CHOSEN

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RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 17 aprile 2013, 15:55

È il capitolo più bello fino ad ora.
Il luogo è chiaramente uno di quelli che Umaroth a detto a Murtagh e Castigo di evitare, le parole sono testuali.
Wow, l'oscuro è un bel cattivone… o mamma mia non è che attacca Murtagh che è lontano da Alagaësia?! Per Eragon sarà anche una bazzecola come nemico (ha gli Eldunarí e il Nome dei Nomi e Shruikan è riusciati a resistere all'oscuro, anche se per pochissimo quindi il potere della sua mente equivarrà a venti o trenta draghi come Glaedr, perchè con una cinquantina non avrebbe neanche potuto opporre resistenza) ma sarebbe in grado di annientare Murtagh e Castigo :(
Ed è composto da Spiriti? È una consolazione… gli Spiriti sono molto deboli rispetto a draghi o Lethrblaka e non ne esistono che poche migliaia, anche nel loro mondo, quindi è un vantaggio per i nostri

Comunque mi sento in dovere di fare un'annotazione. So che non ti importa di ciò che viene detto nelle interviste per quanto riguarda questa ff, ma non è un dettaglio e voglio informarti: l'Eldunarí di Shruikan ce l'ha Eragon. Non ti arrabbiare…
Inoltre, Shruikan non può conoscere il Nome dei Nomi, perchè Galbatorix glielo faceva dimenticare anche a lui, altrimenti si sarebbe liberato dai legacci invisibili e si sarebbe ribellato al re…
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RE: CHOSEN

da Brisingr92 » 18 aprile 2013, 8:52

Primo: non c'è nessun problema riguardo le tue annotazioni, anzi sono informazioni importanti delle quali non ero a conoscenza, quindi tranquillo che non mi arrabbio ahahah
Secondo: ti prego mandami i link di queste interviste perche non le trovo da nessuna parte
Terzo: precisa e commenta tutte le volte che ti senti di farlo perché qualunque critica è ben accetta
Quarto: MAI sottovalutare gli spiriti, conosco un tipo di magia diciamo "diverso" dagli elfi
Quinto: grazie per il complimento sul capitolo, é stato molto apprezzato
Sesto: per la realizzazione dell'ff non seguo nessuna intervista di Paolini, ma è una prosecuzione.del ciclo per come l'ho vissuto io
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RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 18 aprile 2013, 13:39

Oddio non vorrei sbagliarmi ma quella da cui ho pescato queste annotazioni dovrebbe essere su Shur'tugal.com in inglese… almeno credo, perchè io non è che le ho guardate ieri. Il fatto è che le interviste da cui traggo informazioni sono in gran parte quelle appena sucessive a Inheritance (3 o 4) e io le ho viste in quel periodo. Le posso ancora leggere perchè le ho copiate e incollate, ma non ricordo più dove le ho trovate. Quando ho finito Inheritance ho passato il mese seguente a cercare più informazioni che potevo. A volte anche quattro ore al giorno, perchè. Nelle prime pagine non trovavo mai niente di interessante. Però tui consiglio di fare una cosa: le informazioni sono su Wikipedia, e su Wikipedia per ogni informazione c'è una fonte sicura con link, tranne per quelle poche voci senza fonte. Tu trova quei link e troverai le interviste. Spero di esserti stato utile ;)
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RE: CHOSEN

