Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da pazzadiRoran95 » 12 maggio 2012, 18:45

Il capitolo è strutturato molto bene, il fatto che Roran deve dire addio a sua figlia, se pur non per sempre, è una cosa molto triste. Povero Roran. L'idea dello specchio speciale che Eragon lascia ad Arya prima di partire è molto ben azzeccata.
Credo che il giovane cavaliere sceglierà di seguire Eragon, ma questo solo tu puoi dircelo :) detto questo, posta presto! ancora complimenti sia per come scrivi, sia per la storia!
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da Erchiber » 13 maggio 2012, 13:19

Capitolo 5


La biblioteca segreta era forse il luogo più interessante di tutta Edorah: nascosta attraverso una fitta rete di collegamenti sotterranei, era stata creata durante il regno di Tholdrim il sanguinario per evitare che tutto il sapere andasse perduto a causa dei roghi che il re appiccava con tutti i libri scomodi e che mettevano in dubbio la sua autorità. Se un tempo quindi era il rifugio dei sapienti e degli studiosi, che vi si nascondevano, avidi di conoscere il maggior numero di cose possibili nel minor tempo, ora che ne era stata rivelata l'ubicazione, era pressocchè deserto per quasi tutto l'anno. Le uniche eccezioni erano le visite di Herbert il monaco, Delmore il fabbro e Jaime. Il bibliotecaio, il signor Edmond, era un uomo tarchiato e paffutello: come tutte le volte che lo vedeva arrivare, salutò con un sorriso ampio il giovane ragazzo.
"Buongiorno signor Edmond!"
"Ehi Jaime... non dovresti essere fuori a giocare con i tuoi amici con una così bella giornata, anzichè rintanarti qua sotto in questa biblioteca polverosa?"
"Sto cercando dei libri, signore!"
"Ah in questo caso non posso che elogiarti! Dimmi, di che libri si tratta..."
"Vorrei qualche libro sulle vecchie leggende di Alagaesia, ne abbiamo qualcuno?"
"Alagaesia dici?" il bibliotecaio si grattò la barba "Se io fossi stato un altro non avresti trovato nulla ma..." e si aprì in un sorriso ancora più grande "sei fortunato!"
"Perchè?"
Il monaco si stava incamminando tra gli scaffali e aveva già fatto cenno a Jaime di seguirlo.
"Sai che la mia famiglia era originaria di Kuasta, ed erano i membri di una setta chiamata Arcaena? Lo scopo di questa setta era quello di preservare la conoscenza e quindi i miei genitori fuggirono da Alagaesia, quando ero poco più di un bambino, e mi portarono qui. E con loro abbiamo portato questo..." e da una libreria isolata in un cunicolo tirò fuori un volume enorme.
"Che cos'è?"
"Questo è il Domia Ab Wyrda." passò la mano sopra l'enorme copertina nera per rimuovere la polvere "E' la storia completa di tutta Alagaesia, sin dalla sua formazione fino alla caduta di Galbatorix per mano di Eragon Ammazzaspettri e la dragonessa Saphira, avvenuta dodici anni fa per la precisione."
Jaime annuì. Cercò di non mostrarsi troppo interessato ma la sua curiosità era davvero troppo insolita e quindi Edmond si era insospettito. "Perchè vuoi leggere un libro così insolito? Come sai dell'esistenza di Alagaesia?" Forse l'aveva immaginato, ma aveva visto lo sguardo del bibliotecaio saettare sul suo palmo. Istintivamente ritirò la mano dietro la schiena mentre tendeva la sinistra per prendere quell'enorme tomo, sperando che non fosse troppo pesante. Ora ci mancava anche il palmo d'argento.
"Ne ho sentito parlare e volevo sapere un po' della sua storia: è una scommessa con Shawn" buttò lì.
Edmond fece un cenno con il capo e gli porse il libro. "Per qualsiasi cosa io sono là."
Jaime si era girato e stava per andarsi a sedere prima che sentisse di nuovo la voce del signor Edmond parlargli "Penso che dovresti dare un'occhiata a pagina 273"

Jaime fece come il signor Edmond gli aveva detto e aprì subito in quella pagina.

