Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavaliere

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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Kooskia » 8 febbraio 2012, 15:05

Nuovo avviso sull'ulteriore ritardo, causato (manco a dirlo) da esame <.<
Comunque il prossimo capitolo è quasi pronto..
Abbastanza lunghetto e (cosa nuova) sarà molto più discorsivo dei precedenti..
Anche cercando di aggiungere dettagli purtroppo (ma forse anche non purtroppo) rimane così.. perchè è un punto della storia dove si deve spiegare/raccontare/rivelare alcune cose..
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da saphira1999 » 8 febbraio 2012, 19:17

Fai con comodo....







































































































Sbrigati, invece, non ce la faccio più, scoppio dall'attesa!
La mia ff: 4 libro - sezione Ciclo dell'Eredità
Qualcosa è sempre stato creduto tre, ma in realtà è quattro...
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Kooskia » 10 febbraio 2012, 17:57

Una risposta con tutto lo spazio in mezzo potevi anche non metterla, non serve e occupa spazio v.v
E inoltre con "sbrigati" vengon fuori schifezze ..

Aggiunto dopo 1 ore 20 minuti:



--------

Posto il capitolo dopo aver dato una ricontrollata.
Visto che l'ho fatta di fretta e sono in un periodo davvero pieno è probabile che ci siano ERRORI e sviste grammaticali o frase venute poco bene. Pertanto OGNI segnalazione è utile per risistemare questo capitolo.

Lo inserisco per non ritardare ulteriormente l'attesa ... ma in ogni caso metter fretta non è proprio il modo migliore per invogliare a scrivere v.v

--------


Capitolo 13 – La realtà in cui viviamo.

