Eynis

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Eynis

da Arya18 » 4 febbraio 2014, 17:15

Ciao a tutti :) Come avrete letto, sto riscrivendo una mia vecchia ff sul 4^ libro che era morta... L'altro giorno ho trovato il blocco degli appunti dove scrivevo i capitoli e mi sono chiesta: "perché non riprovare?" E così, eccomi qua ;)
Ho già pronto il primo capitolo e metà del secondo... Aggiornerò almeno una volta a settimana, se ci riesco anche più frequentemente :)
Buona lettura e... commentate in tanti! ;)

Prologo



Non riuscivo a credere a ciò che vedevo: doveva per forza essere un sogno! Eppure era tutto troppo vero, tutto troppo reale: il dolore della caduta, i polmoni in fiamme, gli odori, le sensazioni, il respiro affannoso, il dolore alla milza per la corsa… Aspetta: perché stavo correndo? Infondo, da quando loro mi avevano parlato di questo nuovo mondo che i miei antenati raggiunsero millenni fa, ormai, da quando mi parlarono di Alagaesia, il mio più grande sogno era stato quello di incontrarli, di aiutarli…
Ma loro questo non potevano saperlo: certo, appena atterrata nella sala delle riunioni, giusto il tempo di dare un’occhiata in giro, vedere sopra chi ero atterrata… ed ero subito corsa via!
Non sapevo se fermarmi o continuare a correre: non avrei avuto nessuna possibilità di seminarli, soprattutto se…
Thud. Thud. Thud.
Ecco, lo sapevo! Sono proprio una stupida: ma perché, perché mi ero messa a correre? Avevo paura, questa è la verità: ero stata catapultata in un mondo che non pensavo di poter raggiungere, circondata da persone che pian piano avevo imparato ad ammirare e rispettare per il loro coraggio, la loro forza…
Thud. Thud. Thud.
Oh bé, a questo punto tanto vale che mi fermi e mi sieda: distrutta come sono non riuscirei a fare un altro passo.
Mi guardai intorno: mi trovavo in una radura perfettamente circolare, costeggiata da decine e decine di alberi. Mi passai una mano in mezzo ai capelli castani, che sotto quel sole cocente avevano assunto delle sfumature rosse: erano pieni di foglie. Sbuffando, provai a liberarmene. Ero talmente concentrata nel cercare di far assumere una forma decente a quel cespuglio che mi trovavo in testa, che non mi accorsi di qualcuno che si avvicinava.
-Finalmente ti ho trovata- Trasalii. Lentamente, mi girai: quante volte, ascoltando le sue imprese, avevo provato ad immaginare il suono della sua voce?
Era proprio come lo immaginavo! Alto, con i capelli castani, gli occhi marrone chiaro leggermente a mandorla, snello, ma allo stesso tempo forte, e le orecchie a punta.
Rimanemmo parecchi secondi ad osservarci a vicenda, quando arrivò un drago: Saphira. Era magnifica: le squame rilucevano di mille tonalità di blu diverso, le zanne bianche, splendenti e affilate, e gli occhi, enormi e immensi, blu come il cielo di agosto.
Si girò verso di lei e le sorrise.
-Ti presento Saphira- mi disse –Ed io sono il suo Cavaliere, Eragon Bromsson, Ammazzaspettri, e Argetlam, e Linguadifuoco. Piacere di fare la tua conoscenza- Si inchinò ed io mi inchinai a mia volta.
