The Story Continues... After the And

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RE: The Story Continues...

da Saphira00 » 24 maggio 2013, 17:34

Uguale a te tranne per i capelli che me li immagino corti ricci e biondi! E con la pelle un pochino più scura visto che è anche un contadino! :D
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Re: RE: The Story Continues...

da DaubleGrock » 24 maggio 2013, 17:44

Saphira00 ha scritto:Uguale a te tranne per i capelli che me li immagino corti ricci e biondi! E con la pelle un pochino più scura visto che è anche un contadino! :D


Si lo so però i capelli non c'erano ricci e questi erano troppo chiari e lisci, la pelle ho pensato di farla così per farlo assomigliare più a un elfo però credo che hai ragione tu sul fatto che doveva averla più scura :laugh:
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RE: The Story Continues...

da DaubleGrock » 25 maggio 2013, 15:32

Ecco il nuovo capitolo :D , anzi la prima parte del nuovo capitolo :laugh: , è solo un'altro capitolo di passaggio, non succede un grnchè ma sarà importente per la ancora-non-coppia Eragon/Arya :innamorato:
In questi giorni non ho avuto tanto tempo per scrivere, sono sommersa di compiti e interrogazioni e l'unico spazio di tempo libero che ho trovato era tra le undici e mezzanotte :laugh: (sono un tipo alquanto notturno)
Senza continuare con discorsi inutili, ecco il capitolo e mi aspetto una vostra opinione
CIAO ;)

Il gran ballo a palazzo (Prima parte)


“Arya” sussurrò una voce maschile
Aprii gli occhi, ma fui costretta a richiuderli subito dopo per la troppa luce. Una mano gentile spostò i capelli che mi erano caduti sul viso. La testa mi pulsava dolorosamente, mi sentivo disorientata e incapace di fare pensieri coerenti. Provai a riaprire gli occhi e cercai di mettere a fuoco la figura china su di me. Solo dopo vari tentativi mi accorsi che era Eragon, gli rivolsi un sorriso che lui senza esitazioni ricambiò. Che bel sorriso che aveva, dolce, ma la cosa che più adoravo erano le due fossette che si formavano quando sorrideva. Pensai con divertimento che diciassette anni prima sarebbe arrossito anche solo per rivolgermi quel semplice gesto, in quel momento invece fui io ad arrossire quando capii che qualcuno mi aveva lavata e fatto indossare la mia camicia da notte mentre ero svenuta. Era stato lui? Speravo vivamente di no.
Il mio sguardo venne attirato inevitabilmente verso il volto sorridente di Eragon. Il Cavaliere indossava ancora l’armatura a scaglie, il suo viso era sporco di terra e sangue, delle larghe occhiaie si allargavano sotto i suoi meravigliosi occhi blu, molto probabilmente era stato vicino a me per tutto il tempo, e i suoi capelli erano un completo disastro, ma anche così rimaneva l’affascinante e avvenente Cavaliere che aveva rubato il mio cuore.
“Bentornata tra noi dormigliona!” disse il Cavaliere continuando a rivolgermi quel sorriso che tanto amavo.
“Dormigliona?” chiesi divertita per il nuovo appellativo acquisito.
“Hai dormito per due giorni di seguito” disse serio “Come ti senti?”
“Meglio” risposi a bassa voce. “Sei stato qui tutto il tempo?”
“Si” disse distogliendo lo sguardo.
“Non avresti dovuto, ma sono felice che tu l’abbia fatto” dissi
“Non c’è di che” disse
Cercai di mettermi a sedere.
“Ehi, ehi. Fai attenzione” disse il Cavaliere facendomi sdraiare e rendendo i miei sforzi vani. “Non sai quanto ci hai fatto preoccupare a me e a F...”
“Fìrnen!” urlai alzandomi di scatto, come potevo essermi dimenticata di lui, del mio drago?
“Sta bene, non temere” disse Eragon
Le mani gentili del Cavaliere mi riportarono nel calore del mio letto aggiustando con premura le coperte sotto il mio mento.
Espansi la mia mente in cerca di quella del mio compagno. Sorrisi quando lo trovai, era con Saphira a caccia in un boschetto nelle vicinanze di Teirm.
“Arya!” esclamò felice il drago
“Ciao Fìrnen” dissi io
“D’accordo, io me ne vado, vi lascio soli ai vostri pensieri” disse Eragon che aveva intuito la mia voglia di parlare col drago.
“Eragon aspetta devo dirti grazie.” Dissi
“Oh, non… non è niente” disse arrossendo leggermente.
“Allora ciao” dissi io
“Ciao” disse il Cavaliere uscendo dalla stanza.
Fìrnen che era rimasto muto per tutto il tempo cominciò a parlare a raffica spiegandomi che avevano vinto, ma che le perdite erano state devastanti.
“Come stai tu?” chiesi dopo che il drago mi elencò tutti i resoconti dell’esito della battaglia
“Bene, piuttosto tu, come ti senti?” chiese con apprensione
“Bene, ho solo sbattuto la testa” dissi con una punta di esasperazione
“E se ti dico che Eragon ti ha portata in braccio fino al castello?” chiese sfidandomi
“Davvero? Quindi è stato lui che mi ha vestita?” chiesi preoccupata
“No, ha detto che non voleva violare la tua intimità” disse il drago “come se gliene importasse qualcosa”
“Fìrnen”
esclamai con tono accusatorio
“Si, si ho capito, il TUO Eragon non si tocca, certo” disse il drago con sarcasmo.
“Sei sempre più geloso?” chiesi divertita dalla piega che stava prendendo la conversazione
“Ho capito, se non ti dispiace io tornerei a…” ma io lo interruppi prima che potesse continuare
“…a godermi la giornata con la MIA Saphira”
“Ehi, guardate che io non appartengo a nessuno!”
esclamò la voce della dragonessa
“Scusa Saphira” dissi
“Scuse accettate.” Disse la dragonessa ritirandosi dalla mia mente
“A proposito di Saphira…” iniziò il drago
“Si?” chiesi
“Lei sa tutto dei tuoi sentimenti per Eragon, ma ha giurato di non dirgli niente finché non lo avesti fatto tu. Mi dispiace, ma non ho potuto nasconderglielo” disse Fìrnen
“Ah… d’accordo, basta che non lo dice ad Eragon” dissi “Allora goditi il pasto”
Dopo che ci fummo salutati, mi issai in piedi e mi iniziai a vestire.

