Elixir

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RE: Elixir

da Tobia92 » 20 aprile 2012, 20:01

A parte il grande fascino che suscita in me l'arte babilonese... (si sente l'ironia? :P)

No davvero, perché? Perché sono così scemi? Va beh, in questo capitolo non così tanto, ma povera Kayleena... Daccordo che non ha grande esperienza di alagaesia, però così sembra che giri con le fette di salame sugli occhi :laugh:

Chi sarà mai questo strano stregone? (ci stava un'altra parola che inizia per str, però lasciamo perdere)
Quand'è che finalmente arriveranno ad Ellesmera per giocare alla patata bollente con il filtro?

Continua presto! ;)
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
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RE: Elixir

da Kiarya92 » 22 aprile 2012, 22:25

eccovi l'altro pezzo del capitolo 24. Scusate gli errori se ce ne sono :)

- Certamente, mia simpatica compagna di viaggio - iniziò il vampiro, avvicinandosi a lei con passo estremamente lento e soltanto quando fu ad un passo da lei continuò il discorso - Ma ora dobbiamo metterci in marcia. So che senti ancora male ma…-
- D’accordo. Andiamo -
David, sorpreso dalle sue parole, la fissò per un lungo istante a bocca aperta. Probabilmente aveva pensato che avrebbe fatto delle storie per riposare ancora per via della gamba, e come poteva dargli torto? Una freccia le aveva trapassato la gamba da parte a parte ed ogni passo era un supplizio, ma dovevano muoversi, fare anche poca strada per mettere più distanza possibile tra loro e gli uomini di Nahr. Abbassò lo sguardo dai suoi occhi, neri come il buio più profondo, inespressivi e freddi, che sembravano celare l’animo del suo compagno dietro ad un oscuro velo; poi si allontanò, zoppicando, rientrando nella grotta dove avevano trascorso la notte - No so per quanto riuscirò a resistere, ti chiedo soltanto di fermarti di tanto in tanto - disse in un sussurro, certa che il vampiro l’avesse udita comunque.
Fece un infarto quando se lo trovò davanti, con entrambi gli zaini in spalla - Posso sempre portarti in braccio -
Scosse la testa, rifiutando gentilmente - Sai che non mi piace quando lo fai -
- Intendevo…portarti in braccio e basta -
Stupita, stava quasi per accettare la sua richiesta, ma riuscì a frenare quel desiderio - Perché? -
- Come perché? Sei zoppa! -
- Quindi? -
- Non sai cosa significa? -
- No -
- Se tu sei zoppa, allora arriviamo tardi -
Come immaginava, David non le avrebbe mai rivelato il vero motivo di quell’improvvisa gentilezza nei suoi confronti, si limitava a coprire la verità dietro a della battute infantili e fuori moda - Sei così…infantile -
- Allora? Accetti o no il taxi-vampiro? -
- Solo in caso di estrema necessità, e che sia chiaro: non correre -
- D’accordo, capo -


