Una voce per Fírnen

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RE: Una voce per Fírnen

da Hazelle » 13 agosto 2013, 17:22

Cosa? Non ho ancora commentato?!? :blink: Oh topo, e dire che seguo questa fic da quando hai aperto il topic!!! Scusaaaaaaaaaa Danyyyyyyyyyyyyyyyy!!!!!!!!!!!! Sei libera di arrabbiarti e lapidarmi, se vuoi :cry:
Beh, io commento lo stesso... Amo il tuo Firnen quasi quanto ho amato Castigo in A Letter. XD è così tenero :innamorato: Descrivi i suoi sentimenti in modo incredibile, perfetto, dando spazio a un personaggio che non ne ha avuto abbastanza nei libri originali. Complimenti per l'idea!!! È a questo che servono davvero le fic, non a inventare pairings improbabili -_- (Ma il mio odio per la Drarmione non c'entra) Tutto ciò sommato alla tua bravura nello scrivere... Sta venendo su una fic meravigliosa!!!!!!
Complimenti :applauso: Attendo un altro post!!!
Hazy :laugh:
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RE: Una voce per Fírnen

da Daenerys » 30 agosto 2013, 12:23

Ullalà. Nuova parte... Comincia a intravedersi un po' di azione (purtroppo dico intravedersi perché il guscio impedisce a Fírnen di vedere la scena).
È stato interessante cercare di visualizzare una scena solo attraverso i rumori :invisibile: e le ipotesi, un'ottima esperienza di scrittura IMO.
Ma basta normale, ve lo lascio leggere ;)
Buona lettura :D


#4 - Pillole di speranza (1a parte)