I DRAGHI

Delle creature più belle e affascinanti che si trovano in Alagaesia nessuna è di certo migliore dei draghi, i grandi dominatori del cielo.

Bene... Quindi il signor Edmond aveva ben capito tutto. Maledetto lui e la sua poca attenzione: se si fosse messo un paio di guanti probabilmente nessuno avrebbe sospettato nulla.

L'intelligenza di un drago è una tra le forme più progredite di tutti i tipi di coscienza, molto superiore a quella di uomini ed elfi per alcuni aspetti: nonostante non possano farlo consciamente, sono in grado di generare magie e incantesimi a livelli molto più alti di quelli di umani o elfi.

Magia? Che storia era mai questa? Il suo drago sarebbe diventato magico e avrebbe potuto mettere in pericolo tutto il villaggio a causa dei suoi poteri magici?

Un drago cresce per tutta la sua vita, che in genere dura più di cinquecento anni: a volte alcuni esemplari particolarmente anziani e grandi venivano scambiati per delle colline.
Allo stato brado non rende conto di niente a nessuno. Segue il suo volere senza alcuna riserva e senza che nessuno possa ostacolarlo. A causa di questa sua natura, in Alagaesia, gli elfi e i draghi si combatterono in un conflitto così feroce che segnò il mondo fino ad allora conosciuto...


************************

"Ammazzaspettri, credo che dovremmo cominciare a costruire qui. La roccia sembra solida, è abbastanza alta affinchè non possa essere raggiunta troppo facilmente e allo stesso tempo ci da il vantaggio di poterla difendere."
"Avete ragione. Finalmente abbiamo trovato il luogo adatto a noi."
Eragon!
Dimmi Saphira...
Lo specchio, sta tremando


Il cuore prese a martellargli nel petto: erano dodici anni che quello specchio era rimasto intoccato e freddo. Eragon aveva creduto che oramai il suo legame con Alagaesia fosse stato reciso del tutto... e invece ora qualcuno lo stava richiamando.
Prese in mano lo specchio e osservò la superficie incresparsi e ondularsi finchè non se ne delineò un volto.

*******************

Un tuffo al cuore. Ecco che cosa aveva sentito. Il cuore che faceva capriole su capriole mentre gli occhi cominciavano a farsi umidi e le guance si imporporavano.
"Arya?"
Credeva di aver dimenticato il suono di quella voce, quel leggero accento roco, quel tono delicatamente baritonale e caldo che lo caratterizzavano.
E invece ora eccolo che la riscaldava, esattamente come l'ultima volta che l'aveva incontrato.
"Atra esterni ono thelduin, Eragon-elda"
"Sai che non c'è bisogno di queste formalità" il labbro superiore gli si era increspato in un accenno di sorriso tirato. "Che novità ci sono? E' successo qualcosa di grave? Devo inviarvi qualche eldunari?"
"Calma Eragon" Non era cambiato neanche di una virgola. Il suo vero nome era rimasto lo stesso e Arya ora ne comprendeva chiaramente il perchè: era rimasto sempre il solito ragazzo buono e altruista. "Non è successo nulla di grave qui in Alagaesia. L'uovo di Firnen... si è schiuso!"
"Ottimo, quindi addestrerai il cavaliere in Alagaesia?"
"No, non c'è nessun posto adatto. In più Nasuada vorrà sicuramente includerlo in quella sua gilda che ha creato, e un cavaliere questo non può permetterselo. Temo che l'unica soluzione sia raggiungerti, ovunque tu sia."
I lineamenti del cavaliere si erano aggrottati: le sopracciglia disegnavano un arco abbastanza incurvato. "E il tuo popolo?"
"Ho già accantonato una volta i doveri che ho verso - stava per dire il mio cuore ma si trattenne - il mio incarico per servire il mio popolo. E' ora che gli elfi facciano a meno di me e che io mi assuma la piena responsabilità di essere un cavaliere di drago."
"Capisco... Non posso che accettare la tua decisione. Viaggiate a dorso di drago veloci in linea retta... non dovreste incontrare problemi. Dopo un paio di settimane di volo a una buona velocità dovresti vedere stagliarsi all'orizzonte una rupe di roccia bianca. Sarò lì ad aspettarti..."
"Porterò con me il nuovo cavaliere e il suo drago..."
"Chi è?"
"Sei sicuro di volerlo sapere??"
"Certo!"
"E' Ismira, tua nipote Ismira..."