Avevano raggiunto il fiume Zannadorso e avevano seguito il suo corso per tutto il pomeriggio e la notte, fermandosi soltanto all’alba; ed ora che il sole stava nuovamente calando all’orizzonte, un vento freddo iniziò a soffiare forte, costringendola ad avvolgersi nel mantello che, fortunatamente, si era portata appresso, con il cappuccio tirato sopra la testa. David, davanti a lei, sembrava non sentire la fredda temperatura dell'ambiente, mentre lei sentiva le guance pungerle, le dita della mano, che teneva chiuso il mantello, erano fredde e non si sentiva più i piedi, per non parlare della fastidiosa ferita alla gamba.
Aumentò il passo, raggiungendo il compagno ed osservandolo attentamente, sapendo, in cuor suo, che c'era qualcosa che non andava. Gli occhi neri del vampiro fissarono i suoi per alcuni secondi, tornando poi a guardare la strada davanti a loro e aumentando appena il passo, superandola. Stava per ripetergli la solita ramanzina, ma lasciò perdere il fatto che, da quando erano partiti, David non era mai andato a caccia. Rimase dietro di lui, fissandogli la schiena senza dire nulla, domandandosi fino a quanto avrebbe controllato il peso della sua sete. Aumentò nuovamente il passo, raggiungendolo una seconda volta - Grazie -
- Per cosa? -
- Per aver mantenuto un’andatura tale da andare alla mia stessa velocità -
- Non lo sto facendo apposta -
- Io credo di sì - disse in un sussurro, sperando inutilmente di non farsi sentire: in quel bosco ogni passo sembra avere il suo eco.
David la strattonò indietro, stringendole forte il polso per impedirle di fare un altro passo avanti, e non poté fare a meno di lanciargli un’occhiata preoccupata - Cosa c’è? -
- Hai sentito? -
- No - rispose, dopo essersi messa in ascolto - Non sento nulla -
- Sono vicini -
Sapeva che David si riferiva agli uomini di Nahr, che per poco non la ammazzavano a Dalgon, ma si domandò come avevano fatto a seguirli, eppure non avevano lasciato nessuna traccia e lei non aveva fatto alcun tipo di magia - Come fanno a sapere dove siamo? -
- Non lo sanno, stanno andando alla cieca perché sanno che questa è l’unica strada che possiamo percorrere -
- Sanno che stiamo andando ad Ellesméra? -
- Perfino uno stupido l’avrebbe capito -
Dopo averci pensato, annuì - Che facciamo? -
- Devi camminare più veloce se non vuoi che ti prenda in braccio -
Ignorò David e si guardò intorno: ora che ci faceva caso c’era qualcosa che non andava, sembrava quasi percepirlo nell’aria. Gli uccelli, che fino a qualche minuto prima cinguettavano allegramente nel cielo rossastro, erano praticamente spariti, come se volessero nascondersi da qualcosa. Qualcosa di malvagio.
- David - sussurrò piano, fermandosi - Dobbiamo nasconderci, adesso -
- No, dobbiamo andare avanti -
- Ti prego, fidati di me - sussurrò - Ci uccideranno se non ci nascondiamo da qualche parte -
Il vampiro si guardò intorno, forse per cercare di individuare la fonte delle sue preoccupazioni, e dopo aver fissato intensamente tra gli alberi, si voltò verso di lei - Si sono allontanati, non li sento più, e poi se c’è qualcuno non ti farà niente. Sei con me, giusto? -
- David - disse, sentendo il vento soffiare tra i rami spogli degli alberi che li circondavano, producendo dei rumori simili a grida e lamenti - Ti prego -
- Calmati -
- Io lo sento, David. Sta per raggiungerci -
- Allora lo affronterò -
- Non fare lo stupido, dai ascolto a me per una volta. Nascondiamoci prima che… - disse, pietrificandosi immediatamente nel sentire lo stesso potere che aveva percepito poco prima proprio vicino a loro. Troppo vicino. Si voltò appena in tempo per bloccare una sfera, nera come il buio più profondo, che sibilava come un serpente. Alzò immediatamente le barriere mentali nel sentire qualcuno cercare di penetrarle e si ritrovò ben presto in ginocchio, con le mani alla testa, colma di dolore per colpa dell’attacco di quell’essere.
Socchiuse appena gli occhi, incapace di aprirli del tutto, osservando lo stregone di Nahr, con il volto completamente scoperto: il viso scarno era pallido quasi quanto quello di David, gli occhi, socchiusi, erano di un rosso fuoco ed erano puntati su di lei, fissandola intensamente senza mai distogliere lo sguardo. Lo stregone fece segno al plotone di uomini alle sue spalle di non attaccare alzando semplicemente la mano.
Voltò lo sguardo verso David, chino con il busto in avanti, pronto ad attaccare, e lanciò un ringhio talmente mostruoso da farla tremare di paura e per la prima volta vide il bel volto del suo compagno trasformarsi, rendendolo completamente irriconoscibile: gli occhi scuri fissavano i nemici davanti a loro, tutti pietrificati, eccetto lo stregone, dalla paura di trovarsi faccia a faccia con un essere così terrificante, la bocca spalancata mostrava i lunghi canini affilati come rasoi, che presto avrebbero affondato nella carne di qualcuno. Per un breve istante David aveva assunto la stessa espressione del vampiro che dieci anni fa l’aveva torturata così tanto da farla quasi impazzire.
Approfittando di quel momento, si curò velocemente la ferita alla gamba con la magia dato che ormai li avevano trovati, poi estrasse uno dei due pugnali che portava alla cintura, pronta a difendersi da quegli uomini e da quello stregone: doveva liberarsi di lui, una volta per tutte.
Senza nemmeno accorgersi di nulla, vide David attaccare l’uomo, ma fu scaraventato fuori dal suo campo visivo con un semplice gesto della mano.
- Bene, bene - disse lui, sistemandosi una ciocca di capelli rossi che gli cadeva sul volto - Finalmente avete deciso di affrontarci -
Lo guardò per un istante ma poi lanciò un grido di dolore, inginocchiandosi a terra e piegandosi in avanti, fino a toccare l’erba umida con la fronte, mentre la mente dello stregone la attaccava, cessando immediatamente. Respirò profondamente, rialzando lo sguardo - Cosa sei…tu? -
L’uomo le sorrise in modo diabolico - Non sai cosa sono? Come può un’elfa non riconoscere uno Spettro? -
Prima che si avvicinasse ancora di più, con un rapido movimento della mano riuscì a scaraventarlo lontano, oltre il plotone di truppe, poi si mise di nuovo in piedi, osservandolo farsi avanti tra i soldati, lanciandole immediatamente contro degli incantesimi. Le bastarono poche parole per infrangere la magia dello Spettro, di nuovo di fronte a lei. I suoi diabolici occhi rossi la fissarono intensamente per qualche minuto, poi lui le batté le mani - Complimenti, pochi sarebbero riusciti a bloccare un incantesimo di quella portata -
Non rispose, si limitò solamente a squadrarlo: aveva letto qualcosa sugli Spettri in biblioteca, ma oltre al terribile procedimento per diventare un simile mostro non c’era nient’altro. Fortunatamente aveva letto qualcosa di più sui libri di Arya.
Gli Spettri erano tra i più spaventosi guerrieri in Alagaësia e, ovunque appaiano, seminano morte e distruzione. Uno Spettro è più forte di qualunque altro umano ed è abile nell’uso della spada come nell’uso della magia. Ecco spiegato come l’aveva quasi uccisa. L’unico modo per uccidere uno Spettro era conficcargli la spada nel cuore e ogni altro tipo di ferita, causa soltanto la sua momentanea sparizione. Non sapeva un granché, ma le bastava - Andatevene -
- Non sei nella condizione di dettare ordini, elfa - disse lo Spettro - Tu hai qualcosa che mi serve -
- Non so di cosa tu stia parlando -
- Io credo di sì - continuò lui, facendo qualche passo avanti - Sono sicuro che sai di cosa sto parlando -
- No - sussurrò, indietreggiando a mano a mano che lo Spettro avanzava. Lanciò un veloce sguardo verso David, in piedi, poco distante che dava delle forti spallate a quello che sembrava un muro invisibile e capì: il suo compagno, bloccato all’esterno di una barriera evocata con la magia, non poteva aiutarla, doveva fare da sola.
- Dammi l’elisir e nessuno si farà del male -
Osservò frenetica lo Spettro, poi i suoi venti soldati, che sguainarono immediatamente le spade, pronti ad attaccarla e ad ucciderla per recuperare la fiala che Helen aveva sottratto a Nahr - State perdendo tempo - sussurrò, aspettando il momento giusto.
- Te lo dirò un’ultima volta: dammi l’elisir o muori -
Lanciò un incantesimo contro lo Spettro, che lo neutralizzò immediatamente con un semplice controincantesimo, ed era proprio quello che voleva: il suo nemico le aveva dato il tempo di formulare un incantesimo abbastanza potente da spezzare la barriera che teneva David a distanza, liberandogli la strada. Il vampiro, con una velocità inaudita, si scagliò sulle guardie, mordendole mortalmente alla gola e strappando loro la testa o qualche arto.
Si voltò verso lo Spettro, ghignando - Mai -
Mentre David continuava a mietere vittime, lei e lo stregone senza nome si guardavano negli occhi, attendendo che l’altro facesse la prima mossa, ma quando nessuno si mosse per una manciata di secondi, lo Spettro fu il primo ad attaccare, lanciandole contro diversi incantesimi, che evitò senza difficoltà, ma quando rialzò lo sguardo, il suo avversario era sparito, costringendola a girare lentamente su se stessa per cercarlo.
- Kayleena scappa! - le urlò David, uccidendo un altro soldato torcendogli semplicemente il collo , ma lo ignorò: se fosse scappata lo Spettro l’avrebbe presa alle spalle. Sapeva di non essere un granché con il combattimento corpo a corpo e puntava sul fatto di tenerlo a distanza con gli incantesimi, aspettando David.
Non appena sentì la sua mente sotto attacco, alzò le barriere mentali, ma il potere del suo nemico era così forte che non riuscì a non gridare. Chiuse gli occhi e crollò in ginocchio non appena sentì una fitta percorrerle la schiena e una strana forza premerle sul petto, come se volesse soffocarla.
- Dov’è? -
Agitò la testa con vigore, nel tentativo di riprendere lucidità e scagliò un incantesimo spazzando via lo Spettro, fin troppo vicino per i suoi gusti, e l’attacco alla sua mente cessò all’istante. Solo in quel momento si ricordò come respirare. Il suo compagno lasciò perdere i soldati rimasti in vita e si lanciò contro lo stregone, che però, con un incantesimo, lo scagliò contro un albero, bloccandolo a terra.
Lo Spettro dopo aver osservato David per un lungo istante, tornò a fissarla con crudeltà - Se non hai intenzione di darmi l’elisir vorrà dire che lo strapperò dalle tue fredde e morte mani -
Riconobbe immediatamente le oscure parole che uscivano dalle labbra del suo nemico e non ebbe altra scelta: scattò in piedi e pronunciò velocemente delle parole per invocare un incantesimo per spezzare la magia oscura ancora prima che fosse evocata. Sentì immediatamente una fitta al petto, la testa le girava vorticosamente e le gambe a stento la reggevano in piedi. Sentì la sua energia calare pericolosamente, fino al limite, a causa della magia nera che aveva appena invocato.
Sentì David urlare il suo nome ma non si mosse, nemmeno quando lo Spettro prese a girarle intorno, come un gatto che gioca con la propria preda, ormai finita. Non riusciva a vederlo bene in viso dato che qualsiasi cosa sembrava una macchia informe di colori, ma era sicura che il suo nemico la stava osservando con un sorriso beffardo stampato sulle labbra, come per dire “sei spacciata”.
- I miei complimenti, elfa. Sei molto abile con la magia, ma sei troppo giovane e stupida - sussurrò piano lo Spettro - Un altro incantesimo del genere e verrai uccisa dalla tua stessa magia -
- Preferirei tagliarmi la gola io stessa piuttosto che farmi uccidere da te - disse, mentre la vista ritornava quasi del tutto normale, osservando la decina di soldati sopravvissuti che, lentamente, si stringevano intorno a lei: era completamente circondata. Finita.
“Non posso fare altro” pensò, lasciandosi guidare dell’istinto. Altre parole cariche di magia oscura le uscirono dalle labbra e riuscì a vedere un accecante lampo rosso sangue prima di crollare a terra, nel buio.
“Spero che abbia funzionato” pensò, ignorando David che continuava disperatamente a chiamarla.
***
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RE: Elixir

