smilie=spiteful.gif] *scusami ma lo trovo divertente :laugh: *

oromiscanneto ha scritto:per di più non aveva assistito solo in quel caso al versamento di tanto sangue da condurre alla morte un elfo della stessa stirpe reale.
che vuol dire? Che ci sono state altre guerre dopo la caduta di Galbatorix, o si riferisce ad Evandar? È successo qualcosa ad Arya? Criptico :rolleyes: però interessante :invisibile:

oromiscanneto ha scritto:Avrebbe salvato la foresta per lei.

[smilie=swoon.gif] Vuoi dire che??? Däthedr? Islanzandi? Loro??? [smilie=heart.gif] Ma che caaarrriiini!!! :innamorato: Non l'avrei mai detto... (Oppure è solo un grande affetto ^^ *ma no, già immagino il gelido Lord Däthedr sciogliersi per la bella vedova inconsolabile... Ehm, sto divagando*
oromiscanneto ha scritto:Colpito a una costola, il ragazzo stramazzò al suolo.
povero! :cry: mi stava molto simpatico, specie perché era contro gli elfi. Ma colpito a una costola non significa morto [smilie=skull.gif]

Ritorno seria. Mi è piaciuto. Non sono la più grande fan delle descrizioni, quindi posso dire che l'ambiente l'hai descritto nel minimo dettaglio. (Anche con descrizioni veramente lunghe) Il resto l'ho trovato molto interessante, nonché ben scritto. In effetti :applauso: sembra scritto "alla Chris", potrebbe essere un vero seguito di Inheritance.
Continua così...
Posta presto (che è un po' una formula di congedo nel commentare ff ;) )

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RE: Apocalypse

da smeraldina96 » 29 luglio 2013, 16:19

questo dubbio sul sovrano morto.....mi uccide!!!!!! mi porterai alla tomba Oromis :D......scherzo!
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Re: RE: Apocalypse

da oromiscanneto » 29 luglio 2013, 22:04

Grazie mille. Mi fa piacere che il ragazzo qua e là piaccia, ne vedremo delle belle...

smeraldina96 ha scritto:questo dubbio sul sovrano morto.....mi uccide!!!!!! mi porterai alla tomba Oromis :D......scherzo!

Su Dathedr, Islanzadi, Arya, Evandar, avremo presto risposte :sospettoso:

Daenerys ha scritto:
oromiscanneto ha scritto:che aveva letto nei suoi appunti chiamarsi albero di Menoa.
leggerlo sulla guida turistica alle 101 meraviglie di Alagaësia no? *

Al prossimo post leggerai qualche spezzone della guida del buon turista di Alagaësia ;) dobbiamo pur spiegare come fa a sapere certe cose un ragazzo...

Daenerys ha scritto:
oromiscanneto ha scritto:eppure non era affatto venuto a piovere da diversi giorni.
ci credo, siamo nel periodo dell'anticiclone Caronte! :D *in realtà, tornando seria, ma sei sicuro che si dica "venuto a piovere"? :blink: io non l'ho mai sentito dire, ma non per questo deve essere sbagliato... *

Dovevo adeguami al clima :lol: seriamente, non saprei che dirti. Io ero convinto di sì, o non l'avrei usato... Esiste come ricerca google, se inserisci "venuto a pi" c'e il completamento, ma non trovo riscontri poi.

Daenerys ha scritto:
oromiscanneto ha scritto:Che sciocco che era, perdere tempo con quelle frivolezze invece di passare alla fase successiva del piano
io correggerei con "che sciocco che era *anzi io toglierei il che, solo che sciocco era*, perdere tempo descrivendo in 10 righe ogni minimo dettaglio dell'ambiente come ogni superkattivo che si rispetti, per essere solo sgamato subito anziché passando subito all'azione :sleep:

Ti riferisci a un errore grammaticale con il "che" da togliere? :blink: comunque queste digressioni fanno parte del personaggio, e nel caso specifico non si trattava di minuti fondamentali...

Daenerys ha scritto:
oromiscanneto ha scritto:ala capitale

[smilie=spiteful.gif] *scusami ma lo trovo divertente :laugh: *

Ho trascorso ore alla ricerca di errori simili ma niente, uno mi è partito. La vendetta è servita!


Daenerys ha scritto:sembra scritto "alla Chris", potrebbe essere un vero seguito di Inheritance.

Direi "ala Chris" :laugh: Grazie davvero!

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