Ogni tanto, strano a dirsi, anche nella sala del trono di Galbatorix, accadeva qualcosa di speciale. La strana presenza che avevo percepito nei primi giorni si era fatta sempre più flebile, tanto che, qualche volta, pensavo fosse definitivamente scomparsa, come se si fosse trattato di un incubo passeggero. Non sapevo spiegare il perché, ma mi sentivo decisamente più tranquillo senza averla intorno. Eppure, ogni tanto, ricompariva dal nulla, veloce come un lampo sempre più feroce e impetuosa.
Ma quella strana entità non era l'unica cosa che avevo dovuto affrontare.
C'erano i candidati, che, talvolta, erano più spaventosi di quella presenza. Non avrei mai immaginato di trovarmi di nuovo di fronte a spauriti ragazzini che si aspettavano di diventare Cavaliere, e in un certo senso, fu esattamente così.
Gli aspiranti Cavalieri che mi si paravano davanti, qualche volta, non erano nemmeno a conoscenza di ciò che stavano per fare. Lo facevano perché glielo aveva ordinato Galbatorix. Cme avrei potuto considerare gente così? Gli altri, invece, non erano che ragazzini viziati, figli di nobili fedeli a Galbatorix che credevano che rifondare l'Ordine non fosse altro che un gioco e che il nero sovrano avesse tutto sotto controllo.
Sbagliato.
Lui non poteva controllarci finché stavamo dentro il guscio del nostro uovo, e noi non pensavamo nemmeno a schiuderci, almeno non per quei nobili. Non avevano né virtù né altre qualità particolari e chi le aveva era pronto ad usarle solamente per scopi personali. Erano così diversi dagli ingenui ragazzini che avevo visto a Doru Areaba, che quasi mi stavo pentendo di non essermi schiuso a quei tempi...
Se lo avessi fatto, sarei già morto.
Fu quella la mia più grande fortuna e al tempo stesso la più tremenda sventura. Il restare dentro al mio uovo mi aveva protetto e aveva impedito che Galbatorix prendesse controllo di me, eppure quel guscio ormai cominciava a starmi stretto. Era vero, sarei potuto restare là dentro in eterno senza riportare alcun danno, ma la mia impotenza di fronte al sovrano mi rattristava molto. Era ben diverso da prima: a Doru Areaba potevo prendermi tutto il tempo per scegliere con calma il candidato ideale; anzi erano proprio gli elfi che si occupavano di noi a suggerirci di attendere di essere fermamente sicuri della nostra decisione, al contrario avremo potuto pentirci a vita di un errore irreversibile.
Le loro parole ancora mi incutono timore e sono felicissimo del fatto che Galbatorix non possa obbligarci a schiuderci per qualcuno dei suoi seguaci,
Non riuscirei a pensare al mio Cavaliere come qualcuno votato alla causa del sovrano oscuro...
Mi ritrovai per l'ennesima volta cosa pensassero i miei compagni di sventura. La loro presenza era una costante importante, saperli vicino, nonostante non avessimo la minima capacità di comunicare tra noi, mi tranquillizzava. Chissà se loro stavano per cedere o se continuavano forti a resistere?
So solo che la nostra mente era forte, per appartenere ad un cucciolo. Eravamo gli ultimi e dovevamo portare avanti la nostra razza. I draghi di un tempo non si arrendevano mai e così avremo fatto noi.
***
Un rumore improvviso.
Un cigolio.
Mi svegliai. Cosa poteva essere stato? Mi preoccupai subito perché non accadeva tutti i giorni che qualcuno si infiltrasse nella nostra stanza. Solo Galbatorix entrava, e di solito iniziava subito a parlarci, con le sue moine e la sua terribile voce. I suoi scagnozzi entravano solo in sua presenza e si limitavano a stare zitti o a commentare con poche parole i discorsi del loro sovrano.
Questa volta era diverso. Percepii dei passi: qualcuno stava venendo verso di noi.
"I Cavalieri!" pensai con con slancio di ottimismo, per poi subito tornare alla realtà: i Cavalieri erano stati sconfitto da tanto tempo. Quanti anni erano passati dal giorno in cui Galbatorix ci aveva comunicato la notizia della morte di Vrael? Ormai non riuscivo più a distinguere lo scorrere del tempo: potevano essere passati due anni come cento, io non riuscivo a rendermene conto.
L'intruso continuò ad avanzare, nel silenzio innaturale della stanza si poteva percepire il suo respiro affannoso.
Sembrava essere... spaventato? Se era veramente spaventato non poteva essere un nemico: se c'era una cosa che avevo imparato in questa lunghissima, o almeno per me lo era, prigionia era che la prudenza era una qualità che a Galbatorix certo non mancava. Il re oscuro infatti, per quanto ci aveva raccontato durante le sue chiacchierate, mostrava il suo tesoro solo ai servi più fidati e solo dopo avergli imposto un giuramento di fedeltà. Lui affermava che dovevamo solo essere orgogliosi di venire considerati la parte più preziosa del suo tesoro, ma in realtà io desideravo solo non essere più nelle sue mani.
Vivo o morto ormai non faceva più la differenza.
Quello si avvicinò a noi, e riuscii ad udire il suo "wow" stupito. Probabilmente non doveva aver visto un uovo di drago in tutta la sua vita oppure, ipotesi ben peggiore e più probabile al tempo stesso, credeva che ormai la razza dei draghi fosse estinta.
Trattenni il fiato mentre sentivo dei rumori che mi inquietavano. Cosa stava facendo?
"Ci sta portando in salvo".
Forse sarei stato finalmente libero... Il mio umore cambiò radicalmente: solo un attimo prima ero abbattuto e annoiato per la mia lunghissima prigionia, ora ero pieno di speranza nel futuro. Peccato che il mio uovo non potesse mostrare i segni della mia gioia!
Sentii che l'uomo prelevava qualcosa, forse uno dei miei compagni, e udii un fruscio. Probabilmente lo stava nascondendo in una bisaccia.
Se avessi potuto parlare gli avrei urlato "prendi me!" ma non potevo fare nulla nel stato in cui mi trovavo.
Aspettavo che facesse qualcosa quando un altro rumore attirò l'attenzione di entrambi. Rumore di ferro, armi... I soldati!
-Mi hanno scoperto!- urlò quello, cercando di dileguarsi nella sala. Udii il rumore della sua corsa disperata, prima forte poi sempre più lontano. Sentii allora dentro di me un freddo mai provato prima. Allargai la mia mente nella sala ma percepii la presenza di un solo cucciolo oltre a me.
Ci avevano lasciato lì in balia del nemico.