Il giovane cavaliere stava dinanzi all’uomo che aveva appena parlato.
Quest’ultimo era ancora visibilmente scosso ed impaurito dalla scena alla quale aveva assistito: lo sterminio dei suoi carcerieri ad opera di una dragonessa infuriata.
Tuttavia Kooskia poteva percepire decisione e sicurezza nello sguardo dell’uomo, miste ad un sentimento che poteva essere espresso solo con un termine: la gioia di chi scopriva di essere dinanzi al coronamento dei suoi sogni.
Quando egli parlò la sua voce uscì rotta dall’emozione. -E’ stato… durante la grande Battaglia del Farthen Dûr-
Le parole echeggiarono nella mente di Kooskia; esse avevano un tono affascinante ma egli non rammentava di averle mai sentite prima.
-Ricordo ancora come se fosse stato ieri, la mia compagnia si trovava nel cuore della battaglia. Corpi che si accalcavano e si spingevano come un in enorme campo di grano coltivato, dove ogni spiga era costituita da un guerriero dei Varden, un Nano o un Urgali. Avevo combattuto altre battaglie prima di allora ma mai niente del genere.-
Si fermò un istante, guardando il corpo ancora incosciente dello strano uomo dai lunghi capelli mentre anche il suo secondo compagno dalla lunga barba rimase in silenzio ad ascoltare.
-Nel cuore della battaglia uccisi un Urgali che si parava dinanzi a me, la mia spada però rimase incastrata nel suo corpo. Quando egli cadde all’indietro io mi ritrovai disarmato ed un secondo Urgali era pronto ad avventarsi contro di me, feci in tempo a sollevare lo scudo prima che la sua mazza lo facesse a pezzi.-
L’uomo sollevò lo sguardo, gli occhi persi mentre i ricordi riaffioravano in lui, Kooskia percepiva come quegli istanti avessero segnato la sua vita.
-Sentivo solo il dolore al braccio sinistro perché si era spezzato: ero disarmato e non potevo fare nulla per salvarmi quando all’improvviso lei apparve-
Il suo compagno dalla lunga barba non trattenne un sorriso, dando l’impressione di aver già sentito quella storia molte volte.
-Il suo corpo era immenso, più grande della più grande casa del villaggio in cui venni al mondo. Le sue squame blu scintillavano quando venivano bagnate dalla luce delle fiamme che illuminavano l’interno della montagna. Ella uccise l’Urgali con un singolo colpo di artigli, quindi si impennò sulle zampe posteriori ruggendo di sfida contro i nostri nemici..
Mentre venni portato via dai miei compagni incrociai lo sguardo della dragonessa ed in quel momento compresi che fintanto che Eragon Ammazzaspettri e la sua dragonessa Saphira avessero continuato a condurci in battaglia, Alagaësia avrebbe avuto una speranza di essere presto libera dalla presenza dell’Imperatore Galbatorix.-
Scosse la testa come se non potesse credere a quanto vedeva dinanzi a lui.
-Quando avvertii l’occhio di Saphira incrociare i miei percepii qualcosa che ancora oggi non riesco a spiegarmi. Provai coraggio e timore allo stesso tempo: mi aveva salvato la vita e giurai a me stesso che fintanto che sarei rimasto in vita avrei cercato di ripagare questo debito servendo i Varden al meglio delle mie possibilità.-
Kooskia riusciva a stento a contenersi. Non comprese tutto del racconto dell’uomo ma il fatto di sapere che esistevano un altro Cavaliere ed un altro drago significava qualcosa di importante.
Lui e Niya non erano più soli.
L’uomo accennò un sorriso, quindi si avvicinò di un passo.
Guardandolo più da vicino il ragazzo si rese conto come egli avesse subito la prigionia: i suoi capelli erano cresciuti incolti così come la barba ed anche i suoi abiti sembravano consumati.
-Purtroppo devo ammettere che fino ad ora non ne ho mai avuto occasione.
A causa della mia frattura sono rimasto nel Farthen Dur mentre il resto dei Varden proseguiva verso il Surda e quando mi ristabilii completamente venni assegnato alla guarnigione di Hedarth.-
Per la prima volta l’uomo basso dalla lunga barba prese parola.
E lo fece in una maniera alquanto caratteristica.
-Ha!-
Il tono della sua voce colpì Kooskia, perchè non si aspettava che fosse così profonda e al contempo così vitale.
-Il peggior incarico della mia vita se permettete!! Mentre tutti sono a combattere ad ovest, qualcuno doveva pur restare nel posto più isolato e sperduto di tutta Alagaësia a fare da guardia a battelli che trasportano sacchi di farina!-
Il giovane cavaliere percepì la forte ironia nelle parole dell’uomo basso e non poté che sentirsi in parte d’accordo con lui: Kooskia non trovava particolarmente allettante l’idea di dover affrontare un’altra battaglia ma la frustrazione data da un tale compito sembrava evidente.
L’altro uomo non trattenne un sorriso e passò una mano bagnata con l’acqua del lago sulla fronte del loro compagno incosciente.
-Non posso che darti ragione in questo, comunque…-
Si alzò, quindi si esibì in un inchino educato.
Kooskia non aveva mai visto qualcuno fare tale gesto ma evitò di commentare per non rischiare di offenderlo.
-Il mio nome è Brelan, figlio di Brand. Ho servito i Varden fino ad oggi nella lotta contro l’Impero. Scoprire un nuovo Cavaliere in libertà è qualcosa che cambierà le sorti di tutti noi.
Sono pronto a mettere me stesso e la mia spada al vostro servizio.-
Il suo amico più basso annuì, guardando il terreno.
-E io, Kalgeck figlio di Ulfùr del Dûrgrimst Vrenshrrgn non posso che esprimere tutta la mia riconoscenza per la mia liberazione. Un gesto che né io né il mio Clan dimenticheremo.-
Kooskia annuì in risposta, anche se egli non poté a meno di notare come l’uomo basso non si era espresso con gli stessi termini del suo compagno.
Come se egli avesse voluto rimarcare una qualche importante differenza tra loro.
Il giovane annuì, quindi si avvicinò per poi sedersi a gambe incrociate di fronte a loro.
Lo sguardo di Brelan fece trasparire un istante di incertezza ma si sedette anche lui, rimanendo al fianco del loro compagno ancora disteso.
-Sono più che felice di fare la vostra conoscenza, perché sono tante le domande alle quali penso voi possiate rispondermi. Il mio nome è Kooskia, vengo dal Popolo dei Lupi che abita nelle foreste a nord di questa terra. Da molto tempo presso il mio popolo veniva conservato un uovo di drago, esso si schiuse dinanzi a me in un momento di pericolo e da allora io e la mia dragonessa Niya siamo in viaggio. Stiamo cercando notizie ed informazioni sugli uomini che hanno attaccato la foresta del mio popolo: anche loro montavano cavalli e usavano armi di ferro.
Ma a differenza degli uomini che vi hanno attaccato essi portavano abiti tinti di rosso con sopra un emblema color oro raffigurante una fiamma.-
Kalgeck annuì.
-Stai parlando di soldati dell’Impero, mi stupisce di trovarli in queste terre!-
Kooskia rimase sorpreso da questa rivelazione, quindi quegli uomini erano gli stessi contro cui combatteva quest’altro cavaliere di nome Eragon in una terra a lui ignota.
-Gli uomini che vi tenevano prigionieri parlavano di loro. Dicevano di averli cercati, chiamandoli “disertori”..-
Brelan rispose prontamente all’incertezza del giovane.
-Un disertore è un guerriero che ad un certo punto decide di non combattere più e abbandona i suoi compagni. Comunque mi spiace non poter esserti di molto aiuto: non avevamo idea che ci fossero Imperiali ad est del deserto di Hadarac e francamente non ho idea di come o quando essi possano essere giunti sino a qui. Tutto quello che so è che io e i miei compagni siamo stati sorpresi nel cuore della notte e catturati mentre eravamo di guardia. Non saprei nemmeno dirti i motivi per cui l’hanno fatto. Forse si tratta di una guarnigione isolata da molto tempo e volevano avere informazioni fresche dopo la diserzione di alcuni dei loro-
Kooskia non sapeva cosa pensare, erano tante notizie che si accavallavano tra loro creando un'unica trama. Una trama non facile da sbrogliare.
Ma era questa la realtà in cui viveva.
Una realtà in continuo mutamento e che serbava ancora tante rivelazioni.
Il giovane Cavaliere avvertì il contatto della mente della sua dragonessa che timidamente cercava di raggiungerlo: recava ancora in se i segni di un grande dolore e di un grande turbamento ma ora i suoi pensieri sembravano essersi placati.
Kooskia le aprì i suoi ricordi, lasciando scorrere per lei le parole e i racconti di Brelan.
Ultima modifica di Kooskia il 10 febbraio 2012, 22:47, modificato 1 volta in totale.
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Galbatorix99 » 10 febbraio 2012, 19:36