da Brisingr92 » 25 aprile 2013, 10:10

L'OMBRA DEL PASSATO

I primi mesi di addestramento furono un vero inferno. Ne Kila, ne tantomeno Shurzvog, avevano la ben che minima conoscenza dell’antica lingua e nessuno dei due aveva dimestichezza con armi da guerra. Per le prime settimane Arya, sostituita da Laufin quando gli affari di stato richiedevano la sua presenza, lavorarono alacremente per far raggiungere ai giovani Cavalieri le conoscenze di base per poter avviare il loro addestramento. Era una follia, secondo gli allievi, prendere confidenza con ben quattro alfabeti diversi, ma come disse Laufin “Uno shur’tugal deve essere capace di comunicare con tutte le razze di Alagaesia”. Durante questa fase si accese la sfida tra nano e urgali ed entrambi non si risparmiavano. All’inizio Kila risultò essere più a suo agio, in quanto conosceva una lingua parlata e utilizzata per la scrittura sia da umani che nani, ma presto non solo Shurzvog recuperò il distacco, ma conquistò rapidamente fluidità, sia di scrittura che di linguaggio, con gli starni fonemi della lingua della magia, scatenando l’invidia del nano, in quanto sapevano entrambi che era una conoscenza indispensabile per un Cavaliere dei draghi. Tuttavia quando, settimane dopo, iniziò l’addestramento con le armi, Kila si prese la sua piccola rivincita perché, anche se la conformazione fisica dell’urgali non lasciava scampo al piccolo nano in quanto a forza e potenza, in agilità e resistenza il knurla gli era nettamente superiore grazie alle sua dimensioni contenute e, tenendogli tranquillamente testa, scartando e deviando i primi, maldestri affondi, all’ultimo istante riuscì anche a batterlo in qualche fortunata circostanza. La fase più complicata, non fu imparare a combattere, perché le lezioni con gli elfi non lasciavano posto ad errori o esitazioni, ma la tendenza di Shurzvog ad usare le corna per combattere, scelta scatenata probabilmente dall’istinto e dalla gioia selvaggia della lotta. Questa sua tendenza sanguinaria, costrinse Arya ad impiegare lunghe lezioni per insegnargli la corretta postura e movenza da tenere durante uno scontro, mentre Kila rimaneva seduto con Laufin a recuperare le lacune accumulate con lo studio dell’antica lingua. Il culmine della disperazione però, venne raggiunto quando Fìrnen, mentore di Beroar e Opheila, pretese che durante le lezioni, le menti di draghi e Cavalieri rimanessero legate, perché, recitò, è importante che un Cavaliere condivida con il suo compagno di mente e di vita ogni conoscenza ed esperienza vissuta. E viceversa. Ai loro compagni, di certo non andava meglio, dato che il drago smeraldino gli impegnava con un regime di addestramento duro quanto il loro, e rare erano le volte che i quattro non si coricassero esausti e stremati. Ben presto, fu evidente che, in quanto a grazia, agilità e velocità di volo, Opheila era decisamente superiore a Beroar, mentre il drago argentato non aveva rivali se si richiedevano potenza, resistenza e forza fisica. La cosa stupì moltissimo i Cavalieri e quando esposero i loro dubbi ad Arya, lei commentò “E’ normale che sia così Kila-finiarel. Drago e Cavaliere si completano a vicenda, e mentre tu sei agile e scattante, Beroar e prorompente e resistente. Mentre per quanto riguarda la vostra coppia Shurzvog-finiarel, tu sei possente e Opheila agile e graziosa”.
Fortunatamente, presto si passò dalla teoria alla pratica e spesso i Cavalieri ingaggiavano sia scontri fisici, durante i quali non emerse chiaramente chi fosse il guerriero più forte, che aerei, sul dorso dei rispettivi draghi. Combattevano quasi sempre l’uno contro l’altro, e la cosa non faceva che aumentare sia la rivalità tra i Cavalieri, sia quella tra i loro draghi, decisi a dare all’altro una lezione di umiltà e dimostrare al mondo chi di loro fosse il migliore. Qualche volta tuttavia, erano costretti a frenare i piani di ambizione personale, per far posto al gioco di squadra, perché, spiegò Arya “dovete essere capaci di sostenervi a vicenda e collaborare per far fronte alle difficoltà. È grazie all’aiuto reciproco che io ed Eragon abbiamo superato numerose insidie lungo la strada verso Uru’baen”. In quelle occasioni, si ritrovavano a lottare insieme contro il maestro e il suo drago, in aggiunta a Laufin che da terra simulava un attacco da parte di uno stregone nemico.
Presto le settimane diventarono mesi, ed i giovani apprendisti si trasformarono da impacciati ragazzini, in guerrieri e studiosi di tutto rispetto. I loro compagni continuavano la loro crescita, alternando periodi di mutamenti repentini, a intervalli di sviluppo più contenuto. All’ottavo mese di vita, sia Opheila che Beroar avevano imparato a sputare fuoco, e se quello della dragonessa era opaco e bruciante, quello del compagno argentato era devastante ed accecante.