**********


Eragon uscì dalle sue stanze e si diresse verso la sala del trono. Dopo aver lasciato Arya si era finalmente tolto l’armatura e concesso un rilassante bagno ristoratore. In quel momento il Cavaliere indossava dei semplici abiti coperti da una tunica blu. Quando era ancora nella camera che gli era stata affidata, un servo gli aveva comunicato che il duca lo aspettava nella sala del trono. Ed era proprio lì che Eragon si stava dirigendo. Molti domestici al suo passaggio distoglievano lo sguardo per non incontrare i suoi occhi penetranti. Lui cercava di essere il più amichevole possibile aiutando alcuni camerieri a portare qualcosa di pesante ed alcune volte riusciva anche ad avere in cambio un sorriso onesto e non forzato.
Immerso nei suoi pensieri il Cavaliere non si accorse di essere arrivato a destinazione. I due uomini a guardia delle massicce porte a battenti della sala lo annunciarono. Quando gli fu detto di poter entrare, il Cavaliere li ringraziò e si avviò con passa spedito. Nella sala del trono c’erano non meno di una trentina di nobili, alcune dame sedute su comode poltrone a ricamare, qualche guardia e naturalmente il duca. Notò con disappunto che tra le poche dame di corte c’era anche la contessina Liviana, al loro arrivo a Teirm aveva notato una strana luce negli occhi di Arya ogni volta che guardava la donna. Non sapeva spiegarsene il significato, non aveva mai visto quello sguardo in Arya. Qualunque emozione avesse provato l’elfa gli era nuova, ma in una cosa era certo: ad Arya Liviana non gli era affatto simpatica.
Arrivato davanti al trono su cui c’era seduto comodamente il duca, il Cavaliere chinò lievemente il capo “Duca”
Ad Eragon gli era fin dal principio piaciuto l’uomo. Il duca era un tipo gioviale, che teneva molto a cuore la salute del suo popolo.
“Ammazzaspettri” disse questi alzandosi e facendogli un lieve cenno col capo. “L’ho convocata qui per due motivi. Il primo vorrei sapere se Arya Svit-kona si è ripresa.”
“Si Arya si è da poco svegliata” disse Eragon
“Bene in questo caso passiamo al secondo motivo. Per questa sera avrei organizzato un ballo per festeggiare la vittoria di due giorni fa, so che le morti sono state molte, ma in questo modo il morale verrà anche risollevato” disse il duca “quindi volevo chiederle se voi Cavalieri avreste partecipato?”
Lo avrebbe prima dovuto chiedere ad Arya, non poteva prendere decisioni per lei.
“Accetta” disse Saphira
“Ma…” obbiettò il Cavaliere
“Niente ma Eragon, Arya non ti ucciderà per averle imposto di andare ad un ballo” disse la dragonessa decisa
“D’accordo” si arrese il Cavaliere
“Si ci saremo” disse Eragon rivolto al duca
Questi sorrise trionfante “Ottimo, farò iniziare i preparativi”
“Io mi ritirerei per comunicare la notizia al Cavaliere” disse Eragon
“Certo, certo” disse il duca entusiasta
Il Cavaliere lo saluto con un inchino uscì dalla sala seguito dello sguardo lussurioso della contessina di Bagor. Eragon non se n’era accorto, ma la donna lo aveva osservato durante tutta la conversazione.

