Una nuova avventura.

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Re: RE: Una nuova avventura.

da DaubleGrock » 10 giugno 2013, 20:28

Skyler ha scritto:
DaubleGrock ha scritto:Allora è fantastico
Che dolci i due piccioncini :innamorato: ma Eragon e Saphira non sanno quello che sta succedendo? Ma sono nella capanna di Oromis?
Ma la cosa più importante è: Puoi far mettere Eragon e Arya insieme? Non è giusto che Eragon sia sempre solo con Saphira. -_- Si lei è la sua compagna di mente e di cuore, ma il nostro caro Cavaliere deve pur distrarsi ogni tanto :laugh:
Oppure preferisci un'altra coppia? Ma poi povera Arya, si certo lei lo ha fatto soffrire tanto però ci sarà pure una ragione per questo. :blink:
Fai una cosa: non leggere assolutamente questo messaggio :sleep:
E poi a me che mi interessa? E' tua la fanfiction, non mia e devi scegliere tu come gestirla :laugh:


Hahahahah, hai perfettamente ragione! Non temete, presto arriveranno tantissime nuove sorprese! Colgo l'occasione per scusarmi, devo allontanarmi per un po' dalla mia ff ma vi prometto che entro dopo domani avrete il nuovo capitolo!
Vi ringrazio per le recensioni! Un bacio a tutti! :innamorato:


Non preoccuparti ognuno ha la sua vita reale (anche se molti di noi preferirebbero la vita "virtuale") :laugh:
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RE: Una nuova avventura.

da smeraldina96 » 10 giugno 2013, 20:49

Non preoccuparti Skyler, ti seguiremo comunque! ciao..
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RE: Una nuova avventura.

da Skyler » 14 giugno 2013, 12:31

Salve, salvino!
Rieccomi con un nuovo capitolo, scusate l'assenza! Prometto di essere più presente, giuro giuro giuro.
Vi lascio leggere in pace allora...buona lettura! ;)

Eragon, quella mattina, si era svegliato stanco e di malumore. Aveva uno strano vuoto allo stomaco, impossibile da colmare con il cibo.
Aveva confidato i suoi pensieri a Saphira che, come lui, era triste. Avevano fatto colazione e poi si erano seduti sul prato, ad aspettare Damaris ed Olaf con i rispettivi draghi: Vyndra ed Heinrich. Con loro grande sorpresa, prima dell'arrivo dei due giovani cavalieri, si erano visti arrivare Vanir, con una grossa pergamena stretta nella mano destra.
<< Eragon! Saphira! >>
<< Vanir! Cosa ci fai qui?! >> chiese Eragon, raggiungendolo. L'elfo gli consegnò la pergamena: << E' da parte di Nasuada >>
<< Nasuada?! >>
<< Si, Eragon! Siamo messi male... abbiamo bisogno di tutti i cavalieri disponibili! Anche la regina Arya è stata informata. >>
Eragon rimosse il nastro rosso con cui era sigillata la pergamena e ne lesse il contenuto. A quanto pare, avevano bisogno del suo aiuto, subito.
<< Bene Vanir >> disse Eragon, infilandosi la pergamena nella tasca interna della tunica: << Riposati pure, partirò subito >>
<< Grazie Eragon Ammazzaspettri >> e dopo un breve inchino, l'elfo si avviò verso la capanna dove alloggiava Eragon.
Il cavaliere informò Saphira della situazione:
Finalmente. Era da tanto che non assaporavo il sangue umano. Aveva detto la dragonessa, facendo guizzare la lingua violacea.
Saphira...è una cosa seria. Dovremo portarci dietro anche Damaris e Olaf..
E' una buona occasione per metterli alla prova.
Uhm..

Poco dopo, pronti per la nuova lezione, atterrarono Damaris e Olaf assieme a Vyndra e Heinrich.
Buongiorno maestri! salutarono in coro i quattro.
Buongiorno ragazzi, no..Damaris, non scendere dalla sella. E' inutile rispose Saphira.
Come mai, maestra? chiese Vyndra, annusando l'aria.
Perchè è il momento di metterci in viaggio! Vi spiegheremo tutto in volo...sbrighiamoci! .

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Murtagh aprì gli occhi.
Era il momento di riprendere la marcia. Si alzò e gettò uno sguardo verso la branda posta accanto alla sua. Nasuada dormiva come una bambina. Un lieve sorriso le decorava le labbra. Non poté fare a meno di sorridere a sua volta.
Si passò una mano tra i capelli e raccolse la camicia ed i pantaloni da terra. Si vestì ed uscì fuori, incamminandosi verso la collina dove Castigo era rimasto a dormire. Il drago rosso stava rosicchiando qualcosa, probabilmente un cervo.
Buongiorno disse il cavaliere, accarezzando il muso del drago.
Castigo aprì le fauci, sbadigliando: Buongiorno, Murtagh. Divertito ieri sera?
Murtagh borbottò qualcosa ed arrossì, sistemando la sella sul dorso del drago.
Poi montò in groppa e dopo alcuni secondi, Castigo spiccò il volo, sorvolando l'accampamento dei Varden, ruggendo di gioia.


♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Arya si affacciò alla finestra. Ellesméra, completamente illuminata dai raggi del sole, risplendeva come la più bella delle stelle. Spostò lo sguardo verso la pergamena che aveva in mano e ne lesse ancora una volta il contenuto.
Doveva correre da Nasuada.
Dovevano.
Sospirò e si portò una mano alle tempie, massaggiandosele. Un breve viaggio assieme Fìrnen le avrebbe sicuramente fatto bene...ma a chi poteva lasciare il dominio degli elfi?
Volse lo sguardo verso la stanza in cui alloggiava, soffermandosi su un suo ritratto. Precisamente quello che le aveva fatto Eragon, prima del loro addio.
Una lacrima solitaria le scese lungo il viso. La cacciò via con un gesto fulmineo della mano, poi chiuse gli occhi e cercò Dathedr con la mente.
Mia signora, cosa c'è?
Devo assentarmi per lungo tempo Dathedr, urge il mio aiuto come cavaliere. Fai sellare Fìrnen. A te lascio il trono fino al mio ritrono.




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RE: Una nuova avventura.

da Saphira00 » 14 giugno 2013, 13:24

È bellissimo!!!!!!!!!!!!! :O :angel: :D
P.s hai preso il nome del drago Olaf dal libro "cronache del mondo Emerso" ?
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RE: Una nuova avventura.

da DaubleGrock » 14 giugno 2013, 13:43

Bello come capitolo, Eragon ha ricevuto una lettera da Nasuada ed è partito per andare all'accampamento con i suoi allievi, Murtagh e Nasuada hanno fatto coppia felice :innamorato: ed Arya sembra non più tanto distaccata dal bel Cavaliere, quindi tutto bene quel che finisce bene :laugh:
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Re: RE: Una nuova avventura.

da Skyler » 16 giugno 2013, 18:36

Saphira00 ha scritto:È bellissimo!!!!!!!!!!!!! :o :angel: :D
P.s hai preso il nome del drago Olaf dal libro "cronache del mondo Emerso" ?