Quando i maestri constatarono che i tempi erano maturi per introdurre gli allievi sulle sottigliezze della magia, fecero trasportare dalla vicina Ilirea quattro animali che vennero legati con pesanti travi al suolo, perché non tentassero di fuggire alla vista dei tre draghi. “Ora che avete approfondito il legame che si è formato tra di voi nel momento in cui vi siete legati tramite il gedwey ignasia” esordì la regina degli elfi “voglio che proviate ad entrare nella mente di queste creature, che le rassicuriate, e che le ordiniate di rimanere ferme anche quando verranno slegate dalle travi”. Sia per Kila che per Shurzvog, il compito assegnato non risultò troppo complesso. Certo, il legame che si formava con quelle creature non era nitido e preciso come il contatto con i loro draghi, ma potevano comunicare correttamente con gli animali entro un certo margine. Obbedenti, il mulo, il cavallo ed il cane accettarono di buon grado le rassicurazioni, e quando una compiaciuta Arya andò a liberarli dalle funi, rimasero sereni dove si trovavano. Differente fu il discorso con la mucca, che presa da una crisi di panico, aveva involontariamente eretto impenetrabili difese intorno alla sua mente, rendendo impossibile calmarla. Shurzvog tentò per oltre un’ora di calmare l’agitazione della bestia, ma la morsa di paura che la attanagliava risultò un ostacolo insormontabile, e l’urgali si arrese, esausto e deluso, allontanandosi sconfitto dallo spiazzo per lasciar posto a Kila. Come il suo predecessore, il nano urtò le imponenti difese della mucca, che rifiutava qualsiasi tipo di contatto, e che tentava disperatamente di fuggire. Provò e riprovò, cercando di scavalcare, aggirare o abbattere le barriere mentali della creatura, ma nulla servì a fargli vincere quella sfida. Con un crescendo di rabbia e frustrazione, Kila aumentò la potenza di quello che ormai era diventato un attacco diretto, finchè la rabbia, la stanchezza e la delusione per il fallimento, non gli fecero perdere il controllo. Mentre la disperazione esplodeva in lui con la forza di un vulcano, cancellando qualsiasi altra emozione, il nano lanciò un attacco mentale prodigioso, riversando nella pianura tutta l’angoscia e la stanchezza accumulate in quelle lunghissime settimane. La potenza di quel raggio mentale era sensazionale, e non solo polverizzò le tenaci barriere della mucca, uccidendola, ma mise sotto assedio anche le menti di tutti i presenti. Fìrnen abbassò la testa ringhiando furioso, così come Opheila e lo stesso Beroar, mentre Arya, Shurzvog e Laufin si portarono le mani alla testa, tentando di respingere il devastante attacco. Rimasero così per lunghissimi istanti, finchè il maestro, ripresosi dall’attacco iniziale, pronunciò a voce impercettibile una Parola, accompagnata dal termine “letta!”. Quando l’incantesimo entrò in azione, l’intero essere di Kila tremò, quasi a voler rispondere alla misteriosa Parola appena pronunciata. L’attacco che stava lanciando cessò di colpo, facendolo tornare alla ragione e alla calma. Confuso, si voltò, e scoprì che tutti i presenti, Beroar compreso, lo fissavano truci “Cosa succede?” chiese sorpreso “Quello che hai appena fatto, è stato un atto volontario o non ti sei reso conto di quello che facevi?” chiese Laufin, preoccupato e spaventato come il nano non l’aveva mai visto. Kila lo guardò senza capire “Non so a cosa tu ti stia riferendo ebrithil. Ho cercato di comunicare con la mucca come mi avevate detto di fare, ma sfortunatamente non ci sono riuscito. Cosa ho fatto di sbagliato maestro?”. Senza dare spiegazioni, il vecchio elfo raggiunse Arya e disse “In tutta la mia vita maestà, ho sentito solo una volta di una creatura capace, così giovane, di lanciare attacchi mentali di questa portata. Che l’abbia fatto volontariamente o no, questo è un problema che va affrontato e risolto al più presto, perché l’ultima persona dotata di questo potere, ha distrutto l’Ordine dei Cavalieri e quasi estinto la razza dei draghi”. “La lezione è finita” dichiarò il Cavaliere “domani riposatevi e fate ciò che volete, poi riprenderemo con questo ed altri argomenti”, e senza aspettare una replica, balzò sulle ali di Fìrnen e spiccò il volo verso Ilirea, seguita di corsa da Laufin, agile e veloce come un felino.
Cosa ho fatto di sbagliato? Chiese accigliato il nano a Beroar. Il compagno si rifiutò di rispondere, e con la testa china, si avviò verso il loro giaciglio, dove, di li a poco, si addormentò.
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RE: CHOSEN