*********

Il Cavaliere bussò alla porta della stanza dell’Elfa.
“Chi è?” chiese una voce all’interno
“Sono Eragon, posso entrare o sei impresentabile?” chiese il Cavaliere
“No, entra” disse l’elfa
Il Cavaliere abbassò la maniglia della porta ed entrò.
L’elfa era davanti ad un grande specchio intenta a pettinarsi i suoi lunghi capelli corvini. Eragon si sedette sul letto e attese. Quando l’elfa ebbe finito si voltò verso di lui, gli sorrise e si sedette accanto a lui. Il Cavaliere rimase per alcuni secondi immobile vedendosi riflesso nei suoi bellissimi occhi verdi, ma si ricomposi subito dopo ricordandosi la ragione per cui era lì.
“Arya non so come dirtelo, ma il duca ha organizzato un ballo per stasera e mi ha chiesto se tu ci saresti stata e io, bè io ho detto di sì. Mi dispiace di aver dovuto decidere al posto tuo.” Disse il Cavaliere temendo la risposta dell’Elfa.
Arya corrugò la fronte “Tutto qui? Ti preoccupi per questo? Non preoccuparti Eragon hai fatto bene a rispondere e poi ci sarei andata di sicuro, ho bisogno di distrarmi un po’.”
“Ah, d’accordo.” Il Cavaliere arrossì leggermente “Poi ci sarebbe un’altra cosa”
“Cosa?” chiese l’elfa curiosa
“Io… io volevo…io volevo” il Cavaliere fece un respiro profondo “Io volevo chiederti se saresti venuta al ballo con me.” Disse poi tutto d’un fiato da rendere quasi impossibile comprendere la frase. Gli era venuta questa idea mentre andava dall’Elfa, ma molte volte l’aveva scacciata dalla sua testa non sapendo come avrebbe reagito. Alla fine con l’intervento di Saphira si era deciso a invitare l’elfa al ballo.
“Come coppia intendi?” chiese Arya
“Si, cioè no, solo per il ballo, non come… bè hai capito” disse Eragon con imbarazzo
“D’accordo” accettò l’elfa
“Davvero?” sussurrò stupito il Cavaliere
“Certo” disse sorridente Arya “Però dovrai chiedermelo con grazia” aggiunse maliziosa
Eragon arcuò un sopracciglio.
Il Cavaliere fece alzare l’elfa e si inginocchiò di fronte a lei
“Arya Svit-kona, vuole concedermi il piacere di invitarla al ballo di questa sera” esordì Eragon divertito
“Mmm… ci devo pensare” disse l’elfa
“Cosa? Tu non solo mi fai inginocchiare e poi mi dici che ci devi pensare? No no cara, tu dici di sì!” disse Eragon alzandosi.
“D’accordo, se proprio devo” disse Arya ridendo
I due Cavalieri rimasero a parlare tutto il pomeriggio di argomenti di varia importanza finché non furono in vista della sera ed Eragon si congedò per andarsi a preparare per il gran evento a palazzo.

**********

“Di che colore la preferisce?” chiese la donna
“Io non saprei, c’è differenza?”
“Allora, le dò una mano. Questa bianca” disse mostrandogli una rosa bianca “rappresenta l’amore puro, quella rosa l’amicizia, quella gialla rappresenta la gelosia e infine c’è la rossa che rappresenta l’amore profondo e la passione” continuò mostrandogli tutti i tipi di rosa presenti sul banco.
“La gialla è da scartare. Quindi resterebbe la rosa, la bianca e la rossa. Forse è meglio la rosa, non vorrei turbarla. Ma non posso nemmeno mentire a me stesso, io la amo. La bianca. No, sembrerebbe banale, la bianca è più da bambini, quindi rimane la rossa. Ma quando gliela darò lei cosa penserà? E se rovinerei ancora una volta la nostra amicizia? No non posso dargliela. No sarà meglio la bianca come buoni amici.” pensai.
“Eragon basta blaterare e prendi quella rossa” sbraitò Saphira.
“Prendo la rossa” dissi poco convinto.
La fioraia mi sorrise “Allora è per un appuntamento galante?”
Se non ci fosse stato il cappuccio del mantello a celarmi il volto, la donna avrebbe sicuramente visto che io fossi arrossito.
“Più o meno” dissi titubante
“Allora non si è ancora dichiarato?” chiese
Io sospirai “No”
“Vedrà che con questa bella rosa la farà sciogliere” disse la donna
“Crede?” chiesi
“Certo, ho sentito che il duca ha organizzato un ballo e che tutta Teirm è invitata, perché non la porti lì?” disse “La fai ballare e le confessi il tuo amore.”
Io distolsi lo sguardo
“Scusi, la sto mettendo in imbarazzo” disse mortificata la donna
“No, no, grazie per il consiglio” mi affrettai a dire
“Ecco la sua rosa” disse la donna porgendomi il fiore, lo stelo era stato ripulito dalle spine e i petali di velluto rosso scuro erano ricoperti da gocce d’acqua che brillavano come piccoli diamanti.
“Sarà anche una bella rosa, ma non è nemmeno lontanamente paragonabile al fiore che Faolin ha fatto per lei” pensai osservando la rosa
“Forse, ma è il pensiero che conta” disse Saphira
“Grazie” dissi prendendo delicatamente la rosa e porgendo alla donna una moneta di rame.
“Grazie a lei” rispose questa