Ciaoo a tutti!
In realtà i nomi li ho trovati su internet. Oddio, il nome Olaf non è proprio adatto ad un elfo, infatti pensavo di chiamarlo tipo Fedric...poi sono andata su questo sito in cui erano elencati i principali nomi del "piccolo popolo" e mi sono innamorata del nome Olaf! :D
Comunque sia, ecco il nuovo capitolo! Baci :innamorato:

Nasuada legò il suo cavallo ad un palo e si lasciò cadere a terra.
Era stanchissima, spesso temeva di appisolarsi e di cadere dalla sella. Si costringeva, con pochi risultati, a tenere gli occhi aperti.
Da quando Murtagh era tornato, la voglia di vincere anche quella battaglia era diventata più forte, quella speranza ricoperta sotto spessi strati di polvere era stata pulita da cima a fondo, per farla brillare più che mai, anche se ben sapeva che un solo cavaliere non bastava ad uccidere sette spettri con i loro eserciti. Si morse l'interno della guancia e bevve un sorso dalla borraccia che portava legata alla cintura.
Alzò lo sguardo e vide Castigo atterrare a pochi metri da lei, con Murtagh in sella, ovviamente.
Il giovane scese dal drago e dopo avergli accarezzato il muso, si era diretto verso di lei, salutandola con la mano. Nasuada aveva risposto con un debole gesto della mano.
Murtagh la guardò, preoccupato, sedendosi accanto a lei. Le cinse le spalle con un braccio e lei si lasciò coccolare come un gatto che fa le fusa.
<< Qualcosa non va? >> le chiese.
Nasuada scosse la testa: << Nulla..nulla...credo di essere solo un tantino stanca >>
<< Mhm >>.
Rimasero in silenzio alcuni secondi, poi Murtagh si alzò e le tese la mano: << Alzati su, facciamo un giro >>. Nasuada allungò la mano verso il giovane e si tenne a lui per alzarsi. Poi, mano nella mano, si avviarono lungo l'accampamento che i soldati stavano montando per quella notte. La gente li osservava.
Nasuada odiava essere squadrata a quel modo ma se voleva dire stare con Murtagh, allora era disposta a sopportarlo. Per alcuni secondi le balenò in testa l'idea di bandire chiunque avesse parlato male del cavaliere dalla spada rossa. Scosse la testa, spingendo via quei pensieri:
<< Nasuada >> mormorò Murtagh, fermandosi improvvisamente.
<< Si? >>
<< Guarda! >> urlò il ragazzo indicando un punto nel cielo. A pochi battiti d'ali dall'accampamento, tre draghi continuavano ad avvicinarsi.
Nasuada riconobbe Eragon e Saphira.
Non poté non urlare di gioia.

I draghi atterrarono pochi minuti dopo. Nasuada e Murtagh erano corsi verso Eragon, urlando fino a svuotarsi i polmoni:
<< Eragon! >>
<< Nasuada, Murtagh! >> urlò in risposta il cavaliere, scendendo dalla sella. Si abbracciarono forte, tutti e tre, ridendo e piangendo allo stesso tempo.
Anche Saphira salutò i due ed anche Castigo che si era aggiunto al gruppo pochi istanti prima.
Eragon si voltò verso i suoi allievi che erano rimasti affianco ai loro draghi, con timidi sorrisi stampati sui volti:
<< Nasuada, Murtagh, questi sono i miei allievi... Olaf e Heinrich... >> ed indicò l'elfo con il suo drago grigio perla e gli occhi neri: << ...e Damaris, Vyndra >> ed indicò la ragazza dagli occhi di colore diverso e la dragonessa dalle squame nere e gli occhi dorati.
Loro sorrisero ancora, e Damaris agitò lentamente la mano mormorando un debole "salve".
Dopo gli opportuni saluti, Nasuada spiegò la situazione e il perchè dell'immediata chiamata, poi si avviarono verso le tende rimaste vuote per parlare con calma.


Più tardi, arrivò anche Arya assieme a Fìrnen. Non potete immaginare la gioia di Saphira nel vedere il suo compagno e il luminoso sorriso di Eragon nel vedere la nuovissima regina degli elfi. Fu spiegata anche a lei la situazione e le furono presentati anche i due nuovi cavalieri:
<< Benissimo! Siamo di più adesso...! >> esclamò Arya, portandosi un ciuffo scuro dietro l'orecchio a punta. Eragon distolse lo sguardo.
Poi arrivarono anche Roran, Katrina ed Ismira che doveva avere solo due anni. Katrina sfoggiava un secondo pancione:
<< Oddio! Zio per la seconda volta?! >>.
Roran sorrise e prese in braccio Ismira che allungò le mani verso Eragon.
Il cavaliere dalla spada azzurra la prese e la strinse fra le braccia; un senso di profonda calma gli riempì il cuore.
Eragon parve sentirle sussurrare Zio Eragon.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Dopo pranzo, Damaris si era avviata verso la sua tenda, lasciando Vyndra a chiacchierare con gli altri draghi.
Si lasciò cadere sulla sua branda e prese ad osservare il soffitto di tela.
Il cuore prese a batterle forte.
Un sapore metallico le esplose in bocca, una nuova fame le assalì lo stomaco. Si morse le mani, tentando di resistere. Si lasciò sfuggire un gemito di dolore quando sentì i canini penetrarle la carne.
La sua maledizione aveva inizio.
Doveva andarsene.
Avvolgendosi la mano nella maglietta, corse fuori tenendo gli occhi bassi. Si scontrò con qualcuno.
Olaf.
<< Ehi, Damaris...stai bene? >>
<< Vai via >> mormorò lei, stringendosi la mano al petto.
<< Damaris... >>
<< LASCIAMI IN PACE! >> urlò la ragazza e schizzò via, verso un piccolo boschetto ai margini dell'accampamento.
Sapeva che Olaf l'avrebbe seguita.
Non doveva.
Non poteva.
Corse ancora per un po', poi si lasciò cadere accanto ad una quercia per riprendere fiato. La mano continuava a sanguinare.
Sussurrò qualche parola nell'antica lingua e la ferita si rimarginò. I passi di Olaf echeggiavano alle sue spalle.
Era inutile correre.
Olaf era un elfo.
L'avrebbe comunque raggiunta.
Pochi secondi e Olaf le apparve davanti:
<< Damaris... >>
<< Olaf, scusa >>
<< E' successo qualcosa? >> chiese lui, sedendosi accanto alla ragazza.
Damaris abbassò lo sguardo.
Cosa doveva dirgli?
Che era stata sottoposta a terribili torture a dodici anni?
Che Galbatorix aveva tentato di trasformarla in uno spettro?
<< Olaf... se ti mostro i miei ricordi, giuri di non dirlo a nessuno? >>
<< Lo giuro >>
<< Nell'antica lingua, Olaf >> mormorò Damaris.
Dopo alcuni secondi di esitazione, l'elfo ripeté il giuramento nell'antica lingua. Soddisfatta, Damaris chiuse gli occhi ed aprì la mente....