*******************

Amava la notte. La rosa nera amava la notte. Era in quel momento in cui si sentiva nel suo habitat naturale, nascosta nell'oscurità e libera di muoversi come un'ombra.
Aveva una nuova missione da compiere, una missione per quel folle di Rokry, una missione che solo lei poteva compiere.
Trovare Eragon e rubare un uovo di drago e riportarlo alla gilda della folgore. Non sarebbe stato facile, ma altrimenti non avrebbero scelto lei; dopotutto era la più scaltra, la più veloce e la migliore del suo campo.
Stava correndo. Correva nella notte tra i vicoli di Ilirea quando accadde; succedeva sempre più spesso ultimamente. La sua malattia la stava consumando da dentro... chi sa quanto sarebbe durata?
Si appoggiò a una parete, ansimando. Doveva fare presto...



Ecco un altro capitolo... Il prossimo sarà l'inizio dell'azione vera e propria... Diciamo che qua si conclude una sorta di "prologo" per l'azione. Ho specificato i vari personaggi che, per ora, vedremo agire e di cui conosceremo la storia!
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da oromiscanneto » 14 maggio 2012, 23:24

Buono il post, più approfondito, soprattutto perché hai inquadrato anche meglio Jaime e soprattutto Eragon e Arya ;) vediamo di capire chi è il nuovo nemico...
http://www.eragonitalia.it/postt16311.html
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da onny » 15 maggio 2012, 14:48

davvero bello. è molto chiaro e ci si immedesima bene nei personaggi. comtinua!!! posta presto :D
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da Asmar » 15 maggio 2012, 16:49

Sei davvero bravissimo! sono contento di aver trovato così tanti Post su dopo Inheritance. Scrivi molto bene e non vedo l'ora di leggere un nuovo capitolo.
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da darkangel98 » 15 maggio 2012, 21:07

sei davvero molto bravo! non ved l ora di sapere chi e questa rosa nera... povera ismira e un cavaliere dei draghi e nessuno e contento per lei :cry:
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da jhonny » 15 maggio 2012, 23:27

cavolo che storia complimenti :D mi piace l' idea di Ismira cavaliere e anche di Eragon come misterioso straniero che dona l' uovo ad un ragazzino :D posta presto....
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da Erchiber » 18 maggio 2012, 21:29