da Tobia92 » 23 aprile 2012, 11:34

Uuuh, come faranno Kayleena e David a cavarsela questa volta?
Lo ammetto, è presa bassamente dai simpsons :D
Ad ogni modo la domanda rimane.

Arya non sarà molto contenta, con tutti questi intantesimi oscuri che girano, immagino...
Cos'è che fanno tra l'altro? Intendo al mago/stregone/chicchessia che li lancia

Continua presto! ;)
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RE: Elixir

da duvrangrgata » 24 aprile 2012, 17:32

Cioè... ehm.... Sorpresa? * sorride nervosamente*
Penso che dopo questo immenso ritardo non ci sia molto da dire per farmi perdonare. Se ci fosse un premio per i ritardatari dovrebbero darlo a me, penso di aver battuto tutti i record possibili...... Causa principale la scuola, e la conseguenza della poca voglia di commentare. Credo sia il caso che fissi un giorno alla settimana in cui commentare, così da non lasciare niente indietro. Bhe, che altro dire, Eric si è svegliato, meglio tardi che mai, e scommetto il dizionario di latino che si accorgerà di amare Kayleena solo quando lei sarà insieme al suo caro cugino :sleep: Spero che Helen si riprenda presto, e che Kay e David riescano a sopravvivere. Anche questa volta ecco a voi lo spettro della situazione, la vedo dura gente, molto dura! Su Chiara.... :cry: :cry: :cry: povera ç__ç
Bhe adesso mi ritirò prima che inizino a volare massi.
Commento in orario la prossima volta, promesso!
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Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 24 aprile 2012, 18:07

duvrangrgata ha scritto:Bhe adesso mi ritirò prima che inizino a volare massi.
Commento in orario la prossima volta, promesso!
Dru ;)


ahah no dai...non volano massi...
*spacco una parete del monte Baldo e la lancio* xD
scherzo scherzo! allora, info per tutti, un altro pezzo lo posterò o domani sera o venerdì pomeriggio dato che giovedì sono troppo piena di impegni...

Spoiler:
super campionato di fifa alla play 3 in presenza di sacchetti di patatine a non finire, bottiglie di coca-cola e gara di ruttiiii!!!...ok, l'ultimo toglietelo xD


Spero di fare il prima possibile :)
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RE: Elixir

da Svit-kona94 » 24 aprile 2012, 19:16

Eccone un'altra in ritardo...

Fantastico, uno Spettro ._. chi sarà il prossimo Ammazzaspettri?? Helen dovrebbe continuare la tradizione u.u
Sì vabbè, però non puoi lasciarci così!!!!!!!!!!! -.-
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Re: RE: Elixir

da duvrangrgata » 25 aprile 2012, 17:52

Svit-kona94 ha scritto:Eccone un'altra in ritardo...


:rolleyes: xD
uuu forza vinci il torneo! Concordo sulla tradizione, Helen deve portarla avanti!
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RE: Elixir

da Kiarya92 » 25 aprile 2012, 18:36

duvrangrgata ha scritto:
Svit-kona94 ha scritto:Eccone un'altra in ritardo...


:rolleyes: xD
uuu forza vinci il torneo! Concordo sulla tradizione, Helen deve portarla avanti!


e se è lo Spettro che vince il torneo :sospettoso: ahahahah *io che provo a fare una risata diabolica*

Ok, se tornate tra una mezz'oretta trovate un post :)

Aggiunto dopo 39 minuti:

Eccovi il post! Buona lettura ;)