La cella era buia e sporca, Damaris sapeva che vi erano anche tracce di sangue. Era seduta in un angolo mentre rosicchiava un po' di pane raffermo.
Era vestita con una stretta tunica color avorio - o almeno sembrava- e aveva i capelli scuri unti e appiccicosi. Olaf notò che gli occhi erano solamente azzurri. Nessuna sfumatura diversa.
Lo scatto della serratura ruppe il silenzio, Galbatorix fece il suo ingresso, seguito da tre stregoni incappucciati. I tre si disposero in cerchio attorno alla bambina, sfiorandosi con le dita e cominciando a sussurrare parole.
Galbatorix assisteva alla scena, divertito.
Damaris prese a contorcersi violentemente, nuove lacrime cominciarono a scenderle dagli occhi che presero a cambiare colore.
Olaf non poteva vederla così.
Non poteva vederla soffrire.
Improvvisamente, uno degli stregoni cadde a terra. La magia si ruppe.
Damaris giaceva a terra ad occhi chiusi. Olaf pensò fosse morta.
Galbatorix parve deluso ed uscì dalla cella. Appena in tempo. Damaris aprì gli occhi di colpo. Olaf riconobbe gli occhi di colore diverso. Si alzò con una velocità sorprendente, afferrò per il collo uno dei due stregoni e lo morse.
Rivoli di sangue le scorrevano lungo il mento. Lasciò cadere le membra dello stregone ai suoi piedi e si fiondò sul secondo. Si dissetò ancora una volta del cruento liquido cremisi. Olaf sentì il vomito bruciargli in gola. Poi la Damaris del passato sfondò la porta con un solo calcio, saltò giù dalla prima finestra che si ritrovò davanti e corse via, seminando morte e distruzione.

Olaf si sentì fluttuare e capì che il ricordo di Damaris era finito.
Le rivolse uno sguardo e vide che aveva le guance umide, continuamente bagnate da altre lacrime. Damaris abbassò lo sguardo:
<< Adesso lo sai. Adesso sai chi sono. Adesso sai che sono un mezzo spettro >>
<< Damaris... >>
<< Bevo sangue, sono un mostro >>
<< Damaris... >>
<< Ho ucciso molta gente...se non fosse per Vyndra ora sarei da qualche parte ad ammazzare qualcuno... >>
<< DAMARIS! >> urlò Olaf, prendendola per un braccio.
Damaris sussultò, Olaf non aveva mai perso la pazienza. O almeno così credeva:
<< Non sei un mostro. Non è stata colpa tua >> disse l'elfo con un tono più calmo. Damaris scosse la testa: << Olaf.. >>
L'espressione di Olaf si addolcì. Le cinse le spalle con un braccio e l'attirò a sé, premendo il suo volto contro la tunica che si inzuppò di lacrime in meno di qualche secondo:
<< Non è colpa tua...vedrai che tutto si aggiusterà. Vedrai che troveremo un modo per farti tornare normale >> le accarezzò la testa e le baciò la fronte.
Damaris fu grata di avere la testa appoggiata al suo petto, il suo volto stava rapidamente diventando rosso.
<< Eka elrun ono >> mormorò Damaris.
Rimasero così abbracciati per lungo tempo, finché anche le lacrime di Damaris non cessarono di scendere.



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RE: Una nuova avventura.

da DaubleGrock » 16 giugno 2013, 21:49

Wow un mezzospettro :laugh: bella come idea
Che carino che è stato Olaf :innamorato: e anche Nasuada e Murtagh :D
A quanto ho capito Eragon è ancora innamorato di Arya [smilie=heart.gif] e Saphira e Fìrnen sono fantastici
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Re: RE: Una nuova avventura.

da Saphira00 » 16 giugno 2013, 22:12

DaubleGrock ha scritto:Wow un mezzospettro :laugh: bella come idea
Che carino che è stato Olaf :innamorato: e anche Nasuada e Murtagh :D
A quanto ho capito Eragon è ancora innamorato di Arya [smilie=heart.gif] e Saphira e Fìrnen sono fantastici


quotooooooooooo
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RE: Una nuova avventura.

da Skyler » 17 giugno 2013, 17:51

Ehi, ehi!
Come vaa? Ecco il nuovo capitolo, spero vi piaccia!
Ci vediamo al prossimo, ciaoaoao [smilie=heart.gif]