-Piacere mio-
-Mi dispiace, ma devo portarti dai Varden, per scoprirei chi sei e conoscere le tue intenzioni- Sorrisi.
-Non ti fidi di me?-
-Meglio essere previdenti- rispose sorridendo –Vieni-
Mi condusse verso Saphira –Hai bisogno di aiuto per salire?
-No, grazie, penso di potercela fare da sola-
Salii su una zampa e usai i lacci della sella come scaletta. Dopo che mi fui sistemata, Eragon salì con agilità e si sedette davanti a me.
Saphira spiccò il volo ed io spalancai gli occhi dallo stupore: era fantastico! Il vento che muoveva i miei capelli, l’aria sul viso… Sensazioni simili non le avevo mai provate: mi ero mai sentita così viva!
Eragon si girò verso di me.
-Non hai paura?-
-No, volare è la cosa più bella che io abbia mai provato. È meraviglioso!-
Mi guardò con un sopraciglio alzato e si girò.
Atterrammo nel cortile del castello di Feinster che era già buio: non mi ero resa conto di aver corso così tanto. Entrammo nel castello, ed Eragon mi condusse ai piani alti. Mi indicò una stanza.
-Per adesso alloggerai qui, domani ti troverai al cospetto di Lady Nasuada. Ci saranno delle guardie alle porte, perciò non provare a scappare.- Sorrise. –D’altronde, la tua stanza è accanto alla mia, e non ci metterei niente a ritrovarti.- Si girò verso la porta ed entrò una guardia con una brocca e del cibo.
-La sua cena, Lady- e mi passò un bicchiere d’acqua. Aveva un odore leggermente dolciastro e capii che l’acqua e il cibo contenevano droga.
Con un verso di disgusto, allontanai il vassoio.
-Grazie, ma non intendo toccare cibo e acqua ritoccati- Eragon sorrise mentre la guardia, in imbarazzo,uscì portandosi via il vassoio. Eragon fece per seguirla quando, sull’uscio, si girò nuovamente verso di me.
-Un’ultima cosa: come ti chiami?-
-I nomi, Cavaliere, sono molto potenti. Non penso sia saggio divulgarli con tanta leggerezza. Per ora, terrò il mio per me- Aggrottò la fronte.
-Allo stesso modo, non è saggio essere così restii a dirmelo. Spero che domani cambierai idea: lady Nasuada non ammette traditori- e si richiuse la porta alle spalle.
Sospirai e, finalmente sola, mi guardai intorno: una finestra, una scrivania e una porta che conduceva alla camera da letto. C’era un letto a baldacchino, con i tendaggi rossi e le coperte color dell’oro, un armadio con accanto uno specchio dalla cornice d’argento nella parte opposta, un’altra finestra, enorme, e una porta che si apriva sul bagno.
Guardai fuori dalla finestra: era affacciata sul cortile, pieno di alberi e di fiori nonostante la recente battaglia.
Tornai nell’altra stanza e mi sedetti alla scrivania: la situazione non era delle migliori.
Presi un foglio e iniziai a scrivere tutte le parole e le formule di cortesia dell’Antica Lingua che loro mi avevano insegnato.
Quando finii, era passata la mezzanotte.
Mi avvicinai al letto e mi ci sdraia sopra. Mi addormentai con questa domanda che mi ronzava in testa, alla quale non seppi trovare una risposta:
Cosa faccio?
Ogni epoca è una sfinge, che si precipita nell'abisso non
appena il suo enigma è stato risolto.

