Elixir

Moderatori: Nonno-vor, mastermax, AnnaxD, Saphira23, Arya18, SkulblakaNuanen, Wyarda, blitz, Daenerys, oromiscanneto

RE: Elixir

da Tobia92 » 7 maggio 2012, 18:06

Ma esattamente questa dove è cresciuta? Cioè... ma... ok, avete capito
E se non avete capito fa niente, non è importante :D

Solo una cosa, intendevi driade o druida? Che poi David si confonde...

Sì, lo so. Commento povererrimo.

Continua presto! ;)
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 7 maggio 2012, 19:47

Tobia92 ha scritto:Solo una cosa, intendevi driade o druida? Che poi David si confonde...


Driade...altrimenti Kayleena avrebbe una tunica marrone, una lunga barba grigia e andrebbe in giro con il suo fedelissimo bastone di legno da passeggio :laugh:
Immagine
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Tobia92 » 8 maggio 2012, 17:15

Beh, Panoramix non ha bastone e la tunica è bianca col mantello rosso...

Però in effetti la barba lunga starebbe male su Kayleena :D
E poi David ed Eric non ne sarebbero contenti
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 9 maggio 2012, 11:52

Tobia92 ha scritto:Beh, Panoramix non ha bastone e la tunica è bianca col mantello rosso...

Però in effetti la barba lunga starebbe male su Kayleena :D
E poi David ed Eric non ne sarebbero contenti


:sleep: Chi vorrebbe una Kayleena Gandalf o una Kayleena Silente con le treccine alla barba??? xD
Immagine
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Kiarya92 » 14 maggio 2012, 14:38

Ehmmmmmmmm...salve gente e salve anche a te nulla assoluto :P
Domani posterò un pezzettino e vi sto avvisando soltanto per far salire il post e non impiegare 20.000 anni per cercarlo tra gli ultimi xD

A domani!
Immagine
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Kiarya92 » 19 maggio 2012, 10:27

Sì, lo so...sono in ritardo. Lanciatemi pure i pomodori... [smilie=tomato.gif] [smilie=tomato.gif]

Eccovi il post (un piccolo pezzo perchè sono bloccata), buona lettura ;)

Capitolo 26 - La setta delle Ombre
Il giorno ormai cedeva il posto alla notte, e mentre l’ultimo barlume rossastro del tramonto si spegneva all’orizzonte dietro ai monti Beör. La luna, simile ad un odioso ghigno, non impiegò molto tempo a sorgere nel cielo notturno, illuminando pallida la strada che stavano percorrendo, rendendole impossibile vedere oltre gli alberi e i cespugli che crescevano selvaggi ai margini del sentiero. Benché la presenza di David la facesse sentire al sicuro, non poteva ignorare gli inquietanti rumori che la circondavano, cercando qualcosa che non c’era e scambiando degli alberi dalle curiose fattezze umane per nemici.
Per tutto il pomeriggio avevano percorso quello stesso sentiero attraverso le montagne e, per un breve tratto, aveva acconsentito all’idea del suo compagno di portarla in braccio per percorrere un po’ più di strada; infatti, David aveva corso come un forsennato per recuperare qualche miglio in più e mettere una certa distanza da dei possibili inseguitori dato che, lungo la strada, si erano imbattuti in un paio di unità di soldati di Nahr, che avevano strategicamente aggirato mimetizzandosi tra la vegetazione. La buona notizia era che non aveva dato di stomaco. Il sentiero, ad un tratto, aveva cambiato direzione ed ora si stavano dirigendo verso nord, mentre Tarnag era appena visibile davanti a loro.
Con suo sommo piacere, intorno alla mezzanotte, David aveva acconsentito a fermarsi e, non appena raggiunse un grosso albero fuori dal sentiero, una bellissima quercia, e si sedette a terra, esausta: si sentiva ancora abbastanza debole per via della magia oscura che aveva evocato durante lo scontro, ma aveva tentato in tutti i modi di apparire normale agli occhi del suo compagno, che sembrava preoccuparsi per lei per ogni piccola sciocchezza.
Gli lanciò un’occhiata, osservandolo prendere delle monete dallo zaino per infilarsele nella tasca dei pantaloni di pelle. Cos’aveva intenzione di fare?
- Tu riposati - disse lui, senza nemmeno guardarla - Vado a comprare dei cavalli e ritorno il prima possibile -
Annuì e si distese sull’erba “Non è una cattiva idea” pensò “Con dei cavalli possiamo percorrere più strada” - Riuscirai a tornare prima dell’alba? -
- Se non ci riesco mi fermerò lungo la strada. Tu non ti muovere da qui finché non torno -
- Fai attenzione - disse, ma David era sparito ancora prima che iniziasse la frase, lasciandola lì, in balia dei suoi pensieri e ai suoi sensi di colpa. Pensò ad Helen, sperando con tutto il cuore che stesse bene e di poterla rivedere al più presto ad Ellesméra, ed inconsapevolmente si trovò a pensare anche ad Eric, alla loro discussione nella sua stanza, quando gli aveva rivelato ogni cosa, quando gli aveva detto che era perdutamente innamorata di lui e che era pronta ad assopire i suoi sentimenti che non erano per niente ricambiati. Eric amava Cécile e non poteva fare nulla per cambiare le cose dato che persino l'enorme lontananza non aveva intaccato quei sentimenti, ed il suo migliore amico sembrava non avere alcuna intenzione di dimenticare quella cotta anche se, probabilmente, non avrebbe più rivisto Cécile.
Nella sua testa apparve improvvisamente una piccola lei, completamente rossa, con una coda, un paio di corna e una bella forca nera, che scuoteva la testa a destra e a sinistra "Dovevi dirglielo prima, fifona". Se quel piccolo diavolo era la rappresentazione del suo inconscio, allora doveva indossare una camicia di forza ed essere rinchiusa da qualche parte - Non è colpa mia, mi sono accorta di quello che provavo quando ormai l'avevo perso - disse a sé stessa, mentre uno scoiattolo le passava con le guance piene di chissà cosa. La Kayleena/diavolo sembrò battere la forca su un pavimento invisibile, come se volesse riscuoterla "Ma l'hai vista bene? È come guardare il didietro di un babbuino"
Annuì, ammettendo inoltre che la parte cattiva del suo io interiore era decisamente più divertente di quello che era in realtà - Però ormai è fatta - disse, mentre quel piccolo diavolo la faceva pensare ancora di più a cose che non doveva pensare, per il semplice fatto di non deprimersi inutilmente per Eric. Si sdraiò sull’erba ed aspetto che la stanchezza prendesse il sopravvento, trascinandola nel mondo dei sogni.
Immagine
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Tobia92 » 19 maggio 2012, 17:14

Pezzo piccolo piccolo, proprio...
Non ti preoccupare, non ti tiro i pomodori. Uno perché mi piace metterli in insalata, due perché non ce n'è motivo :D

Io mi chiedo se hai mai fatto caso al pericolosamente basso livello di sanità mentale che accomuna i tuoi personaggi.
Voglio dire, Kayleena è normale (più o meno) però si mette comunque a parlare con angeli e diavoletti sulle spalle come Kronk... :P

Il titolo del capitolo sembra promettere per lo meno qualche risposta. finalmente
Continua presto! ;)
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 20 maggio 2012, 10:36

Tobia92 ha scritto:Voglio dire, Kayleena è normale (più o meno) però si mette comunque a parlare con angeli e diavoletti sulle spalle come Kronk... :P


L'ho preso proprio da quello xD e un po' da Capitan Jack Sparrow quando gli sbucano dei piccoli lui dai capelli :D
Immagine
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Kiarya92 » 22 maggio 2012, 15:59

Ok. Vi avverto, il post fa schifo...quindi potete anche saltarlo che non succede niente di niente, ma per farvi ridere un po' ci pensa il disegno nello spoiler che mi ha consigliato DarkDragon...