ALLELUIA ALLELUIA ALLELUIAAAAA miracolo hai postato e nn è niente male come capitolo
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da eragon-brisingr » 10 febbraio 2012, 19:47

Allora, lo definirei un capitolo insolito. Non so spiegarti esattamente per quale motivo lo consideri tale, ma è così. Forse è solo l'effetto legato alla presentazione dei personaggi appartenenti al Ciclo.
A parte questo però, il capitolo non si discosta di molto dagli altri: lo stile è sempre fluido, e dialoghi e pensieri sono costruiti correttamente. Ho trovato il racconto dell'uomo particolarmente emotivo, oltre che interessante. Offre una visione diversa della battaglia del Farthen-Dur.

Passando invece agli errori, dovresti correggere queste due frasi
Quando egli cadde all’indietro io mi ritrovai disarmato ed un secondo Urgali era pronto ad avventarsi contro di me, feci in tempo a sollevare lo scudo prima che la sua mazza lo fece a pezzi.-
lo facesse

Sentivo solo il dolore al braccio sinistro perché esso si era spezzato
Dovresti togliere "esso". è di troppo

Posta presto.
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Ea_Pendragon » 10 febbraio 2012, 20:42

Kooskia! è un sacco di tempo che non commento, scusami tanto!
Ora mi sono riportata al passo con la storia, sta tranquillo che non sparirò più :P

La storia mi piace come sempre Kooskia, scrivi proprio bene, te lo ridico come al solito ;)
Considerando i vari punti:
- Il punto di vista draghesco è stupendo, hai fatto bene a metterlo, sei riuscito a descriverlo molto bene.. sei stato anche divertente quando hai ironizzato su come Nyia fosse buffa xD
Lo hai alternato bene con il punto di vista umano, bravo.
- Mi piace che concludi sempre il capitolo lasciano qualcosa in sospeso.. crea suspense :invisibile: invogli a continuare a leggere.. anche se a volte fa innervosire (come adesso.. chi cavolo è l'elfo che è con loro?) ma tu continua a fare così.. ;)
- La storia si è evoluta bene, non me l'aspettavo così.. certo, era ovvio che prima o poi si sarebbe intrecciata con il ciclo, però sei riuscito a sorprendere di nuovo.
- La mia cara descrizione :innamorato: ... era davvero molto bella, l'hai inserita proprio bene, non ho nulla da dire
- Poi c'è una cosa che non ti ho mai detto: la realtà del villaggio di Kooskia, così simile a quella degli indiani d'america. è molto bello che tu l'abbia inserita in un contesto così, è bello perchè hai fatto trapelare tutto il rispetto che questa popolazione aveva per la natura... una bella tematica da inserire in una storia. Si vede che queste cose ti piacciono.. anche per i lupi e Redpaw.. hai reso bene la realtà animale (soprattutto quando hai scritto della lupa che non voleva fargli vedere i cuccioli.. mi sembrava di leggere zanna bianca, succede davvero)
- il capitolo 12 è bellissimo.. sei stato davvero poetico. Sarà che Natale rende buoni, ma a te ha dato anche una bella ispirazione.. bellissimo davvero

