Due Lune.

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Due Lune.

da Deianira » 13 dicembre 2013, 11:38

Luna è la sorella di Eragon. Nella foresta, non trovarono solamente un uovo, ma due. Uno azzurro, da cui come tutti sappiamo nascerà Saphira e uno nero da cui uscirà Jack.
Accompagnati dalle loro spade magiche, e dai consigli del cantastorie Brom, i due ragazzi si ritroveranno a dover affrontare una guerra, più grande di loro...
...dopo aver salvato la città dei ribelli, Luna ed Eragon partono verso Ellesméra. E' lì che proseguiranno il loro addestramento nell'arte della magia e della spada. Ma qui, la giovane forse troverà qualcosa di più. Qualcosa che cambierà la sua vita per sempre.

La storia è ambientata dopo il primo libro del Ciclo Dell'Eredità. Tutti i fatti avvenuti in questo, sono accaduti a Luna, tranne, ovviamente quelli che riguardano esclusivamente Eragon (come ad esempio la cicatrice sulla schiena). La storia è basata principalmente a partire da Eldest, fino all'ultimo libro. Alcune parti sono prese dai libri, quindi può contenere spoiler per chi ancora deve finire di leggerli. Spero vi piaccia!
-Daianira

D U E L U N E

-one day, too late.

La bimba le sedeva sulle ginocchia, gli occhi scuri e profondi rivolti verso la madre.
<< La nonna, mamma? Com'era la nonna? >>. La ragazza posò la spazzola con cui le stava pettinando i lunghi capelli rossi, e rimase qualche secondo in silenzio.
<< Era...era una donna molto forte tesoro >> mormorò, nascondendo la voce rotta dal pianto. La bimba sollevò si strinse la bambola di pezza al petto e chiuse gli occhi.
<< Eragon mi ha detto che anche il nonno era una persona molto forte, mi ha detto che il tuo nome, Scarlett, era il suo preferito >>.
Scarlett battè più volte le palpebre, ricacciando indietro le lacrime: << Lo...lo spero davvero tanto, amore mio >>.
Finì di legare i capelli della figlia e la posò a terra con delicatezza: << Vado...vado a fare una cosa, tesoro >>
<< Va bene, mamma >>.

Scarlett si asciugò le lacrime con il polso, stringendo al petto un foglio di carta vecchio ed ingiallito. La lettera di sua madre. Quella che le spiegava perchè non l'aveva cresciuta lei, quella che era l'unica cosa che le restava della madre.
Non aveva il coraggio di leggerla, da quando la sua tata, prima di morire, non l'aveva lasciata a lei. Le tremavano le mani.
Respirò a fondo, lasciando che un'ultima lacrima le scivolasse sulla guancia e lesse....