[spoiler]Immagine
[spoiler]da notare il nano con la faccia "me gusta" :D[/spoiler][/spoiler]

Infastidita dalla lieve luce non poté fare altro che svegliarsi del tutto e mettersi a sedere, osservando il sole spuntare timido ad est, appena sopra le fronde dei pini. Si guardò intorno, in cerca di David, ricordandosi subito dopo che era partito la sera prima per comprare dei cavalli da una vicina fattoria nei pressi di Tarnag, in modo da poter viaggiare più rapidamente; ma dato che il suo compagno non era ancora arrivato intuì che si era fermato ad attendere che l'alba passasse. Avrebbe volentieri cercato un fiume per poter riempire la sua borraccia, quasi vuota, ma aveva promesso di non andarsene a zonzo per la foresta e mangiò un pezzo di pane, attendendo il ritorno del suo compagno, dedicandosi poi alla lettura del libro che Angela le aveva prestato, restando sempre allerta.
Alzò immediatamente lo sguardo dalle pagine appena ingiallite del libro quando, in lontananza, udì un leggero rumore di zoccoli. Mise immediatamente il libro da parte e portò una mano alla cintura, pronta a sguainare il pugnale per difendersi: non poteva essere David, l'alba era appena iniziata. Scattò subito in piedi tenendo lo sguardo fisso verso la figura scura, avvolta in un nero mantello che gli copriva il viso e nascondeva persino le braccia, in sella ad un cavallo e guidandone un altro che galoppava al loro fianco. Espanse la mente verso la figura per capire se aveva intenzioni amichevoli o tutt'altro, ma la ritrasse immediatamente quando si scontrò contro un muro impenetrabile, freddo, e capì che si trattava di David.
Tolse la mano dall’elsa del pugnale attendendo che si avvicinasse, ma quando fu a qualche passo di distanza, il suo compagno scese dal cavallo con una velocità inaudita, scomparendo in un battito di ciglia senza rivolgerle una parola o legare i cavalli per impedire che scappassero. Non occorreva essere un genio per capire che qualcosa non andava: David si era esposto alla luce del sole per arrivare da lei il prima possibile.
Si affrettò a liberare i due maestosi animali da quei fastidiosi morsi che dovevano tenere in bocca, lasciandoli brucare l’erba in pace e rassicurandoli con l’Antica Lingua, dopodiché si voltò incamminandosi verso il punto dove il vampiro era scomparso nella boscaglia. Passò diversi minuti a farsi largo tra la selvaggia boscaglia ed a mano a mano che avanzava, gli alberi sembravano oscurare il sole; lo trovò rannicchiato accanto ad un albero, di spalle, ancora avvolto nel mantello e nella tenue oscurità. Lanciò un sospiro, avvicinandosi - Mi hai fatto prendere un colpo - ammise, inginocchiandosi accanto a lui ed appoggiandogli una mano sulla spalla - Cosa succede? Perché ti sei esposto alla luce? -
- Dobbiamo recuperare il tempo perduto, no? Ho fatto il possibile per tornare in fretta -
Chiuse gli occhi, abbassando lo sguardo: sentiva che quella non era la verità, ma lasciò perdere - Non volevo di certo che facessi questo - disse a bassa voce - Posso fare qualcosa per farti stare meglio? -
- No, non ti preoccupare -
- Posso almeno vederti in faccia? -
Dopo un attimo di esitazione, David, che le aveva sempre mostrato le spalle, voltò la testa, guardandola negli occhi. Non mosse un muscolo, ma dentro di sé si sentì morire nel vedere quel bel volto coperto da ustioni sulle guance e sulla fronte. Ne vide altre sulle mani e sulle braccia quando abbassò lo sguardo, distogliendolo dai suoi occhi neri - David - sussurrò appena, afferrandogli la mano per valutare la gravità delle ustioni, ma lui si ritrasse immediatamente, voltandosi di nuovo. Non sapeva se lui lo faceva apposta, ma odiava quando faceva così, soprattutto quando era in pensiero per lui. Gli afferrò con forza la spalla, tentando di farlo voltare di nuovo - Non devi prenderle alla leggera, David. Hai bisogno di sangue -
- Scompariranno da sole tra qualche giorno anche se vado a caccia -
- E se prendi il mio sangue, invece? - domandò, senza ricevere una risposta che conosceva già - L'unica pecca della formula è che il nostro sangue ha effetti positivi su di voi, proprio come il sangue umano o forse di più. Potresti guarire nel giro di qualche ora -
- Non ho intenzione di farlo, preferisco restare così per un paio di giorni piuttosto che farti del male -
Alzò gli occhi al cielo: doveva convincerlo, in un modo o nell'altro - Ascoltami, l'idea non piace nemmeno a me, ma se lo Spettro dovesse attaccarci, tu non dureresti un minuto e io ancora meno - spiegò, parlando in modo deciso con tono fermo, addolcendo poi la voce per rassicurarlo - Ti prego David, permettimi di aiutarti. Non mi succederà nulla -
Il suo compagno non rispose, ma lo sentì bisbigliare qualcosa che interpretò come una specie di rifiuto. Prese un respiro profondo, facendolo voltare per poterlo guardare negli occhi - Tu hai paura. Hai paura di farmi rivivere quello che mi è accaduto tempo fa - iniziò, mentre David continuava a fissarla negli occhi - Tu non sei come lui, io mi fido di te -
Il biondo non mosse un muscolo né pronunciò parola, sembrava essersi pietrificato al pensiero di fare quello che gli aveva proposto. Continuò a sostenere il suo sguardo, facendo avvicinare la mano all'elsa del pugnale, sguainandolo, pronta a ferirsi da sola se necessario, ma quando la fredda e tagliente lama le sfiorava appena li palmo della mano, David la bloccò, afferrandole il polso con rapidità - Non farlo -
Entrambi, lentamente, si alzarono in piedi, mantenendo sempre il contatto visivo. Capì al volo la scelta che il vampiro aveva compiuto e gli sorrise, ma ancora prima di proferire parola, lui la fece voltare con un forte strattone.
Il compagno alle sue spalle le strinse entrambi i polsi, facendole incrociare le braccia per impedirle di fuggire e pensò che fosse un normale istinto quello di bloccare la propria preda. Non oppose alcuna resistenza, anzi, tentò persino di rilassarsi per facilitargli il lavoro e cercò di non pensare a quel respiro freddo sul collo, che ricordava fin troppo bene. Non poté fare a meno di rabbrividire per i vecchi ricordi che sembravano tornare improvvisamente a galla dopo anni che li aveva tenuti ben nascosti, i ricordi del vampiro che dieci anni fa l’aveva tenuta prigioniera e torturata fino al limite, ricominciando sempre il giorno dopo, e piegò la testa di lato, restando in attesa.
Sentì i canini affilati affondare di colpo nella carne e, per un attimo, nella sua mente balenò l’idea di liberarsi usando la magia, ma oltre che a divincolarsi appena non fece nient’altro. Il cuore batteva all’impazzata, ma più i minuti passavano più sembrava rallentare, le gambe la tenevano a stento in piedi e sentiva la testa pesante, proprio come quando Helen le propinava di nascosto qualcosa di alcolico. Era pronta a fermare David, ma ancora prima di aprir bocca, la presa sui suoi polsi si dissolse e lei, proprio come un burattino al quale hanno tagliato i fili che lo reggevano, cadde in ginocchio sull’erba, accasciandosi poi su un fianco. Si sentì afferrare prima di cadere.
Respirò profondamente per qualche secondo, cercando di ritrovare un po’ di forze per riuscire a parlare - Visto? Non è stato poi così male - sussurrò, tenendo gli occhi chiusi.
- È stato orribile. Da oggi in poi non ti toccherò mai più -
Socchiuse gli occhi, guardandolo in modo sospettoso - Orribile? Il mio sangue faceva così schifo? -
- No, anzi. Il tuo sangue è più…intenso di quello umano -
Rimase un attimo senza parole: sembrava che David paragonasse il sangue al vino - Beh, mi fa piacere…credo - sussurrò, aprendo del tutto gli occhi e guardando il suo compagno, inginocchiato accanto a lei che la sorreggeva, cercando di mettere a fuoco la vista per vedere se qualcosa era migliorato, ma non riusciva a distinguere nulla sotto il cappuccio.
- Mi dispiace che tu abbia dovuto fare questo - si rammaricò lui - Mi dispiace -
- Non scusarti - rispose, riuscendo finalmente a vedere le ustioni che si stavano rimarginando da sole ad una velocità a dir poco incredibile, fissandolo diritto in quegli occhi rosso sangue, dall’aria calda ed intensa - Stai già meglio, nel giro di qualche ora andranno via del tutto -
- Mi sembra impossibile che il mio veleno non ha alcun effetto su di te -
Alzò le spalle, mettendosi lentamente a sedere, portandosi una mano al collo dolorante e tenerla premuta sul morso - Devo ammettere che non è come me lo ricordavo -
David sembrò non capire. Come poteva? Lui non aveva subìto quello che aveva passato lei - Sei stato…gentile - spiegò.
- Gentile? - domandò lui, distogliendo lo sguardo per guardare da un’altra parte.
Rise piano, trovando decisamente comica quella situazione - Sei in cima alla classifica del “miglior morso” -
- E quante persone sono presenti in questa classifica? -
- Tre -
- Tre? -
Annuì - Cécile mi ha aizzato contro uno scoiattolo che mi ha morso l’orecchio - raccontò, mentre quel diabolico scoiattolo dagli occhi iniettati di sangue le ritornava alla mente. Per vendicarsi aveva mandato uno sciame di vespe a quell’elfa presuntuosa, di cui Eric si era follemente innamorato.
Già, Eric. Ancora una volta si trovava lì a rimuginare sul passato e sui suoi sentimenti.
- Chi diavolo è Cécile? -
Sorrise, contenta che qualcuno non pronunciasse il nome di Cécile sbavando - Nessuno - si affrettò a rispondere. Pensò che, probabilmente, se David avesse visto di persona la suddetta elfa si sarebbe sicuramente preso una cotta e ci avrebbe provato spudoratamente, proprio come aveva fatto con lei. Aspetta…ci aveva provato con lei?
“Kayleena devi darti una svegliata” le disse la piccola ed immaginaria lei, vestita da diavolo e seduta sulla sua spalla sinistra “Non ti avrebbe regalato quelle rose se non voleva qualcosa in cambio!”
Arrossì, mentre la Kayleena vestita da angioletto appariva sulla sua spalla destra “È stato così carino a fare quell’incantesimo sulle rose”
- Ehm -
“Sveglia! Chi dorme non piglia David!”
La sua parte cattiva aveva qualcosa di stranamente inquietante che le ricordava Helen - Io…ehm…- iniziò, facendo la figura dell’idiota, dato che aveva dimenticato quello che le era appena stato chiesto, pensando alle parole del suo io: doveva davvero pigliarsi David? - Puoi ripetere? -
- Chi è Cécile -
Scosse la testa - Nessuno, non preoccuparti - tagliò corto - Ora mi dici perché avevi tutta quella fretta di tornare da me? -
- Vampiri - rispose finalmente lui - Sono anni che cercano di farmi entrare nella loro setta. Erano talmente insistenti che mia madre ne ha persino ucciso due -
Dal tono con cui il suo compagno descriveva queste persone, capì che non erano affatto simpatici - Sono tanto cattivi? -
- Se ci trovano e scoprono con cosa abbiamo a che fare mi faranno a pezzi e poi ti uccideranno, nella migliore delle ipotesi -
Nella migliore delle ipotesi? NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI?! Perché c’era qualcosa di peggio di morire? - Cosa potrebbe andare peggio? - domandò, maledicendosi da sola per averlo detto.
- Se sanno che sei ricercata in tutta Alagaësia non esiteranno nemmeno un secondo: ti porteranno da Nahr per riscuotere la tua taglia che di sicuro è aumentata, oppure se scoprono che sei immune al morso di un vampiro ti mangeranno in una tortillas -
D'accordo, la situazione non era delle migliori, ma in una tortillas?? - Ok, sono molto cattivi. Sai dirmi qualcos’altro? -
David scosse la testa - So soltanto che si fanno chiamare la Setta delle Ombre e che non si schierano mai in una battaglia -
Il fatto che la setta rimanesse neutrale nei conflitti in Alagaësia giocava a loro vantaggio, ma se sapevano della sua taglia l'avrebbero consegnata a Nahr - Hai un piano? -
- Intanto aspettiamo che l'alba passi e poi proseguiamo per un po' verso ovest, sperando di raggirarli - le spiegò lui, sedendosi di fronte a lei - Non possiamo fermarci -
Annuì, capendo che quella situazione spaventava il suo compagno, senza aggiungere alcuna parola. Era terrorizzata al solo pensiero di incrociare una setta di vampiri contro cui non avevano speranze - Aspettiamo -
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Tobia92 » 22 maggio 2012, 19:32