To be continued...


Alla prossima parte :laugh:
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RE: Una voce per Fírnen

da oromiscanneto » 30 agosto 2013, 23:57

Decisamente spiazzato dalla prima parola. Pillole :blink: mi ha colpito molto, contrasta con quello che accade poi...
Capitolo chiaramente ben fatto. Si tratta di un post con la giusta dose di mistero (non che non si sappia come va a finire, ma l'atmosfera è quello che conta :invisibile: ). L'hai scritto con calma e senza mondiali nelle orecchie, ma è venuto bene lo stesso, anzi per me meglio.
Non ho voglia di andare a pescare i soliti dettagli, sono rimasto piacevolmente colpito dalla lucidità di Fìrnen, da come sembra gestire la situazione rifiutando i candidiati tutt'altro che ideali... Sembra davvero molto cresciuto, com'è giusto che sia con queste esperienze.
E poi alla fine ero impaziente, volevo capire come avrebbe reagito al fallimento :rolleyes: Non mi è chiaro cosa ci farai leggere ora, visto che il capitolo è diviso in due parti... Aspetto, buon lavoro!
http://www.eragonitalia.it/postt16311.html
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RE: Una voce per Fírnen

da Neya » 31 agosto 2013, 7:19

Secondo me è un ottimo post: continui a gestire bene la storia nonostante le difficoltà :rolleyes: È difficile sviluppare una storia quando il protagonista è dentro un uovo, brava. In questo post Fìrnen si dimostra frustrato: mi è piaciuta la parte in cui ammette che il suo guscio comincia a "stargli stretto". Eppure è saggio: nonostante il suo bisogno di uscire resiste, perché nonostante sia un cucciolo è abbastanza saggio da capire che non è il momento giusto. È fantastico vedere come un cucciolo come lui rifletta così tanto e così saggiamente.
Da grande smemorata, non ricordo chi ha effettivamente rubato l'uovo di Saphira, mi pare Jeod. Insomma, qualcuno dei Varden.
Mi sono agitata con Fìrnen xD Alla fine del post mi sono sentita frustata come lui, che rabbia! Ma due, almeno, poteva prenderle! Ma lasciamo perdere...
Come oromis, non so cosa aspettarmi dal prossimo post: un Galbatorix furioso? Un Fìrnen che cade in depressione? Chissà.
Sono curiosa, aspetto il prossimo post! :bye:
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RE: Una voce per Fírnen

da Daenerys » 31 agosto 2013, 10:51

@oromiscanneto: non sapevo che titolo dargli :ehehe: e alla fine ho messo quello...Comunque si, secondo me Firnen era già molto maturo (anche perché così ha conquistato Saphira che era già più grande ed esperta di lui [smilie=kiss.gif] ) e poi non so... mi ero fatta questa idea della situazione.
@Neya: si, concordo nel difficile, certe volte vorrei dotarlo della vista a raggi x :invisibile: invece bisogna insistere sulle sensazione ed in particolare sui rumori (dato che non può contare nemmeno su tatto/gusto... povero Firnen 3 sensi ko)
Comunque la prossima parte dovrei scriverla la prossima settimana (adesso vado via di nuovo qualche giorno...)
A presto :bye:
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RE: Una voce per Fírnen

da Orik_XVI » 31 agosto 2013, 11:07

Complimenti! è davvero incredibile come il tuo metodo di scrittura possa esprimere emozioni! Sai comunicare pensieri e sensazioni come se fosse il lettore a provarle e i tuoi racconti hanno una fluidità incredibile! Mi sono accorto di quanto ho letto solo dopo il "To be continued" senza rendermi conto che avevo finito di leggere! Continua a scrivere perché ti riesce benissimo. (Wow. Rileggendo questo post mi sono accorto di quanto è vicino al critico :blink: )
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RE: Una voce per Fírnen

da DaubleGrock » 31 agosto 2013, 22:20

Davvero bel capitolo :laugh: poveri Fìrnen e Castigo, sono stati abbandonati, quindi presumo che quello fosse il Varden che ha rubato l'uovo di Saphira :sospettoso: continua così
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RE: Una voce per Fírnen