Vyndra era stesa sull'erba verde, intenta ad osservare Castigo.
Il drago dalle squame rosse, rosicchiava le ossa di un cervo -o almeno così le sembrava- muovendo la coda come una letale frusta cremisi. Era affascinata da quel drago. Ogni volta che lo vedeva il cuore aveva un sussulto innaturale e lo stomaco le ribolliva con rabbia, quasi a volerla divorare.
Sarebbe un buon compagno? si ritrovò a pensare.
Vyndra... sentì. Damaris la stava chiamando e dalla voce, capiva che aveva appena finito di piangere. La dragonessa fu colta da un' improvvisa tristezza. Trasmise con la mente calore e conforto alla ragazza, che sembrò risollevarsi.
Sembrò, appunto.
Damaris, cosa c'è? Devo raggiungerti?
No..no, resta pure dove sei. Volevo sapere se stavi bene.
Sto bene. Ti sento alquanto turbata, tesoro mio. Sicura che..?
Vyndra, Olaf sa tutto.
La dragonessa sbuffò e dalle narici fuoriuscirono due nuvolette grigiastre. Castigo le rivolse un'occhiata, voltando la testa di lato.
Vyndra scosse la testa e il drago rosso tornò al suo pasto.
Sto arrivando mormorò a Damaris, alzandosi.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Eragon diede un morso alla mela che aveva in mano. Il sapore fresco e succoso del frutto gli esplose in gola. Era appoggiato ad un palo piantato fuori la sua tenda ed osservava Ismira giocare con altri bambini. Accanto a lui era seduto Roran:
<< Come te la sei passata durante questi mesi, Eragon? >>
<< Mhm...credo bene >>
<< Credi...? >>
<< Le prime settimane sono state terribili, in particolare per Saphira >> sfiorò la coscienza della dragonessa ed arrossì, poi si rivolse al cugino:
<< Hai conosciuto Murtagh? >> Roran annuì: << Si. E' un bravo ragazzo in fondo. Un po' burbero, forse >>
<< Già >>.
Rimasero in silenzio per altri minuti, finché Eragon non vide arrivare Arya. Camminava con decisione verso di lui, i capelli neri le fluttuavano alle spalle come fili luminosi. I loro sguardi si incrociarono e lei accelerò il passo.
<< Roran... >>
<< Vai pure >> Eragon lo guardò con un misto di paura e gratitudine, poi si alzò e camminò a sua volta verso la regina degli elfi.
Si fermarono a pochi piedi di distanza: << Eragon, posso parlarti un attimo? >>
<< Certo >>. Come tacito accordo si allontanarono dall'accampamento, fermandosi in una radura poco distante. L'erba era verde e soffice come il più morbido dei cuscini. Arya si sedette a terra e invitò Eragon a fare lo stesso. Rimasero in silenzio per parecchio tempo, tempo sprecato a intrecciare fili d'erba e a mordersi le labbra. Poi Arya parlò:
<< Eragon...come va con gli allenamenti dei cavalieri? >>
<< Bene >>
<< Perfetto >>.
E altro silenzio.
Poi Arya si voltò verso di lui e gli sorrise: << Mi sei mancato >>
<< Anche tu >> rispose Eragon sorridendo a sua volta. Poi riabbassarono gli sguardi ancora una volta.
Altro silenzio.
<< Eragon, devo chiederti una cosa >>
<< Dimmi pure >>
<< Saresti disposto a...a..a far venire Damaris e Olaf a Ellesméra? >> Eragon ridusse gli occhi a due fessure:
<< Per quanto tempo? >>.
Arya si voltò verso di lui, il viso non trasmetteva alcuna emozione: << Per sempre, Eragon >>.
Il cavaliere scosse la testa: << Non puoi chiedermi questo. I ragazzi non sono ancora pronti...e a cosa ti servono? >>
<< Ho bisogno di loro. La mia gente vuole vederli, vuole condurli sapientemente verso il traguardo, la fine degli allenamenti. Non credono che tu sia adatto >>
<< Capisco >>
<< Quindi me lo concederai? >>
<< No >>.
Arya sembrò colpita anche se non lo diede a vedere: << Eragon... >>
<< Arya, non ho intenzione di spedire Damaris e Olaf a Ellesmèra. Non sono pronti, ti ripeto. Quando avranno appreso tutto da me, allora potranno seguire le loro strade. Il compito di addestrare i futuri cavalieri è stato affidato a me. Nessuno può rievocarlo. Se vogliono uccidermi lo facciano pure... >>
<< Eragon, ascoltami... >>
<< ...porterò a termine la mia missione Arya. Costi quel che costi. E tu non dovresti incoraggiare gli elfi per quello. Se non riesco a tenere integra la mia posizione, presto tutti cominceranno a non... >>
<< Eragon... >>
<< ...a non portarmi più rispetto! E' vero, sei la loro regina, devi soddisfare i loro piaceri ma come cavaliere dovresti... >>
<< ERAGON, PIANTALA! >>.
Il cavaliere dalla spada azzurra ammutolì di colpo:
<< Io sono dalla tua parte. La mia era solo una richiesta! Hai detto no, bene, non insisto!... >> Eragon la guardò sorpreso.
Era così carina quando si arrabbiava.
<<..e non guardarmi in quel modo! Se tu... >> non riuscì a terminare la frase.
Eragon le aveva preso il mento. Aveva avvicinato il volto al suo e l'aveva baciata.
Premeva con forza le sue labbra su quelle della giovane che, dopo un attimo di muta sorpresa, chiuse gli occhi e circondò il collo del ragazzo con le braccia.
Rimasero così, come stupidi finché Eragon non si staccò: << Perdonami >> mormorò.
Poi si alzò e corse verso l'accampamento, senza mai voltarsi indietro.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Nasuada era stesa sulla sua branda. Aveva freddo in tutto il corpo. La nausea.
La sua fidata domestica le tamponava con un panno umido la fronte e la bocca e, per l'ennesima voglia, le portò il cucchiaio di minestra calda alla bocca. Il profumo del liquido la fece stare ancora più male.
Vomitò.
La domestica le ripulì la bocca e uscì fuori dalla tenda per andare a cercare un guaritore. Murtagh apparve poco dopo, sul volto aveva dipinta un'espressione di pura preoccupazione:
<< Tesoro... >> mormorò sedendosi su uno sgabello accanto a lei.
<< Mu-urtagh... >>
<< Come stai? >> domanda stupida, era ovvio che stava male.
<< Eh, una favola >> mormorò Nasuada mettendosi a sedere. Colta da un improvvisa fame, afferrò il cucchiaio e il piatto dove vi era la minestra. Ne sorseggiò qualche cucchiaio.
Due.
Otto.
Ventisette.
Fino a finirla. Murtagh alzò un sopracciglio: << Ehi, non ti ingozzare. Hai appena vomitato! >>
<< Ho fame >> borbottò lei << e poi sto meglio >>
<< Si, certo. Ora riposati va bene? >> disse Murtagh, facendola ristendere. Poco dopo Trianna entrò nella tenda e il cavaliere dovette uscire.
Si appoggiò a terra, di spalle alla tenda, tamburellando impaziente, le dita sul terreno. Pochi minuti -ore per Murtagh- Trianna uscì fuori. Guardò Murtagh e scosse la testa. Il ragazzo inarcò un sopracciglio, si alzò: << Come sta? >> le chiese.
<< Preferirei fosse lei a dirtelo >> e schizzò via.
Murtagh la guardò allontanarsi ed entrò nuovamente nella tenda. Nasuada aveva le mani sul volto. Non piangeva, non rideva.
<< Nasuada >> la chiamò dolcemente. La donna si tolse le mani dal viso e lo guardò, sorrise debolmente, poi mormorò:
<< Ehi, Murtagh. Dovremo chiedere a Roran e Katrina com'è sentirsi chiamare mamma e papà >>.


♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Da quando Olaf era venuto a conoscenza del segreto di Damaris, la teneva costantemente d'occhio. Sapeva che si tratteneva dal bere sangue umano e che beveva solo quello degli animali per poi dare la carne secca a Vyndra. Sapeva che una volta bevuto il sangue era più agile e scattante di prima.
Sapeva che piangeva ogni volta che si rendeva conto di quello che aveva fatto.
Allontanò per un po' la mente da quei pensieri e si ritrovò a passeggiare per l'accampamento, seguito da Heinrich.Anche il drago era a conoscenza del segreto della ragazza e della dragonessa. Quando Damaris gliel'aveva raccontato, le loro menti erano in contatto.
Uscirono dalla fila di tende e si ritrovarono in un'ampia radura verde, colma di fiori. Una piccola fonte gorgogliava, allegra.
Damaris era lì, con Vyndra intenta a strofinare una maglietta sporca, molto probabilmente di sangue. Era coperta solo da un top a fasce che le copriva dal petto in giù. Drago e cavaliere di scambiarono uno sguardo e raggiunsero le "colleghe".
<< Ehi >> disse.
Damaris alzò il capo. Borbottò qualcosa e ritornò a strofinare la maglietta sotto l'acqua. La macchia non voleva andarsene. La ragazza la sbatté con violenza sul terreno, mormorò qualche frase nell'antica lingua e la macchia si dissolse:
<< Che spreco di magia. Di questo passo o non avrò più energie o non avrò più magliette >> sorrise sarcastica.
Olaf sorrise a sua volta, con timidezza e prese posto accanto a lei.
Damaris arrossì. Dopotutto era quasi nuda.
Volse lo sguardo da un'altra parte, fingendo di interessarsi ad un pettirosso che cinguettava allegro: << Stai bene? >> le chiese Olaf, dopo un po'. Damaris abbassò lo sguardo e fece spallucce.
Mormorò ancora qualcosa nell'antica lingua e la maglietta si asciugò di colpo. La indossò velocemente e si rimise in piedi. Olaf la imitò, poi si incamminarono verso l'accampamento:
<< Deve essere dura >> commentò Olaf
<< In effetti... >>
<< Non c'è proprio modo di curarti? >>
<< Non ne ho idea >>
<< Uhm...se ne parlassi con il maestro, magari... >>
<< Olaf, gli hai detto qualcosa?! >>
<< No, no. Nulla >>
<< Meglio così >>. Continuarono a camminare, poi si separarono, senza nemmeno salutarsi per raggiungere la propria tenda.