Al momento non ho altro da dire.. se non che aspetto il prossimo capitolo, sono curiosa.. prenditi tutto il tempo però ;)
Sei bravo come sempre kooskia, stupiscimi ^^

[spoiler]Dato che hai messo ancora il nome Nyia.. ha un significato questo nome? :)[/spoiler]
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Kooskia » 10 febbraio 2012, 22:43

(per saphira1999) Sottolineo che comunque a me fa un piacere ENORME che degli utenti siano così in attesa, e mi dispiace molto quando ritardo.. ma in questi periodi dopo aver studiato per un esame anche se mi vengono delle idee o ispirazione sono stato troppo poco concentrato per mettermi a scrivere..

(per eragon-brisingr) Hai ragione a definirlo un capitolo insolito, prima di tutto come hai sottolineato si crea un collegamento con quanto accade nei libri, ma anticipo che non ci sarà mai una vera PARTECIPAZIONE attiva alla trama originale. In modo da non influirla.
Inoltre per la prima volta mi sono ritrovato tra le mani un capitolo dove dei personaggi si dovevano reciproche spiegazioni e per questo è un capitolo essenzialmente "di dialogo", come non credo di averne mai fatti prima.
Riguardo alle correzioni... come sempre preziosissime! Mi sdebiterò passando dalla tua fanfic. perchè lo studio mi ha rallentato anche il programmino delle varie fanfic. da leggere.

(per Ea_Pendragon) Assolutamente no problem x3 Io sono il primo a dire che sono indietro con tante fanfic.
Il punto di vista dragonesco è qualcosa per me di immancabile, mi è aumentato questo desiderio anche a seguito della lettura di Temeraire e di alcuni libri della saga di Warcraft.
Scrivere dal punto di vista di Niya mi piace molto.. ed ho voluto crearla in modo diverso da come Paolini ha scritto quei (pochi) capitoli con Saphira.
La suspense è ... indispensabile !! Anche a me però lascia sempre col cuore in gola se seguo un bel libro, un film o telefilm.
Posso anticipare che... l'elfo avrà il suo spazio e spero di scrivere bene quelle parti.
L'intreccio col Ciclo ci sarà ancora, ma come ho scritto prima sarà a senso unico.
Per le descrizioni.. spero di continuare così e soddisfarti al meglio ^^
Personalmente adoro i nativi americani, la cultura del Popolo dei Lupi l'ho ideata basandomi su concetti molto basilari (molti su EFP si chiedono alla lettura dei primi capitoli se c'entri per caso Cronache dell'Era Oscura... ed ogni volta devo dire di no)(PS London lo adoro)
Il Capitolo Natalizio... mi ha dato molte soddisfazioni, mi è piaciuto molto scriverlo e mi è piaciuto inserirlo nel punto dove vi era più bisogno di lui.

Riguardo al nome di Niya. Vuol dire "spirito" nella lingua dei Dakota
Nella mia fanfiction felina esiste un omonima Niya gatta, che però ha capacità e personalità diverse rispetto a questa Niya.
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Re: RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cav

da saphira1999 » 11 febbraio 2012, 12:26

Kooskia ha scritto:(per saphira1999) Sottolineo che comunque a me fa un piacere ENORME che degli utenti siano così in attesa, e mi dispiace molto quando ritardo.. ma in questi periodi dopo aver studiato per un esame anche se mi vengono delle idee o ispirazione sono stato troppo poco concentrato per mettermi a scrivere..