Motivo numero 1 - Ma l'hai guardato? Con quel ridicolo strumento da femminuccia?
Te l'ho già spiegato. Questa è un'arpa e tu lo sai
Sì certo, quella è un'arpa. E quello è un vestitino
Una tunica!
Motivo numero 2: Guarda che so fare, hehe....

Ok, basta altrimenti mi querelano :D
Giuro, continuavano a venirmi in mente, non riuscivo quasi a leggere. Tra l'altro il tuo disegno non ha aiutato, in particolare il "nano me gusta" :P

Il pezzo non è brutto, anche se, se io fossi in Kayleena o David, ne avrei veramente le palle piene. Ma ce l'hanno tutti con loro?

Pensa poi come la prenderebbero se il famoso elisir non fosse altro che... non so, un tonico per i nervi. Oppure un concentrato di vitamine :laugh:

Continua presto! ;)
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

Re: RE: Elixir

da Kiarya92 » 22 maggio 2012, 19:37

Tobia92 ha scritto:Motivo numero 1 - Ma l'hai guardato? Con quel ridicolo strumento da femminuccia?
Te l'ho già spiegato. Questa è un'arpa e tu lo sai
Sì certo, quella è un'arpa. E quello è un vestitino
Una tunica!
Motivo numero 2: Guarda che so fare, hehe....


Proprio non capisco di cosa stai parlando :blink:
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Kiarya92 » 31 maggio 2012, 15:05

Ehm...ook. Tobia posto soltanto per te e per l'altro che legge ma non commenta mai (beh, commenta al telefono...)