Capitolo 6

Se qualcuno gliel'avesse detto dodici anni prima lui, Roran Garrowsson, probabilmente gli sarebbe scoppiato a ridere in faccia: la guerra era finita e da quel momento in poi nessuno gli avrebbe più portato via le persone che amava.
Eragon aveva scelto di andarsene ma in fondo forse un po' lo sapeva, il destino di migliaia di vite oramai pesava sulla sua capacità di giudizio e su quanto sarebbe riuscito a realizzare.
Però la sua vita era così perfetta che le parole di Arya erano state un bagno freddo dentro un fiume d'inverno. Ismira, la sua piccola bambina e la sua piccola principessa, ora lo stava per salutare, e probabilmente non l'avrebbe più abbracciata per parecchio tempo.
"A che pensi quassù? E' presto ancora..."
"Il sole sta per sorgere Katrina". Sembrava come se stesse constatando la morte di qualcuno. E forse una piccola parte di lui stava per morire vedendo andare via sua figlia.
"Sai che non possiamo impedirlo... Sai come la metterebbe in pericolo: l'unico cavaliere di drago in Alagaesia, oltre ad Arya e Murtagh: sua maestà non si lascerebbe sfuggire un'occasione così a buon mercato."
"In che senso?"
"Sai della gilda vero? Arya non ne è sottoposta ma solo perchè è la regina degli elfi..."
"Ed è per questo che esistono degli attriti con il governo centrale?"
"Esattamente" Katrina fece un gesto secco con la testa. "Sai del loro accordo: Arya sarebbe stata il cavaliere degli elfi, e Murtagh il capo della gilda. L'equilibrio era stato mantenuto e tutti quanti felici e contenti... lei altererebbe tutta la situazione"
"Hai ragione" le labbra si inclinarono in un sorriso mesto, uno di quei sorrisi che non hanno niente di felicità "Ma perchè proprio lei? Pensavo che su tanti abitanti, prima o poi si sarebbe schiuso per uno di loro."
"Il destino ha voluto così... Pensala così, un drago può scegliere solo una persona su tutta la faccia della terra... avrebbe potuto aspettare anche migliaia di anni prima di incontrare quello giusto. Vuol dire che solo lei è quella giusta, nessun'altra."
"Bella consolazione" il tono così amaro con cui lo pronunciò sembrò irradiare tristezza in tutto ciò che lo circondava.
"Pensi che per me sia facile?" Katrina alzò la testa fino a guardare negli occhi l'uomo che amava, ma lo disse senza alcuna nota di rimprovero o di polemica. "Ricordati quello che ho dovuto fare per farle vedere la luce e quello che ho patito non sapendo se mai avresti conosciuto tua figlia o se avrei dovuto io parlarle di te."
La potenza dell'amore di sua moglie per Ismira lo spiazzò: per un attimo un pizzico di gelosia gli attanagliò il cuore. Forse Katrina amava di più sua figlia che lui, ma poi si diede subito dello stupido anche solo per averlo pensato.
"Sai" riprese a parlargli mentre lui guardava verso l'orizzonte, vedendo spuntare i primi raggi di un pallido sole, simbolo inconfondibile che il momento era oramai arrivato. "A volte la più grande prova per dimostrare quanto amiamo qualcuno è l'essere capaci di lasciarlo andare."
"E' davvero molto, forse troppo grande"
"Lo so Roran. Ma ci sono io, e sai che, nonostante sia scontato e abbastanza stupido da ripeterti, io ci sarò sempre. Ismira è giusto che vada e che scopra il mondo. La rivedremo, e lo sai benissimo anche tu... Guarda Arya"
"E che cosa c'entra Arya?"
"Ogni volta che ci pensa dice di essere stata una debole e una vigliacca perchè avrebbe potuto seguire Eragon e per una volta essere felice."
"E con questo? Anche io credo che avrebbe potuto scegliere diversamente, forse in realtà teneva di più al suo popolo che alla felicità sua e di mio cugino."
"No invece. Arya ha dimostrato di amare Eragon più della sua stessa vita, proprio perchè l'ha lasciato andare senza opporsi. Oramai lei era la regina degli elfi e anche il suo popolo aveva bisogno di una guida... non poteva abbandonarli."
"Non avevo mai visto le cose sotto questa prospettiva..."
"Ricordo che qualcuno mi disse un giorno che se veramente amiamo qualcuno siamo pronti a dirgli addio e aspettarlo anche tutta la vita affinchè torni, e ogni giorno più di prima... Sai perchè?"
"Mi piacerebbe"
Katrina si girò e prese i palmi delle mani di suo marito. "Perchè lasciamo un pezzetto di noi alle persone che amiamo, un minuscolo pezzetto, nel bene e nel male, che porteranno con sè fino a che non ci sarà la possibilità di riunire i pezzi. E vale anche al contrario... Ismira non ci lascerà mai, perchè semplicemente lei vive qua" e le puntò le mani sul cuore. "Sempre quell'uomo un giorno mi disse che quando teniamo veramente a qualcuno, se ci fai caso, i cuori battono in sintonia, esattamente allo stesso momento. E una volta acquisita la sintonia, possono anche esserci miglia e miglia tra i volti, il risultato è lo stesso."
"Chi te lo ha detto?"
"Mia madre prima di morire..."

