Rinascita di Carn

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Rinascita di Carn

da Darren99 » 31 agosto 2013, 15:05

Salve a tutti sono Darren99 e sono nuovo. Il mio progetto è quello di continuare la ff di Carn99 un mio amico (nella vita reale).
Lui mi ha dato il per messo di poter postare la storia già scritta da lui (e un pò da me) e di continuarla.
Io però, non penso di riuscirci da solo e vorrei un aiuto da parte di uno di voi fatemi sapere se siete interessati.
Vi chiedo se posso (senza conseguenze) riscrivere i pezzi di Carn qui cosìcche chiunque voglia leggere la storia completa la possa leggere in un unico topic

Grazie i anticipo
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RE: Rinascita di Carn

da Darren99 » 2 settembre 2013, 10:56

Uno : Ennah

Carn si ritrovò disteso su un terreno sassoso. Era molto confuso : l’ unico ricordo che gli ronzava per la mente era il duello con il mago di a Arughia. A poco a poco Carn giunse ad una conclusione: era morto.

Poco distante da lui c’era un signore avanzato con l’età.Era calvo, aveva una folta barba bianca, era molto magro ed indossava una tunica marrone legata alla vita da una robusta corda nera.
“Chi sei ragazzo e cosa ci fai qui?”
Mentre il vecchio stava parlando Carn notò che il vecchio aveva una stretta somiglianza con un antico mago illustrato su un libro di magia in suo possesso.
“ Sono morto…” sussurrò Carn in tono rassegnato.
Ripeté questa frase diverse volte prima che il vecchio, spazientito, gli dicesse :“ Si ragazzo sei morto è inutile piangere sul latte versato e ora se non ti dispiace raccontami come è accaduto!”
Carn raccontò quello che era accaduto da quando Roran,lui e altri quattro uomini fossero arrivati a Arughia,senza tralasciare la parte del piano di Roran e su come fosse morto in duello.
Il druido non lo interruppe durante il racconto , ma alla fine disse:”Ah, un mago… Dunque non è tutto perduto…”
Un barlume di speranza si accese in Carn alle sue parole: “ Non tutto è perduto? In che senso?”
Il mago stette in silenzio per diversi minuti, ma alla fine disse: “ Per i maghi come te o come me…”
In quel momento Carn capì che era l’antico mago: “Allora sei tu!” disse sorpreso.
La sua reazione non suscitò nulla da parte del mago se non un occhiata severa: “ Ragazzo non interrompermi! Come stavo dicendo per i maghi come te e come me ci sono diverse gare di abilità e chi ne esce vittorioso ha il diritto di poter ritornare sulla terra.”


Carn era eccitato all’idea di confrontarsi con altri maghi sfidandoli: era questa la prova .Ora si trovava in una stanza ad aspettare di essere chiamato nell’arena.
“Non voglio morire un’altra volta se mi batteranno” si era lamentato Carn poche ore prima.
“Non fare lo sciocco”, fu l’ammonimento del druido, “ricorda che sei gia morto ,quindi, non puoi morire un’altra volta ; anche se il dolore che provocherà un danno,un urto o una magia saranno molto più dolorosi di qualsiasi cosa tu abbia mai provato … E lì sì che chiederai di morire” aveva sghignazzato il vecchio mago.
“Chissà se riuscirò, chissà se riuscirò a batterli tutti” stava pensando Carn quando entrò il druido.
“Carn è ora di andare” si limitò a dire il druido.
Stava per andare verso l’arena accompagnato da due guerrieri quando gli diedero un bastone:
“Ti servirà per combattere” disse uno dei due.
A quelle parole Carn rabbrividì: “Dannazione ! Non sono bravo in combattimenti corpo a corpo; avrò difficoltà”pensò lui.
Stava ancora riflettendo sul da farsi quando sentì annunciare il suo nome e quello di un altro mago; Carn in quel momento varcò la soglia.