Capitolo 25 - Il baital
Dopo un accecante lampo rosso, l’invisibile forza che lo teneva bloccato a terra sembrò svanire nel nulla, e poté rialzarsi in piedi, pronto ad uccidere, ma si soprese dello scenario che gli si presentava davanti: la decina di soldati che non aveva ucciso, giacevano a terra, privi di vita, con gli occhi ormai freddi rivolti al cielo scuro. Dello Spettro nessuna traccia.
Voltò lo sguardo, in cerca della compagna, pronto a chiederle delle spiegazioni sull’accaduto, ma non appena la vide riversa a terra, completamente immobile, si precipitò da lei, iniziando a scuoterla per le spalle e a chiamarla per tentare di svegliarla, senza alcun risultato. Le appoggiò due dita sul collo, in cerca del battito che però era inesistente, e sentì un groppo salirgli in gola - No…non azzardarti nemmeno a farlo, Kayleena. Hai capito? - disse, appoggiando le mani, una sopra l’altra, sullo sterno dell’elfa, premendo abbastanza forte da comprimere la cassa toracica, in modo che il cuore pompasse ancora il sangue, ed abbastanza piano da non romperle qualche costa o sfondarle direttamente il petto. Si fermò per un istante, tappandole il naso ed appoggiando la bocca sulla sua, facendole entrare ossigeno nei polmoni - Andiamo, non puoi lasciarmi così -
Dopo altri tentativi ascoltò di nuovo il battito: il cuore di Kayleena batteva piano e lentamente, ma almeno batteva, segno che la morte poteva attendere.
La guardò per un istante, sistemandole una ciocca di capelli dietro l’orecchio a punta e togliendole un rivolo di sangue che le colava dall’angolo sinistro della bocca. Era più pallida del normale, talmente pallida da sembrare quasi morta, e le labbra avevano assunto un innaturale colore bluastro e non c’era alcun tipo di ferita che poteva spiegare quello stato, ma a mano a mano che i minuti passavano, il viso riprendeva quel po’ di colore che aveva perso. Pensò che, probabilmente, Kayleena aveva esagerato con la magia per tenere testa a quello Spettro, ma non si affrettò a trarre conclusioni. L’elfa gli avrebbe spiegato tutto una volta sveglia.
La prese in braccio e in un primo momento aveva pensato di mettersi a correre come un forsennato, ma temeva di farle del male o peggiorare le condizioni di Kayleena, così decise di incamminarsi lentamente, in cerca di un rifugio sicuro nelle vicinanze dove attendere il risveglio dell’elfa.
***
Benché fosse caduta in una leggera veglia, poteva distintamente sentire i leggeri e furtivi passi fuori, nel corridoio, e la porta della stanza, dove Helen giaceva ancora addormentata, aprirsi lentamente con un sinistro cigolio. Aveva già portato la mano al pugnale nella cintura, ma si rilassò quando riconobbe il passo felpato di Angela. La sentì ridacchiare, ma finse ancora di dormire.
- Arya? Sei sveglia? -
Pensò che sarebbe stato comico aprire gli occhi e guardarla con una strana espressione per dire “No, sono nella fase più profonda del sonno”
La sentì contare piano, ma prima che l’erborista pronunciasse il numero tre, veloce come un fulmine, lanciò il suo pugnale aprendo gli occhi soltanto all’ultimo momento: davanti a lei, Angela se ne stava in piedi che teneva con un cuscino alzato sopra la testa, pronta a colpirla. Piantato nel cuscino c’era il suo pugnale.
La donna sorrise - Cavolo hai una mira eccezionale -
Si alzò in piedi, estraendo la lama dal cuscino, seminando sul pavimento qualche piccola bianca - Che disdetta, ti ho mancata -
- Io invece ti ho colpita -
- Ah sì? E quando mai…- rispose, mettendosi le mani sui fianchi - Non riusciresti a colpirmi neanche se…- continuò, bloccandosi immediatamente per evitare una cuscinata in faccia - Sei impazzita!? -
- Hai detto che non sarei mai riuscita a prenderti -
- Sì, nemmeno se sto dormendo profondamente -
Angela, appoggiò il cuscino ormai distrutto sul letto, incrociando poi le braccia al petto - Challenge accepted -
- Non ci riuscirai mai -
- E chi lo dice? -
Qualcuno si schiarì la voce, cercando di attirare la loro attenzione. Sia lei che Angela si voltarono a rallenty verso il letto, dove Helen, con espressione leggermente assonnata, le guardava in modo serio e con le mani sui fianchi - La finite di fare tutto questo chiasso? -
Dopo un attimo di improvviso stupore, si precipitò sulla figlia, abbracciandola con forza e baciandole la testa - Tesoro, sei sveglia -
- Ma dai? Vi rendete conto che fate lo stesso chiasso di un plotone di trenta soldati? -
Alzò le spalle, ignorando l’erborista e lo scemo di suo marito che dormiva per terra e strinse di nuovo Helen - Mi hai fatto prendere un colpo -
La sua bambina, dopo aver tossicchiato in modo insopportabile, la allontanò appena - Credo che mi dobbiate delle spiegazioni -
- No, tu ci devi delle spiegazioni. Come diavolo ti è saltato in mente di assaltare un esercito con Kayleena e mandarla ad Ellesméra con David?! -
- David? Le ho detto di andare da qualcuno che conosce la strada! -
L’erborista, alle sue spalle con il defunto cuscino tra le braccia, e guardò prima lei e poi Helen - State parlando dell’elfa carina che è venuta con voi, alta così - disse lei, indicando più o meno l’altezza corretta - Capelli scuri, occhi strani e molto timida? -
- Sì Angela. Hai visto Kayleena? È venuta da te? -
- Kayleena? Si chiama così? Bel nome -
Alzò gli occhi al cielo: più gli anni passavano e più Angela sembrava impazzire di stupidità - Non importa - si affrettò a dire, rivolgendosi poi direttamente alla figlia - Vorresti spiegarmi cosa succede? -
Helen, distolse lo sguardo, osservando le bianche lenzuola spiegazzate, poi le raccontò tutto quello che era accaduto quella notte e dell’elisir, lasciando perdere dettaglia inutili - Le ho detto di prendere la fiala di elisir e di andare ad Ellesméra, non so altro -
- Kayleena è andata da Eric, ma lui non ricorda più la strada - disse - Probabilmente ha trovato tuo cugino lungo la strada, hanno preso le loro cose e sono partiti prendendo i due cavalli che mancano dalle stalle -
- Mamma, dobbiamo trovarli. Non ce la faranno mai a raggiungere Ellesméra - esclamò agitata la sua piccola elfa, togliendosi le lenzuola di dosso, pronta ad alzarsi e a partire in aiuto dell’amica e di David.
- Perché? C’è David con lei, sarà al sicuro -
- No, mamma - rispose Helen, in un sussurro - Nahr ha uno Spettro dalla sua parte. L’ho visto prima di scappare dall’accampamento -
Fece un respiro profondo - Partiamo non appena sorge il sole -
***
Lentamente, quasi come se fosse un’oscura nebbia, il buio che la circondava sembrò dissolversi nel nulla. Quando socchiuse gli occhi lui era lì, con una buffa e bellissima espressione sul volto così bello da sembrare angelico, di un altro mondo. “Sono forse morta?” pensò, cercando di muovere le mani o qualsiasi altra cosa per fargli capire che stava bene e che non doveva preoccuparsi. Lui sembrò capire al volo quello che cercava di dirgli attraverso dei semplici gesti e, lentamente, le appoggiò entrambe le mani sulle spalle, sorridendo. Probabilmente il vampiro stava, in qualche modo, cercando di tirarle su il morale, ma quando iniziò a scuoterla per le spalle capì le sue vere intenzioni: dirgliene avrebbe detto quattro per qualcosa che nemmeno ricordava.
- Sciocca e sconsiderata che non sei altro! Si può sapere cosa diavolo hai fatto?! Le noccioline ti hanno dato alla testa?! -
Fece un respiro profondo, tentando di calmare un pensiero sconvolgente ed irrefrenabile - Noccioline...-
- Allora? - le domandò lui, guardandola con preoccupazione mista alla rabbia.
Mugugnò, ancora intontita per qualcosa che nemmeno ricordava - Io…mi potresti gentilmente ripetere cosa ho fatto per meritarmi tutto questo appena sveglia? - chiese piano - Cos'è successo? E soprattutto…buongiorno anche a te -
- Non lo so cos’è successo, hai ucciso dieci soldati con un incantesimo -
Si portò una mano al petto e tossì piano cercando di ignorare quello strano groppo che le si era formato all’altezza del cuore - Capisco -
- Cos'hai fatto? -
- Magia nera - sussurrò appena - Quanto tempo è passato? -
- Un giorno -
Sospirò - Grazie al cielo non sono morta - disse in un sussurro.
- Tutto grazie a me, che sono rimasto lì per dei lunghissimi minuti a soffiarti aria in bocca -
Deglutì, mettendosi lentamente a sedere - Tu hai soffiato l’aria…dove? -
- Non respiravi! Cos’altro potevo fare? Infilarti un tubo in gola e soffiare con quello? -
- D’accordo, lasciamo perdere la storia della respirazione bocca a bocca e portami fuori da questa…- iniziò, rendendosi conto solamente in quel momento di trovarsi in un’altra grotta piena di muschio, erba, ragnatele ed ovviamente ragni giganteschi che si nascondevano nell’oscurità, pronti ad entrarle nel naso per deporle le uova nel cervello - …grotta -
- Perché? Cosa devi fare fuori? - domandò lui aiutandola, gentilmente, ad alzarsi in piedi, ma si liberò immediatamente dalla sua presa, cadendo in ginocchio e gattonando veloce fuori dalla grotta, vomitando dietro ad un cespuglio e solo dopo essersi svuotata del tutto, indietreggiò sui talloni, rimanendo comunque seduta per terra.
- Stai meglio adesso? - le chiese David già al suo fianco, con tono leggermente preoccupato, porgendole la sua borraccia.
Bevette un lungo sorso, rinfrescando la gola, prima di annuire semplicemente, portandosi una mano allo stomaco, lamentandosi - Dobbiamo andare via di qui -
- Non sei in grado di viaggiare conciata così. Non riesci nemmeno ad alzarti in piedi -
Chiuse la borraccia con il tappo e scosse la testa - Posso farcela -
- Non ci muoviamo di qui finché non ti riprendi completamente -
- Sto bene. Non preoccuparti per me - rispose, facendo dei respiri profondi, portandosi una mano al petto - Fa solo un po' male ma non è niente -
- Non m’incanti -
- David -
- Sai cosa? Io sono stanco. Tanto stanco -
Sorrise - Andiamo David, sto bene -
- Non sto scherzando, sono stanco veramente. Talmente stanco che mi metterei persino a dormire -
Dopo essere rimasta per diversi minuti in silenzio, pensando a come un vampiro potesse addormentarsi, annuì semplicemente, alzando lo sguardo al cielo scuro. Era notte fonda - D’accordo, ma partiamo domani. Dopo l’alba - rispose, ritornando a gattoni nella grotta e sistemandosi di nuovo nel giaciglio dove aveva dormito fino a qualche minuto prima, sistemandosi meglio lo zaino sotto la testa - Ti sei allontanato da dov’è avvenuto lo scontro con lo Spettro? -
- Non molto, perché? -
- Quei soldati avevano qualcosa di strano - ammise, riuscendo perfettamente a ricordare gli eventi accaduti - Non saprei ma…deve avergli fatto qualcosa. Qualcosa di brutto -
Il suo compagno di viaggio, si sedette accanto a lei che a stento riusciva a vederlo bene in viso a causa della poca luce presente nella grotta, e la coprì per bene con il mantello - Sono morti adesso, non c’è niente di cui preoccuparsi -
Chiuse gli occhi, sperando che David avesse ragione.
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RE: Elixir