No preoccuparti, no è un problema. In effetti non avrei dovuto spingerti a scrivere più veloce, hai ragione... Non sai quanto ti capisco, avendo anch'io una ff e non riuscendo quasi mai a rispettare le date in cui cerco di postare.
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da pitola » 11 febbraio 2012, 14:14

Wow, Kooskia, riesci sempre a stupirci! Nessun capitolo è scontato, la narrazione è avvincente, e come già detto, sai usare la suspence...
BRAVO!
Anche a me piacciono tanto i capitoli con punti di vista diversi dal protagonista, e la parte della battaglia... sì, mi è garbata.
Continua così, e prenditi il tuo tempo.
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Kooskia » 2 marzo 2012, 13:31

Uff ce l'ho fatta! Mi ero ripromesso di completare un capitolo per la mia altra fanfic (Vindex) e uno qui, prima della mia partenza per le Maldive x3 (Starò via non molto, fino al 12 incluso, per attività di laboratorio universitaria in un isola dell'arcipelago)

Comunque, ecco qui il prossimo capitolo, è (ancora) costituito da molto dialogo... ma mi sono reso conto che non potevo tagliarlo. Inoltre per ha il punto di vista di un personaggio diverso come forse avevo già accennato a qualcuno ; )
E' anche un pò più lungo del solito
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Capitolo 14 - Cuore di foresta