L’arena era stracolma di persone e Carn riuscì a vedere persino Re Ahjiad e Re Rothgar in persona che lo salutarono con un cenno di capo.
Il suo avversario era una donna: aveva capelli corvini, occhi verdi, indossava un vestito azzurro ed un mantello viola.
“Salve straniero io sono Ennah, la strega del fuoco. Presentati a me!” disse la strega puntandogli un bastone simile al suo contro.
Carn sputò per terra e ruggì: “Io sono Carn lo stregone dei Varden e non permetto a nessuno di parlarmi cosi !”.
Alla sua risposta il pubblico ammutolì e pure Carn si sorprese della sua reazione .
La strega latrò: “Insolente, la pagherai per le tue scellerate parole! Bòetq istalri!”
Carn fu inghiottito da un vero e proprio incendio,ma la strega aveva calcolato male le distanze e lui con un balzo gli si parò davanti, provò a fare un affondo, ma Ennah glielo parò facendo roteare il suo bastone.
“Non sono alla sua altezza devo inventarmi qualcos’altro”pensò disperatamente Carn. In quel momento fu folgorato da un’idea.
Carn lasciò, apposta, scoperto la propria gamba destra così che gliela colpisse. E così fu. Ennah lo colpì e Carn finse di vacillare; così la strega lo colpì più lentamente.
“Tanto ormai è finito” pensò lei.
In quel momento, però, Carn lo schivò lasciando la strega completamente sguarnita di qualsiasi difesa. Carn approfittandone la colpì con violenza alla faccia. Lei cadde per terra tenendosi la faccia tra le mani: il sangue ormai gli copriva tutta la faccia e la vista.
“Mi dispiace, dovrei aiutarla” pensò per una frazione di secondo con compassione il mago.
Ma poi con decisione si disse: “Lei ha voluto il male per me ed io la punirò”
Approfittando della cecità della sua nemica urlò:“Kveykva” e un fulmine guizzò sulla strega.
Ora Ennah era accasciata per terra in una pozza di sangue. Carn , però al posto di esultare per la vittoria andò a vedere in che condizione era la sua nemica.
Accarezzandole dolcemente il viso sussurrò: “Waise heill”. Subito dopo il giudice annunciò che Carn era il vincitore. Subito dopo per Carn divenne tutto nero. Era svenuto.
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RE: Rinascita di Carn

da Orik_XVI » 2 settembre 2013, 14:52

Davvero interessante. Ti consiglio di differenziare i pensieri dai dialoghi, magari facendo i pensieri in corsivo. Ah, prova a ridurre le ripetizioni.
- Lily. Dopo tutto questo tempo? - Sempre. Albus Silente e Severus Piton
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RE: Rinascita di Carn

da Darren99 » 4 settembre 2013, 20:45


Due: Jierda!

Quando si risvegliò Carn si ritrovò in una stanza di pietra: era praticamente spoglia e aveva solo un paio di brande su cui era adagiato lui e sull’altra Ennah .
Carn la aveva curata completamente domo l’incontro, ma lei non dava segni di ripresa; lui guardandosi intorno notò che l’antico druido lo stava fissando:
“Ti sei finalmente svegliato ragazzo, temevo che dovessi aspettare ancora molto” disse il vecchio.
“Q-quanto dormito?” balbettò Carn.
Una fragorosa risata inondò la stanza:
“Ragazzo sei proprio ingenuo; qui all’aldilà il tempo non esiste: è tutta un’interminabile giornata”
Carn era in imbarazzo e per questo cambiò discorso: “Ennah sta bene?”
“Sì sta benissimo ha solo bisogno di riposare; sei stato un gentiluomo, figliolo.” Rispose il vecchio mago complimentandosi.
“Perché sono svenuto ?” gli domandò Carn sempre più curioso.
“Usa la testa ragazzo, perché secondo te?” chiese il druido pazientemente.
“Perché ho finito le energie?” rispose Carn dandosi dell’ingenuo.
“Un’ultima domanda: quante sfide mi restano?” chiese sempre più curioso il giovane mago.
“Soltanto una.” Il druido gli voltò le spalle.
“Un’ultima domanda: quante sfide devo ancora affrontare?”
“Non abbiamo tutto il tempo del mondo spiegò il druido spazientito
“In realtà si … “ ribatté lui con impertinenza
“Zucca vuota. Qua il tempo non scorre, ma sulla terra sì e il mondo ha bisogno di te!” Fu l’ammonimento del druido.
Carn aveva molte altre domande, ma ora doveva combattere. Il pensiero che lo tormentava di più era il fatto che non si ricordava come si chiamava il vecchio; era una persona decisamente importante, ma lui per quanto si sforzasse non si ricordava come si chiamava.
Prima di entrare nell’arena il druido gli infuse un po’ di energia nel suo corpo per assicurarsi che Carn fosse al massimo delle proprie energie. Poi gli diede il bastone usato in precedenza e gli disse:
“Ragazzo questa sfida sarà più difficile: non solo il tuo avversario sarà più forte di Ennah, ma sarà protetto da difese magiche illimitate e inespugnabili.”
“Come farò a batterlo?” chiese Carn preso dal panico
“Scusa ci siamo capiti male: le sue difese sono solo contro la magia. Tu, però hai un bastone e…” il druido gli toccò la fronte “l’ingegno. Ce la farai.”