Thud.
L'aria fu scossa dal riverbero di un tonfo. Thud. Un altro colpo sordo. Luna rivolse una breve occhiata preoccupata a Jack, che fiutava l'aria, gli occhi viola schizzavano da una parte all'altra.
Thud.
I due fratelli si tapparono le orecchie. Gli elfi rimasero immobili.
Thud.
Dall'orlo della rupe comparve un enorme drago dorato, con un Cavaliere sul dorso.
Fulgido come un sole abbagliante, il drago si librava davanti a Luna e agli altri, radunati sulla rupe di Tal'naeir, investendoli con folate di vento sollevate dalle sue ali possenti. Il suo corpo sembrava sprigionare vampe di fuoco, mentre l'alba lucente illuminava le sue squame dorate che riflettevano sprazzi di luce abbagliante sul terreno e sugli alberi.
Era molto più grande di Saphira e Jack, abbastanza da avere un centinaio di anni. Sul suo dorso, il Cavaliere, vestito di bianco, brillava di una luce accecante.
Luna vide con la coda dell'occhio Eragon accasciarsi a terra, con lo sguardo incollato al volto del drago. Ed improvvisamente si sentì arrabbiata per quello che stava succedendo in quel momento.
Strinse i pugni, per fermare le mani che le tremavano. Chinò la testa. Avrebbe dovuto saperlo fin dall'inizio. Avrebbero dovuto dirglielo! Tutte quelle sofferenze, quei pianti erano finiti giù per lo scarico.
Perchè un tale guardiano del passato, una leggenda, si nascondeva nella città degli elfi? Perchè non porgeva l'aiuto che ogni cavaliere deve dare?
Jack prese a trasmetterle sensazioni miste, che confusero anche lei. Alzò lo sguardo.
Quando il drago virò per atterrare, Luna trasalì: la zampa anteriore sinistra della creatura era stata mozzata da un colpo terribile, lasciando un inerte moncone bianco laddove un tempo c'era un arto possente.
Le si riempirono gli occhi di lacrime, ma le ricacciò indietro. Il drago atterrò sul tappeto di trifoglio e chiuse le ali. Il Cavaliere smontò con cautela, usando la zampa destra del drago e si avvicinò agli elfi ed ai due fratelli, sorridendo. Era un elfo dai capelli argentei, vecchio oltre ogni dire, anche se l'unico segno di età era l'espressione di grande compassione e tristezza sul suo volto.
Eragon sembrava particolarmente impressionato. La sua espressione le ricordava un gufo impagliato.
<< Atra esternì ono thelduin >> lo salutarono in coro Eragon e Luna, toccandosi le labbra. Chinarono la testa, quasi all'unisono, imponenti davanti a tale magnificenza e bellezza.
<< Alzate il capo, Cavalieri. Oromis è il mio nome, Eragon Ammazzaspettri...e Luna >>. La ragazza sollevò gli occhi, irritata per quanto poco contasse.
Veniva sempre coperta dalla fama del fratello, spesso aveva voglia di tagliarsi la gola in pubblico e vedere le loro facce. Così, per essere qualcuno.
Si accorse che Oromis guardava proprio lei. Avvampò in fretta, dimenticandosi che la propria pelle, bianca come il latte, sarebbe presto diventata color pomodoro. Era troppo bello, troppo giovane e perfetto per avere così tanti anni. Si chiese se anche lei un giorno sarebbe rimasta così com'era adesso.
Una folata di aria calda la investì e per poco non cadde a terra. Un energia potente, saggia ed enorme le invase la mente. Subito si sentì al sicuro, quasi come se qualcuno le stesse cantando una ninnananna.
Eragon, Luna. Finalmente ci incontriamo. Io sono Glaedr.
La voce del drago, sicuramente un maschio, era calda e tranquilla ma allo stesso tempo minacciosa.
<< Onorata >> mormorò Luna, accennando un sorriso. Eragon lo salutò a salutò a sua volta, poi toccò ai draghi presentarsi. Saphira sembrava eccitatissima nel vedere il proprio maestro. Si portò un ciuffo corvino dietro l'orecchio e guardò Jack, fermo, il muso squamoso contratto in una lieve smorfia. Non sembrava molto contento dell'arrivo del drago dorato, ma forse era solo una sua impressione.
Jack, è successo qualcosa?
Potevano dircelo, potevano aiutarci. Magari Brom a quest'ora non sarebbe morto!
Non è...non è colpa loro
sussurrò al proprio drago. Ma sapeva che stava mentendo a se stessa, dato che anche lei la pensava allo stesso modo. Il petto prese a farle male.
Dopo questo scambio silenzioso, anche Orik si presentò ad Oromis.
<< In tutta sincerità, questo va ben oltre quanto avrei mai osato sperare. Rappresenti una lieta sorpresa in questi tempi bui, Cavaliere..se non è troppo arrogante, vorrei chiederti... >>
<< Perchè sei rimasto nascosto per tutti questi anni? Avevamo un grande bisogno di te. Potevi fare la differenza! >> lo interruppe Luna, accorgendosi solo dopo delle sue parole. Eragon la guardò, stupefatto.
Cosa combini, idiota!
Calò un silenzio di tomba, interrotto soltanto da un cupo ringhio proveniente dalle zanne di Glaedr. La regina Islanzadi la fulminò con lo sguardo. Luna non ebbe il coraggio di risponderle.
Jack le diede un leggero colpetto col muso sulla spalla, innondandola di nuvo coraggio.
Oromis incrociò le braccia al petto, studiando quella che sarebbe diventata la sua allieva:
<< Non preoccuparti, nessuna offesa. E' una reazione comprensibile, ma vedi, io e Glaedr abbiamo i nostri problemi e sarei più inutile in battaglia, un anello debole, un peso, qualcuno da catturare facilmente e usare contro di voi.. >>
<< Lo Storpio Che è Sano >> mormorò Eragon. Oromis annuì, confermando le sue parole. Poi tornò a rivolgere le sua attenzioni a Luna, che se prima era rossa, ora era di tutti i colori. Chinò la testa ancora una volta, abbassando le iridi verdi sul pavimento.
<< Perdonami, Ebrithil >> sussurrò, ricordando le brevi lezioni che le aveva impartito il cantastorie, sull'antica lingua.
<< Non c'è nulla da perdonare. >> Oromis poggiò una mano sulla spalla della ragazza ed una su quella di Eragon, che fissava ancora Luna come se fosse appena diventata trasparente.
<< Col suo permesso, Regina Islanzadi... >>
<< Andate >> disse la regina, con un filo di voce, gli occhi puntati a sua volta sulla nuca di Luna. Glaedr si accucciò sul terreno e Oromis si arrampicò sulla sua zampa per poi montare in sella.
<< Seguitemi, abbiamo tante cose da dirci >>.


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RE: Due Lune.

da Saphira23 » 17 dicembre 2013, 12:08

Ciao ^^ hai iniziato una ff :O , brava... ^^
L'inizio è bello, anche l'idea che hai avuto non è male...
Eragon e sua sorella :rolleyes: e il tuo amato Oromis :laugh:
brava ;)
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RE: Due Lune.

da smeraldina96 » 17 dicembre 2013, 15:32

bene bene una sorella, ma anche lei è figlia di Selena e Brom?
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