Ethan

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Re: Ethan

da White_Umaroth » 17 ottobre 2013, 17:57

Yaaayyyyyyyyyyyy, finalmente ho finito!!!! :O
Ero così ansioso di postare che l'ho riletto in dieci secondi, spero di non aver tralasciato errori mortali =X
Comunque, è stata difficile, ma alla fine sono riuscito a trovare un modo per fare un flashback, che poi un flashback vero e proprio non è, in modo decente!
E' un po' lungo, ma risponde a tante domande, ma ancora di più sono quelle che mi sono posto scrivendo. Dai che inizio a vedere una trama decente, ora il difficile sarà dare voce ai miei pensieri!
Ma basta ciance! Se avete più di sette mesi e mezzo e sapete leggere, questo capitolo lo dedico a voi!

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Capitolo 2: Sogni, boati e divani

Li condusse attraverso il complicato labirinto di strade, tutte fiancheggiate dagli enormi edifici.
Un inquietante silenzio li avvolse mentre camminavano verso il casermone dove Eragon alloggiava, solo gli scalpitii degli zoccoli li accompagnavano in quella taciturna processione.
Arrivarono pochi minuti dopo.
Blödhgarm entrò per primo, accendendo con la magia tre lampade senza fiamma.
La sala s’illuminò: le sue dimensioni erano titaniche – pure Saphira ci entrò tranquillamente – e le pareti erano decorate con scene di guerra. Scene che narravano le avventure di un Cavaliere e del suo drago, dalle squame che sembravano un mare di zaffiri.
La seguente ora Eragon la passò organizzando camerate per gli ospiti. Assegnò agli elfi – i sei arrivati assieme a Ethan – l’edificio subito di fianco. Era decisamente più piccolo rispetto alle altre costruzioni della città, e quando gli ospiti notarono questo dettaglio, il Cavaliere spiegò: “E’ stato costruito per far d’alloggio a elfi, o umani, non per i draghi!”.
Decise invece che il figlio avrebbe dormito nella stanza accanto alla sua.
Congedati gli altri, indicò ad Ethan una coppia di divani, uno appoggiato al muro sotto una finestra, l’altro sistemato di fronte.
Eragon si sedette sul primo, mentre Ethan si accomodò nell’altro. Rimase per lunghi istanti a fissare il cielo notturno attraverso il finestrone alle spalle del padre.
A spezzare il silenzio fu proprio il giovane. “Strana notte: il cielo è limpido, ma le stelle non brillano.”. Rimase a fissare il buio al di fuori dalla finestra, poi abbassò lo sguardo su Eragon, e iniziò a ridacchiare. “Ricordo che a Carvahall era interpretato come un segnale di sventura. Ah, posso solo immaginare il trambusto che provocherebbero le perpetue del paese, se si trovassero qua stanotte!”.
Eragon scoppiò a ridere. Aveva passato quasi metà della sua vita circondato da quella gente, e sapeva che quella del figlio non era una semplice battuta.
Tuttavia, la voce del ragazzo interruppe il suo scoppio d’ilarità. “Tante domande ti assillano, l’ho capito dalla tua espressione sin da appena sono arrivato. Riesco a capirlo perché pure io ho molte curiosità che solo tu puoi soddisfare. Inizia tu.”.
Il ragazzo aveva colpito nel segno: domande di ogni tipo ronzavano nella testa del Cavaliere, rischiando di farla esplodere. Se solo avesse potuto, avrebbe tenuto il figlio inchiodato al divano, tempestandolo di quesiti di ogni genere. Tuttavia, i suoi doveri di padre prevalsero. “Hai ragione, domani avremo tutto il tempo necessario a nostra disposizione. Ma ora è tardi, manca ancora qualche ora all’alba, e sarà meglio sfruttarla al meglio per cominciare la giornata il più possibile riposati.”.
Il ragazzo si alzò, si stiracchiò sollevandosi sulle punte dei piedi e stendendo le braccia, poi volse lo sguardo verso le scale. “Hai ragione. Allora io vado a dormire, la strada la conosco.”, e s’incamminò.
I passi del figlio erano ormai impercettibili quando Eragon decise che era meglio che andasse anche lui a riposarsi.
Accarezzò il muso di Saphira, che nel frattempo si era acciambellata nell’altro lato della sala, poi fece per risalire le scale. Ma la dragonessa lo bloccò. Dai, per questa notte dormi qua con me! E’ da mesi che riusciamo a passare del tempo assieme!. Sollevò un’ala, ed Eragon ci s’intrufolò sotto distendendosi poi accanto al ventre, che emanava il solito tepore.Buona notte, piccolo mio.
Buona notte…
E chiuse gli occhi. Non appena entrò il quel suo sonno vigile, la sua mente sprofondò nel meraviglioso abisso dei sogni.