da Saphira00 » 25 aprile 2013, 11:29

Bellissimo questo capitolo!!!!!!!!! :innamorato:
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RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 25 aprile 2013, 11:44

Wow anch'io vorrei fare l'addestramento da Cavaliere :O
Bello l'attacco mentale alla Galba ma non ho capito perchè è cessato. Nel senso: il Nome dei Nomi non è in grado di controllare la mente, quindi non ho capito come ha fatto. È stato l'effetto a fargli del Nome a fargli perdere la concentrazione?
E se si chiama Parola vuol dire che solo Arya, Eragon e Murtagh, oltre ai loro draghi e agli Eldunarí lo possono ricordare? Quindi è stato lanciato un nuovo incantesimo di oblio :sospettoso:
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RE: CHOSEN

da Brisingr92 » 30 aprile 2013, 17:13

Dedico il capitolo ad EragonEldunari: l'unico utente che mi segue e commenta, ma fa così schifo questa ff?

UN ANTICO CONSIGLIO

“Non possiamo permettere che accada di nuovo Lady Nasuada. Non dopo tutto quello che abbiamo passato”. La regina rimase allibita. Mai una volta, da quando l’aveva conosciuta, aveva visto Arya così agitata e spaventata. “La sua forza mentale è già ad uno stadio di sviluppo molto avanzato, anche se ancora non riesce ad usarla consapevolmente. Fortunatamente non ho ancora introdotto l’utilizzo della magia, quello è compito di Eragon, ma sono certa che ha il potenziale per diventare un mago straordinario. Non voglio assumermi responsabilità che non mi competono, per cui i miei insegnamenti finiscono qui”. Come può un ragazzino, nano oltretutto, spaventare uno dei guerrieri più forti e saggi di Alagaesia? Si chiese la giovane. Quando decise di rispondere all’elfa, cercò di mantenere un tono calmo e risoluto. ”Comprendo perfettamente le tue preoccupazioni Arya-drottning, ma per evitare decisioni affrettare, sarebbe meglio chiedere il parere di Eragon e degli Eldunarì che sono partiti con lui. Loro, più di chiunque altro, sapranno come comportarsi”. “Molto bene” concesse il Cavaliere dopo un istante di riflessione “Contatta Eragon e Saphira se lo desideri, ma io volerò a Tronijheim e avvertirò Orik, e da lì fino al castello Farnaci per informare Orrin delle novità. E’ giusto che siano messi al corrente della situazione”. E senza aggiungere altro, si voltò e lasciò la sala con il consueto passo felino. Che strano pensò Nasuada ero convinta che sarebbe stata felice dell’opportunità di parlare con Eragon, invece ha scelto di non farlo. Abbandonando i suoi vagheggiamenti, la regina convocò Farica, la fedele ancella, chiedendole di portargli lo specchio che Eragon aveva stregato prima di intraprendere il suo viaggio verso le terre dell’ignoto est. Quando le fu posizionata davanti la superficie cristallina disse “Hadat, vai a chiamare subito Trianna, dille che si tratta di una questione della massima importanza e che venga subito”. Con un rapido inchino, il messaggero si allontanò di corsa. È insopportabile dover dipendere da altre persone solo perché hanno ricevuto il dono di saper usare la magia, pensò amaramente la ragazza. Qualche minuto dopo, la maga comparve trafelata ed ansimante. Inchinandosi, chiese il motivo di tanta urgenza, e quando la regina gli ebbe spiegato la situazione, la giovane si girò le maniche della tunica purpurea fino ai gomiti, pronta ad usare la magia.

*
Fìrnen volava alto nel cielo, come una scintillante cometa smeraldina. Sul suo dorso, Arya, nonostante fosse assorta nei suoi pensieri, era felice della gioia che il compagno irradiava mentre si librava tra le nuvole. Perché non hai voluto parlare con Eragon? So benissimo che ti manca, ma non capisco come tu ti sia lasciata sfuggire una simile occasione. Dopo molto tempo, l’ elfa rispose. Non voglio distrarlo dai compiti che gli sono gravati sulle spalle da quando ha lasciato l’Impero, e non ho la forza di vederlo per pochi istanti, sapendo che non può raggiungerci. La sua partenza mi ha lasciato un vuoto che non ero preparata ad affrontare, come una tempesta improvvisa che spazza via qualsiasi altra emozione. È meglio per tutti noi se non ci distraiamo dai doveri che ci spettano, te lo assicuro. Con un cupo brontolio, il drago rispose. E quando pensi verrà il giorno in cui tu potrai essere felice? Sei sempre pronta a sacrificarti, ed è questo il tuo dovere in quanto regina e Cavaliere, ma anche la persona più premurosa e responsabilizzata del mondo merita di ricevere le stesse felicità che porta in coloro che aiuta. Nonostante l’intimo legame che li univa, Fìrnen non ottenne risposta, perché l’elfa l’aveva escluso dalla quella parte della sua mente.