da Svit-kona94 » 25 aprile 2012, 21:34

HELEN!!!!! :D
Ben tornata tra i vivi u.u

Non è che i soldati diventano tipo Inferi, vero??? :blink:
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Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 25 aprile 2012, 21:36

Svit-kona94 ha scritto:HELEN!!!!! :D
Ben tornata tra i vivi u.u

Non è che i soldati diventano tipo Inferi, vero??? :blink:


:blink: hai per caso sbirciato nel mio formidabile "quadernino delle ipotesi"??? xD
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RE: Elixir

da Tobia92 » 26 aprile 2012, 11:00

Angela non delude mai... Almeno non si è ancora sposata con una banana :D

Io comunque rinnovo la mia domanda. Cioè, se il rischio della magia nera è "solo" restarci secchi non mi pare sta gran cosa. E' così più o meno con tutte le magie...

E lo spettro? Dov'è puffato? (Inteso dall'onomatopea "puff!", non dal celeberrimo verbo puffo,as,avi,atum,are)

Continua presto! ;)
Tobia, fabbro

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Re: RE: Elixir

da Svit-kona94 » 30 aprile 2012, 18:05

Tobia92 ha scritto:E lo spettro? Dov'è puffato? (Inteso dall'onomatopea "puff!", non dal celeberrimo verbo puffo,as,avi,atum,are)


:sleep:
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RE: Elixir

da Kiarya92 » 4 maggio 2012, 13:36

Eccomi qui!!! Scusate il ritardo...
vi posto un altro pezzo del capitolo (tenendovi un po' sulle spine) e questa sera posterò la fine del cap.