**********

Arya era intenta a lisciarsi le pieghe del vestito. Questo era un lungo abito di fattura elfica, era di colore bianco legato con dei lacci dietro la schiena, aveva una sottoveste color verde foresta di cui si intravedevano solo le maniche larghe spuntare da sotto quelle bianche. Il vestito lasciava le spalle scoperte ed era legato alla vita da una fettuccia verde ricamata con filigrana d’argento. Al collo portava una collana anch’essa d’argento con uno smeraldo a forma di foglia. I suoi lunghi capelli gli ricadevano sulle spalle incorniciando il suo viso appuntito da Elfa e mettendo in risalto i suoi occhi.
Qualcuno bussò alla porta della sua stanza e lei sapeva benissimo chi.
“Avanti” disse l’elfa
Eragon entrò velocemente e chiuse la porta subito dopo
Il Cavaliere indossava una camicia blu notte, dei pantaloni neri attillati e un paio di stivali lucidi dello stesso colore, il tutto coperto da un lungo mantello dello stesso colore delle squame di Saphira. Portava un paio di guanti e sulla mano destra era ben visibile Aren, l’anello donato all’amico degli Elfi. Brisingr pendeva al suo fianco.
“Arya, spero che tu sia pronta, perché…” le parole gli morirono in gola appena i suoi occhi videro l’abbigliamento dall’amica.
“Sei bellissima” sussurrò il Cavaliere guardandola con uno sguardo tanto intenso da farle tremare le ginocchia. Dopo un po’ le porse una rosa rossa.
“Grazie” sussurrò l’elfa assaporando il dolce profumo del fiore
“Come stavo dicendo è tardi e dobbiamo andare” disse il Cavaliere
Arya lo sorprese prendendolo sotto braccio e insieme si avviarono verso la sala del trono.

**********


Allora che ne pensate? :blink:
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RE: The Story Continues...

da Saphira00 » 25 maggio 2013, 16:06

:innamorato: :innamorato: :innamorato: :innamorato: bellissimo!!!
Mi è piaciuto molto quando Eragon doveva chiedere ad Arya se voleva venire con lui al ballo!! :lol:
E sei stata molto brava a descrivere il vestito di Arya!

Quindi ricapitolando: fantastico,eccellente ti do un 10 e lode! XD
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Re: RE: The Story Continues...

da DaubleGrock » 25 maggio 2013, 16:10

Saphira00 ha scritto::innamorato: :innamorato: :innamorato: :innamorato: bellissimo!!!
Mi è piaciuto molto quando Eragon doveva chiedere ad Arya se voleva venire con lui al ballo!! :lol:
E sei stata molto brava a descrivere il vestito di Arya!

Quindi ricapitolando: fantastico,eccellente ti do un 10 e lode! XD


Grazie
Eragon è sempre impacciato :laugh:
Nel continuo di questo capitolo ci sarà il ballo, ma non anticipo altro

Spoiler:
Forse ci sarà una certa persona che cercherà di portare via Eragon da Arya :laugh: , ma non so ancora cosa la mia mente perversa deciderà di fare :P
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RE: The Story Continues...

da Saphira00 » 25 maggio 2013, 16:12

La civetta?????????????? :sospettoso: :sospettoso: :laugh:
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RE: The Story Continues...

da DaubleGrock » 25 maggio 2013, 20:03

Saphira00 ha scritto:La civetta?????????????? :sospettoso: :sospettoso: :laugh:


Forse :laugh:

Aggiunto dopo 3 ore 49 minuti:

Arya con il vestito creato da me (il disegno l'ho riuscito a fare su un sito)

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RE: The Story Continues... After the And

da DaubleGrock » 10 giugno 2013, 23:20

Ecco, finalmente, un'altro capitolo, cioè il continuo del capitolo precedente :laugh:
Si lo so ci ho messo molto tempo -_- ma è più lungo, almeno credo, degli altri.
Fatemi sapere cosa ne pensate :laugh: Soprattutto del finale :sospettoso:

Il gran ballo a palazzo (seconda parte)