La sua mente era avvolta da una nebbia fitta e impenetrabile, una foschia che gli offuscava i sensi e la capacità di percepire il mondo intorno a lui.
Gli stessi ricordi erano confusi e sbiaditi, frammenti di pensieri raminghi che si mescolavano tra loro: solo il tempo, lentamente, erodeva la nebbia permettendogli di schiarire i suoi pensieri.
In quei brevi istanti riusciva a percepire il mondo intorno a lui anche se non aveva le forze per rispondere agli stimoli che riceveva; erano tuttavia attimi destinati a svanire perché i suoi rapitori dissetavano il suo corpo incosciente con un siero in grado di far sprofondare nuovamente la sua mente in una prigione senza gabbie.
Egli attese, consapevole che ogni istante in cui riguadagnava lucidità era destinato a rivelarsi uno sforzo inutile: per qualche strano motivo tuttavia qualcosa era cambiato.
Nessuno accostò quel liquido alle sue labbra e lentamente i suoi pensieri si facevano più lucidi.
Poteva percepire di nuovo il flusso di energia scorrere all’interno del suo corpo, quella fonte primordiale di potere dalla quale era in grado di attingere forza per plasmare la realtà tramite la magia. Era ancora troppo debole per poterla sfruttare appieno, ma sapeva che presto tutto questo sarebbe cambiato.
Cercò di aprire gli occhi, col solo risultato di ricevere una fitta di dolore.
Decise che non valeva la pena tentare con mezzi fisici e con stupore si rese conto di essere nuovamente in grado di espandere la mente attorno a lui.
Percepì fin da subito i pensieri di Brelan e Kalgeck ma decise di aspettare a penetrare la loro mente per comunicare, trovò invece curiosa l’assenza di altre menti: a meno che non si trattasse di un gruppo di individui particolarmente bravi a nascondere la propria presenza (compito arduo da fare, specie se qualcuno cercava di nascondersi da a lui), l’unica possibilità era che lui e i suoi due compagni non fossero più prigionieri.
Dopo alcuni istanti tuttavia avvertì un’altra persona lì vicino.
Si avvicinò cauto, cercando di non rivelare la sua presenza, rimanendo stupito dalle strane sfumature della mente dell’uomo sconosciuto: era probabilmente un umano, giovane, anche se vi erano strani dettagli che sembravano collegarlo ai boschi e agli animali selvaggi.
Non aveva mai percepito una mente del genere e rimase ulteriormente colpito quando l’essere in questione si rese conto di una presenza estranea, barricandosi dietro ad una protezione mentale di discreta forza.
Non si trattava di una barriera insormontabile, anche se era dotata di curiose sfumature: quando un umano cercava di proteggersi di solito costruiva una sorta di solido muro, facile in realtà da superare o valicare oppure semplicemente infrangere.
Lo sconosciuto tuttavia aveva eretto una barriera più stratificata: gli ricordava un animale selvaggio che si nascondeva nei fitto dei cespugli con il cacciatore che arrancava in avanti senza riuscire ad individuarlo.
Decise che era il momento di vederci chiaro e si preparò a spazzar via una difesa mentale che, seppur particolare non era sicuramente in grado di reggere un attacco diretto da parte sua, quando all’improvviso percepì una presenza formidabile farsi sempre più vicina.
Si ritrasse dal contatto con lo strano uomo, momentaneamente frastornato da questa nuova mente.
Era una presenza forte e carica di passioni, calda come il fuoco e decisa come una tempesta.
Il suo cuore ebbe un sussulto quando si rese conto di aver già avvertito qualcosa di simile.
-No, non è possibile… eppure Bjartskular è diversa, non è lei… questo vuol dire che...-
La presa di una mano estranea si fece forte sul suo polso ed il suo corpo reagì con una sferzata di ritrovata vitalità. Con fatica i suoi occhi si aprirono, per ritrovarsi a fissare il volto di Brelan.
L’umano era cambiato dall’ultima volta in cui lo aveva osservato, i suoi occhi recavano i segni di un viaggio faticoso e la sua barba era incolta.
-Resta fermo Laér, non sforzarti. Accidenti, gli hai fatto davvero prendere un colpo…-
L’elfo lo guardò confuso, mosse quindi istintivamente una mano sui lunghi capelli neri per poi rendersi conto di non essere più legato.
-Forse cercare di entrargli in testa non era il modo migliore per guadagnarsi la sua fiducia.-
Laér spostò il capo alla sua sinistra, osservando l’espressione corrucciata di Kalgeck.
Cercò di alzarsi, ma Brelan posò una mano sul suo petto, invitandolo a restare disteso.
-Ti hanno drogato per tutto questo tempo, non penso che tu possa essere in grado di … -
-Non mi interessa cosa gli hanno fatto! Voglio sapere chi è ! E voglio anche sapere perché stava cercando di assalire la mente del mio Cavaliere!-
Le parole erano risuonate come un tuono nella mente dell’elfo, dall’espressione dell’umano egli capì che esse erano state percepite da tutti i presenti.
L’elfo non badò al consiglio di Brelan e cercò lo stesso di alzarsi; provò dolore e fatica nelle membra troppo a lungo immobilizzate, ma era niente a confronto delle emozioni che stavano sconvolgendo la sua mente.
Di fronte a lui c’era un drago.
E non si trattava di Saphira né del possente Glaedr.
Era una dragonessa femmina, lo si poteva capire dal tono della sua mente, le sue squame brillavano di un color oro più luminoso di quello di Glaedr: segno, insieme alle sue dimensioni, di una giovane età. Non doveva essere molto più anziana della stessa Saphira.
Il cuore dell’elfo era colmo di sentimenti tanto complessi che lo stesso Laér faceva fatica a comprendere. Mosse la sua mente in direzione della dragonessa, con cautela, senza difese: per farle comprendere le sue buone intenzioni.
-Ti prego di perdonarmi, Figlia del Cielo, non era mia intenzione assalire il tuo compagno. Non avevo idea di chi fosse e il mio corpo non era in grado di capirlo.-
Egli rimase affascinato dal tocco dei pensieri della dragonessa, riuscì a sfiorarli per un istante: antichi e giovani allo stesso tempo, vibranti di una vitalità oramai così rara nel mondo.
Durò solo un istante, con dispiacere di Laèr, perché la dragonessa sembrò concentrarsi interamente sul giovane uomo.
Era evidente come i due stessero avendo un fitto dialogo mentale e l’elfo non mancò di notare i cambiamenti nella dragonessa: fino ad un istante prima ella era pronta a combattere, ora il suo corpo sembrava fremere di stupore ed eccitazione con la coda che smuoveva il terreno incenerito dietro di lei e le possenti zampe che cambiavano continuamente posizione.