Magari devo tornare a rimettere quello slogan sui commenti ^^
Immagine

Passata l'alba si rimisero in marcia, in sella ai due cavalli comprati da David che galoppavano veloci fuori dal sentiero principale, sotto la pioggia che aveva iniziato a scendere piano intorno a mezzogiorno, zigzagando tra gli alberi e saltando tronchi marci caduti a terra. Non sapeva quanta strada avevano percorso, ma da quando erano partiti aveva la strana sensazione di essere osservata.
L’intensità della pioggia era aumentata e il forte vento gelido che soffiava contro di loro non migliorava di certo la situazione, infatti sembrava quasi che congelasse le gocce d’acqua rendendole delle finissime schegge di ghiaccio che la colpivano in pieno viso, ma non aveva nessuna ferita, né sangue, soltanto le gocce gelide che le bagnavano il volto e scendevano lungo il collo, terminando la loro corsa non appena toccavano il mantello, inzuppandolo. Si tolse il cappuccio che le copriva il viso e che oramai era completamente bagnato come tutto il resto del mantello, che sembrava pesare il doppio per tutta l’acqua che aveva assorbito, poi si sistemò i ciuffi di capelli incollati alla fronte, senza mai distogliere lo sguardo da David, che cavalcava al suo fianco.
Avrebbe voluto fermarsi, togliersi quei vestiti congelati e scaldarsi davanti ad un focolare per tutta la notte, ma sapeva che non poteva farlo, almeno non in quel momento che dei vampiri che probabilmente li stavano seguendo.
Dopo ore di cammino la pioggia aveva smesso di tormentarli, ma il vento freddo proveniente dal mare non accennava a smettere, e nel percorrere uno stretto sentiero, David la precedette, guardandosi intorno con aria seria.
Quando lui si fermò sentì un tuffo al cuore, sperando che non fosse nulla di grave, ma quando vide l’espressione preoccupata sul volto del compagno capì cosa stava succedendo.
Stanno arrivano. Entrambi scesero da cavallo.
- Cosa facciamo? - domandò. David sembrava quasi avere paura di quei vampiri, paura della sua stessa specie. Stava per rassegnarsi del fatto che non avrebbe ricevuto risposta quando lui cercò di comunicarle qualcosa attraverso la mente. Lo fece entrare ed ascoltò.
“Devi fare quello che ti dirò, intesi?” le disse il suo compagno. Dal tono sembrava ancora più spaventato “Non parlare finché non te lo ordino. Parlami solo nella mente quando non c’è nessuno. E copriti il morso”
Annuì, sistemandosi meglio il mantello per celare il morso “Perché non incontriamo mai un buono lungo la strada?”
“Ora fai quello che ti ho detto e stai al gioco”
Proprio in quell’istante, quando le barriere tornarono a circondare la sua coscienza, un gruppo di vampiri si fece largo tra la boscaglia verso la loro direzione: erano quattro e tutti indossavano una lunga veste completamente nera, con il cappuccio tirato sopra la testa, nascondendo parzialmente il loro pallido volto. I loro ardenti occhi rossi erano ben visibili ed incutevano terrore assoluto, al contrario di quelli di David.
- David, figliolo - disse il primo vampiro, in testa al gruppo, facendosi avanti ed allargando le braccia verso il suo compagno, come se volesse abbracciarlo - Sono contento di rivederti -
David ricambiò quel freddo abbraccio facendo soltanto un semplice cenno.
- Noto con piacere che sei in buona compagnia - continuò il vampiro, togliendosi il cappuccio per mostrare il viso pallido. Quel vampiro aveva l’aspetto di un normale umano di cinquant’anni, con i corti e radi capelli bianchi e le rughe che la trasformazione non aveva potuto togliere. Intuì immediatamente che quello era il capo della setta di cui David le aveva parlato e riusciva a percepire la sua potenza.
Senza volerlo, ricambiò lo sguardo del vampiro senza mai distoglierlo.
- La tua schiava ha bisogno di qualche lezione -
“Eh?” pensò, lanciando un’occhiata a David, che però non ricambiò.
- La perdoni, signore. È con me da poco tempo e non ho avuto modo di educarla come si deve - rispose lui, voltandosi poi verso di lei per gridarle contro delle parole assai offensive ed ordinandole di inginocchiarsi al cospetto del Maestro. Non poté fare altro che obbedire, abbassando lo sguardo. Doveva ammettere che David le stava mettendo una certa paura.
- Ora scusati - la incitò David, con tono quasi feroce.
- Mi scusi, Maestro. Imploro il vostro perdono -
Il vecchio vampiro sorrise, compiaciuto - Vedo che impara in fretta. Hai fatto un buon affare, figliolo. Posso chiedere quanto l’hai pagata? -
- Nulla, mio signore. Si è spontaneamente offerta di servirmi per salvare la sua famiglia -
Il Maestro le si avvicinò lentamente, afferrandole il mento con una mano per alzarle il viso ed osservarla meglio. Dovette fare uno sforzo immenso per non guardarlo diritto negli occhi - Potresti guadagnarci molto se la vendi. Cinquecento monete d’oro, come minimo, per una giovane elfa così bella -
“Nahr pensa che io valga mille monete d’oro e questo soltanto cinquecento?” pensò, rimanendo immobile.
- Resterei qui a parlare per ore, ma ti chiedo di seguirmi nella nostra umile dimora -
Mentre quel vampiro, dall’aria centenaria, continuava a parlare, usando termini talmente vecchi che persino un suo coetaneo avrebbe risposto con un “eh?”, la sua immaginazione galoppava a briglia sciolta, domandandosi cosa intendeva quell’essere con “umile dimora”. Un castello oppure una topaia con un sacco di stanze e corridoi talmente incasinati che, in confronto, percorrere un labirinto bendati sarebbe stato un gioco da polli; con delle bare al posto dei letti, camere di tortura e cadaveri appesi ai muri fatti di ossa umane.
Fece un respiro profondo, tenendo sempre la testa bassa: perché pensava sempre negativo? Magari la Setta delle Ombre era un attivo fan club di…unicorni rosa? No…sarebbe stato troppo facile.
- Vi ringrazio per il vostro invito, Maestro, ma sono costretto a rifiutare -
Non poteva vederlo in faccia, ma era sicura che il Maestro si era arrabbiato, ed infatti capì di aver ragione quando lo sentì aprir bocca.
- Sono costretto ad INSISTERE -
Dopo degli interminabili secondi di silenzio, rotto soltanto dagli uccelli che cinguettavano e dal vento che muoveva le fronde degli alberi, sentì il suo compagno sospirare - D’accordo -
***
Percorreva a passo svelto i corridoi del palazzo, con i pugni serrati e lo sguardo di fuoco fisso davanti a lei, in direzione della stanza dei suoi genitori, con la sua armatura leggera già indosso e la sua spada, ormai del tutto rovinata, allacciata dietro la schiena: le sarebbe piaciuto possedere una spada da vero Cavaliere, proprio come i suoi genitori, ma stando a quello che le avevano detto, in Alagaësia non c’era più nessuna riserva di quello strabiliante ed indistruttibile metallo.