La sala del trono era stracolma di persone delle più ricche alle più umili, la musica suonata dall’orchestra era stata coperta dal vociare delle dame che sperperavano la loro conoscenza nell’arte dei pettegolezzi. Ai lati della sala erano stati allestiti alcuni tavoli coperti di cibi e bevande, diversi bambini diffondevano nell’aria le loro risate cristalline rallegrando l’atmosfera. Servitori e cuochi correvano da un ospite all’altro cercando di soddisfare tutti i loro capricci.
Alcune dame erano raggruppate attorno a un uomo ascoltando sommessamente le sue parole. Questi era alto e molto robusto, i suoi capelli erano color sabbia, la sua barba, meticolosamente curata, terminava in un pizzetto, infine i suoi occhi erano grigi e penetranti. L’uomo era molto affascinante, ma niente a che vedere con Eragon. Arya si girò a guardare il Cavaliere che le teneva un braccio attorno alla vita, il suo volto non lasciava trapelare nessuna emozione, assomigliava sempre di più a un elfo.
Quando la folla nella sala li scorse, il mormorio si acquietò e i musicisti smisero di suonare. Le dame iniziarono a lanciare occhiate civettuole verso il Cavaliere che non le degnò di uno sguardo. Oramai le donne avevano perso interesse per l’uomo che prima avevano ascoltato tanto ascoltato sommessamente. Lo sguardo di Arya si posò su questi, non sembrava affatto contento della perdita di attenzione ricevuta e lanciava diverse occhiatacce verso il Cavaliere. Alcuni nobili iniziarono a mandare sorrisetti impertinenti ad Arya, ignorando del tutto che lei fosse un’Elfa e cosa più importane, un Cavaliere, in quel momento erano interessati a lei solo come donna. Eragon vedendo l’attenzione che quegli uomini mostravano verso Arya tese la mascella, per trattenersi dal commettere qualcosa di cui si sarebbe pentito, o forse no. Ad Arya non sfuggì la reazione del Cavaliere e sorrise internamente: Eragon era geloso, geloso per lei.
I due Cavalieri continuarono ad avanzare fino a fermarsi davanti al duca e rivolgendo a questi un lieve inchino. Il duca ricambiò con un gesto del capo. A quel punto la musica e il mormorio ripartirono.
“Sono lieto di vedere che la sua salute sia migliorata” disse il duca rivolgendosi all’Elfa. “E se potrei aggiungere, lei è davvero incantevole questa sera Arya Svit-kona.”
“La ringrazio per il complimento” rispose Arya con un lieve sorriso.
“Sono stato avvertito che la regina desidera urgentemente la vostra presenza a Ilirea, quando intendete ripartire?” chiese il duca
“Domani in tarda mattinata” rispose Eragon
Una donna nel frattempo si era avvicinata e aveva affiancato il duca. Questa aveva dei lineamenti gentili, capelli castani e occhi azzurri, indossava un semplice, ma elegante veste gialla canarino.
“Lasciate che vi presenti mia moglie Eleonor” disse il duca con un sorriso
“Incantato” disse Eragon baciando la mano della duchessa
“E’ un onore conoscerla Cavaliere, ho sentito molto parlare di lei e delle sue gesta” disse la donna
“Il piacere è tutto mio” disse Eragon
“Come anche di lei Ambasciatrice” disse la duchessa rivolgendosi ad Arya
“Ora se volete scusarci io e mia moglie dobbiamo aprire le danze” disse il duca prendendo la moglie a braccetto.
La gente nella sala si allargò per formare un cerchio, i musicisti iniziarono a suonare un ballo più lento e l’atmosfera si acquietò, tutti gli sguardi erano rivolti verso la coppia che volteggiava dolcemente nella sala. Il duca e la duchessa danzavano ridendo circondati dalla folla che applaudiva. Altre coppie si unirono al ballo di questi. Arya rimase ferma sul bordo del cerchio con Eragon al suo fianco. Il Cavaliere la guardava inquieto e incerto sul da farsi.
“Invitala a ballare” disse Saphira
“C…cosa? Come faccio?” Chiese il Cavaliere.
“Osservate tutti il gran Cavaliere, uccisore del re oscuro, Ammazzaspettri e flagello dei Ra’zac, intimorito dall’invitare una donna a ballare con lui” disse Saphira con sarcasmo.
“Smettila” sbraitò Eragon
“Come vuoi invitare una donna a ballare?” chiese Saphira “Esiste una semplice domanda: vuoi ballare?”
“D’accordo lo farò” disse Eragon rassegnato.
La dragonessa si ritirò dalla sua mente soddisfatta.
Il Cavaliere si girò verso Arya che stava osservando le coppie danzare nella sala, delicatamente le sfiorò un braccio. L’elfa si girò verso di lui ed Eragon si perse nei suoi occhi smeraldini, dopo un attimo si riscosse.
“Arya… be’, ne abbiamo passate tante insieme e, sempre se non sono troppo diretto, vorrei chiederti se… come dire… vuoi ballare?” chiese il Cavaliere balbettando.
“Certo” sussurrò Arya
Si presero per mano, Arya posò l’altra sulla spalla di Eragon, che a sua volta le cinse la vita con la mano libera. I due volteggiarono in mezzo alle altre coppie, leggiadri come solo loro sapevano essere. Arya sorrise per tutto il tempo fissando gli occhi del Cavaliere e perdendosi nelle varie sfumature azzurre di quegli occhi che sembravano averla stregata.
“Siete un ballerino magnifico, Cavaliere” disse l’elfa
Gli occhi di Eragon brillarono d’orgoglio. Arya lo sentì abbandonarsi al ritmo della musica cominciando a muovendosi in maniere più fluida. Il Cavaliere le fece fare un giro completo intorno a se stesso, i loro corpi si avvicinavano e allontanavano a ritmo della melodia. In quel momento, la gente, la sala, la guerra, erano tutti spariti, in quel momento c’erano solo loro due, Arya ed Eragon. Nessuno avrebbe potuto rovinare quel momento bellissimo, perché quello era il loro momento. Ma ben presto, prima che potesse succedere qualcosa, la musica finì. I due si staccarono a malincuore mandandosi occhiate piene d’amore all’insaputa dell’altro.
“Allora domattina torniamo ad Ilirea. Cosa credi che avrà da dirci Nasuada?” chiese Eragon per interrompere il silenzio imbarazzante caduto tra i due.
Prima che l’elfa potesse rispondere l’uomo che prima stava parlando alle dame si avvicinò a loro e, ignorando deliberatamente Eragon, rivolse un sorrisetto impertinente all’Elfa.
“Assomiglia a qualcuno, ma non so chi” Pensò Arya
“Sono lieto di conoscerla Principessa Arya.” Disse questi baciandole la mano “Io sono Victor del Casato Bogor”
“Ecco a chi somigliava” si disse l’elfa
“Piacere di conoscerla” disse Arya “Bagor ha detto? E’ per caso un parente della contessina Liviana di Bagor?”
“Liviana? Oh si è mia sorella minore” disse Harold “Che ne dice di accettare un ballo principessa?” aggiunse con un sorrisetto
Eragon sentendo quelle parole strinse Arya più a lui e fulminò Harold con un’occhiataccia, questi abbassò lo sguardo intimorito dallo sguardo ghiacciato del Cavaliere, ma non si perse d’animo.
“Solo un ballo, non chiedo altro!” disse l’uomo
“Lord Victor io non…” iniziò l’elfa
“Non si faccia pregare principessa…” disse questi
“D’accordo” sospirò Arya consapevole che non se lo avrebbe tolto dai piedi senza avergli concesso un ballo.
Victor mandò un sorriso di superiorità ad Eragon il quale rispose con un’occhiata vacua. L’uomo prese per mano Arya e l’elfa ebbe appena il tempo di incrociare lo sguardo degli occhi tristi del Cavaliere, prima di essere trascinata nella mischia.