La voce di lei risuonò di passioni, evidentemente libera di essere sentita da tutti i presenti.
-Quindi è vero… io, non sono sola! No… ma quell’uomo aveva detto. Aveva detto che erano stati tutti uccisi… -
Laèr si mise in piedi lentamente, sotto lo sguardo preoccupato di Brelan. Fece un passo avanti, quindi chinò il capo nei confronti del giovane umano anche se dall’espressione incuriosita di lui l’elfo dubitò che fosse avvezzo alle riverenze.
Lo osservò per un attimo, l’aspetto del giovane non poteva certo dirsi nobile o civilizzato, tuttavia l’elfo era ben consapevole di non dover giudicare dalle apparenze, in fondo conosceva così poco di quelle terre.
- Se vi è stato riferito della scomparsa dei draghi, forse si trattava di notizie datate e confuse.-
Disse, rivolgendosi a tutti i presenti, anche per non tagliare fuori Brelan e Kalgeck benché essi non potevano rispondere allo stesso modo.
-Un secolo fa l’Ordine dei Cavalieri dei Draghi venne sterminato a seguito delle azioni di un cavaliere traditore, Galbatorix: quasi tutti i draghi perirono nel conflitto. Le fiamme della guerra tuttavia stanno divampando di nuovo ed esiste un futuro per i draghi se tutti coloro che si oppongono all’Impero di Galbatorix risulteranno vittoriosi. Potranno esserci pochi draghi rimasti in questo mondo ma le speranze per la razza dei draghi non sono finite.-
La dragonessa avvicinò il grande muso dorato verso di lui, Laér rimase fermo lasciando che lei quasi lo sfiorasse. Allo stesso tempo il contatto mentale della dragonessa si avvicinò a lui, l’elfo lo accolse con gioia e fece del suo meglio per mettere a nudo le sensazioni e i ricordi cari della sua terra.
La dragonessa sollevò il capo con un espressione leggermente stupita.
-Tu hai… un cuore di foresta, Laèr di Osilon del popolo degli elfi, ti credevo un umano come gli altri ma ora vedo le differenze. Io sono Niya e lui è Kooskia, il mio Cavaliere.-
L’elfo volse appena il capo quando avvertì un mormorio venire dai suoi due compagni, che evidentemente continuavano ad ascoltare: Laér si chiese se la dragonessa fosse in realtà abituata a non porsi inibizioni nel far ascoltare le sue parole a tutti quelli attorno a lei.
-Beh… sono soddisfatto di essere stato riconosciuto come un vero Knurla e di ricevere tante attenzioni- borbottò Kalgeck. Brelan sorrise, posando una mano su di lui.
-Un errore comprensibile, amico mio. Dubito che ci siano nani in queste terre.-
Il giovane Cavaliere si fece avanti, Laér lo studiò con interesse. Alcuni ad Ellesméra si erano lamentati che il primo nuovo Cavaliere dopo cento anni fosse un umano, sicuramente non sarebbero stati felici se anche il secondo lo fosse stato.
-Infatti, non abbiamo mai visto o sentito parlare di … elfi o nani nella nostra Foresta, almeno non in tempi recenti. Comunque, a meno che non possiate darci altre informazioni in più su questi Imperiali, credo che io e Niya dovremmo continuare la nostra strada e … -
Laèr lo interruppe, di rado avrebbe agito in tale maniera, non solo tra gli elfi ma anche tra umani e nani: considerata la gravità della situazione tuttavia non poteva fare altrimenti.
-Aspettate voi… lasciate che mi spieghi. Ad ovest di qui il mondo è in guerra, una guerra che deciderà le sorti di popoli e nazioni, una guerra per decidere anche il futuro o l’estinzione della razza dei draghi. Voi non potete restare qui! Se un nuovo Cavaliere dovesse presentarsi, benché non addestrato, egli e il suo drago potrebbero rappresentare il punto di svolta nella caduta di Galbatorix!-
L’elfo rimase sorpreso quando il giovane uomo gli rivolse uno sguardo serio, per nulla intimorito dal tono preoccupato di Laér.
-Mi dispiace per quanto sta accadendo e avete tutta la mia comprensione, tuttavia io ho giurato di salvaguardare la pace qui in queste terre: il Popolo dei Lupi non sarà al sicuro fintanto che questi Imperiali se ne andranno o rinunceranno ai loro propositi. –
Laér fu stupefatto nell’osservare Brelan farsi avanti.
-Io… capisco le ragioni di Laér e sono sicuro che i Varden vorrebbero un secondo Cavaliere, tuttavia ho offerto la mia spada a Kooskia.
-Beh … io invece la penso come Laér, sono sicuro che il mio Re non sarebbe contento di vedere un Cavaliere andarsene a zonzo in terre dimenticate mentre potrebbe aiutarci a buttar giù Galbatorix dal suo trono nero.-
L’elfo non trattenne un sorriso, l’ultimo aiuto che si sarebbe aspettato era quello del burbero nano.
In cuor suo egli però era a disagio per le parole convinte di Brelan, era un uomo nobile e se aveva prestato un giuramento al giovane Cavaliere egli adesso era tenuto a rispettarlo.
-Posso comprendere le tue motivazioni, tuttavia se qualcuno ti ha insegnato qualcosa sull’essere “Cavaliere”, dovresti sapere come ci siano necessità ben più grandi dei propri desideri personali o giuramenti fatti senza avere una visione più ampia della realtà.-
Non si era aspettato l’improvvisa reazione del giovane umano.
Egli si era semplicemente voltato, incamminandosi lontano da loro.
L’elfo per la prima volta osservò con più attenzione il panorama, il suolo e i radi alberi erano stati anneriti da un incendio, probabilmente causato da Niya nell’atto della loro liberazione.
Il giovane umano raggiunse una grande chiazza parzialmente intatta di sterpaglia all’ombra della collina sovrastante, dove recuperò una lama abbandonata ancora all’interno del fodero: non poteva esserne sicuro ma l’acuta vista di Laér riconobbe il profilo e l’aspetto di una spada da Cavalieri.
-Lascialo andare…ha bisogno di pensare- disse Brelan al suo fianco.
L’attenzione dell’elfo si concentrò nuovamente sulla dragonessa dorata, ella era sicuramente in dubbio per i pensieri che dovevano turbare il suo compagno ma la curiosità e il desiderio di sapere divampavano visibilmente in lei.
-Se me lo consenti, Figlia del Cielo, potrò farti dono dei miei ricordi più cari. Quelli di un epoca in cui i draghi solcavano i cieli delle terre a ovest e i brevi momenti in cui ebbi occasione di parlare con loro e ammirare la bellezza dei loro corpi e dei loro cuori.-
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Ea_Pendragon » 3 marzo 2012, 14:41