Spero che vi piaccia :) Buona lettura

Quando si svegliò, disturbata dai raggi del sole che entravano nella grotta, si sentiva decisamente meglio del giorno prima: non sentiva alcun dolore di nessun genere, ad esclusione delle gambe un po’ traballanti e i muscoli indolenziti. David, nascosto nell’angolo più buio della grotta, la osservava in silenzio, valutando se era in grado di viaggiare oppure no - Vedo che ti senti meglio - disse lui, senza muovere nemmeno un muscolo.
Annuì, stiracchiando le braccia verso l’alto e sciogliendo i muscoli delle spalle - Decisamente meglio, ho completamente recuperato le forze anche se, ad essere sincera, ho una gran fame -
- Nel mio zaino c’è del pane e del formaggio che abbiamo comprato a Dalgon -
Senza farselo ripetere due volte, frugò come una disperata nello zaino del suo compagno, facendo un’abbondante colazione e mangiando per tre persone: era o non era rimasta priva di sensi per giorni? Doveva recuperare, altrimenti sarebbe davvero diventata un’elfa secca. Mise in bocca l’ultimo pezzo di formaggio, battendosi forte sullo sterno per non soffocare, e bevette un lunghissimo sorso dalla sua borraccia, svuotandola; soltanto quando risistemò la borraccia nello zaino si accorse che David la stava ancora fissando, con un’espressione leggermente stupita - È maleducato fissare una persona -
- Lo so -
Sospirò - Avanti, dillo. So che muori dalla voglia di farlo -
- Hai mangiato…un quintale di roba! -
- Forse perché avevo fame? - domandò, in tono innocente.
- Fame? Fame? No, tu sei un pozzo senza fondo. Mi domando come fai a restare così carina con tutta quella roba che mangi -
Sentì il sangue salire al viso e sperò di non essere arrossita in modo troppo vistoso - Mangio soltanto quello di cui il mio corpo ha bisogno -
- Quindi il tuo corpo ti ha chiesto di mangiare pane e formaggio per tre persone o hai mangiato quella roba perché non hai trovato un bufalo da cuocere ai ferri? -
Lasciò perdere la discussione e si alzò in piedi per sgranchirsi le gambe per bene, preparando i muscoli per la lunga camminata che li attendeva. Per un attimo si ricordò dello Spettro e tentò immediatamente di cacciare quel ricordo stampato a fuoco nel suo cervello, anche se la fine del combattimento non lo ricordava con esattezza, ed ovunque si voltasse vedeva gli occhi rossi dello Spettro che la fissavano. Anche se chiudeva era persino peggio.
Doveva pensare a qualcosa per distrarsi ed immaginò David, in succinti abiti femminili, che urlava agitando un campanaccio. Scoppiò a ridere, ricordandosi soltanto ora della scommessa.
- Cos’hai da ridere? -
Si passò una mano nei capelli, voltandosi verso il suo compagno di viaggio che, oramai, era diventato un suo amico - Mi chiedevo di che colore indosserai l’abito e quando avevi intenzione di fare la penitenza della scommessa -
Lui alzò lo sguardo, sbuffando - Speravo che te ne fossi dimenticata -
Con passo lento e leggero gli si avvicinò, piegandosi in avanti in modo da essere faccia a faccia con il vampiro - Ti piacerebbe, vero? - domandò, sorridendo nel modo più perfido che riuscì a fare - Vedrai che sarai bellissima, e tutti ti ammireranno nel tuo femminile splendore quando urlerai ai quattro venti che gli alieni ci attaccano -
David, dopo aver sorriso in modo decisamente ironico, tornò di nuovo serio - Te l’ho mai detto che sei di una perfidia assoluta? -
- E io ti ho mai detto che questo genere di complimento lo trovo particolarmente eccitante? -
I suoi occhi rossi ebbero uno strano guizzo - Davvero? -
Annuì - Eccitante quasi quanto un bradipo che scende da un albero -
Concluso quel battibecco, ne iniziò un altro e un altro ancora, terminando quando il sole era ormai nei suo punto più alto. Perlomeno, bisticciare con David aveva tenuto impegnata la sua mente in modo da impedirle di rivivere l’attacco dello Spettro.
Quando tutto fu sistemato nuovamente negli zaini, se li misero in spalle, e partirono a passo svelto, David in testa e lei appena dietro, tenendo basso lo sguardo e scattando ad ogni rumore, da un rametto spezzato dal suo stesso stivale ai corvi che spiccavano improvvisamente il volo, gracchiando al vento.
Dopo neanche un’ora di marcia dovette chiudere gli occhi e respirare profondamente: il sentiero conduceva al posto dove, giorni prima, lei e David erano stati attaccati dai soldati di Nahr e dallo Spettro senza nome - Perché siamo qui? - domandò, riaprendo gli occhi, sicura di poter reggere all’orribile scena che si presentava ai loro occhi: dieci soldati giacevano in gruppo da una parte, tutti con dei fori sul collo, uno squarcio nella gola ed arti piegati in maniera innaturale; oltre a questo, a fare da cornice a quello che sembrava un quadro di un sadico pazzo, c’era il sangue, un mare di sangue ora secco e scuro che imbrattava i corpi di quegli uomini e l’erba sotto di loro. Gli altri soldati, lontani dagli altri compari, giacevano a loro volta sul terreno, supini, senza ferite né sangue, avevano soltanto lo sguardo vitreo rivolto al cielo e il petto immobile.
Sospirò, vedendo che lo Spettro non era tra loro, dopotutto, cosa poteva aspettarsi? L’unico modo per ucciderlo era piantargli una spada nel cuore e lei aveva soltanto usato della magia nera, talmente misera agli occhi di quella creatura così potente.
- Quando eri priva di sensi ti ho portato nella grotta più vicina - rispose David, avanzando e zigzagando tra i cadaveri - Dobbiamo passare di qui per raggiungere il fiume -
Non aggiunse nulla e si limitò a seguirlo, cercando di evitare di incrociare lo sguardo con i soldati che aveva ucciso, sentendosi in colpa e dispiaciuta, domandandosi se quegli uomini avevano una famiglia, una moglie che aspettava il ritorno a casa del marito e dei figli, che speravano di riabbracciare un genitore che non sarebbe mai più tornato.
In quel momento si sentì veramente male, sia fisicamente che mentalmente. Era diventata una persona orribile per un elisir talmente piccolo che poteva benissimo stare in tasca.
- Smettila di pensarci - disse ad un tratto il suo compagno che, senza nemmeno voltarsi per guardarla, sembrava capire perfettamente i suoi stati d’animo e i suoi pensieri - Non potevi fare altro -
Distolse l’attenzione dai cadaveri e la concentrò sul vampiro - Mi stai leggendo nella mente? -