Si bloccò per un istante, sentendo il suo drago sospirare e balbettare qualcosa nella sua mente “Sei sicura di volerlo fare?”
Sospirò a sua volta “Per la prima volta in vita mia mi capitano cose da vero Cavaliere e tu mi chiedi se ho paura?”
“Più o meno è quello che ho detto”
“Sono maledettamente terrorizzata. Ho paura per Kayleena e, sinceramente, non c’ho capito na mazza a proposito di sta storia tipo Beautiful” gli rispose, spalancando poi la porta ed arrivando finalmente a destinazione: nella stanza, suo padre era in piedi, in fondo al letto, che apportava gli ultimi ritocchi alla sua armatura, mentre sua madre, anche lei pronta per la partenza, era seduta alla scrivania, di fronte ad un grande specchio dove l’immagine di un elfo dai lunghi capelli argentei tremolava, proprio come l’acqua di un piccolo stagno quando si getta un piccolo sasso - Allora? -
Arya, impegnata in una discussione con quell’elfo, si voltò lentamente - Un attimo di pazienza, Helen - le rispose lei, tornando a rivolgersi alla figura nello specchio - Non sappiamo che strada hanno preso per raggiungere Ellesméra, non posso dirti con esattezza quando arriveremo, Oromis -
Ora che aveva sentito quel nome si ricordò all’istante di Oromis: il vecchio elfo/Cavaliere/dongiovanni che viveva da sempre ad Ellesméra.
- Non importa che strada hanno preso - s’intromise, interrompendo nuovamente la discussione - Partiamo. ADESSO - disse, osservando prima suo padre, poi di nuovo suo madre, puntando infine lo sguardo nello specchio quando Oromis si schiarì la voce, tossicchiando in maniera insopportabile.
- Bellissima e molto impulsiva - iniziò il vecchio elfo - Devo proprio ammettere che è la tua copia sputata, Arya. E se non avessi così tanti anni diventeresti mia suocera -
Sua madre, come se fosse posseduta da un demonio, spalancò gli occhi, guardando Oromis in modo decisamente inquietante - Se osi provarci con mia figlia, giuro su mia madre, che ti rinchiuderò in una cella e quando avrò finito con te gli unici esseri per cui proverai attrazione saranno dei Kull…maschi -
Il Cavaliere deglutì - Non ho visto né David né l’incantevole fanciulla che mi hai descritto -
- Capisco -
- Siete per caso imparentate? C’è un legame di sangue tra voi? Non so…figlia illegittima, adottata, presa in un canile? -
Arya sbuffò - No, ma… -
- Quindi con lei posso provarci? - le domandò immediatamente Oromis, interrompendola.
- Ma è come se lo fosse. Quindi, se provi ad alzare le mani…te le taglio e te le attacco al posto delle orecchie - concluse sua madre, alzandosi in piedi e congedando l’elfo allo specchio - Contattami con qualunque mezzo se hai notizie di loro. È un ordine -
Come d’incanto, l’immagine dello specchio tremolò sempre di più, fino a scomparire del tutto per tornare a riflettere una regina dal volto stanco per le notti passate insonni per vegliare sulla figlia priva di conoscenza.
Si riscosse dai suoi pensieri, quando suo padre le appoggiò una mano sulla testa, spettinandole i capelli talmente forte da renderli persino elettrici - Sei sicura che Kayleena non ha con sé un oggetto con cui possiamo contattarla? -
Annuì. Aveva sperato che Kayleena avesse con sé quella strana scatola manda messaggi che aveva creato per parlare con Eric, ma quando era entrata nella sua stanza, aveva trovato la scatola in un cassetto - Non siete riusciti a divinarla? -
Arya scosse la testa - Temo che quello Spettro sia stato più furbo di noi. Sta nascondendo Kayleena e David per impedirci di raggiungerli ed aiutarli a portare l’elisir ad Ellesméra. Probabilmente ha pensato che sarebbe stato più facile recuperare quello che vuole senza avere contro quattro Cavalieri, ma soltanto un vampiro e una…Kayleena - rispose lei - Aspettaci fuori dalle mura con Eric ed Adryén. Avvisiamo Nasuada e partiamo all’istante -
Annuì, sistemandosi i capelli ed uscendo dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle con un tonfo sordo. Possibile che i suoi genitori avevano deciso proprio oggi di andare a rallentatore?
***
Aspettò che Helen si fosse allontanata abbastanza per tirare un sospiro. Nel pensare a quello Spettro una sorta di panico aveva iniziato ad assalirla: durante la battaglia contro Nahr aveva percepito la sua forza e per un attimo aveva sperato di essersi sbagliata, ed ora Kayleena e David erano inseguiti da quel mostro.
Sentì Eragon appoggiarle una mano sulla spalla, tentando in qualche modo di rassicurarla - Andrà tutto bene -
- Lo spero - rispose, lanciandogli una fugace occhiata preoccupata - Quell’essere è più forte di Durza, molto più forte. Mi riesce ancora difficile credere che Kayleena sia riuscita a tenergli testa per impedire che distruggesse la barriera -
- Loro sono più portati per la magia, vedrai che riuscirà a tenerlo a bada -
Annuì, rattristandosi improvvisamente - Dobbiamo separarci ancora -
Lui alzò le spalle. Sembrava quasi che non gli importasse nulla - Sarà per poco tempo. Vado sul Grade Dorsale, non alla scoperta di nuovi mondi -
Si alzò sulle punte per salutarlo con un bacio, ma ancora prima di aprire bocca per dire dell’altro, la porta si spalancò per la seconda volta, ma stavolta entrò Angela, seguita dal suo gatto - Dove pensate di andare senza di me? -
Vide Eragon alzare gli occhi al cielo - No, ti prego. Lei no -
- Oh sì, invece - rispose l’erborista, già pronta per la partenza con il suo zaino in spalla e un bastone in mano - Dobbiamo muoverci, altrimenti non arriverò mai in tempo ad Ellesméra per guardare la puntata di The Vampire Diaries -
- Cosa? - domandò, ignorando suo marito che scongiurava ogni Dio conosciuto e non.
- La terza stagione di The Vampire Diaries! Elena, Stefan e Damon Salvatore? No? -
- Angela, non ho capito na ciospa! -
- La storia parla di questa Elena che è…na suora in pratica, perché ha due vampiri che se la farebbero dalla mattina alla sera, ma lei fa la sostenuta, poi è in pericolo, bisogna uccidere Klaus, Elena è in pericolo, Bonnie fa un incantesimo, qualcuno muore e poi resuscita, Elena è in pericolo, bisogna uccidere Klaus, Bonnie fa un incantesimo, qualcuno muore…c’è il wi-fi a palazzo, vero? Perché altrimenti non riesco a fare il mio record settimanale con Fruit Ninja -
- E dopo che vuoi? Un Ipad? -
L’erborista batté il bastone a terra, spaventando Solembum - Nah, mi sono fatta la mia linea personale. L’ho chiamata IAngela. Dimmi Arya, hai Facebook o Skype? -
- No -
- Ah no? Peccato, volevo taggarti sul video che abbiamo fatto al tuo matrimonio, ma se non ci sei allora ti creo un account e ti taggo -
La lasciò perdere: più le dava corda e più Angela andava avanti - In che direzione vai? -
- I monti Beör. Ho già avvisato Nasuada -
Annuì, uscendo dalla stanza, seguita da Eragon, l’erborista e Solembum: era ora di agire.
- Noi siamo i vendicatori! -
- Zitta Angela! -