da Saphira23 » 1 settembre 2013, 21:02

Bellissimo questo capitolo , ancor più bello dei precedenti! :innamorato:
Firnen è un cucciolo così carino! <3 Che amore :innamorato:
Mi piace il suo carattere! Il cucciolo sa il fatto suo ! :laugh:
Mmm...siamo quindi arrivati al momento in cui Saphira conquista la libertà !
Cosa succederà adesso ? Posta presto ! ;)
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RE: Una voce per Fírnen

da Hazelle » 3 settembre 2013, 11:33

Hey Danyyyy!!!! Complimenti per il bellissimo post, come sempre questa fic procede meravigliosamente *.* Firnen è un amore di cucciolooooo!!!!!! Proprio il drago che vorrei *^* dolce e tenero e allo stesso tempo saggio... Stupendooo!!!
Allora, i Varden hanno salvato l'uovo di Saphira e il povero Fir rimane in balia dello zio Galba insieme a Castigo... Bene bene, vedremo come continuerà la storia!!! Complimenti ancora :) :)
Hazyyyy
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RE: Una voce per Fírnen

da Daenerys » 3 settembre 2013, 18:00

Grazie ragazzi :laugh: mi ha fatto veramente piacere leggere i vostri commenti! :D
@Orik_XVI: sul serio :O wow, mi ha fatto veramente piacere :arrossito: (il to be continued l'ho messo perché il capitolo è spezzato in due)
@DaubleGrock: si, è proprio quell'evento lì ^^
@Saphira23: Saphira è libera ;) e il povero Fìrnen un po' meno... Ormai so bene cosa accadrà nel resto della ff, quindi aspettatevi un po' più di "azione": i prossimi capitoli saranno più interessanti! :laugh:
@Hazelle: sono contenta che Fìrnen piaccia :innamorato: è la controparte del Castigo di A Letter, e quando ricomincerò Enchantement terrò conto di questo :cool: ne sono certa :P
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RE: Una voce per Fírnen

da EleFly » 9 settembre 2013, 10:25

Hey!!
Adoro i tuo capitoliiiii! COMPLIMENTONIII! Mi piacciono un casino! :DDDD Continua ti pregoo!
:applauso: :applauso: :applauso: :applauso: :inchino: :inchino:
Che le vostre spade rimangano affilate.
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RE: Una voce per Fírnen

da Daenerys » 29 settembre 2013, 12:05

#5 - Pillole di speranza (2a parte)