- No, ma mi sembra quasi di sentirti urlare quello che pensi - rispose lui - Sento che sei tesa, sento che stai stringendo il pugno sinistro talmente forte da piantarti le unghie nei palmi e che non senti nemmeno il dolore perché sei troppo concentrata a crucciarti per una cosa di cui non hai colpa -
Abbassò lo sguardo sul suo pugno, che non si era nemmeno resa conto di aver stretto dalla frustrazione e lo aprì, osservando quattro mezzelune stampate sul palmo prima di rialzare lo sguardo - Hai mai pensato di fare uno show televisivo? Perché faresti un successone come strizzacervelli -
- Nah, sono soltanto bravo a capire al volo le persone e credo di averlo imparato da mia madre. Lei riusciva a capire quando avevo qualcosa che mi tormentava, o quando cercavo di nascondere i suoi vasi che rompevo accidentalmente un giorno sì e l’altro anche -
Sorrise tre sé, immaginandosi un piccolo David che frantumava un vaso con un dito - Doveva essere davvero una brava madre -
- Sì - rispose il suo compagno con tono leggermente più basso del solito - Lo era -
Lasciò cadere la discussione e scavalcò un soldato dal collo spezzato e con due fori di denti nel collo, andando poi a sbattere contro la schiena del biondo, che si era improvvisamente fermato - Cosa succede? -
David si voltò, osservando un punto al di là della sua spalla - Abbiamo un problema -
A quelle parole appena sussurrate, l’adrenalina iniziò a scorrerle veloce nelle vene, i muscoli tesi e pronti a scattare, e si voltò lentamente, osservando a sua volta quell’insolito e surreale spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: uno dei soldati che il vampiro aveva ucciso sembrava essere scosso da strani tremori. Il panico l’assalì, quando vide il cadavere muovere le braccia e mettersi a sedere, guardandoli con gli occhi vitrei ed infossati.
Afferrò la mano al compagno, indietreggiando appena, restando dietro di lui. Cos’altro poteva fare per proteggersi da un soldato morto che si alzava in piedi anche se aveva la gola squarciata da un orecchio all’altro - Ti prego, David. Dimmi che sei stato tu -
- No, dimmi che sei stata tu. Dimmi che mi stai facendo uno scherzo - sussurrò lui - Perché se volevi spaventarmi ci sei riuscita -
- David…io non sto facendo niente - disse, osservando il soldato rimettersi in piedi con un grugnito ed arrancare verso di loro con lo sguardo puntato verso di loro. Voleva forse vendetta?
- Ok, non avere paura. Ho un piano - la rassicurò il biondo - Tu devi fare quello che ti dirò, chiaro? -
Annuì - Mai stato più chiaro di così -
- Bene, adesso diamo le spalle a questa…cosa - iniziò lui, voltandosi dall’altra parte, e lei fece la stessa identica cosa - E al mio segnale…-
- Cosa? Scaglio un incantesimo? Lo spaventiamo a morte? Gli lancio il pugnale in un occhio? Gli stacchi la testa con un pugno? Cosa? -
- SCAPPIAMO! -
- Questo sì che è un piano! - urlò, mentre fu trascinata via da David che iniziò a correre come un normale umano, tenendole sempre stretta la mano - Cos’è quella cosa?! -
- Un morto, un demone…non lo so! Sei tu la sapientona! -
Si portò una mano alla fronte, dopo aver preso in pieno viso un ramo - Io, credo che sia un baital -
In quattro e quattr’otto, raggiunsero il fiume Zannadorso, fermandosi per controllare alle loro spalle che il maledetto morto non li stesse più seguendo. Aguzzò la vista e, non molto distante, il soldato dalla gola squarciata che se ne andava tranquillamente in giro, aveva cominciato a correre.
***
- Attraversiamo il fiume e continuiamo - disse, stringendo forte la mano a Kayleena che, dopo aver attraversato il fiume, si fermò di colpo, voltandosi verso il nemico da cui stavano scappando, e che si era fermato dall’altra parte. La tirò appena per il braccio, incitandola a continuare a scappare - Sei diventata improvvisamente stupida? Perché ti fermi?! -
Lei si liberò dalla sua stretta, lanciandogli un’occhiataccia, e rimanendo immobile - Non può prenderci -
- Oh sì che può farlo e quando lo farà ti manderà giù in un solo boccone! -
- No, David! Non capisci! - esclamò l’elfa, indicando il fiume, largo quasi trenta piedi - L’acqua! Il fiume! -
Alzò gli occhi al cielo, chiedendosi se la compagna non poteva trovare un momento migliore per dare di matto - Ci ucciderà…-
- I demoni non possono attraversare l’acqua! L’ho letto su un libro! -
- Siamo spacciati -
- No, David. Siamo salvi! Non serve scappare ancora, lui non può raggiungere questa parte del fiume - disse lei, sorridendo, puntando poi lo sguardo verso il baital, che si fermò sulla riva del fiumiciattolo, osservando prima loro, poi l’acqua che scorreva e poi ancora loro. L’elfa fece la linguaccia al soldato morto - Non vieni a prenderci? Eh? Hai paura di bagnarti i piedini? -
Osservò il baital, leggermente infuriato, che guardava l’elfa in cagnesco, pensando forse a come ucciderla e al modo migliore per cucinarla e, di conseguenza, mangiarsela, ma rimanendo comunque dov’era. Lanciò un sospiro: forse, stavolta, Kayleena aveva ragione.
- Visto? - disse lei, ridendo dopo aver fatto un’altra linguaccia al demone - Avevo ragione! -
Il soldato morto con la gola squarciata, dopo aver sorriso in modo accattivante, fece un passo avanti, e poi un altro e un altro ancora, attraversando l’acqua come se niente fosse. Alzò gli occhi al cielo, ricordandosi di non ascoltare mai più l’elfa se mai capitasse una situazione simile - Dicevi? - domandò, voltandosi la compagna, che però era già sparita.
Si voltò verso Kayleena a diversi metri di distanza che correva a più non posso - Scusa! Mi sono sbagliata! -
- Kayleena! -
- Pensavo che si fermasse! -
- Leggi troppi libri! - esclamò, raggiungendola in meno di un secondo, iniziando poi a correre alla sua stessa velocita per restare uniti. Kayleena gli lanciò un’occhiata di fuoco senza alcun motivo - Non credo che sia il caso di litigare -
- Mi dici perché stiamo correndo? - domandò lei - Mi dici perché stiamo correndo via da un morto quando tu potresti sfondargli il cranio con un pugno? -
- Ma ti senti quando parli? Uccidi questo, uccidi quello, David spacca la testa a quel morto e dissemina le sue cervella sull’erba. Sembri uscita da Resident Evil -
- Bene. Allora facciamo così…- iniziò l’elfa, interrompendo la sua corsa e restando completamente immobile, mentre il soldato morto correva come un forsennato per raggiungerla e probabilmente darle un morso per assaggiarla - Uccidilo prima che lui uccida me -
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RE: Elixir