*
Eragon si abbassò giusto in tempo, e la lama di Blodhgarm sfiorò l’armatura che gli proteggeva la schiena. Con una rapida piroetta, l’elfo si riportò di fronte al ragazzo, asciugandosi con la mano il sudore della fronte pelosa. Il Cavaliere si compiacque nel vedere che persino un esperto di guerra come Blodhgarm faticava a duellare con lui. Da quando aveva imparato a vedere tutto ciò che guardava, la sua abilità di spadaccino era enormemente aumentata. Ora, anche grazie ai continui suggerimenti di Glaedr, Umaroth e qualche elfo, riusciva a tenere testa senza eccessivo sforzo ad ogni avversario con cui si allenava, e, a volte, i draghi lo facevano duellare con due elfi per volta, in modo che il giovane imparasse a tenere sempre la situazione e il dispendio di energie sotto controllo. Senza alcun preavviso, Blodhgarm riprese l’assalto, menando fendenti rapidi ed insidiosi, facendo faticare non poco il Cavaliere. Saphira, che assisteva ad ogni suo allenamento, era accovacciata in un angolo, per non intralciare i combattenti con la sua mole ingombrante. Proprio mentre la dragonessa sbadigliava, esibendo la sua impressionante chiostra di zanne aguzze, Blodhgarm tentò un affondo alle costole di Eragon, ma fu troppo lento. Con un sincronismo perfetto, il giovane volteggiò su se stesso, mandando a vuoto il colpo dell’elfo, che colpì con la lama il fianco del giovane. Eragon tentò di piazzare brisingr sul collo dell’avversario con un colpo fulmineo, ma il vecchio elfo era troppo esperto, e la lama azzurra si scontrò contro lo scudo dell’avversario, che aveva alzato preventivamente il braccio sinistro per ripararsi da eventuali errori. Con una cascata di scintille cremisi, Blodhgarm scansò la lama insidiosa e, con un rapido balzo all’indietro, si riportò a distanza di sicurezza dal Cavaliere. Basta così sentenziò Umaroth. Ricorda Eragon, anche se hai un sincronismo perfetto, non devi mai avere troppa fretta di colpire il tuo avversario, sappi che basta un unico istante perfetto per vincere uno scontro. Riprenderemo domani. In quel momento, comparve sulla soglia Yaela, che con voce melodiosa disse “Lady Nasuada chiede di parlare con te Ammazzaspettri. Attende nel tuo studio”. Ringraziando l’elfa per il messaggio, il Cavaliere si diresse nei suoi alloggi, verso lo specchio che aveva montato di fronte alla scrivania. Era quasi un anno che non vedeva la regina, che gli era mancata più di quanto si sarebbe aspettato. Inginocchiandosi secondo gli usi elfici Eragon esordì “Salute a te Nasuada figlia di Ajihad. È bello vederti dopo così tanto tempo”. La regina chinò il capo “Salute a te Eragon Bromsson, molte notte ho trascorso a pensare come te la stessi passando”. Terminati i convenevoli, Nasuada riprese “sono lieta di apprendere che hai trovato un luogo adatto per ricostituire l’Ordine dei Cavalieri, ma questa è una storia che riserveremo per la prossima volta. Per ora c’è una questione importante di cui vorrei discutere con te”. “Come desideri Lady Nasuada” la incoraggiò il Cavaliere. Così alla regina toccò raccontare di come si fossero evoluti gli eventi da quando aveva lasciato l’impero, di come le uova si fossero schiuse e dei primi mesi di allenamento sotto la guida di Arya, soffermandosi infine sull’involontario attacco mentale che il giovane Kila aveva lanciato involontariamente e sulle potenziali minacce che sarebbero potute derivare dal suo potere. “Per questo motivo ti ho contattato, abbiamo bisogno dell’esperienza degli antichi Eldunarì per affrontare questa nuova situazione”. Parlando attraverso il Cavaliere, gli antichi draghi, che avevano ascoltato tutta la conversazione, risposero rappresentati da Umaroth. Non è una situazione facile, Nasuada figlia di Ajihad, come ha ben detto il giovane Laufin, l’ultimo essere dotato di un simile potere in così tenera età è stato Galbatorix, e non possiamo permettere che si ricrei una situazione come quella vissuta in Alagaesia nell’ultimo secolo. Per il momento, sospendete qualsiasi tipo di addestramento, sia magico che mentale, in quanto ce ne occuperemo noi quando il cucciolo ci raggiungerà. Dite ad Arya di continuare con lo studio e l’esercizio fisico, in modo che non abbia tempo di fare esperimenti avventati che potrebbero costare caro a lui, Beroar e chiunque fosse presente in quel momento. Non abbiamo abbastanza elementi per prendere ulteriori provvedimenti, e confidiamo che Arya farà del suo meglio per gestire la situazione. “Grazie infinite Umarothilbianco, e grazie a tutti voi, Grandi Antichi, per i vostri preziosi consigli. Faremo come avete consigliato”. Compiaciuti, i draghi si ritirarono, lasciando Eragon e Nasuada liberi di conversare. “Devi scusarmi Eragon, ma ho moltissimi impegni che richiedono la mia attenzione, e purtroppo non posso avere il piacere di avere una conversazione lunga quanto vorrei”. Prima di interrompere il contatto, e anticipando le domande di Eragon, la regina aggiunse “Non conosco il motivo per il quale Arya non abbia voluto essere presente, ma lei e Fìrnen stanno bene”, poi in tono dolce aggiunse “Le manchi più di quanto voglia far credere Eragon, glielo si legge in faccia”. Commosso e senza parole, il giovane la ringraziò, felice di poter contare su una persona tanto speciale come Nasuada.