*********



POV ERAGON


Guardai impotente Arya essere trascinata nella folla da “Harold” pensai con una nota di disprezzo, anzi più che una nota un brano intero.
Una mano sfiorò la mia, mi girai e vidi la contessina Liviana rivolgermi un sorriso. La donna indossava un vestito nero e viola ricco di merletti e fiocchi, la gonna era molto vaporosa e di colore nero, tranne che per il bordo dove vi era un nastro nero con sopra ricamate delle rose, il corpetto era molto scollato. Portava una collana d’oro rosso e perle, i capelli erano sciolti e due boccoli le scendevano al lato del viso. Una cintura di perle le cingeva la vita, facendo risaltare le sue forme.
“Cavaliere, sono sola, che ne dite di concedermi un ballo?” chiese lei senza tante cerimonie.
Lanciai uno sguardo ad Arya che danzava con il fratello dalla contessina.
“Perché no” dissi dopo un po’.
Liviana mi prese per mano e mi portò verso il centro della pista da ballo, mi fece poggiare una mano sul suo fianco e insieme iniziammo a danzare. Più ballavamo, più Liviana si avvicinava, ero come impietrito. Il viso della donna era sempre più vicino al mio. Più volte cerci di distogliere lo sguardo da lei ma mi ritrovavo sempre quegli occhi grigi a penetrare nei miei. Decisi di mettere la parola fine a quella situazione congedandomi, ma prima che potessi fare qualsiasi cosa Liviana mi trascinò in una porta su uno dei lati della sala, mi fece voltare un angolo e mi trovai in un lungo corridoio pieno di camere.
Fui sbattuto contro il muro da Liviana, la donna schiacciò il suo corpo contro il mio, aveva il respiro accelerato e i suoi occhi erano pieni di desiderio. Lentamente iniziò a sbottonarmi i primi bottoni della camicia, io capendo le sue intenzione le bloccai le mani, lei mi guardò con occhi sorpresi, molto probabilmente non era abituata ed essere rifiutata.
Cercai di farla allontanare da me, ma lei mi bloccò i polsi e mi baciò. Io non riuscivo a muovermi. Il “bacio” durò alcuni secondi, poi la donna ricominciò a sbottonare la mia maglia, ma questa volta io la bloccai con più forza e la allontanai da me.
“No, è sbagliato” dissi abbottonandomi la camicia con un gesto sbrigativo
“Cosa?” chiese lei non capendo
“Quello che stiamo facendo, io non ti amo Liviana” dissi
“Ma nemmeno io, ma non ti preoccupare, non lo dirò a nessuno, sarà il nostro piccolo segreto.” Disse lei avvicinandosi nuovamente
“No” dissi a denti stretti, lei mi guardò stupita prima di menarmi uno schiaffo sulla guancia e andarsene verso le camere degli ospiti.
Io mi massaggiai la guancia che pulsava dolorosamente, la mia attenzione fu attirata da un rumore di qualcosa che cadeva e si infrangeva sul pavimento. Mi chiesi cosa fosse successo, ma dopo un po’ persi interesso e mi incamminai verso la sala da ballo. Verso Arya, l’unica donna che amavo e che avrei mai amato.