**************************

Quindi le cose stavano così. Bello. Assolutamente fantastico. Essere messi con le spalle al muro in qualsiasi prospettiva o in qualsiasi caso. Così si sentiva Jaime in quel momento: messo all'angolo da una situazione che avrebbe preferito evitare. Il suo drago, a cui per inciso doveva ancora dare un nome, l'aveva scelto per essere un cavaliere e, da quanto aveva letto, era impossibile che la sua vita rimanesse quella di prima.
Era impossibile perchè il legame che condivideva con il suo nuovo compagno gli garantiva poteri e capacità fuori dall'ordinario, così tanto che avrebbe messo in pericolo sè stesso e i suoi amici se avesse fatto finta di niente.
Così aveva deciso che avrebbe detto a sua madre che doveva andarsene dal paese per cercare la sua via; aveva quattordici anni, esattamente l'età in cui suo padre aveva lasciato il suo villaggio a est per recarsi a Edorah, e quindi sua madre non avrebbe potuto fermarlo. Sommiamoci il fatto che da quando suo padre li aveva abbandonati, sua madre non aveva fatto niente di niente per stargli accanto, anzi tutto il contrario. In fin dei conti andarsene significava un problema in meno per quella donna che teoricamente avrebbe dovuto volergli bene. Ma come l'avrebbe detto a Shawn e Alicia?
Il tempo che lo straniero gli aveva dato stava per scadere, mancavano solo poche ore al tramonto del terzo giorno e oramai Jaime sapeva che non aveva più scelta. Avrebbe scelto di andarsene e di prendersi questa sacrosanta responsabilità una volta per tutti e andare avanti in quella strada che oramai si era tracciata da sola davanti a sè.

Stava correndo per le stradine che portavano ai quartieri del decumano ovest, esattamente dove sapeva che li avrebbe trovati: se doveva salutarli una volta per tutti, voleva che almeno sapessero la verità. Non poteva tenere un segreto così grande tutto per lui.
Il suo drago d'argento era nello zaino; poteva sentirne i pensieri curiosi nella mente, come fossero i suoi.
Stiamo andando a salutare i miei amici piccolino. Vedrai ti piaceranno...
Percepiva una sorta di eccitazione nella mente del drago
Sono delle persone speciali. Peccato che io oggi li debba salutare.
Probabilmente la tristezza nei suoi pensieri contagiò anche la coscienza del drago che subito cominciò a emanare dei sottili e carezzevoli barlumi di pensiero.

"Si può sapere che fine avevi fatto? Sono due giorni che sei sparito" Alicia lo stava guardando con le mani sui fianchi mentre Shawn accanto a lei si apriva in un timido sorriso.
"Lo so ragazzi. Diciamo che mi è successo qualcosa di molto particolare..."
"Davvero? Quel vecchio bisbetico è riuscito a catturarti?"
"No" il tono di voce era cupo. Chissà come avrebbero reagito a quello che stava per dire loro.
"Jaime, sei strano" Shawn lo stava guardando storto "Cosa è successo?"
E così con voce monocorde cominciò a raccontare del suo incontro con quell'uomo misterioso proveniente da Alagaesia, della pietra argentata e di quando l'aveva toccata.
"E insomma, dopo pochi attimi le crepe si erano aperte ed era nato lui..."
Con una mano aprì lo zaino e fece uscire la piccola creatura di appena tre giorni. La reazione dei suoi amici non fu proprio come se l'era aspettata, anzi lo spiazzò completamente. Si era aspettato che spalancassero gli occhi, sorpresi, e cominciassero a tempestarlo e sommergerlo di domande. Ma soprattutto si aspettava che rimanessero al suo fianco...
"Oddio! Stai lontano da me con quel coso! E' pericoloso!!" Alicia era scattata in piedi.
"Devi abbandonarlo! O lo abbandoni o lo uccidi! E' un drago, non puoi tenerlo!!"
"Abbandonarlo!? Ma se mi ha scelto! Si è schiuso per me e mi ha scelto come suo cavaliere..."
"Cavaliere? Anche tu ora sei diventato anormale!?" I suoi amici si erano stretti tra loro e cominciavano ad arretrare.
"Non sono anormale... sono sempre lo stesso! Sono vostro amico!"
"No, non sei lo stesso. Ora sei diventato un cavaliere di quella mostruosità, e dato che lui diventerà il nemico vuol dire che anche tu starai dalla sua parte!"
"Shawn, Alicia..." Jaime stava boccheggiando. Il drago continuava a mandargli delle piccole immagini interrogative per il loro comportamento: stava capendo tutto!
"Stacci lontano... mostro!" e voltarono le spalle prima di correre via e lasciare Jaime con lo sguardo perso nel punto dove stavano scomparendo.
Una ad una le lacrime che aveva trattenuto da quella mattina gli rigarono calde il volto.
Jaime
Che c'è piccolo?