Aggiunto dopo 1 minuti:

Dedicato anche a Saphira00 , l'altra fan della ff
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RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 30 aprile 2013, 19:03

Wow! Un capitolo con la dedica :innamorato:
Però, Brisingr, noi non siamo affatto gli unici a seguire questa ff. Siamo gli unici a commentare, forse, ma sai quanta gente legge senza commentare :D Comunque bel capitolo, mi ricorda molto quello di una ff che ho scritto, e questa ff a me piace molto e la ritengo senza dubbio una fra le migliori :D Poi se gli altri non la seguono peggio pwr loro…
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RE: CHOSEN

da murtagh81099 » 30 aprile 2013, 21:47

non ti preoccupare Brisingr92, ci sono molte persone che ti seguono, anke io, per esempio non mi perdo neanke un capitolo della tua storia, hai molta fantasia e questo è un bene!!!! :laugh: :applauso:
continua scrivere, mi raccomando!!

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RE: CHOSEN

da Saphira00 » 1 maggio 2013, 12:20

Grazie per la dedica!Mi è molto piaciuto come hai descritto lo scontro tra Eragon e Blodhgarm! Bravo! :P
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Re: RE: CHOSEN

da Daenerys » 2 maggio 2013, 17:58

ma fa così schifo questa ff?

No, sono i commentatori che sono pigri :sleep: (e hanno molti impegni :P )
So che può sembrare schifoso come commento ma non ho nessuna critica da fare, anzi forse è l'addestramento da Cavaliere meglio descritto :ok: che abbia mai letto :)
Ogni tanto compaio, purtroppo ultimamente non brillo certo per volontà. :(
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RE: CHOSEN