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RE: Eynis

da Firnenfire » 9 febbraio 2014, 17:56

Ciao!!!
Vedo che nessuno ha ancora commentato, un vero peccato.
La trama iniziale è davvero intrigante, una traditrice...mmm...interessante ^^
Ormai di consigli non posso dartene, visto che probabilmente saresti tu a darmeli.
Non vedo l'ora che la continui!!!!
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RE: Eynis

da Saphira23 » 9 febbraio 2014, 21:18

Come promesso eccomi qui :rolleyes:
Alloooora ^^ un inizio davvero coinvolgente :)
La nostra simpatica ragazza si è fatta beccare dal nostro Eragon e adesso dovrà affrontare lady Nasuada , ehehehe! :cool:
Cosa succederà ?
Non farci aspettare troppo ^^
Al prossimo capitolo ;)
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RE: Eynis

da Arya18 » 12 febbraio 2014, 16:18

Grazie a Firnenfire e a Saphira23 per essere passate!! :O
Ecco il secondo capitolo! Commentante in tanti!
Buona lettura ;)

Capitolo I - Scoperte



Un raggio di sole mi colpì in pieno viso, svegliandomi. Mi stropicciai gli occhi e mi tirai a sedere con il sorriso sulle labbra: avevo fatto un sogno bellissimo, dove c’era… Aggrottai le sopracciglia, cercando di ricordare, ma non mi venne in mente niente. Sbuffando mi guardai intorno, e notai un pacco sopra il comodino accanto al letto. Lo aprii, e mi ritrovai tra le mani un vestito verde smeraldo, corto al ginocchio e senza spalline. Feci un smorfia: non era il vestito a cui ero abituata a casa, ma pensai fosse più consono di quelli che indossavo ora, tutti sporchi e strappati. Con un sospiro, entrai in bagno.
Uscita, notai una persona seduta sul letto che mi aspettava: Eragon. Sollevai un sopracciglio, accigliata, quando lui, senza neanche lasciarmi il tempo di aprire bocca, mi prese per un braccio e mi trascinò verso la porta. Furiosa, puntai i piedi per terra: ma chi accidenti si credeva di essere, quel Cavaliere da strapazzo? Lui si girò, sorpreso, verso di me.
-Cosa c’è?-
-Cosa c’è? Cosa c’è?- sbottai furiosa. –Tu entri in camera mia, senza bussare e aspettare il mio consenso, mi prendi per un braccio e mi trascini chissà dove! E TU- esclamai punta dogli un dito al petto –vieni a dire a me “Cosa c’è”? Ma dì, cos’hai in quella testa? Segatura?- Mi guardò negli occhi, sorpreso, ed io mi stavo già gustando la vittoria per averlo messo a tacere, quando tirò fuori un sorriso smagliante e disse, con voce accattivante (secondo lui) –Cambierebbe qualcosa se ti dicessi che i tuoi occhi sono bellissimi e con il vestito sembrano ancora più luminosi?-
Arrossii, non so neanch’io se per l’imbarazzo o la rabbia.
-No- risposi gelida. Lo scostai e mi diressi quasi a passo di marcia verso il corridoio dove ci aspettavano gli elfi della scorta di Eragon.
Eragon si avvicinò a Blodhgarm, e gli altri si disposero in cerchio, con noi tre al centro.
Non parlammo per tutto il tragitto, io troppo impegnata a cercare una soluzione a questa situazione; dopo pochi minuti ci trovammo davanti alla porta di una stanza: la stessa stanza dalla quale ero scappata solo il giorno prima. Gli elfi si allontanarono e si misero accanto ai Falchineri, le guardie di Nasuada.
Io mi fermai un attimo, indecisa: Cosa dovevo fare? Non potevo parlare di loro, avevo stretto una promessa che intendevo mantenere. Sospirai ed entrai.
C’erano tutti, seduti attorno ad un tavolo circolare. Appena entrammo, ammutolirono tutti di colpo. Eragon prese posto alla destra di Nasuada, accanto ad Arya. Alla sinistra della signora dei Varden c’era Jormundur, e accanto a quest’ultimo re Orrin e Nar Garzvogh. Notai un posto vuoto, ma non ci feci caso.
Ritrovatami al centro dell’attenzione, in imbarazzo, feci l’unica cosa che non dovevo assolutamente fare: mi inchinai.
–Sono onorata di fare la vostra conoscenza, Lady Nasuada, re Orrin, Nar Garzvogh, Jormundur- Mi rivolsi ad Arya.
-Atra esternì ono thelduin, Arya Drottningu-
-Mon’ranr lìfa unin hjarta onr- rispose lei con un filo di voce.
-Un du evarìnya ono varda- e conclusi il rito.
Erano tutti confusi, ed io mi maledissi mentalmente. Che stupida che sono!
Lady Nasuada si rivolse a me: -Chi sei?-
Mi morsi un labbro, indecisa, e non risposi. Lei ripartì all’attacco.