”Camminarono per settimane, se non mesi, risalendo l’Edda verso est. Erano circondati solo dalla sconfinata steppa – almeno così mi hanno detto – e il fiume sembrava deciso a proseguire fino al capo del mondo. Quando stavano per arrendersi, intravvidero un lago immenso, più grande anche del Leona, nel quale l’Edda si gettava. Decisero che era quello il luogo giusto per sistemarsi, data la consistente fertilità del terreno, e della vicinanza a diversi ambienti quali l’acqua, le praterie e il deserto. E così, nell’angolo formato dall’incontro tra l’Edda e il Lago, sorge ora la Città. Mi è stata descritta come una città di edifici titanici, dalle alte pareti d’arenaria e il tetto piatto, quasi a formare una foresta di cubi. Le mura le hanno costruite ancora più alte, ma non ne ricordo il motivo. E lì hanno vissuto per quasi un anno, fin quando non li ho invitati alla cerimonia per l’anniversario della mia incoronazione. E così sono tornati, anche se per poco. Credo che sia stato il mese più bello. Vedi, in quel periodo, io e Lui…”. Arrossì.
“Capisco”, vece l’erborista, nascondendo in un largo sorriso tutto l’imbarazzo – oltre ad un perverso senso di divertimento - che provava in quel momento. “E presumo che sia stato proprio in quel periodo che…”. Lasciò la frase in sospeso, come se temesse ciò che avrebbe detto continuandola.
Se prima il viso dell’Elfa sembrava quello di una contadina abituata a lavori sfaticanti sotto il sole, ora ricordava di più un pomodoro. “S-Sì. Me ne accorsi una settimana dopo che Lui ripartì. E fu un vero shock per me… cioè, capiscimi! Avere un figlio è un onore ineguagliabile per gli elfi, ma così all’improvviso... non ero pronta, o almeno questo era quello che pensavo. Anche Lui rimase abbastanza sconvolto quando glielo dissi - per di più comunicare una tale notizia tramite specchi non è esattamente il massimo – ma alla fine decidemmo di provarci…”.
“E avete fatto bene! Lo avete cresciuto molto bene! Ci ho parlato, sai, e credo che abbia la stoffa per diventare un grand’uomo. O un grand’elfo, come preferisci. E in queste cose, difficilmente sbaglio!”
“Sono felice che tu la pensi in questo modo! Tuttavia, io l’ho cresciuto solo per i primi cinque anni. Poi decidemmo di mandarlo a corde di Roran, a Carvahall: quello del Cavaliere è un compito arduo quanto indispensabile, e non potevo permettermi di trascurarlo lo oltre! Lì ha avrebbe occasione di conoscere la cultura degli umani, con i quali condivideva in fondo un legame di sangue, e c’era anche Ismira, con la quale magari avrebbe legato in quanto quasi coetanei. E ammetto che fu una scelta saggia. Grazie al suo soggiorno nella Valle Palancar, imparò molte cose: dalla vita dei più poveri, a come comportarsi a corte, oltre a tutto ciò che un ragazzo deve imparare dai suoi studi. E penso non potesse avere miglior maestro di Jeod!
Purtroppo crescendo ha voluto conoscere bene anche Ellesmera, ma soprattutto ha voluto conoscere il padre.”.
“Richiesta più che legittima, no?”
“Certo, ma vedi… insomma, io sono sia la regina degli elfi, e in più devo andare da un capo all’altro di Alagaësia in veste di Cavaliere, Lui invece a quel tempo era impegnato, data la che l’uovo di Engathod si era appena schiuso, e comunque io non lo avrei mai mandato laggiù. Così abbiamo deciso, o meglio, così ha voluto, che una volta ogni due mesi, ne avrebbe passato uno alla Città, insieme a Lui. Certo, non che ciò mi piaccia, ma oramai sono tre anni che lui e la sua scorta si fanno questi viaggi avanti e indietro, ci ho fatto l’abitudine.”.
“Poi? Altro?”.
“No, a grandi linee, è questa la sua storia. Adesso sta a te parlare: perché? Perché sei così interessata a Lui?”
Silenzio.
“Allora?”. Sembrava preoccupata. Era preoccupata.
“Ecco, vedi… l’ho sognato. E mi capirai quando ti dico che io non segno mai niente per nulla. Qualcosa sta per succedergli, e non so dirti se sia un fatto positivo o meno. Ho provato a consultare le ossa di drago, ma senza lui vicino non posso fare un gran ché. Mi occorre sapere tutto su di lui, e ho un incarico da affidarti Arya. Non in veste di madre, ma in veste di Cavaliere, dovrai volare da Eragon, avvisarlo e proteggere Ethan. Io verrò con te, devo assolutamente parlargli. Poi potrebbe essere anche un falso allarme, ma sono ferreamente convinta che tu non sia disposta a rischiare.”
“Ne sei sicura? Cioè, mi assicuri che le tue parole dicono il vero?”
“Giuro”, dichiarò nell’antica lingua.
L’elfa passò dall’iniziale imbarazzo ad un timido senso di preoccupazione, che cercò di mascherare mantenendo lo sguardo fisso sull’erborista. “Allora così sia, mi sono sempre fidata di te, e non avrò rimorsi a farlo nuovamente, Angela. Tieni pronto l’acciaio, domani si vola verso est!”.