da Brisingr92 » 11 maggio 2013, 16:53

L'ORIGINE DEL POTERE

Nella sala dell’antico trono di pietra, l’Oscuro era circondato da cinque stregoni umani, alti, emaciati, provati dalla prigionia e dalle torture subite. Erano ciò che restava della mano Nera, la rete di spie creta da Galbatorix per ottenere informazioni e sabotare gli sforzi dei Varden durante la loro guerra contro l’Impero. Catturati ai confini meridionali delle terre dell’Oscuro, erano stati imprigionati e successivamente interrogati perché fornissero ogni genere di informazione possibile sul luogo che avevano abbandonato, informazioni indispensabili per avviare la campagna militare contro Alagaesia. Ora, dopo aver fornito il maggior numero di dettagli richiesti, stavano creando intorno all’Oscuro una protezione costituita da spiriti, perché si era reso conto che la sua immensa potenza non era ancora sufficiente a creare e nutrire un esercito in un luogo in cui acqua e viveri erano una rarità. Le voci degli stregoni risuonavano potenti e discordanti, e riverberavano nell’aria molto più a lungo di quanto avrebbero dovuto. D’un tratto, mentre la delirante cantilena raggiungeva l’apice della forza, un grappolo di luci multicolori entrarono con la forza del vento dalle finestre diroccate, e calarono sulla testa dell’Oscuro seduto al centro della stanza. Gli spiriti lampeggiarono di rabbia, tessendo intorno al Padrone un nuovo muro impenetrabile. Mentre le cinque figure cadevano riverse al suolo ormai prive di vita, l’Oscuro si erse in tutta la Sua magnificenza e rise, felice come un bambino che riceve un prezioso dono, consapevole dell’incremento terrificante che aveva avuto la Sua antica facoltà di distruzione. Forte del suo nuovo potere, scese dalla pedana di marmo e diresse i suoi pensieri verso il problema in cui era incappato. Grazie alle conoscenze fornitegli da Shruikan e dagli stregoni, sapeva che Galbatorix era morto, e che due Cavalieri dei Draghi erano sopravvissuti alla guerra, Eragon e Murtagh, forti del potere congiunto di tutti gli Eldunarì di Alagaesia. Ma adesso dove si trovavano? Quanto forti erano e quale reale minaccia costituivano per Lui? C’erano forse degli altri Cavalieri? Gli servivano più informazioni, dettagli essenziali per ottenere la Sua vendetta, ma come fare? Contava in tutto cinquanta Ra’zac, gli unici in grado di mettere in pratica il suo piano, perché gli unici che potevano tenere testa ad un elfo. Erano gli ultimi di un’antichissima razza, cacciati e portati sull’orlo all’estinzione dagli infidi Cavalieri, l’origine di tutti i mali. Ne convocò cinque, certo che nessun elfo di Alagaesia avrebbe resistito ad un simile agguato. Arrivarono in fretta, agili e deformi al tempo stesso. Utilizzando antiche parole di potere, l’Oscuro plasmò i loro corpi, rendendoli più agili e veloci di qualsiasi elfo esistente, per permettergli di portare a termine la missione senza subire alcun danno. Terminata la lunga operazione, che richiese un intero giorno per essere ultimata, spiegò loro il piano. Con un inchino, seguito da numerosi versi orripilanti, i cinque partirono subito verso sud-est, verso l’antica dimora degli elfi, la Du Weldenvarden. Certo della riuscita del Suo piano, uscì dalla fortezza rapido come un felino, e dopo aver dato disposizioni per il controllo dell’opera di costruzione del Suo esercito a Wazuk, partì alla volta della Grande montagna, che si stagliava forte e gloriosa dall’altra parte dell’arida vallata. Procedette spedito, senza mai fermarsi per riposare o nutrirsi, perché Lui era invincibile e instancabile. Passando in mezzo ai cantieri di costruzione, dove centinaia di schiavi intenti a costruire macchine da guerra e armi da battaglia, si prostrarono all’unisono di fronte al loro Signore. Ma Lui non ci faceva caso, totalmente assorto nella prossima missione, la Sua missione. Sapeva che alle pendici di quella montagna c’era il nido dell’ultima famiglia di Milhzag, razza dominatrice dei cieli prima dell’ascesa dei loro cugini draghi. Il loro periodo di letargo, che durava circa mille anni, stava per concludersi, e voleva ingrossare il suo esercito con queste straordinarie portatrici di morte. Ogni covata contava circa venti uova, e sperava di trovarne anche di più, perché allora la Sua vittoria sarebbe stata scontata e assoluta, perché due soli draghi non potevano nemmeno lontanamente competere con venti di queste antichissime creature. Arrivato di fronte ad una scarpata di roccia viva, alzò le braccia al cielo e urlò con voce terrificante “Kveykva, jierda!”. Non appena l’antica lingua lasciò le sue labbra, un potentissimo fulmine si abbatté sulla parete rocciosa, frantumandola. Con un rapido gesto della mano, accompagnato dal termine “Ganga”, le macerie di accumularono sul lato destro della voragine che aveva aperto, liberando il passaggio verso le viscere della montagna. Con passo deciso e incontrastabile, partì verso il nido che aveva individuato con un’ispezione mentale, sicuro che presto avrebbe sottomesso e controllato ciò che restava di una razza formidabile.