da Tobia92 » 5 maggio 2012, 11:19

:laugh: :laugh: :laugh:

Ok, la situazione è tragica e appesa ad un filo sottile come la sanità mentale di più persone di quante ci tenga a ricordare, però è troppo ridicolo.

Il piano di David sembrava il piano di Tullio davanti al toro ("La Strada per Eldorado", Dreamworks, 2001)

"Tu... lo accarezzi. E io.... SCAPPO!" :laugh:

Ok, ok, sono serio. Più o meno.
La storia dei demoni che non possono attraversare l'acqua l'ho già letta da qualche parte. Ma non pare sia il caso di questi simpaticoni. Si potrebbe chiamare Angelica, no?

Continua presto ;)

P.S. La tattica di aspettare il post della sera per commentare senza farsi tenere il fiato sospeso non ha funzionato, accidenti :P
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Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 6 maggio 2012, 13:12

Tobia92 ha scritto:P.S. La tattica di aspettare il post della sera per commentare senza farsi tenere il fiato sospeso non ha funzionato, accidenti :P


Non era una tattica! Dovevo scappare :P
Comunque rimedio subito con l'ultima parte del capitolo 25 ;)
[spoiler]Voglio cambiare avatar cavolooooooooooooo xD[spoiler]Ignorate i miei sclero-time[spoiler]Smetteleta di leggere gli spoiler[spoiler]Ho detto basta![spoiler]Ok, continuate pure, ma adesso metterò un altro spoiler sulla storia...[spoiler]Siete sicuri di voler andare avanti?[spoiler]Non vorrei rovinarvi il finale dicendovi che...[spoiler][spoiler][spoiler][spoiler][spoiler]Credo di essermi dimenticata :P[spoiler]E poi non vi avrei rivelato proprio un bel niente ^^[/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler][/spoiler]

Lanciò un sospiro rassegnato ed entrò in azione in un lampo: il baital afferrò le spalle a Kayleena, pronto a trascinarla per terra e potersela mangiucchiare restando comodamente seduto, ma prima che tutto questo accadesse, caricò il colpo, tirando un pugno in pieno viso a quell’essere, un pugno talmente forte che la sua testa esplose letteralmente, proprio come un uovo di gallina in microonde (Nda: non fatelo a casa! xD), spargendo sangue coagulato, frammenti ossei della scatola cranica e brandelli di cervello sul terreno. Il resto della creatura sembrò afflosciarsi e cadde sulle ginocchia prima di finire a terra.
Kayleena, in piedi accanto al cadavere ucciso di nuovo, rimase immobile, con gli occhi sgranati per via del sangue che le era schizzato sul viso e che ora stava colando lentamente lungo il collo insieme ad alcuni pezzi di testa, finiti anche sui vestiti. Si pulì la mano sui pantaloni - Hai detto tu “sfondagli il cranio con un pugno” -
- Io…- iniziò lei, senza muovere un muscolo, muovendo appena le labbra rosse per parlare - Non potevi farlo più…dolcemente? -
- Se non ci avessi messo tutta quella forza la testa non sarebbe esplosa, ma si sarebbe semplicemente staccata dal collo e tu ti saresti lamentata -
L’elfa, finalmente, si mosse e gli diede le spalle, incamminandosi da sola nella direzione opposta senza aggiungere una parola.
- Dove stai andando adesso? Non sarai arrabbiata perché ti ho sporcato di sangue e cervello? -
Kayleena, a qualche metro di distanza, si voltò lentamente e con il sangue che le imbrattava il viso sembrò assumere un’espressione demoniaca, ma non gli rispose. Incrociò le braccia al petto, aggrottando la fronte - Allora? -
- Vado a…LAVARMI!!! -
- Non volevi andare ad Ellesméra il più velocemente possibile? -
Lei non si degnò di rispondergli e si limitò solamente ad alzare una mano per salutarlo - Farò il più in fretta possibile. Tu aspettami qui -
Alzò gli occhi al cielo e in un battito di ciglia, grazie alla sua velocità da vampiro, le tagliò la strada - Vengo con te -
- Scordatelo, maniaco - rispose brusca lei, mettendosi le mani sui fianchi per tentare di apparire impassibile.
Non si lasciò intimidire da lei e si schiarì la voce - Ma cosa diamine hai capito? Abbiamo uno Spettro alle calcagna e tu pensi che venga con te per guardarti sguazzare in neanche mezzo metro d’acqua? -
La mora sembrò pensarci un attimo, poi fece un piccolo cenno con la testa, superandolo - Ti voglio di schiena e a tre metri di distanza -
- Cosa?! -
- Hai capito bene - rispose Kayleena, impassibile - Da tre metri riesci ad intervenire in caso di bisogno, no? -
La raggiunse facendo dei grandi passi, rimanendo al suo fianco - Sì ma…di schiena? Come faccio a vedere se arriva qualcuno? -
L’elfa alzò le spalle - Usa gli altri sensi -
- Hai paura di spaventarmi per caso? -
Lei gli lanciò un’occhiataccia che un basilisco non avrebbe saputo fare meglio - Sei…insopportabile -
- Se non vuoi farti vedere vuol dire che nascondi qualcosa, non so, smagliature? Un seno da vecchia? Una pancia così grande che le nane impallidiscono al confronto? -
***
Ancora una volta lo ignorò, continuando a camminare con l’antipatico vampiro al suo fianco fino a raggiungere la riva del fiume Zannadorso. Si slacciò il mantello, lasciandolo cadere a terra - Voltati - gli ordinò brusca e, con suo sommo piacere, vide David darle le spalle e sedersi a terra.
- Muoviti -
Sbottonò la camicia, sporca di sangue sul colletto e sul polsino, gettandola a terra sopra al mantello, seguito dai suoi stivali impolverati e tutto il resto. Non appena entrò nel fiume, leggermente freddo, cercò il pugno più profondo e si accucciò, uscendo dall’acqua soltanto con la testa.
- Come spiego la tua presenza se qualcuno ti vede? -
S’immerse per alcuni secondi per poi riemergere, tirandosi indietro i capelli e passandosi i palmi bagnati sul viso per togliersi i residui di sangue di dosso - Potresti dirgli che sono una driade e che adoro fare il bagno nuda nei fiumi. Vedrai che se ne andranno -
- Non credo. Penso che ci sia una parola nella tua brillante frase che suscita il loro interesse e che li inciti a venire lì a guardarti -
- Quale parola? Druida? -
- No. Nuda - rispose lui, sempre di spalle - Sai, gli umani sono…attratti dalle donne nude -
- Ma io non sono umana, perché dovrei suscitare in loro della curiosità? -
Lo sentì sospirare - Lascia perdere, dirò che hai le smagliature e tutte le altre cose che ho citato prima -
Era tentata di evocare un incantesimo per scagliargli contro delle sfere d’acqua, ma lasciò perdere - Ma quanto sei simpatico - disse, ignorandolo completamente per finire di togliersi di dosso i residui di sangue o qualsiasi altro pezzo di cadavere. Una volta uscita dall’acqua si infilò degli abiti puliti e David, in men che non si dica, lavò i suoi abiti sporchi di sangue e li strizzò per bene prima di rimetterli nello zaino e di riprendere il cammino.
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