-Chi sei? Come sai i nostri nomi? Come hai fatto ad apparire dal nulla, ieri? Chi sei?-
Presi un respiro profondo, e mi preparai a dare la risposta che mi avrebbe regalato un soggiorno come prigioniera dei Varden.
-Mi dispiace, Lady Nasuada, ma non posso rispondere a nessuna delle sue domande-
Scoppiò in caos: parlavano tutti assieme, uno sopra l’altro. Eragon era l’unico in silenzio, e non aveva abbandonato i miei occhi da quando si era seduto. Ricambia il suo sguardo e lo vidi aggrottare la fronte.
All’improvviso si aprì la porta, ed entrò una donna minuta con una massa di capelli ricci e neri, seguita da un gatto mannaro..
-Cos’è tutto questo trambusto?- Lady Nasuada, con ancora il respiro affannoso, le rispose.
–Angela, grazie a Gokukara sei venuta. La… mmm… l’elfa qui presente non vuole rispondere alle nostre domande. Speravo che tu saresti riuscita a farti dire qualcosa- Sobbalzai, e tutti si girarono a guardarmi.
-Come…- mi bagnai le labbra. –Come mi ha chiamata?-
Nasuada mi guardò negli occhi. –Elfa. Perché, vorresti dirci che non lo sei? Non negare l’evidenza-
Feci un passo indietro, intimorita. Come… perché pensavano che io fossi un’elfa? Volevano mettermi in ridicolo più di quanto non avessero fatto i miei concittadini?
-Io non sono un’elfa. - sbottai rabbiosa –Non avete alcun diritto di dire tali… di prendermi in giro in modo così spudorato-
-E tu non hai alcun diritto di parlarmi con quel tono!-
-Io dico quello che voglio come voglio! Posso anche non esservi simpatica, lady Nasuada, ma gradirei un po’ di rispetto, soprattutto visto che lei è la prima a pretenderlo con tanto ardore!-
L’aria della sala si era fatta irrespirabile a causa della tensione.
Angela sospirò. –Tutta questa situazione è ridicola- Fermò con un gesto della mano Nasuada, che stava per aprire bocca.
-Eynis, ti sciolgo dal tuo giuramento-
Spalancai la bocca, in modo poco femminile oltre che maleducato, e la guardai negli occhi, non accorgendomi della reazione di Arya.
-Come fai a sapere il mio nome? A meno che tu…- esclamai con gli occhi che brillavano. –Sei… Sei tu! Sei sempre stata tu!- mi buttai ai suoi piedi. –Ti prego, riportami a casa! Non posso stare qui, non appartengo a questa terra!-
Con un sorriso, si inginocchiò davanti a me.
-Eynis- mi disse dolcemente –Questa è casa tua-
Crack. Crack. Rumore di vetri infranti.
Qualcuno avrebbe dovuto controllare le finestre, dal rumore sembrava che stessero per rompersi.
-No…- mormorai.
-Tu sei nata qui-
Crack. Crack. Crack.
Ci misi un po’ a capire che il rumore non veniva da fuori, ma da dentro di me: era il mio cuore, che pian piano si stava rompendo in mille pezzi.
Rividi i volti dei miei genitori; anzi, di quelli che avevano finto di essere i miei genitori. Non avevano fatto altro che farmi soffrire, e anche adesso, a chissà quante leghe di distanza, mi facevano del male.
Con le lacrime agli occhi e il cuore in mille pezzi, alzai lo sguardo.
L’ultima cosa che vidi prima di svenire furono gli occhi di Eragon che mi guardavano, preoccupati.



Lo so, è... :bleeh:
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RE: Eynis

da smeraldina96 » 13 febbraio 2014, 15:41

no dai, è interessante questa Eynis è un personaggio misterioso , ci rivelerà qualcosa!!! :uhmm:
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Re: Eynis

da elysasvit-kona » 13 febbraio 2014, 19:31

Continua al più presto! Non vedo l'ora di vedere come continuerà :sospettoso:
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RE: Eynis

da Firnenfire » 15 febbraio 2014, 12:59

Non è :bleeh: , ma è :O
Davvero è fantastico come capitolo, mi hai incuriosito più che prima.
La storia sta prendendo una piega interessante...
Non vedo l'ora che continui ;)
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RE: Eynis

da Demonietta97 » 26 marzo 2014, 16:10

Davvero bello!! Piacevole, non sembrano esserci errori e la trama mi piace parecchio! :D continua!!
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Re: Eynis

da EragonEldunari » 27 aprile 2014, 20:00

Davvero bello, si preannuncia una storia interessante, spero tu non smetta di postare ;)
Vivi come se tu dovessi morire domani, impara come se tu dovessi vivere per sempre.
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