- Mamma mia, come siamo verdi di rabbia oggi -
- Smettila! Non sono Hulk! -
- Brutta lo sei già, ti manca solo un innaturale colorito verdognolo e soltanto qualche chilo di più -
- Come scusa? -
- Arya, hai una pancia così grande che per metterti la cintura usi il boomerang -
- ANGELA! -
- Hai una pancia così grande che se una mosca prova a fare tutto il giro muore di vecchiaia ancora prima di arrivare alla fine! -
***
I vampiri che facevano strada a lei ed a David si fermarono dopo nemmeno un’ora davanti all’entrata di una galleria, situata ai piedi di una collina ricoperta dagli alberi che la ricoprivano con un manto verde scuro. Non sapeva esattamente dove fossero, ma sapeva che poco più in là sarebbero terminati i monti Beör.
Lasciarono fuori i cavalli e non appena entrarono in quell’oscura galleria, dovette appoggiare entrambe le mani alle pareti per non perdersi, essendo l’ultima del gruppo, e di orientarsi in base al lieve rumore dei passi dei cinque vampiri. A mano a mano che avanzava, scendendo sempre più in profondità, il buio sembrava farsi sempre più denso e dovette fare uno sforzo immenso per cercare di mantenere l’equilibrio, sentendo un peso sul petto che si faceva via via sempre più intenso. Capì subito che più la galleria scendeva, meno energia le veniva trasmessa dagli esseri viventi e gli effetti della magia nera, che aveva evocato giorni prima, per estinguersi, oltre che assorbire quella poca energia, avrebbero attinto da un’altra fonte: la sua vita. Nonostante quella situazione, si tranquillizzò: poteva resistere un paio di giorni con l’energia che aveva in corpo, ma poi avrebbe almeno dovuto lasciare quel posto e riprendere un po’ di vigore dalle piante e dagli animali senza danneggiarli.
Alla fine della galleria, davanti a loro si presentò un’enorme porta di legno, intagliata e decorata con della pittura rosso sangue, poté distinguere ogni piccolo dettaglio grazie a due lampade appese ai lati, che illuminavano l’entrata della setta con luce tremolante. Non appena varcarono quell'enorme porta rimase semplicemente strabiliata da quell'oscura ed enorme sala celata agli occhi di tutti, sotto una collina, ma lo stupore a poco a poco si spense, lasciando il posto ad un lieve inquietudine: le pareti ed il soffitto erano ricoperte da un mosaico di pietre, tagliate un po' rozzamente, mentre il pavimento era composto da del marmo nero come il carbone, talmente lucido che rifletteva il soffitto, creando un effetto singolare. In quel posto non c’era anima viva che potesse trasferirle energia. Pregò di resistere, ma decise che avrebbe avvisato David alla prima occasione. Infilò una mano nella tasca dei pantaloni, accarezzando il freddo vetro della fiala, assicurandosi che fosse ancora lì.
Il Maestro li precedette, percorrendo l'intera sala illuminata appena da delle lampade ad olio appese al muro, raggiungendo un trono intagliato nel marmo e lavorato nei minimi particolari da abilissimi artigiani, affiancato da due sedie, una per lato, più semplici e fatte di legno.
Quando quell’inquietante vampiro si sedette sul trono, non mosse più un muscolo e tutti rimasero in silenzio, aspettando.
- Allora, figliolo. Cosa ti porta qui? -
Doveva ricordargli che l’aveva praticamente costretto a venire in quel posto?
- Ero soltanto di passaggio -
- E, se mi è concesso, posso sapere qual è la tua destinazione? -
Con lo sguardo fisso a terra non poteva vedere le espressioni di David, ma sperò che la sua faccia fosse una maschera completamente immobile ed impenetrabile.
- È una cosa…personale - rispose lui, schiarendosi poi la voce - Proprio per questo avevo reclinato il vostro invito -
- Ma non dev’essere urgente, altrimenti avresti insistito. Sei testardo quasi quanto lo era tua madre - disse a sua volta il Maestro - Quindi ti chiedo di essere mio ospite per un paio di giorni. La tua stanza è già pronta -
David non rispose. Quella gentile richiesta di rimanere come ospite nella Sette delle Ombre aveva tutta l’aria di un ordine - Sì, Maestro -
Attraverso le lievi ombre sul pavimento vide il vecchio vampiro fare un cenno a due dei tre vampiri che l’avevano accompagnato e questi, immediatamente, si affiancarono a lei e al suo compagno. Il vampiro al suo fianco l’afferrò bruscamente per un braccio, facendola immediatamente voltare, costringendola a camminare verso una porta nascosta nell’ombra alla loro sinistra.
Sentì David ruggire come un leone e tutti si voltarono verso di lui. Persino lei non riuscì a tenere lo sguardo basso, e puntò gli occhi in quelli del suo compagno.
- Cosa state facendo? Riportatela qui immediatamente! -
- Figliolo, la stanno semplicemente portando nella stanza della servitù - rispose il vecchio vampiro, che si era alzato in piedi con una velocità inaudita, affiancandosi a David.
- Esigo che venga condotta nelle mie stanze -
- Loro non possono girovagare liberamente, è la regola -
David rimase in silenzio e le lanciò un’occhiata che diceva tutto. Fu scossa con un altro strattone ed abbassò lo sguardo, mentre il vampiro che le bloccava ancora il braccio la fece nuovamente voltare, portandola via.
Fu guidata attraverso un lungo corridoio che sembrava scendere sempre più in profondità nella terra, finché non raggiunse una stanza dove, al suo interno, c’era soltanto una scrivania di legno mezza marcia e mangiata dai tarli e diverse porte composte da spesse sbarre di ferro. Il vampiro aprì una di queste e la gettò dentro a malo modo.
Osservò quella piccola stanza, che aveva tutta l’aria di una cella: quattro massicce pareti di roccia, nessuna finestra, un giaciglio di paglia, un ratto morto, e la porta fatta di sbarre. Il vampiro chiuse a chiave la porta e le sorrise con arroganza - Hai bisogno di qualcosa? -
Rimase in silenzio. Perché aveva l’impressione che si sarebbe cacciata nei guai qualsiasi cosa avesse risposto?
- Ti ho fatto una domanda, elfa! Rispondimi! -
Alzò lo sguardo, guardando quelle minacciosi iridi rosse senza mostrarsi spaventata - Acqua -
Il vampiro si allontanò, sparendo dalla sua visuale, ritornando poi davanti alla porta della cella con una caraffa in peltro piena fino all’orlo d’acqua. Per un attimo ringraziò il cielo che il suo carceriere fosse così generoso, ma quando quell’essere le gettò addosso l’intero contenuto della caraffa, lo maledisse mentalmente usando tutte le parole che Arya le aveva insegnato. Rimase lì in piedi, di nuovo fradicia.
- Altro? -
Scosse lo sguardo e si sedette a terra, cingendosi le gambe con le braccia e facendo avvicinare le ginocchia al mento.
- Io sono Laurence, e sono sicuro che io e te diventeremo grandi amici -
Sperò che David la tirasse fuori da quel posto il prima possibile.
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Tobia92 » 1 giugno 2012, 18:24