********



Arya aveva appena finito di ballare con Harold che vide Liviana trascinare Eragon in una porta ai lati della sala. Lanciando un’occhiata alla sala piena di gente, decise di seguirli, spinta della curiosità e da un brutto presentimento. Si ritrovò in un corridoi, su un mobile era esposto un grosso vaso di cristallo, si nascose dietro ad un angolo e sbirciò da dietro di questo.
La contessina si era fermata e aveva sbattuto il Cavaliere contro una porta e aveva schiacciato il suo corpo contro quello di Eragon. Arya rimase impietrita quando la donna prese a sbottonare la camicia del Cavaliere, questi le prese i polsi e poi si baciarono.
In quel momento Arya non capì più niente. Non poteva essere, Eragon si era innamorato di Liviana, no, non poteva essere vero. Nella sua mente continuava a vedere il momento in cui la donna posava le labbra su quelle del Cavaliere. Ancora, ancora e ancora. Lacrime calde iniziarono a rigargli il volto dai lineamenti eleganti.
Arya fece un passò indietro, ma andò a sbattere conto il vaso, che si infranse su pavimento rompendosi in mille pezzi. L’elfa, avendo paura di essere scoperta, si mise a correre verso la sua stanza, arrivata entrò, chiuse la porta e si buttò sul letto tra lacrime e singhiozzi. Non ricordava di aver mai pianto in quel modo, nemmeno quando sua madre era morta, neanche per Faolin aveva versato tante lacrime. Il suo cuore si era spezzato e non sapeva se sarebbe più guarito.
“Arya cosa è successo?” chiese preoccupato Fìrnen.
L’elfa chiuse il contatto mentale con il suo drago, voleva stare da sola con i suoi pensieri. Dopo un po’ sentì un’altra presenza ai margini della sua coscienza, era Saphira. Titubante aprì il contatto con la dragonessa
“Arya…” sussurrò lei preoccupata
“Non mi ama più Saphira, non mi ama più” disse l’elfa reprimendo i singhiozzi
“Certo che ti ama Arya, io so che ti ama” disse lei decisa
“No Saphira, l’ho visto, la stava baciando” disse Arya ricordando quell’orribile momento
La dragonessa non rispose per diversi minuti, molto probabilmente stava parlando con Eragon.
“Non l’ha baciata lui, è stato baciato da lei” disse la dragonessa dopo un po’.
“Davvero?” chiese l’elfa non del tutto convinta
“Arya, io sono stata con lui per tutti questi anni, forse se non ci fossi stata lui si sarebbe lasciato cadere nel vuoto, ha sofferto più di quanto tu possa immaginare per la lontananza delle persone che amava e soprattutto per la lontananza da te. Ma ancor di più ha sofferto per la consapevolezza che tu non lo avresti mai amato. Ogni notte per quasi venti anni ha sognato sempre lo stesso sogno: l’addio sulla Talíta. L’ha sognato anche la notte prima di partire per Alagaësia Ora lentamente il suo cuore sta guarendo, ricordo ancora le forti emozioni che provò quando ti vide una settimana fa. Lo posso giurare anche nell’antica lingua: Eragon ti ama, ti ama più di se stesso.” Disse la dragonessa pronunciando l’ultima frase nella lingua degli elfi.
Arya fu colpita dalle sue parole, non credeva che Eragon avesse sofferto così tanto e per tutti quegli anni. Dopo alcuni secondi si diede della stupida per aver dubitato dell’amore che il Cavaliere provava per lei. Sorrise, Eragon l’amava, lei e soltanto lei.
“Grazie Saphira” Il suo sorriso si spense quando sentì qualcuno bussare alla porta.
“Arya sei lì dentro?” chiese la voce più bella del mondo, la voce di Eragon.
No, e ora cosa gli avrebbe raccontato? Non poteva dirgli che l’aveva spiato e che aveva pianto per lui. Con gesti sbrigativi cercò di asciugarsi le lacrime e sistemarsi i capelli, ma era impossibile non accorgersi dei suoi occhi rossi e lucidi.
Prima che potesse architettare altro sentì la maniglia della porta abbassarsi e qualcuno che entrava, lui che entrava.