Aggiunto dopo 23 secondi:

Ehi, ehi!
Come vaa? Ecco il nuovo capitolo, spero vi piaccia!
Ci vediamo al prossimo, ciaoaoao [smilie=heart.gif]


Vyndra era stesa sull'erba verde, intenta ad osservare Castigo.
Il drago dalle squame rosse, rosicchiava le ossa di un cervo -o almeno così le sembrava- muovendo la coda come una letale frusta cremisi. Era affascinata da quel drago. Ogni volta che lo vedeva il cuore aveva un sussulto innaturale e lo stomaco le ribolliva con rabbia, quasi a volerla divorare.
Sarebbe un buon compagno? si ritrovò a pensare.
Vyndra... sentì. Damaris la stava chiamando e dalla voce, capiva che aveva appena finito di piangere. La dragonessa fu colta da un' improvvisa tristezza. Trasmise con la mente calore e conforto alla ragazza, che sembrò risollevarsi.
Sembrò, appunto.
Damaris, cosa c'è? Devo raggiungerti?
No..no, resta pure dove sei. Volevo sapere se stavi bene.
Sto bene. Ti sento alquanto turbata, tesoro mio. Sicura che..?
Vyndra, Olaf sa tutto.
La dragonessa sbuffò e dalle narici fuoriuscirono due nuvolette grigiastre. Castigo le rivolse un'occhiata, voltando la testa di lato.
Vyndra scosse la testa e il drago rosso tornò al suo pasto.
Sto arrivando mormorò a Damaris, alzandosi.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Eragon diede un morso alla mela che aveva in mano. Il sapore fresco e succoso del frutto gli esplose in gola. Era appoggiato ad un palo piantato fuori la sua tenda ed osservava Ismira giocare con altri bambini. Accanto a lui era seduto Roran:
<< Come te la sei passata durante questi mesi, Eragon? >>
<< Mhm...credo bene >>
<< Credi...? >>
<< Le prime settimane sono state terribili, in particolare per Saphira >> sfiorò la coscienza della dragonessa ed arrossì, poi si rivolse al cugino:
<< Hai conosciuto Murtagh? >> Roran annuì: << Si. E' un bravo ragazzo in fondo. Un po' burbero, forse >>
<< Già >>.
Rimasero in silenzio per altri minuti, finché Eragon non vide arrivare Arya. Camminava con decisione verso di lui, i capelli neri le fluttuavano alle spalle come fili luminosi. I loro sguardi si incrociarono e lei accelerò il passo.
<< Roran... >>
<< Vai pure >> Eragon lo guardò con un misto di paura e gratitudine, poi si alzò e camminò a sua volta verso la regina degli elfi.
Si fermarono a pochi piedi di distanza: << Eragon, posso parlarti un attimo? >>
<< Certo >>. Come tacito accordo si allontanarono dall'accampamento, fermandosi in una radura poco distante. L'erba era verde e soffice come il più morbido dei cuscini. Arya si sedette a terra e invitò Eragon a fare lo stesso. Rimasero in silenzio per parecchio tempo, tempo sprecato a intrecciare fili d'erba e a mordersi le labbra. Poi Arya parlò:
<< Eragon...come va con gli allenamenti dei cavalieri? >>
<< Bene >>
<< Perfetto >>.
E altro silenzio.
Poi Arya si voltò verso di lui e gli sorrise: << Mi sei mancato >>
<< Anche tu >> rispose Eragon sorridendo a sua volta. Poi riabbassarono gli sguardi ancora una volta.
Altro silenzio.
<< Eragon, devo chiederti una cosa >>
<< Dimmi pure >>
<< Saresti disposto a...a..a far venire Damaris e Olaf a Ellesméra? >> Eragon ridusse gli occhi a due fessure:
<< Per quanto tempo? >>.
Arya si voltò verso di lui, il viso non trasmetteva alcuna emozione: << Per sempre, Eragon >>.
Il cavaliere scosse la testa: << Non puoi chiedermi questo. I ragazzi non sono ancora pronti...e a cosa ti servono? >>
<< Ho bisogno di loro. La mia gente vuole vederli, vuole condurli sapientemente verso il traguardo, la fine degli allenamenti. Non credono che tu sia adatto >>
<< Capisco >>
<< Quindi me lo concederai? >>
<< No >>.
Arya sembrò colpita anche se non lo diede a vedere: << Eragon... >>
<< Arya, non ho intenzione di spedire Damaris e Olaf a Ellesmèra. Non sono pronti, ti ripeto. Quando avranno appreso tutto da me, allora potranno seguire le loro strade. Il compito di addestrare i futuri cavalieri è stato affidato a me. Nessuno può rievocarlo. Se vogliono uccidermi lo facciano pure... >>
<< Eragon, ascoltami... >>
<< ...porterò a termine la mia missione Arya. Costi quel che costi. E tu non dovresti incoraggiare gli elfi per quello. Se non riesco a tenere integra la mia posizione, presto tutti cominceranno a non... >>
<< Eragon... >>
<< ...a non portarmi più rispetto! E' vero, sei la loro regina, devi soddisfare i loro piaceri ma come cavaliere dovresti... >>
<< ERAGON, PIANTALA! >>.
Il cavaliere dalla spada azzurra ammutolì di colpo:
<< Io sono dalla tua parte. La mia era solo una richiesta! Hai detto no, bene, non insisto!... >> Eragon la guardò sorpreso.
Era così carina quando si arrabbiava.
<<..e non guardarmi in quel modo! Se tu... >> non riuscì a terminare la frase.
Eragon le aveva preso il mento. Aveva avvicinato il volto al suo e l'aveva baciata.
Premeva con forza le sue labbra su quelle della giovane che, dopo un attimo di muta sorpresa, chiuse gli occhi e circondò il collo del ragazzo con le braccia.
Rimasero così, come stupidi finché Eragon non si staccò: << Perdonami >> mormorò.
Poi si alzò e corse verso l'accampamento, senza mai voltarsi indietro.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Nasuada era stesa sulla sua branda. Aveva freddo in tutto il corpo. La nausea.
La sua fidata domestica le tamponava con un panno umido la fronte e la bocca e, per l'ennesima voglia, le portò il cucchiaio di minestra calda alla bocca. Il profumo del liquido la fece stare ancora più male.
Vomitò.
La domestica le ripulì la bocca e uscì fuori dalla tenda per andare a cercare un guaritore. Murtagh apparve poco dopo, sul volto aveva dipinta un'espressione di pura preoccupazione:
<< Tesoro... >> mormorò sedendosi su uno sgabello accanto a lei.
<< Mu-urtagh... >>
<< Come stai? >> domanda stupida, era ovvio che stava male.
<< Eh, una favola >> mormorò Nasuada mettendosi a sedere. Colta da un improvvisa fame, afferrò il cucchiaio e il piatto dove vi era la minestra. Ne sorseggiò qualche cucchiaio.
Due.
Otto.
Ventisette.
Fino a finirla. Murtagh alzò un sopracciglio: << Ehi, non ti ingozzare. Hai appena vomitato! >>
<< Ho fame >> borbottò lei << e poi sto meglio >>
<< Si, certo. Ora riposati va bene? >> disse Murtagh, facendola ristendere. Poco dopo Trianna entrò nella tenda e il cavaliere dovette uscire.
Si appoggiò a terra, di spalle alla tenda, tamburellando impaziente, le dita sul terreno. Pochi minuti -ore per Murtagh- Trianna uscì fuori. Guardò Murtagh e scosse la testa. Il ragazzo inarcò un sopracciglio, si alzò: << Come sta? >> le chiese.
<< Preferirei fosse lei a dirtelo >> e schizzò via.
Murtagh la guardò allontanarsi ed entrò nuovamente nella tenda. Nasuada aveva le mani sul volto. Non piangeva, non rideva.
<< Nasuada >> la chiamò dolcemente. La donna si tolse le mani dal viso e lo guardò, sorrise debolmente, poi mormorò:
<< Ehi, Murtagh. Dovremo chiedere a Roran e Katrina com'è sentirsi chiamare mamma e papà >>.


♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦


Da quando Olaf era venuto a conoscenza del segreto di Damaris, la teneva costantemente d'occhio. Sapeva che si tratteneva dal bere sangue umano e che beveva solo quello degli animali per poi dare la carne secca a Vyndra. Sapeva che una volta bevuto il sangue era più agile e scattante di prima.
Sapeva che piangeva ogni volta che si rendeva conto di quello che aveva fatto.
Allontanò per un po' la mente da quei pensieri e si ritrovò a passeggiare per l'accampamento, seguito da Heinrich.Anche il drago era a conoscenza del segreto della ragazza e della dragonessa. Quando Damaris gliel'aveva raccontato, le loro menti erano in contatto.
Uscirono dalla fila di tende e si ritrovarono in un'ampia radura verde, colma di fiori. Una piccola fonte gorgogliava, allegra.
Damaris era lì, con Vyndra intenta a strofinare una maglietta sporca, molto probabilmente di sangue. Era coperta solo da un top a fasce che le copriva dal petto in giù. Drago e cavaliere di scambiarono uno sguardo e raggiunsero le "colleghe".
<< Ehi >> disse.
Damaris alzò il capo. Borbottò qualcosa e ritornò a strofinare la maglietta sotto l'acqua. La macchia non voleva andarsene. La ragazza la sbatté con violenza sul terreno, mormorò qualche frase nell'antica lingua e la macchia si dissolse:
<< Che spreco di magia. Di questo passo o non avrò più energie o non avrò più magliette >> sorrise sarcastica.
Olaf sorrise a sua volta, con timidezza e prese posto accanto a lei.
Damaris arrossì. Dopotutto era quasi nuda.
Volse lo sguardo da un'altra parte, fingendo di interessarsi ad un pettirosso che cinguettava allegro: << Stai bene? >> le chiese Olaf, dopo un po'. Damaris abbassò lo sguardo e fece spallucce.
Mormorò ancora qualcosa nell'antica lingua e la maglietta si asciugò di colpo. La indossò velocemente e si rimise in piedi. Olaf la imitò, poi si incamminarono verso l'accampamento:
<< Deve essere dura >> commentò Olaf
<< In effetti... >>
<< Non c'è proprio modo di curarti? >>
<< Non ne ho idea >>
<< Uhm...se ne parlassi con il maestro, magari... >>
<< Olaf, gli hai detto qualcosa?! >>
<< No, no. Nulla >>
<< Meglio così >>. Continuarono a camminare, poi si separarono, senza nemmeno salutarsi per raggiungere la propria tenda.


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RE: Una nuova avventura.

da DaubleGrock » 17 giugno 2013, 20:58

Si evviva evviva evviva Eragon e Arya si sono finalmente baciati :innamorato: :innamorato: :innamorato: :innamorato:
Ma Eragon perchè te ne sei andando dicendo perdonami -_- -_- non hai visto che lei ha ricambiato il bacio?
Vyndra è innamorata di Castigo [smilie=heart.gif] forse anche il drago rosso sarà felice :laugh: invece Damaris e Olaf sembrano sulla buona strada, mancherebbe solo il drago di Olaf
Ed infine la fantastica notizia del capitolo, avremo un baby-Murtagh :lol:
Aggiorna presto
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RE: Una nuova avventura.

da Saphira00 » 18 giugno 2013, 8:31

Bellisimissimissimissimissimissimissimo!!!!!!!!!!!!! Eragon e Arya si sono baciati!!!!! [smilie=heart.gif] [smilie=heart.gif] [smilie=heart.gif] [smilie=heart.gif] [smilie=heart.gif] avremo anche un baby-Murtagh!!!!! :innamorato: :D
Povera Damaris... :cry: però Olaf è così dolceeeee :innamorato: :innamorato:
Ti prego posta prestooooooooo
La spada è vittoriosa per poco, ma lo spirito per sempre...
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Re: RE: Una nuova avventura.

da Skyler » 19 giugno 2013, 17:42

Già, il drago di Olaf.
*Faccia malvagia* Leggete il capitolo! :rolleyes:



Era una mattinata fredda. Il vento gemeva come una rana in agonia; sbatteva sugli scudi dell'esercito che avanzava lentamente.
Alla guida vi era Nasuada.
Sopra, i cinque cavalieri con i loro draghi volavano scrutando l'orizzonte, silenziosi e letali come un branco di pantere. Eragon rivolse un'occhiata ad Arya. Aveva la sua solita armatura, la spada legata alla cintura e i capelli corvini che le svolazzavano dietro le spalle. Non si parlavano da tempo, ormai. Eragon si sentiva uno stupido.
Anche Murtagh era stranamente silenzioso. Gettava occhiate preoccupate a Nasuada ogni cinque secondi. Il cavaliere dalla spada azzurra si avvicinò al fratellastro: << Murtagh >> bisbigliò. Quello si voltò: << Dimmi Eragon >> sussurrò a sua volta.
<< Stai bene? >>
<< Io? Si...si >>
<< Ah. Sicuro? Mi sembravi un tantino distratto.. >>
<< No è che... >> il corno da guerra dei Varden coprì la voce di Murtagh. I due, seguiti dagli altri si lanciarono in picchiata verso il terreno.


Olaf affondò la spada nel petto di un soldato. L'uomo cadde a terra e diventò polvere. Lanciò un'occhiata ad Heinrich che a pochi passi da lui, stava sputando una vampata di fuoco su un gruppo di soldati che scomparvero proprio come quello che aveva ucciso lui.
Si voltò verso nuovi nemici che lo stavano attaccando. Li uccise e balzò accanto alle spalle di Damaris: << Come te la stai cavando, cara? >> disse, parando un fendente nemico. Damaris fece volare la spada di qualcuno in aria e diede un calcio ad un altro: << Bene, oddio, quasi. Tutto questo sangue mi sta facendo andare in bestia >>
<< Trattieniti >>
<< Ormai sono un'esperta >> e si separarono di nuovo. Olaf tornò a combattere accanto al suo drago. Un cavaliere a cavallo si stava avvicinando a lui, con stretta nella mano destra una lancia.
Errore non verso di lui. Verso Heinrich.
E quella non era una comune lancia...
Il cavaliere a cavallo lanciò la dauthdaert volò ad arco a pochi centimetri dalla sua testa per poi conficcarsi nel petto del suo fidato compagno di cuore, corpo e mente.
Heinrich ruggì di dolore e cadde a terra, il sangue che gli colava dalla ferita. Olaf lasciò cadere la spada e corse dal drago agonizzante.
Heinrich, non morire, ti prego, non lo fare!
Olaf, è finita.
No, no, c'è sicuramente una cura! Fammi pensare...oddio, sta uscendo troppo sangue!
Olaf...calmati, non piangere..
Non puoi morire, non devi!
Heinrich tossicchiò e una pietra, simile ad un diamante gli uscì dalla gola.
Il suo Eldunarì.
Mormorò un ultimo ti voglio bene e poi si abbandonò alla morte, lasciando Olaf singhiozzante e con il cuore dei cuori palpitante in mano.