Che palle, pure i vampiri razzizsti ci si mettono...
O tempora, o mores! :sleep:

Va beh, immagino che i cavaliere dagli appuntiti canini la salverà prima che venga compiuto qualche danno irreparabile.... spero.

E non ti preoccupare per i commenti, sono sicuro che leggono tutti solo che hanno altro di urgente da fare sul momento e/o si dimenticano di commentare.
A me personalmente è capitato un mucchio di volte.

Continua presto! ;)

P.S. Angela, sei una forza :laugh: :laugh:
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

RE: Elixir

da Kiarya92 » 18 giugno 2012, 11:10

Capitolo 27 - Il prezzo della magia nera
Quando si svegliò attese qualche secondo prima di mettersi a sedere: la testa le girava e la stanza non era da meno. Non appena mise a fuoco le sbarre della sua cella, vide una figura aldilà della porta chiusa a chiave e, per un istante, sperò che fosse David, venuto per liberarla, ma in realtà era l'insopportabile Laurence, il suo carceriere dallo sguardo da maniaco. Erano due giorni che quello svitato si divertirla a guardarla dormire e a cercare di farle fare un passo falso per punirla senza alcun motivo, ma il giorno prima aveva imparato la lezione a sue spese, dato che le aveva tirato un pugno così forte che, di sicuro, le aveva rotto più di una costola. La sera prima aveva pensato di lanciargli contro la caraffa d’acqua che le aveva portato, ma aveva abbandonato subito l’idea, pensando che quel diabolico vampiro non le avrebbe più portato un goccio d’acqua e magari trovava una scusa per ammazzarla.
- Ben svegliata -
Si portò una mano al petto, alzando di poco la testa per osservarlo negli occhi: Laurence, alto e grosso, metteva un certo terrore anche se era di bell'aspetto ed abbastanza attraente, con quei capelli scuri ben curati e tirati all'indietro. Indossava dei pantaloni di pelle ed una maglia di seta dello stesso colore, mentre ai piedi portava gli stivali sporchi di terra.
In un primo momento l'idea di chiedergli aiuto le balzò in mente, ma lasciò subito perdere per paura di ricevere dei pugni, poi si sdraiò di nuovo, cercando di ignorare il dolore alle costole rotte e alla morsa sul petto: gli effetti della magia nera in poco più di due giorni l’avevano completamente prosciugata di ogni energia magica ed ora sembravano però affievolirsi mentre stavano lentamente attingendo la sua vita.
- Vorrei fare qualcosa per farti sentire meglio ma…io adoro vedere le persone soffrire -
Lo ignorò completamente, domandandosi perché David non era venuto da lei nemmeno una volta: possibile che il Maestro lo tenesse così impegnato da fargli dimenticare che era chiusa in una cella? Allontanò subito quei pensieri, dicendo a sé stessa che, probabilmente, David aveva un buon motivo per non tirarla fuori di lì.
La tosse, come la sera prima l’assalì, sempre più forte, e si mise sul fianco nella speranza che si calmasse, ma niente: la gola le bruciava e le fitte al petto si facevano sempre più laceranti ed intense. Sentiva le costole rotte muoversi sotto la pelle, provocandole altro dolore.
Cercò di tirarsi u, ma era senza forze, e rimase lì, a carponi su quel giaciglio di paglia, tossendo sempre più forte. Iniziò a sudare freddo.
- Sai, non hai una bella cera -
Tossì di nuovo e lanciò un gemito vedendo delle goccioline di sangue che le scendevano a rallentatore dalle labbra per cadere sul pavimento. Plik. Plik. Plik.
Le gocce di sangue cadevano sempre più frequentemente, formando una grossa macchia rossa sul pavimento, che aumentò ancora di più dopo altri colpi di tosse. Appoggiò la fronte a terra e lanciò un grido, era più un grido di rabbia che di dolore: era arrabbiata perché si sentiva uno straccio, perché era chiusa in una cella sottoterra con un carceriere a dir poco sadico, perché David non era lì con lei.
Si accasciò su un fianco, stringendo forte gli occhi ed ascoltando due voci parlare poco distante. L’ultima cosa che sentì era qualcuno che la prendeva in braccio.
***
Alzò l’elfa da terra e la portò fuori dalla cella senza il minimo sforzo. Prima di uscire lanciò un’occhiataccia di fuoco a Laurence, seduto per terra, con entrambe le braccia spezzate e piegate in maniera alquanto innaturale - Se fosse stato per me ti avrei ucciso - gli disse piano, allontanandosi, tenendo Kayleena in braccio. Giurò a sé stesso che sarebbe tornato indietro ad ammazzare Laurence se Kayleena aveva qualsiasi cosa di rotto o anche soltanto un capello spezzato.
Uscì dal corridoio che conduceva alle prigioni, trovandosi nella sala d’ingresso della setta, e raggiunse un’enorme scala a chiocciola che scendeva sempre più in profondità. Dovette contare le porte per trovare il corridoio giusto e raggiungere la stanza che il Maestro gli aveva assegnato: l’ultima a sinistra. A mano a mano che camminava lentamente nel corridoio dal pavimento di marmo nero e le pareti di pietra coperte da arazzi, osservava la testa dell’elfa, che ciondolava ad ogni suo passo, e il suo viso, sudato e macchiato di sangue. Quando era entrato nella sua cella aveva preso un colpo quando l’aveva trovata riversa a terra.
Non appena entrò nella sua stanza, l’adagiò piano sul letto, coprendola con una coperta, e le si sedette accanto, pulendole il viso con uno strofinaccio per togliere il sangue. Quando Kayleena era tornata bella e pulita, prese una sedia e si sedette, aspettando.


Quando Kayleena iniziò a muovere appena la testa ed a stringere gli occhi, si avvicinò cautamente al letto, sentendola lamentarsi piano per il dolore, e le rimboccò immediatamente le coperte per tenerla al caldo. Quando l’aveva portata lì era talmente fredda da sembrare morta.
Lei, lentamente, socchiuse gli occhi, guardandosi subito intorno - Non è…possibile -
- Cosa non è possibile? - domandò, chiedendosi se Kayleena avesse subito dei danni al cervello.
- Voi non dormite -
- Esatto -
L’elfa richiuse gli occhi - Allora adesso mi spieghi perché…tu hai un letto -
Alzò le spalle - Immagino che vogliono smentire la leggenda delle bare -
- Vampiri - disse lei con un sospiro - Quanto tempo sono…-
Ignorò la sua domanda - Come ti senti? - domandò, anche se intuiva la risposta, a giudicare dal colorito verdognolo del viso dell'elfa. Kayleena, come al solito, non gli rispose, ma sgranò gli occhi e tentò inutilmente di alzarsi. La vide stringere gli occhi per il dolore per poi crollare di nuovo sul letto, a pancia in su, in quell’umida ed oscura stanza.
La sentì espandere la mente ed attaccarlo “Ti ho chiesto quanto tempo!” urlò lei.
“Due giorni”
Lei sospirò “Devi portarmi fuori di qui”
“Non preoccuparti dello Spettro. Non verrà qui, se non vuole andare in contro ad un suicidio assicurato. Approfittiamo di questa “ospitalità”, così tu ti riprendi e poi ripartiamo”
“No” rispose fredda lei “Se non mi porti via da questo posto…”
“Cosa?”
“Morirò entro poche ore”
Rimase immobile “Cosa!?”
***
Provò nuovamente a mettersi a sedere, stavolta con successo “La magia nera sta ancora chiedendo il suo prezzo e qui sotto non posso darglielo” rispose “Sta prendendo la mia vita e…mi sta uccidendo”
“Perché non me l’hai detto prima?”
Gli lanciò un’occhiataccia “Sono rimasta priva di conoscenza per due giorni e tu mi chiedi “perché non me l’hai detto prima”?!”
“D’accordo, lascia perdere” rispose lui “Ma purtroppo non so quanto questi vogliano tenermi rinchiuso qui. Dovrei chiedere il permesso al Maestro”
“Non possiamo andarcene e basta?”
“Sì, se vuoi essere fatta a pezzi. Il Maestro vuole qualcosa da me, ma finora ha cercato soltanto di entrare in confidenza, mi basterà chiedergli che cosa vuole e poi potremmo andare”
Annuì, sentendo poi qualcuno origliare oltre la porta - Padrone, sono mortificata -
David, che aveva sentito a sua volta una presenza fuori dalla porta, le fece un cenno - Se capiterà un’altra volta sta pur certa che ti venderò al primo mercante che passa. Alzati ora, prima che ti prenda a calci -
Gli lanciò un’occhiataccia, mimando poi le parole con le labbra: a calci? Lo vide sorridere e scosse la testa - Padrone, se posso, il nostro viaggio verso Hedarth sta diventando più lungo del previsto. Non arriverete in tempo -
David batté le mani, imitando il suono di uno schiaffo - Non permetterti mai più di parlare così. Più tardi andrò dal Maestro per comunicargli la nostra partenza - rispose lui, ridendo sotto i baffi. Pensò che David, a volte, sembrava abbastanza simpatico.
Non poté fare a meno di sorridere a sua volta, tenendosi sempre una mano sul fianco “Non so se riesco a camminare. Laurence…mi ha rotto delle costole”
Vide il volto del vampiro trasfigurarsi e gli occhi rossi farsi più minacciosi che mai, e tentò immediatamente di calmarlo, ma lui si alzò in piedi di scatto, rovesciando persino la sedia - LAURENCE! -
Udì dei passi, fuori dalla porta, che si allontanavano sempre di più. Laurence si era appostato per venirla a trovare quando David non c’era per torturarla ancora? Probabile.
- Vieni qui, brutto ratto che non sei altro! So che sei lì dietro la porta! Non farmi venire lì a prenderti! -
A quelle parole, ancora nessuno entrò nella stanza e David, arrabbiato come non mai, scomparve sotto i suoi occhi, uscendo dalla porta dopo averla scardinata. Sentì immediatamente dei rumori di lotta ed era tentata di alzarsi per vedere la testa di Laurence spappolata sul pavimento, ma si costrinse a rimanere a letto.
Quando vide David rientrare lo guardò intensamente negli occhi - Cambiati. In fretta - le disse lui a malo modo, mettendosi poi in contatto con la sua coscienza “Riesci a camminare per un po’?”
“Forse” rispose “Non preoccuparti, al massimo resto inginocchiata a terra”