Si risvegliò grondante di sudore. Era quasi l’alba, ma non gli sarebbe dispiaciuto dormire anche in quei pochi minuti che gli restavano. Sentiva Saphira agitata al suo fianco.
Non hai fatto altro se non agitarti questa notte. Cos'è successo? Incubi? O una premonizione?
Esitò. Credo fosse una premonizione, ma spero con tutto il cuore che sia stato un incubo. Se così non fosse, Angela e Arya arriveranno a breve.
Nella mente della dragonessa si venne a creare una sorta di eccitazione – presumibilmente era dovuto al fatto che con le due guerriere sarebbe arrivato Finren. Spiegami!
Eragon le ripeté ciò che aveva sognato, virgola per virgola, e alla fine la dragonessa sbuffò. Brutta storia. Ma ora non pensiamoci! Engathod e Yllr arriveranno in mattinata!
Come per scherzo, proprio in quel momento un sordo boato si udì in lontananza. Poi un altro.
Thud!
Ethan scese dalle scale correndo, uscì a grandi falcate dal casermone, e si piazzò nella strada, lo sguardo verso un ignoto punto nel cielo.
Un altro boato. Un altro ancora. Sempre di più. Sempre più vicini e regolari.
Thud!
Un puntino iridescente comparve all’orizzonte. Diventava sempre più grande, e sempre più intenso era il rumore che provocava.
Thud!


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Bene, e ora potete ridere per i nomi che ho dato ai personaggi, io ho fatto lo stesso!
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Re: Ethan

da Jakefaire » 18 ottobre 2013, 9:33

Molto bello continua presto!! ;) ;)
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Re: Ethan

da White_Umaroth » 18 ottobre 2013, 12:38

Grazie! :invisibile:
Andrò avanti ;), il problema sarà il tempo libero che avrò!
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Re: Ethan

da marceline » 18 ottobre 2013, 12:51

bravoooo
l'infanzia non va dalla nascita a una certa età (quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili).
L'infanzia è il regno in cui nessuno muore.
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Re: Ethan

da arget-finiarel » 18 ottobre 2013, 19:16

bel capitolo
Immagina un mondo fatto solo di luce: vedresti solo bianco. L'ombra delinea i bordi, rendendo possibile capire ciò che ci sta intorno. Per questo l’equilibrio è fondamentale. luce d'argento
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Re: Ethan

da smeraldina96 » 19 ottobre 2013, 13:06

bello
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Re: Ethan

da White_Umaroth » 19 ottobre 2013, 15:13

Grazie a tutti!

Questo week end ho intenzione di passarlo con amici, quindi il prossimo arriverà durante la settimana prossima, ma sarà facile da scrivere dato che ho ben chiaro in testa cosa accadrà!
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RE: Ethan

da RunadiDrago » 19 ottobre 2013, 16:46

bravo, bellssimo ...senti ma....*ora mi ucciderete* non potresti postare capitoli più corti? capisci a me, mi piace leggere ma quando ho troppi compiti e vedo un testo così lungo mi passa la voglia ti preeeeeeeego
fred:
'' il punto è, gente, non cullatevi in un falso senso di sicurezza, solo perchè pensate che sia fuori dal nostro paese. forse lo è, forse no, ma resta il fatto che se vuole è in grado di spostarsi più in fretta di severus piton davanti a un flacone
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Re: RE: Ethan

da White_Umaroth » 19 ottobre 2013, 21:09

RunadiDrago ha scritto:bravo, bellssimo ...senti ma....*ora mi ucciderete* non potresti postare capitoli più corti? capisci a me, mi piace leggere ma quando ho troppi compiti e vedo un testo così lungo mi passa la voglia ti preeeeeeeego


Ahah, certo, questo capitolo è stato anche pesante da scrivere, mi sono divulgato un po' troppo nel pre-flash back :3
I prossimi li farò più brevi!
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Re: RE: Ethan

da RunadiDrago » 20 ottobre 2013, 15:27

White_Umaroth ha scritto:
RunadiDrago ha scritto:bravo, bellssimo ...senti ma....*ora mi ucciderete* non potresti postare capitoli più corti? capisci a me, mi piace leggere ma quando ho troppi compiti e vedo un testo così lungo mi passa la voglia ti preeeeeeeego


Ahah, certo, questo capitolo è stato anche pesante da scrivere, mi sono divulgato un po' troppo nel pre-flash back :3
I prossimi li farò più brevi!



grazie <3 :3
fred:
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