Arya disarmò il suo rivale, lo spettro: << Adesso morirai! >> sibilò la regina degli elfi, puntando la spada al cuore del mostro.
Quello scoppiò in una risata: << Fallo pure. La mia morte non cambierà certo il vostro destino! >>
<< Che vuoi dire?! >>
<< Come si fa a vincere una battaglia contro gli spettri, se tra di voi c'è un mezzo spettro?! >> e rise ancora più forte. Arya si morse il labbro, poi uccise il nemico.
Il resto dell'esercito si disintegrò in una nuvola di polvere nera. Arya si guardò attorno: poco lontano da lei vi era uno degli stregoni nemici agonizzante al suolo.
Si chinò per guarirgli le ferite più gravi, poi lo afferrò per i capelli, lo legò e lo issò su Fìrnen. Volse lo sguardo verso i suoi compagni. L'esercito non aveva subito grandi perdite: si soffermò sulla carcassa di Heinrich.
Olaf era appoggiato contro il suo petto ed accarezzava l'Eldunarì grigio che aveva in mano.
Possiamo davvero vincere questa battaglia? si domandò.




Damaris entrò nella tenda di Olaf. Lo trovò steso sulla branda, le braccia dietro la schiena e lo scrigno con il cuore dei cuori di Heinrich accanto. Si guardarono per pochi istanti, poi Olaf sussurrò:
<< Avrei potuto salvarlo... >>
<< Non è stata colpa tua >>
<< E' come se lo fosse >>
<< Ma non lo è >>
La testa di Vyndra entrò nella tenda proiettando luci viola sulle pareti.
Olaf, non devi sentirti in questo modo. Sai quante persone innocenti ha ucciso Damaris per bere il loro sangue?
Ehi!
Scusa...comunque, sono tantissime. Non è colpa sua però, è la maledizione, il sortilegio che le fa fare quelle cose. Sei stato tu a lanciare quella...
ringhiò... lancia? no. Non è colpa tua.
Olaf fece un debole sorriso e si mise a sedere:
<< Non potrà più volare... >>
<< Se la caverà >> disse la ragazza dagli occhi di colore diverso. Sorrise anche lei, seppur tristemente. Poi corse verso di lui e lo strinse forte, accarezzandogli la schiena.




Murtagh era nella tenda di Arya assieme ad Eragon e Nasuada. Al centro della tenda, vi era il prigioniero, il mago che Arya aveva catturato:
<< Parla! >> disse il cavaliere dalla spada rossa: << Chi è questo mezzo spettro?! >>. Il mago ridacchiò e sputò un grumo di sangue secco: << Tanto morirò lo stesso, giusto? Bene...allora ve lo dirò. Il mezzo spettro è... >> prima che potesse finire, Olaf e Damaris: << Scusate il ritardo! >> disse l'elfo, togliendosi la polvere dai pantaloni.
<< ... oh, eccola lì >> disse il prigioniero, facendo un cenno verso Damaris: << Come potrei dimenticarmi il suo faccino spaventato, mentre si contorceva dal dolore?! Stesso io, assieme ai miei fratelli l'abbiamo creata! Purtroppo io caddi a terra, ero malato e gli altri due li ha uccisi lei..di me ti sei scordato, bambina? >>
<< TU! >> urlò Murtagh mettendosi davanti a Nasuada.
Damaris abbassò lo sguardo. Vyndra ruggì in lontananza:
<< Olaf.. >> mormorò << Porta tutti fuori >>
<< Ma... >>
<< Portali fuori >> Olaf fece un cenno agli altri. Lanciando occhiate preoccupate alla ragazza, gli altri uscirono fuori. Damaris chinò la testa di lato: << Anche tu, Elva >>
La bambina sgattaiolò fuori.
<< Oh, oh >> disse il mago, sputacchiando: << Che c'è? Vuoi parlarmi faccia a faccia? >>. Un ghigno apparve sul volto della giovane che si stava avvicinando.
Il cuore le martellava nel petto come un tamburo impazzito.
Si chinò verso il prigioniero tanto odiato: << E' da molto tempo che non bevo sangue umano e tu non puoi immaginare quanto io sia assetata >> poi gli affondò i canini nel collo.
Il sangue le macchiò la maglietta, fino a sporcare il pavimento. Quando ebbe finito, del mago restò solo un involucro molliccio, simile alla pelle vecchia dei serpenti.
Si ripulì la bocca con il polso ed uscì fuori dalla tenda. Si rese conto di avere gli sguardi terrorizzati tutti puntati sul corpo: << Damaris... >> mormorò Eragon << Perchè non me ne hai parlato? >>.
Lei fece spallucce, strinse i pugni e si accorse che le lacrime le scendevano lungo il volto: << Domani...domani io e Vyndra partiremo. Ce ne andremo da qui. Spariremo dalle vostre vite, perdonatemi >> e corse via, verso la sua tenda.



Aggiunto dopo 8 minuti:

Già, il drago di Olaf.
*Faccia malvagia* Leggete il capitolo! :rolleyes:



Era una mattinata fredda. Il vento gemeva come una rana in agonia; sbatteva sugli scudi dell'esercito che avanzava lentamente.
Alla guida vi era Nasuada.
Sopra, i cinque cavalieri con i loro draghi volavano scrutando l'orizzonte, silenziosi e letali come un branco di pantere. Eragon rivolse un'occhiata ad Arya. Aveva la sua solita armatura, la spada legata alla cintura e i capelli corvini che le svolazzavano dietro le spalle. Non si parlavano da tempo, ormai. Eragon si sentiva uno stupido.
Anche Murtagh era stranamente silenzioso. Gettava occhiate preoccupate a Nasuada ogni cinque secondi. Il cavaliere dalla spada azzurra si avvicinò al fratellastro: << Murtagh >> bisbigliò. Quello si voltò: << Dimmi Eragon >> sussurrò a sua volta.
<< Stai bene? >>
<< Io? Si...si >>
<< Ah. Sicuro? Mi sembravi un tantino distratto.. >>
<< No è che... >> il corno da guerra dei Varden coprì la voce di Murtagh. I due, seguiti dagli altri si lanciarono in picchiata verso il terreno.