-Come è possibile che ve lo siate fatti scappare!-
Pensai che la voce di Galbatorix potesse rompere il mio guscio tanto era potente, e mi ritenni fortunato nel non assistere in prima persona alla furia del re.
-Non lo abbiamo visto entrare- mugolò una voce, il cui tono era flebile e tremolante.
-Devono aver usato un passaggio segreto- aggiunse qualcun altro.
-Come è possibile che nella mia fortezza esistano passaggi segreti di cui non sono a conoscenza... Me lo spiegate? Me lo spiegate!-
Ero convinto che la voce di Galbatorix fosse più dolce e suadente di quella degli elfi. Mi sbagliavo. Non lo avevo mai ascoltato così arrabbiato: in quel momento aveva la stessa furia di un Urgali impazzito. Mi rintanai ancora di più nel mio uovo cercando di chiudermi in me stesso e di non ascoltare, ma fu impossibile: il tono di Galbatorix era così penetrante che non riuscii ad ignorarlo.
-Deve essere colpa degli elfi- commentò una terza voce, più sottile delle altre -Hanno costruito loro Urû'baen migliaia di anni fa... Probabilmente all'interno della cittadella e del palazzo hanno inserito dei cunicoli segreti utili in caso di guerra-
-Nessuno ha chiesto il tuo parere- lo zittì con autorevolezza il re.
-Lui è il re, l'imperatore- ribadì Morzan. Doveva essersi unito anche lui al gruppo.
-Grazie Morzan per queste tue banali considerazioni- Galbatorix era fatto così: non teneva in considerazione nessuno che non fosse se stesso. Persino quello zuccone di Morzan, che, per quanto mi ricordo, lo accompagnava fin dal giorno in cui mi portarono via da Doru Areaba non era per lui altro che un servo, forse un servo più capace degli altri ma niente più che una marionetta ben lungi dall'essere definita "fidata".
Lo si capiva dal modo in cui gli dava gli ordini, non tanto diverso da quello con cui si rivolgeva ai camerieri di corte. Forse gli concedeva più privilegi e una vita lussuosa, quello sì, certamente, ma non poteva cambiare ciò che era: un suo servo, non diverso dalle altre centinaia che affollavano il palazzo.
-Mio caro Morzan, vuoi occuparti tu del problema-
-Mio signore- il Cavaliere era talmente viscido che mi disgustò.
-Come vedi uno dei miei tesori è stato rubato. Sai quanto sia importante per me ritrovarlo e non tollero alcun fallimento.Tutto ciò che devi fare è recuperarlo! Ne sei capace? In fondo è solo una sciocchezza... -
-Mio Signore, non vi deluderò-
-E ora dobbiamo pensare a voi...- si stava rivolgendo ai custodi della mia stanza. Lasciò in sospeso la sua affermazione e sentii i brividi corrermi lungo la colonna vertebrale. Non avrei mai voluto essere al posto dei quei poveracci!
Potevo avvertire il respiro affannoso di quei servi mentre nella sala era sceso il silenzio. Non riuscivo a capire cosa stesse tramando in quel momento Galbatorix, e la cosa non mi piaceva: avevo un brutto presentimento e temevo per quei poveri guardiani. In fondo non era colpa loro se quel ladro era riuscito a penetrare nella sala del trono: non potevano essere a conoscenza di ogni segreto del palazzo e, dopotutto, il furto non era completamente riuscito. Io ero, ahimè, ancora segregato lì dentro.
Ma non avevo fatto i conti con la malvagità di Galbatorix...
-Thrysta!- urlò, per poi aggiungere -Letta!-
Le urla di quei soldati mi rivoltarono le membra. Fu un bene per me non assistere alla loro sofferenza, ma non riuscivo a non soffrire per loro. Non avevano fatto niente di male... almeno dal mio punto di vista. Sentivo crescere dentro di me qualcosa, che mi rodeva l'animo e ribolliva nel mio petto...
Era l'odio verso Galbatorix!

Morzan non tornò più dalla missione. La notizia mi rallegrò parecchio, e la cosa a Galbatorix non piacque. Avrei dovuto prevederlo, ma, anche volendo, non sarei riuscito a trattenere quel guizzo di gioia che sentii il giorno in cui lui ci confidò che il suo più fedele collaboratore era stato ucciso. Negli ultimi tempi si confidava molto più spesso con noi.
Sembrava quasi avesse il timore di perderci... Comprensibile, visto che tutti i tentativi di recuperare il terzo uovo erano stati infruttuosi. -Sono stati i Varden- si lamentava il re e io sentivo crescere dentro di me l'invidia per la libertà che quel cucciolo aveva guadagnato in maniera così inaspettata. Avrebbe potuto prendere me, il ladro, invece era scappato prima di portare a termine il furto...
Il re da allora aveva aumentato la sicurezza. Aveva impiegato un intero manipolo di soldati altamente addestrati e di maghi a difesa della sua sala del tesoro. Sperare che qualcuno riuscisse a portarmi via da lì ormai era impensabile. Il destino aveva voluto che rimanessi là dentro, e così mi era toccato... ma non solo. Anche le processioni dei candidati erano aumentati. Galbatorix necessitava di qualcuno che sostituisse Morzan al suo servizio, di un guerriero potente, di uno stregone senza pari, di qualcuno che riuscisse a sconfiggere per sempre i Varden... Il re aveva bisogno di un nuovo Cavaliere.
Individui sempre più bizzarri ed egocentrici sfilavano davanti a noi uova in cerca di gloria, ma io altro non potevo fare che rifiutarli tutti: trovare un Cavaliere avrebbe comportato la perdita di ogni libertà. Non potevo assolutamente rinunciare alla libertà: altrimenti sarei precipitato nel vortice della follia e sarei diventato come Galbatorix, un pazzo malvagio. Percepii accanto a me l'altro cucciolo. Era il maschio, quindi era la femmina ad essere stata salvata. La notizia, dopo averci riflettuto per un po', alla fine mi confortò: senza la femmina Galbatorix non sarebbe mai riuscito a rifondare l'Ordine.
Era una piccola scintilla di speranza nel nero della mia vita.
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Re: Una voce per Fírnen