Kooskia, ma grazie per questo bel capitolo dal punto di vista elfico! :laugh:
Mooolto bello, mi sono piaciute in particolare le prime dieci righe, non so perchè xD Forse perchè mi da l'idea della mente elfica :invisibile:
I personaggi delle tre razze sono distinti benissimo.. si vede bene il diverso carattere dei tre, tipico della loro razza.. bravo :D
Molto buono come capitolo, adesso aspetterò che tu torni dalle maldive :)

[spoiler]Buon viaggio ^^[/spoiler]
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Galbatorix99 » 3 marzo 2012, 14:52

bellooooo da un sacco che nn postavi :) :) :)
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da Kooskia » 13 marzo 2012, 16:06

Molto buono come capitolo, adesso aspetterò che tu torni dalle maldive :)


Glazie x3 Anche se è faticoso rimettersi al lavoro v.v sono tornato ieri e ho ancora un bel pò di cose da sistemare ma ho iniziato a scrivere una prima decina di righe.
Il prossimo capitolo si intitola "Lama nella tenebra" ^^
Spero di concluderlo questa settimana
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Re: RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cav

da Ea_Pendragon » 13 marzo 2012, 16:09

Kooskia ha scritto:
Molto buono come capitolo, adesso aspetterò che tu torni dalle maldive :)


Glazie x3 Anche se è faticoso rimettersi al lavoro v.v sono tornato ieri e ho ancora un bel pò di cose da sistemare ma ho iniziato a scrivere una prima decina di righe.
Il prossimo capitolo si intitola "Lama nella tenebra" ^^
Spero di concluderlo questa settimana


Sei tornatooooo!!! [smilie=yahoo.gif]
Che bello.. come è stato alle Maldive? :O

Bravo Kooskia, neanche hai svuotato le valigie e già torni a regalarci capitoli... ^^
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RE: Figlio dei Lupi – Cronache di un Drago e del suo Cavalie

da eragon-brisingr » 13 marzo 2012, 16:52

Bellissimo capitolo. Osservare la scena attraverso gli occhi di laèr è stato davvero un tocco di genio, ma rappresenta solo la ciliegina sulla torta. Penso che questo sia in assoluto il capitolo migliore che tu abbia mai scritto, sia per la struttura grammaticale e sintattica che per la grande accortezza narrativa.
Ho apprezzato soprattutto il momento iniziale, quando l'elfo espande la propria coscienza per cercare di comprendere cosa fosse mutato nella sua condizione. Hai reso i passaggi molto fluidi.


Posta presto.
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