Proprio davanti a loro, il Maestro era seduto sul suo scranno in marmo nero e si tamburellava le dita sul ginocchio, creando una specie di strana sinfonia. Lei era inginocchiata per terra, con lo sguardo rivolto al pavimento e cercava in tutti i modi di ignorare il dolore alle costole; David, invece, era in piedi, a pochi passi dal vecchio vampiro.
- Signore, mi duole informarla che non posso trattenermi ancora -
- Quindi, tu fai a botte con uno dei miei e poi te ne vai? -
- Ho un buon motivo per aver reagito in quel modo e Laurence si può chiamare fortunato - rispose il suo compagno, serio come non mai - Secondo le vostre regole, signore, la pena per qualcuno che nuoce alla salute di uno schiavo che non gli appartiene non è la morte? -
D’ora in poi avrebbe chiamato David “signor avvocato”.
Vide l’ombra del Maestro annuire - Laurence è stato fortunato e credo che abbia imparato la lezione, ma David, figliolo, c’è un motivo se ti ho fatto venire qui. E la mia richiesta è sempre la stessa, ma spero che la tua risposta sia diversa da quelle che mi ha dato tua madre nel corso di questi anni -
- Sono costretto a rifiutare. I miei impegni mi terrebbero lontani da voi per molto tempo -
- Voglio una risposta. Adesso. E se non vorrai rimanere qui come membro della setta, resterai qui come prigioniero -
Il silenzio regnò sovrano per alcuni ed interminabili minuti. Sperò che David non facesse pazzie.
- E sia, mi unirò a voi. Ma ho assegnato degli incarichi alla mia schiava e pretendo che la lasciate uscire -
Il Maestro mosse appena la mano - Accordato, puoi accompagnarla fuori, figliolo, dopodiché io e te dobbiamo parlare -
Nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che i due vampiri si erano detti, che David l’afferrò bruscamente per un braccio, trascinandola via, ma non appena varcarono l’enorme porta decorata all’entrata della setta, lasciò la presa per stringerle un fianco ed aiutarla a camminare. Si lasciò sfuggire un lamento quando, usciti dalla galleria sotto alla collina, la luce del sole la colpì: gli occhi si erano talmente abituati al buio di quei giorni che ora vedeva soltanto bianco e i lievi contorni di quello che la circondava.
Tirò un sospiro di sollievo quando sentì dell’energia fluirle nel corpo, che cresceva sempre di più. Si voltò verso il suo compagno, completamente immobile, che le porgeva le redini del suo cavallo - Dove devo andare? David…io non…-
- Aspettami a Tarnag - rispose lui - Non sono in molti. Li farò fuori e ti raggiungerò al più presto, d’accordo? -
Gli si avvicinò, lentamente, ignorando le redini che lui gli porgeva ed afferrandogli un braccio - Non so come ringraziarti, David -
- Non importa. Ci sto prendendo gusto a salvarti la vita in continuazione -
Il suo corpo agì da solo, incurante delle costole doloranti: si scagliò sul suo compagno, gettandogli le braccia al collo e sollevandosi in punta di piedi. Le loro labbra si sfiorarono prima di dar vita ad un lungo ed appassionato bacio che le fece venire persino i brividi lungo la schiena. Rendendosi conto di quello che stava facendo, si staccò ed indietreggiò, voltando lo sguardo verso in un’altra direzione. David, d’altro canto, non aveva mosso un muscolo ed era rimasto impalato sul posto.
Montò subito a cavallo, sistemando meglio lo zaino che teneva sulle spalle - Perdonami. Dimentica tutto - si affrettò a dire, voltando il cavallo e facendolo persino impennare - Ti aspetto a Tarnag -
Dopo quelle parole, spronò il cavallo al galoppo, ripercorrendo a ritroso il sentiero di quattro giorni prima, senza mai voltarsi indietro verso David.
Cosa diavolo le era preso? Baciare David così alla leggera e senza provare alcun sentimento per lui. Sperò che il suo compagno la perdonasse per quel gesto sfrontato.
Lasciò perdere l’accaduto e cercò di distrarsi: benché fosse uscita da quel buco sottoterra, si sentiva stanca e provata e si appoggiò al collo del cavallo nero che stava cavalcando, chiudendo gli occhi e battendogli un paio di colpi sul fianco - Portami a Tarnag - gli sussurrò nell’Antica Lingua, sperando che, almeno il cavallo, si ricordasse la strada.
In un secondo la luce del giorno divenne buia come la notte più oscura.
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1428
Iscritto il: 1 novembre 2008, 0:00
Località: Verona
Sesso: Femmina

RE: Elixir

da Tobia92 » 19 giugno 2012, 12:35

:blink: Ah
Direi che come commento all'ultima parte va bene. Non me lo aspettavo, il bacio :D

Che palle sti vampiri, però. Quanto rompono...
Sarà contenta Kay, comunque, di essersene andata

Commento scarno ed insoddisfacente lo so, ma sono semisommerso dagli esami.
Cotninua presto! ;)
Tobia, fabbro

Un cavaliere è votato al coraggio,
La sua forza protegge i deboli,
La sua spada difende gli inermi,
La sua ira abbatte i malvagi,
Le sue parole dicono solo la verità!
[Dragonheart, l´Antico Codice]
Avatar utente
Cavaliere Anziano
Cavaliere Anziano
 
Messaggi: 1967
Iscritto il: 28 ottobre 2008, 0:00
Località: Milano
Sesso: Maschio

PrecedenteProssimo

 


  • Argomenti correlati
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron
CHIUDI
CLOSE