da Hazelle » 1 ottobre 2013, 22:06

Ciao Danyyyyyy!!!! :3 Eccomi a commentare (con un po' di ritardo ^.^")
Allora, come sempre scrivi post stupendi *.* e ho già detto che adoro Firnen come lo stai caratterizzando tu (anche perché nei libri Firnen NON HA un carattere -_-)!!! Galba ha scoperto del salvataggio di Saphira... Brrrrr, doveva essere davvero arrabbiato, anch'io me lo sono immaginato più o meno così!!! Molto bella la tua "analisi" delle voci dei personaggi, dato che non possiamo "vedere" attraverso gli occhi di Firnen è interessante leggere una descrizione diversa dalla solita, quella visiva (non so se mi sono spiegata... È tardi e non so cosa scrivo xD) Poi, Morzan non è tornato dalla missione, ovvero è stato ucciso da Brom. Beeeene, siamo già a buon punto!!! :3 E la tua fic è sempre più bella!!!!! :innamorato: Brava Dany!!!
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Re: Una voce per Fírnen

da marceline » 2 ottobre 2013, 13:29

bravaaaa!!! è una bella idea scrivere una ff su firnenscrivi molto bene e la stoa è interessante :sospettoso: posta presto!
l'infanzia non va dalla nascita a una certa età (quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili).
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RE: Una voce per Fírnen

da Daenerys » 15 dicembre 2013, 12:12

Eccomi :sorrisone:
La mia scuola è occupata da quasi una settimana... E contrariamente alle aspettative pare che ci sia partecipazione. :blink: Ciò significa che sono riuscita a tornare a scrivere (il quinto anno è terribile :crybaby: aiutooo!!!) e ad aggiornare questa ff :laugh:
Sperando di non attender ancora (purtroppo fino a novembre la scuola è stata orribile :cry: )
Buona lettura ;)