Olaf affondò la spada nel petto di un soldato. L'uomo cadde a terra e diventò polvere. Lanciò un'occhiata ad Heinrich che a pochi passi da lui, stava sputando una vampata di fuoco su un gruppo di soldati che scomparvero proprio come quello che aveva ucciso lui.
Si voltò verso nuovi nemici che lo stavano attaccando. Li uccise e balzò accanto alle spalle di Damaris: << Come te la stai cavando, cara? >> disse, parando un fendente nemico. Damaris fece volare la spada di qualcuno in aria e diede un calcio ad un altro: << Bene, oddio, quasi. Tutto questo sangue mi sta facendo andare in bestia >>
<< Trattieniti >>
<< Ormai sono un'esperta >> e si separarono di nuovo. Olaf tornò a combattere accanto al suo drago. Un cavaliere a cavallo si stava avvicinando a lui, con stretta nella mano destra una lancia.
Errore non verso di lui. Verso Heinrich.
E quella non era una comune lancia...
Il cavaliere a cavallo lanciò la dauthdaert volò ad arco a pochi centimetri dalla sua testa per poi conficcarsi nel petto del suo fidato compagno di cuore, corpo e mente.
Heinrich ruggì di dolore e cadde a terra, il sangue che gli colava dalla ferita. Olaf lasciò cadere la spada e corse dal drago agonizzante.
Heinrich, non morire, ti prego, non lo fare!
Olaf, è finita.
No, no, c'è sicuramente una cura! Fammi pensare...oddio, sta uscendo troppo sangue!
Olaf...calmati, non piangere..
Non puoi morire, non devi!
Heinrich tossicchiò e una pietra, simile ad un diamante gli uscì dalla gola.
Il suo Eldunarì.
Mormorò un ultimo ti voglio bene e poi si abbandonò alla morte, lasciando Olaf singhiozzante e con il cuore dei cuori palpitante in mano.


Arya disarmò il suo rivale, lo spettro: << Adesso morirai! >> sibilò la regina degli elfi, puntando la spada al cuore del mostro.
Quello scoppiò in una risata: << Fallo pure. La mia morte non cambierà certo il vostro destino! >>
<< Che vuoi dire?! >>
<< Come si fa a vincere una battaglia contro gli spettri, se tra di voi c'è un mezzo spettro?! >> e rise ancora più forte. Arya si morse il labbro, poi uccise il nemico.
Il resto dell'esercito si disintegrò in una nuvola di polvere nera. Arya si guardò attorno: poco lontano da lei vi era uno degli stregoni nemici agonizzante al suolo.
Si chinò per guarirgli le ferite più gravi, poi lo afferrò per i capelli, lo legò e lo issò su Fìrnen. Volse lo sguardo verso i suoi compagni. L'esercito non aveva subito grandi perdite: si soffermò sulla carcassa di Heinrich.
Olaf era appoggiato contro il suo petto ed accarezzava l'Eldunarì grigio che aveva in mano.
Possiamo davvero vincere questa battaglia? si domandò.




Damaris entrò nella tenda di Olaf. Lo trovò steso sulla branda, le braccia dietro la schiena e lo scrigno con il cuore dei cuori di Heinrich accanto. Si guardarono per pochi istanti, poi Olaf sussurrò:
<< Avrei potuto salvarlo... >>
<< Non è stata colpa tua >>
<< E' come se lo fosse >>
<< Ma non lo è >>
La testa di Vyndra entrò nella tenda proiettando luci viola sulle pareti.
Olaf, non devi sentirti in questo modo. Sai quante persone innocenti ha ucciso Damaris per bere il loro sangue?
Ehi!
Scusa...comunque, sono tantissime. Non è colpa sua però, è la maledizione, il sortilegio che le fa fare quelle cose. Sei stato tu a lanciare quella...
ringhiò... lancia? no. Non è colpa tua.
Olaf fece un debole sorriso e si mise a sedere:
<< Non potrà più volare... >>
<< Se la caverà >> disse la ragazza dagli occhi di colore diverso. Sorrise anche lei, seppur tristemente. Poi corse verso di lui e lo strinse forte, accarezzandogli la schiena.




Murtagh era nella tenda di Arya assieme ad Eragon e Nasuada. Al centro della tenda, vi era il prigioniero, il mago che Arya aveva catturato:
<< Parla! >> disse il cavaliere dalla spada rossa: << Chi è questo mezzo spettro?! >>. Lo stregone ridacchiò e sputò un grumo di sangue secco: << Tanto morirò lo stesso, giusto? Bene...allora ve lo dirò. Il mezzo spettro è... >> prima che potesse finire, Olaf e Damaris entrarono a loro volta nella tenda: << Scusate il ritardo! >> disse l'elfo, togliendosi la polvere dai pantaloni.
<< ... oh, eccola lì >> disse il prigioniero, facendo un cenno verso Damaris: << Come potrei dimenticarmi il suo faccino spaventato, mentre si contorceva dal dolore?! Stesso io, assieme ai miei fratelli l'abbiamo creata! Purtroppo io caddi a terra, la magia era troppo per me... e gli altri due li ha uccisi lei..di me ti sei scordato, bambina? >>
<< TU! >> urlò Murtagh mettendosi davanti a Nasuada, volgendo occhiate di fuoco alla giovane.
Damaris abbassò lo sguardo. Vyndra ruggì in lontananza:
<< Olaf.. >> mormorò << Porta tutti fuori >>
<< Ma... >>
<< Portali fuori >> Olaf fece un cenno agli altri. Lanciando occhiate preoccupate alla ragazza, gli altri uscirono fuori. Damaris chinò la testa di lato: << Anche tu, Elva >>
La bambina sgattaiolò fuori.
<< Oh, oh >> disse il mago, sputacchiando: << Che c'è? Vuoi parlarmi faccia a faccia? >>. Un ghigno apparve sul volto della giovane che si stava avvicinando.
Il cuore le martellava nel petto come un tamburo impazzito.
Si chinò verso il prigioniero tanto odiato: << E' da molto tempo che non bevo sangue umano e tu non puoi immaginare quanto io sia assetata >> poi gli affondò i canini nel collo.
Il sangue le macchiò la maglietta, fino a sporcare il pavimento. Quando ebbe finito, del mago restò solo un involucro molliccio, simile alla pelle vecchia dei serpenti.
Si ripulì la bocca con il polso ed uscì fuori dalla tenda. Si rese conto di avere gli sguardi terrorizzati dei suoi amici puntati sul corpo: << Damaris... >> mormorò Eragon << Perchè non me ne hai parlato? >>.
Lei fece spallucce, strinse i pugni e si accorse che calde lacrime le scendevano lungo il volto: << Domani...domani io e Vyndra partiremo. Ce ne andremo da qui. Spariremo dalle vostre vite, perdonatemi >> e corse via, verso la sua tenda.

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RE: Una nuova avventura.

da Saphira00 » 19 giugno 2013, 18:39

Noooooooooooooooooooooooooooooo :ahhhhh: :ahhhhh: :ehhh: :ahhhhh: :ehhh: :cry: :cry: :cry: come puoi essere tanto crudele!! Non puoi ammazzare il drago!!!!!! *si mette a piangere*
per il resto è un post bellissimo!!! :) :D
Ultima modifica di Saphira00 il 21 giugno 2013, 13:53, modificato 1 volta in totale.
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RE: Una nuova avventura.

da DaubleGrock » 20 giugno 2013, 1:24

No povero Heinrich :cry: :cry: perchè deve sempre morire qualcuno? Però almeni c'è il suo Eldunarì
E poi Damaris? Perchè se ne deve andare? Non farla partire ti prego, pensa a cosa dirà Olaf :sospettoso:
Eragon e Arya non si parlano da tempo :cry: E Murtaghè preoccupato per Nasuada :laugh:
Continua presto :D
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