Non poteva ancora comunicare bene, d'altronde aveva solo tre giorni di vita. Eppure il drago gli domandò del perchè delle lacrime.
Vuoi sapere perchè se ne sono andati? Pensano che siamo dei mostri...
Come prima la coscienza del drago gli lambì i contorni della mente dandogli un po' di conforto mentre le lacrime continuavano a scendere, cocenti, sulla sua pelle.
Poi, ancora singhiozzando, si rialzò e si apprestò a uscire dalla città

***********

"Sei venuto alla fine, ci hai messo un po'"
"Lo so"
"Per un attimo ho creduto che non saresti più venuto" la voce dello straniero gli riverberava nelle orecchie come la melodia dello scrosciare della pioggia.
"Per un attimo l'ho pensato anche io... ma ora sono qui."
"Allora seguimi, abbiamo parecchie cose da fare..."



Come vedete qui l'attenzione si è focalizzata sugli addii dei nostri personaggi alla loro quotidianità: Roran sta per salutare sua figlia, ma ne sentiremo ancora parlare di lui e di Katrina nei prossimi capitoli, e Jaime ha perso ogni legame con la sua realtà...
Il prossimo capitolo si prospetta interessante: vedremo Eragon per la prima volta nella veste di Ebrithil, con tutte le paure e i timori che anche lui proverà... in fondo Jaime è il suo primo apprendista!
Vedremo Arya e Ismira e le accompagneremo nel loro viaggio verso le terre a Est e vedremo la Rosa Nera che intraprenderà la stessa direzione... E vedremo soprattutto il ritorno di Murtagh e Nasuada e di altri personaggi che conoscete bene!
A presto!! Non vedo l'ora di scrivere il prossimo capitolo!
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da oromiscanneto » 18 maggio 2012, 23:09

Wooooooooooooow devo dire che con questo post mi hai sorpreso! Veramente, di sicuro non sono pentito di aver iniziato questa ff, prima ci hai portato nel turbine degli eventi e ora ecco che ci descrivi i nostri personaggi (e i tuoi, giustamente) nelle loro riflessioni! hai approfondito, e si vedono i risultati, in particolare Katrina mi ha impressionato nella sua comprensione di arya e di roran, e ci hai dato così anche un quadro su di loro... e poi jaime, incredibile, soprattutto come lo hai convinto a partire con il litigio con gli amici, mi stavo per mettere a piangere! :cry: Veramente, non sono uno che ragala complimenti, ma sei stato eccezionale!
http://www.eragonitalia.it/postt16311.html
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da pazzadiRoran95 » 19 maggio 2012, 19:15

Mi ero persa ben due capitoli, ma adesso mi sono rimessa alla pari!
Non so che dire la tua storia mi piace motissimo! è stupenda!

E vedremo soprattutto il ritorno di Murtagh e Nasuada

non vedo l'ora :D

Sinceramente trovo il comportamento degli "amici" del giovane cavaliere orribile!
no ma :arms: che antipatici! non si trattano così gli amici (va beh questo non c'entra niente :P ) comunque d'altro canto è meglio così, se fosse stato legato a qualcuno forse non sarebbe partito.
Complimenti sei davvero bravo! Aspetto il prossimo capitolo :)
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da letta » 22 maggio 2012, 18:32

B-e-l-l-i-s-s-i-m-o! :D
Bravooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! [smilie=victory.gif]
Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da letta » 30 maggio 2012, 12:50

Quando posti? :cry:
Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da Erchiber » 2 giugno 2012, 9:09

Ragazzi scusatemi ma ho un'interrogazione di fisica che incombe... appena me la sono tolta dalle palle (lunedì) avrete il capitolo che è quasi pronto ! :D
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Re: RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da letta » 5 giugno 2012, 19:36

Erchiber ha scritto:Ragazzi scusatemi ma ho un'interrogazione di fisica che incombe... appena me la sono tolta dalle palle (lunedì) avrete il capitolo che è quasi pronto ! :D


Ma non dovevi postare ieri???!!! :huh: :arrabbiato:
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RE: Quinto Libro - Domia Ab Wyrda

da Shock » 26 giugno 2012, 19:34

Molto bello avvero :P xo dovresti continuare a postare non lasciarci così in sospeso :angel:
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