#6 - Notizie

Per lungo tempo nessuno parlò più di uova rubate. Le giornate erano tornate ad essere piatte come prima che quell'uomo si intrufolasse nella sala del tesoro e rubasse uno di noi. Giorni lunghi, giorni piatti, giorni noiosi. I candidati aumentavano, e aumentavano anche i miei rifiuti. Sentivo il guscio del mio uovo diventare pietra e io una statua immobile al suo interno... ormai mi stavo rassegnando a passare la mia vita là dentro.
La voce di Galbatorix era l'unica sicurezza nel grigio della mia prigionia, quella voce lenta e melliflua come lo scorrere stesso del tempo.
***
"Un nuovo Cavaliere".
Lo aveva rivelato Galbatorix, ce lo aveva detto con un tono di voce a meta tra l'irritato e il divertito. Mi sentivo divorare dall'invidia.
Come?
Quando?
Perché?
Perché lei?
Non ce la potevo fare a resistere ancora... sentivo che presto avrei ceduto. Se solo avessi incontrato la persona giusta, quel candidato che aspettavo da tanto tempo, forse mi sarei schiuso. Ero pronto a rinunciare alla libertà pur di poter uscire da quel guscio?
Sentivo che la mia sopportazione si stava esaurendo. E lui lo percepiva...
Certo Galbatorix sapeva. Ci stava ad ascoltare per ore, ogni giorno era lì, seduto accanto a noi. Parlava e ascoltava i nostri pensieri. Ci raccontava.
Diceva che l'uovo rubato si era finalmente schiuso. "In un villaggio a nord dell'Impero, un piccolo paese chiamato Carvahall". Carvahall... Il nome non mi diceva assolutamente niente: i pochi toponimi che conoscevo erano quelli delle città più importanti: Ellesméra, Trohnjeim, anche se non conoscevo la loro esatta ubicazione geografica, Doru Areaba e, ovviamente, Ilirea o, come veniva chiamata ora, Urû'Baen, la mia prigione.
Il ragazzo per il quale si era schiuso era un quindicenne umano del quale si erano perse completamente le tracce. "Vedrete che lo riprenderemo... Presto lo conoscerete, miei cari. Io lo voglio vivo, lui e la sua dragonessa. Fatevela piacere, perché è l'ultimo esemplare femmina della vostra specie. Voi siete gli ultimi rimasti. Non sentite sulle vostre spalle il peso di essere l'ultima speranza?"
Si, lo sentivo, non mi serviva a niente il fatto che Galbatorix ce lo ricordasse ogni volta che avevo a che fare con lui e i suoi maledetti discorsi. Dovevo ammetterlo, questa possibilità mi attraeva moltissimo, ma al tempo stesso non volevo dare vita ad una specie soggetta al volere di Galbatorix. I draghi erano tutto, fuorché prigionieri.
Nelle nostre vene scorre il fuoco... e la magia. Essere un drago era un sinonimo di essere libero... Ed era wuesto che volevo insegnare a Galbatorix.
***
Il braccio destro di Galbatorix era uno spettro. Si chiamava Durza.
Mi riusciva difficile capire perché avesse scelto uno spettro come servitore: quelle erano creature praticamente indistruttibili ma al tempo stesso malvagie ed inaffidabili. Durza non faceva eccezione: quelle poche volte che aveva accompagnato il sovrano da noi avevo percepito nei suoi confronti un'aura oscura e repellente.
Come faceva ad affidarsi ad un essere così? Era uno dei tanti misteri di Galbatorix ai quali non riuscivo a trovare risposta...
Fatto sta che Durza aveva fallito. Era riuscito a catturare il nuovo Cavaliere e se l'era lasciato sfuggire; questo poteva significare solo una cosa: Galbatorix era infuriato. La prospettiva, che di solito mi spaventata a morte, in questo caso mi divertiva: avrei voluto vedere con i miei occhi la faccia del sovrano mentre rimproverava allo spettro i suoi fallimenti... Purtroppo non avevo occhi per vedere, l'unica cosa che potevo percepire erano i rumori, e le menti attorno a me. E in quel momento ciò che percepivo era la furia di Galbatorix. Sperai che non avesse intenzione di scatenarla contro di noi e in effetti non lo fece: in quel periodo, con mia somma gioia, ci veniva a trovare raramente. Era più ingegnato a correre dietro al nuovo Cavaliere e ciò mi faceva molto piacere.
Almeno sarei stato in pace... per il momento.
***
Durza morì di lì a poco. Il suo esercito venne sconfitto, o almeno questo aveva capito dai frammenti di conversazione dei miei carcerieri. Perché dovevano chiacchierare a voce così dannatamente bassa?
La risposta era logica: avevano paura di Galbatorix.
Anch'io al loro posto avrei fatto lo stesso, eppure questa consapevolezza non mi impedì di sentirmi frustrato di fronte alle brevi frasi che riuscivo a cogliere.
"Durza è stato ucciso..."
"Nuovo Cavaliere su un drago blu..."
"Eragon Ammazzaspettri"
Che si chiamasse così? Le voci su un nuovo eroe dovevano rincorrersi in tutto il regno e immaginai che Galbatorix avesse già tappezzato tutte le città con manifesti col suo volto. Mi sentii pervaso da nuova speranza: se il Cavaliere, questo Eragon, era stato in grado di uccidere uno Spettro, cosa che, immaginai, dovesse essere molto difficile, magari era in grado di sconfiggere una volta per tutte Galbatorix e di liberarmi?
Forse un giorno sarei tornato a schiudermi anch'io! La mia bocca si increspò in un sorriso e fui felice del fatto che il guscio dell'uovo mi nascondesse al mondo esterno. Nessuno avrebbe notato la mia felicità, nessuno si sarebbe accorto che ero tornato a sperare...
Forse la fine della mia prigionia non era poi così lontana...


Ne approffitto per fare gli auguri di Buon Natale, :D
Daen
We must be swift as a coursing river
With all the force of a great typhoon
With all the strength of a raging fire
Mysterious as the dark side of the moon
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