*

Corse per giorni, spingendosi sempre più nelle viscere della montagna, ma mai per un istante pensò di rinunciare o rallentare l’andatura. Il riposo era per i deboli, e Lui, l’essere più forte del mondo, non si sarebbe mai abbassato al livello della feccia comune. Arrivato in fondo alla galleria immersa nelle tenebre, l’Oscuro osservò il nido che aveva di fronte. Era in una gigantesca stanza completamente ricoperta di paglia e arbusti simili, sistemati sul duro pavimento per creare una sorta di tenero giaciglio per i cuccioli che sarebbero nati. Diciannove uova erano disposte alla rinfusa lungo le pareti frastagliate e al centro dello scenario due figure delle dimensioni di un drago adulto dormivano profondamente, totalmente ignare della Sua presenza. Erano molto simili ai draghi, con una testa triangolare, il muso spigoloso e ricco di zanne possenti create per sbranare e spezzare vite. Le ali fragili come carta erano lunghe il doppio del corpo e una lunga serie di punte acuminate proteggevano loro la schiena. Tuttavia, erano meno muscolosi dei cugini, più adatti a movimenti agili e sinuosi che a scontri feroci. Al posto delle squame, erano rivestiti di piume color ruggine, tuttavia dure e resistenti come l’acciaio. Le zampe, robuste e possenti, contavano tre artigli per zampa, ed erano totalmente privi di coda. A conti fatti, assomigliavano più a uccelli giganti che a draghi, ma nel loro ventre covava un fuoco che li rendeva predatori sensazionali, rendendoli capaci di sopravvivere anche nelle situazioni più estreme. Senza ulteriori indugi, la devastante forza dell’Oscuro forzò le barriere mentali dell’intera famiglia, senza dargli la minima possibilità di difesa, con l’unico obiettivo di piegare al Suo volere gli ultimi ventuno esemplari al mondo di Milhzag. Non appena il processo fu ultimato, e la miriade di spiriti e anime che Lo componevano assoggettarono al loro volere le menti dei cuccioli facendo schiudere le uova all’istante, facendo crepitare l’intera grotta con il suono di un gigantesco vetro che si frantuma.
Un forte gracchiare riempì la grotta, urla laceranti di cuccioli contrariati per essere stati costretti ad uscire dall’uovo prematuramente. Erano esserini spelacchiati e apparentemente fragili, non più grandi di una gallina. I genitori, quando si destarono dal lungo sonno, guardarono impotenti la scena, chinando a forza il capo di fronte al loro nuovo Padrone, infuriati con Lui per averli privati degli ultimi anni di riposo, e di un’intera vita di libertà. Avrebbero voluto ucciderlo, dilaniarlo con il loro artigli e poi mangiarlo, ma non potevano attaccarlo, non potevano ribellarsi e uccidere il loro Padrone. Senza il Suo permesso, non potevano neanche muoversi. Questi cupi pensieri non ebbero effetto su di Lui, perché la Sua vendetta doveva compiersi, e se esaudire la Sua volontà richiedeva la schiavitù di ogni forma di vita esistente, di sicuro Lui l’avrebbe fatto senza pensarci un istante, perché nulla era più importante del potere, e avrebbe fatto di tutto per ottenerlo. Ad un suo cenno, l’intera famiglia si alzò, pronta ad emergere dal suo millenario isolamento, piegati e spezzati come lo fu un tempo Shruikan, schiavizzati per poter ingrossare le fila di un esercito ormai avviato verso il completamento.
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RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 11 maggio 2013, 19:48

Qui c'è un errore di tempo:

"Ora, dopo aver fornito il maggior numero di dettagli richiesti, stavano creando intorno all’Oscuro una protezione costituita da spiriti"


Non dovrebbe esserci ora con stavano. Piuttosto, a quel punto, che è corretto.

E l'oscuro non sa che Arya è cavaliere? Che ritardato poi cerca di fare il figo -_-

" e Lui, l’essere più forte del mondo" mamma mia è anche arrogante! Non lo sopporto questo bimbominkia che si crede un semidio! E io sono più forte di lui! Ha bisogno di una lezione di umiltà :sospettoso: se non ci pensa Eragon dovrebbe farlo Chuck Norris :arms: allora si che riderei :sospettoso:
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RE: CHOSEN

da Saphira00 » 11 maggio 2013, 21:48

Mm.....la storia si complica!! Hai descritto davvero bene la razza dei Milhzag! Ma l'hai inventata tu????? :P
Posta presto! :D
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Re: RE: CHOSEN

da EragonEldunari » 11 maggio 2013, 22:37

Saphira00 ha scritto:Mm.....la storia si complica!! Hai descritto davvero bene la razza dei Milhzag! Ma l'hai inventata tu????? :P
Posta presto! :D

Certo che l'ha inventata…
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