Carn entrò nell’arena con passo incerto; dalla descrizione del suo avversario era a dir poco una divinità; Carn alzò lo sguardo per vedere chi fosse: rabbrividì. Era colui che lo aveva accompagnato nel doloroso viaggio tra vita e morte.Non sapeva se fosse uomo o donna: l’intero corpo (salvo mani e piedi) era coperto da una veste lunga nera, la sua faccia era avvolta nell’oscurità; salvo due occhi rossi maligni.
“Tu sai chi sono io, vero?” chiese la morte; e,senza aspettarsi una risposta, proseguì: “sono la morte, colui che miete più vittime di nessun altro”
“ Non ho paura di te, mostro!” esclamò Carn
“Il tuo tono di voce indica il contrario” disse la morte: “ chiamami pure L’oscuro”
“Basta con le chiacchiere. Cominciamo!” disse Carn perdendo il suo timore.
Iniziarono a combattere con i bastoni: Carn provò tutto quello che sapeva e che aveva visto fare: schemi, stoccate,mulinate e guardie; ma nulla da fare.L’Oscuro era troppo bravo. Carn capì anche che la morte si stava prendendo gioco di lui: con due mosse avrebbe potuto vincere.
La spiegazione della morte alla presa in giro nei confronti di Carn fu: “ Ti batterò solo con la magia”.
Carn schivò tutti gli incantesimi pronunciati dall’Oscuro sperando che la sua energia calasse, ma constatò che sarebbe andato avanti per ore prima di vederlo ansimare.
“Mi sono stancato di vederti scappare via come un coniglio!” ruggì la morte : “Malthinae”
Carn si irrigidì; non riusciva a muoversi; “ Dannazione” pensò Carn “ Non mi ricordo l’incantesimo per sbloccarmi!”.
“ Carn è giunta la tua ora!” sussurrò l’Oscuro “Knìfr!”
Con grande stupore di Carn la mano dell’Oscuro scomparve e al suo posto si generò una vera e propria lama di spada! A passi lenti l’Oscuro si stava avvicinando… Sempre di più… Sempre di più… Ormai era a pochi passi dal mago quando gli balenò un’idea.
“Ho una possibilità su mille di farcela, ma devo tentare” pensò Carn.
Stava per calarsi la lama su di lui quando urlò: “Losna!” finalmente Carn era libero, ma non aveva tempo di pensare così ruggì: “Jierdaaaaaaaa!!!!!!!!!!” la lama dell’Oscuro si spezzò e Carn con un lungo balzo prese al volo un frammento di lama e glielo conficcò nel petto.
Grandi urla di giubilo e di stupore si alzarono dall’arena tutti acclamavano il suo nome; “ Ce l’ ho fatta! Ho vinto!” sussurrò Carn subito dopo aver urlato di gioia poi si girò verso l’Oscuro.
Prima che il giovane mago potesse dire qualcosa la morte disse: “C-come hai fatto a distruggermi la lama? Faceva parte del mio corpo protetto da tutti gli incantesimi conosciuti”
“Non è vero, il braccio faceva parte del tuo corpo: la lama era solo “un’aggiunta”…” lo corresse Carn
Prima che potessero aggiungere altro arrivò il druido:
“Bravo Carn! Ci sei riuscito!Ora come promesso potrai fare ritorno sulla terra, ma prima di tornare dai Varden dovrai fare un mese di apprendistato da uno dei maghi più potenti del mondo.”
Carn accettò eccitato all’idea di potersi migliorare: “Voglio fare solo due domande: con quale procedimento tornerò sulla terra?”
Il druido annuì: “I draghi antichi usando la loro misteriosa magia per farti materializzare nel tempio dello stregone… la magia sta cominciando; fammi l’ultima domanda; presto! Non credo che ci vedremo per un bel pezzo.”
“Prima di tutto voglio salutarti, ma ecco la domanda: chi sei? Ti ho già visto su un libro, ma non riesco a ricordarmi chi sei” disse Carn che stava morendo dalla curiosità.
Il druido gli rispose un’ attimo prima che Carn scomparisse “Io mi chiamo Eragon e sono il primo Cavaliere dei Draghi. Kvetha Fricaya”
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