*******



POV ERAGON


Ritornai nella sala da ballo, sembrava che nessuno si fosse accorto della mia assenza. Il mio sguardo cercò Arya, non la trovai da nessuna parte. Chiesi a qualcuno se l’aveva vista, ma nessuno poté darmi una risposta. Dov’era?
“Eragon cosa è successo?” chiese Saphira.
“Cosa intendi?” chiesi io a mia volta.
La dragonessa non rispose per diversi minuti come se stesse pensando a qualcosa, qualcosa che mi stava nascondendo nei recessi della sua mente.
“Ho sentito le tue emozioni.” Disse in tono accusatorio “Hai baciato Liviana”
“Cosa? Io? Ma è stata lei che ha baciato me e non il contrario!” ribattei “E poi tu sai che io amo Arya, a proposito, sai dov’è?”
“Si è in camera sua” disse lei
“Perché? Non sta bene?” chiesi preoccupato
“Più o meno.” Disse “Fìrnen dice che sta piangendo”
“Piangendo? Ma per cosa?” Chiesi più a me stesso che a lei.
“Eragon!” urlò stizzita “Ti ho detto che non lo so!”
“Scusa, allora io vado da lei” dissi non tanto convinto
“Già” e chiuse il contatto mentale prima che potessi aggiungere altro
Scivolando furtivamente per la sala da ballo mi insinuai nuovamente nel corridoi dove Liviana mi aveva baciato. Il rumore dei miei passi era attutito dai grandi tappeti che ricoprivano il pavimento, durante il tragitto non incontrai nessuno, probabilmente tutti erano al ballo. Questo mi aiutò a riflettere su quale fosse il motivo che aveva fatto piangere Arya, la mia Arya. L’avevo vista piangere solo in pochissime occasioni, ed erano sempre state tragiche. Avevo paura di scoprire cosa fosse successo.
Ma la cosa che mi dava più dolore era che Arya, la donna che amavo, era triste. Non avrei mai voluto che fosse triste. Doveva sorridere, sempre, ogni momento della sua vita. Il suo sorriso per me era come il sole di mezza estate, che riusciva a scaldarmi ogni volta che lo vedevo. Quanto amavo quel sorriso, come ogni altra cosa di lei, i suoi bellissimi occhi verdi, i suoi capelli corvini, il profumo di aghi di pino della sua pelle, come si muoveva, come parlava, ogni singola cosa, che per qualsiasi altra persona sarebbe parsa banale e insignificante, ma che per me, rappresentava il tutto. Un fiore, l’aria che respiravo, tutto, tutto il mio mondo era lei, Arya.
In quel momento mi resi conto che anche se lei non mi avesse mai amato, io l’avrei amata comunque, non per quella promessa che gli avevo fatto diciassette anni prima, ma perché il mio cuore batteva per lei e per nessun’altra. L’amavo, questa era l’unica cosa importante. Per continuare la mia vita mi bastava sapere che lei stava bene e tutto era perfetto. Ma era anche vero che il fatto che lei non mi avrebbe mai amato mi faceva male, tanto male. Desideravo tanto quelle labbra, un solo piccolo bacio. Un solo bacio, da lei, e sarei stato felice per sempre, non avrei voluto altro. Un solo bacio e sarei morto anche in quel momento felice, finalmente felice, per sempre felice.
Così preso da quei pensieri non mi accorsi che ero arrivato. La porta della sua camera era davanti a me, ma io avevo paura di abbassare la maniglia. La mia mano si muoveva lentamente, come in un sogno, non riuscivo a muoverla più veloce, avevo paura. Dopo alcuni interminabili secondi posi la mia mano sulla maniglia e l’abbassai. La porta si aprì senza un cigolo. Entrai.
Lei era lì, seduta sulla parte opposta del letto, di spalle rispetto a me. Si stava asciugando il volto, probabilmente dalle lacrime. Mi avvicinai lentamente, aggirai il letto, mi sedetti accanto a lei e le misi una mano sulla spalla.
Lei si girò verso di me, i suoi occhi erano lucidi e gonfi, alcune lacrime rigavano il suo bellissimo viso, con movimenti gentili gliele asciugai. Mi abbracciò di slancio facendomi perdere l’equilibrio e cadere sul letto, con la testa sul cuscino e lei sopra di me. Le sue curve premettero sul mio corpo, dopo alcuni secondi la sentii iniziare a singhiozzare, aveva riiniziato a piangere. La strinsi più forte a me, ora lei era come un piccolo cerbiatto in cerca della protezione della madre e io gliela avrei data, sempre. Le iniziai ad accarezzare la schiena, a cullarla dolcemente e le posai un lieve bacio sui capelli. Non sapevo perché stesse piangendo, ma non volevo forzarla a dirmelo, me lo avrebbe detto lei a tempo debito e io avrei aspettato pazientemente.
Mentre le accarezzavo lentamente la schiena, i suoi singhiozzi si fecero più bassi finché non tacquero. Solo dopo alcuni minuti mi accorsi che si era addormentata, continuai a cullarla ancora per molto tempo finché anch’io non sprofondai nel mondo dei sogni.

Una lettera era appoggiata su un comodino di una lussuosa stanza ben arredata. Tre figure, con lunghi mantelli si dirigevano verso un donna. Una goccia di sangue cadde sul pavimento di pietra levigata insieme a una corona e a fazzoletto con sopra un’iniziale, una G.
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RE: The Story Continues... After the And

da Saphira00 » 11 giugno 2013, 8:30

Oh mio Dio........è bellissimissimissimissimissimissimissimissimo!!!!! :innamorato: :applauso: :applauso: :inchino: [smilie=heart.gif] [smilie=grin.gif] [smilie=good.gif] wow! B-A-C-I-O. B-A-C-I-O!!!
La spada è vittoriosa per poco, ma lo spirito per sempre...
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Re: RE: The Story Continues... After the And

da DaubleGrock » 11 giugno 2013, 10:02

Saphira00 ha scritto:Oh mio Dio........è bellissimissimissimissimissimissimissimissimo!!!!! :innamorato: :applauso: :applauso: :inchino: [smilie=heart.gif] [smilie=grin.gif] [smilie=good.gif] wow! B-A-C-I-o. B-A-C-I-o!!!


Grazie :laugh:

Il prossimo credo che lo farò su un'altra coppia :sospettoso: :sospettoso:
Secondo voi quale?
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RE: The Story Continues... After the And

da Saphira00 » 11 giugno 2013, 13:24

Io lo so!!!! *lo grida con la mano alzata!*
La spada è vittoriosa per poco, ma lo spirito per sempre...
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Re: RE: The Story Continues... After the And

da DaubleGrock » 11 giugno 2013, 14:44

Saphira00 ha scritto:Io lo so!!!! *lo grida con la mano alzata!*


Perfetto allora non vedo l'ora di scrivere il capitolo, però credo che ci vorrà un pò di tempo
Prima voglio finire la ff per il circolo degli scrittori :laugh:
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RE: The Story Continues... After the And

da eragonarya » 14 settembre 2013, 0:39

ehi duble ho letto tutta d un fiato la tua fantastica ff, solo una parola CONTINUA :) :) :) :) :) :)
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