What if ... Equilibrium

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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 12 giugno 2012, 16:24

NO, NO,NO non ci posso credere sei veramente tu? :ahhhhh: Arte non sai come sono contenta !!!:D Finalmente sei tornata!!!:O Questo capitolo è davvero meraviglioso :innamorato: , il tuo modo di scrivere mi è sempre piaciuto e le tue storie sono sempre meravigliose ;) . Povero Eragon, certo che Emma non si guarda bene intorno eh? :dry: Ma secondo me , almeno spero :rolleyes:, cambierà idea sul “caro” tiranno :sospettoso: Un bel ritorno ;) non lasciarci sulle spine e posta prestissimissimo!!!;)
Un saluto ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da barbamanta » 20 giugno 2012, 6:40

Sei tornata!!!!!!
Ben tornata!!!
Bellissimo il capitolo!!
Posta presto, voglio sapere come continua!!!!!!!!!
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RE: What if ... Equilibrium

da Firnenfire » 20 giugno 2012, 10:13

Oh No!! Come andrà a finire?
Non lasciarci sulle spine :(
Comunque brava!! :)
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 3 aprile 2013, 23:58

[align=center]«Questo è lo spirito giusto!» disse con un sorriso, poi la ragazza si voltò di scatto infastidita da qualcosa.
Una donna in avanti con l’età, e dal volto gioviale aveva fatto capolini dalla porta e li stava osservando con una certa insistenza. Portava su ciascun polso dei bracciali di ferro tondi, segno che era una schiava, ma i suoi occhi, al contrario, era pieno di dignità e orgoglio.
«E tu cosa ci fa qui. Non vedi che stiamo parlando?»
Senza togliere gli occhi da Eragon la donna fece un passo in avanti «Scusa Eragon, ho pensato che, dopo la tua “lezione” con Galbatorix, tu avessi bisogno di me» disse ignorando deliberatamente Emma. Stretto tra le mani teneva un involto di pelle.
«Per te Cavaliere Eragon!» rispose Emma con stizza, facendo un passo in avanti e con le mani piantate sui fianchi. Non le piaceva essere ignorata. La donna tacque ancora. Per Emma questo fu troppo:
«Hai capito quello che ti ho detto? Qui a palazzo non ti hanno insegnato a rispondere alle domande in modo adeguato?»
L’anziana donna sgranò gli occhi appena vide la ragazza avanzare di alcuni passi verso di lei, ma non abbassò lo sguardo, ne disse una parola. Questo sembrò fare infuriare ancora di più Emma.
La ragazza fece un’ulteriore passo in avanti e alzò un braccio, ma prima che la colpisse Eragon la fermò afferrandole il polso e facendola girare delicatamente ma in modo deciso. La ferita al braccio lo fece appena sussultare.
«Basta così Emma» le disse Eragon cercando di mantenere la calma.
«Gertrude sa bene chi sono. Lei più di tutti lo sa … »
Sorpresa dal suo gesto Emma stava per rispondergli a tono, ma lo sguardo che gli rivolse il ragazzo la indusse a non continuare a inferire sulla donna.
«Questo non cambia che deve dimostrarmi più rispetto» disse invece rivolgendosi a Eragon. «… Ed ora lasciami, mi stai facendo male!»
Accortosi di tenere ancora il polso di Emma Eragon lasciò scivolare le dita dalla giovane. «Scusami» sussurrò con voce roca. Sentì che una goccia di sangue caldo colargli giù dalla mano.
«Perché ti sta tanto a cuore questa schiava?» lo incalzò Emma. Eragon strinse la mano a pugno e lo portò dietro la schiena, quindi rispose.
«Prima di diventare una schiava, come dici tu, Gertrude era la levatrice e la guaritrice del mio villaggio. Tutti a Carvahall si affidavano a lei e alla sua saggezza.» a quelle parole Emma si girò verso la donna guardandola come se la vedesse per la prima volta, quindi serrò le labbra e rimase in silenzio. Eragon continuò.
«Forse, sei tu quella che dovrebbe portarle più rispetto …»
«Questo non è quello che mi hanno insegnato» rispose Emma, punta evidentemente sul vivo. Poi, come pentita di ciò che aveva appena detto, si morse nervosamente un labbro e la sua voce assunse un tono più morbido «Ma posso sempre imparare, se me ne darai la possibilità ...»
«Saresti davvero disposta ad ascoltarmi?» chiese Eragon prudente.
«Sì Eragon… lo sono»
«Andremmo contro il volere del re… » replicò il ragazzo con un tono di voce asciutto.
Emma lo ricambiò con un sorriso «Per te non sarebbe la prima volta… ».
A quelle parole Eragon si allontanò di un passo e distolse lo sguardo
«Non sei tu quella che mi ha appena detto che dovrei ringraziare il re per il suo perdono?» chiese abbassando il tono della voce.
«Sì è vero… ma è una tale noia qui!» rispose Emma. La sua voce era fresca e cristallina, priva di ogni traccia di paura o di timore. Una sensazione che Eragon aveva dimenticato da tempo.
«… e poi… tu mi piaci Eragon. Sei di gran lunga la persona più interessante che abbia conosciuto a questa corte… Dammi una possibilità di ricambiare il favore, se non altro per il tempo che mi hai dedicato oggi»
«Il re non mi lascia molto tempo libero»
«A questo possiamo porre rimedio…»
«Lady Emma, non credo io…» Emma si avvicinò e gli posò un dito sulle labbra per farlo tacere.
«Nono devi darmi subito una risposta…quando avrai deciso fammi un cenno e io capirò» Eragon arrossì al tocco fresco della sua pelle.
«Bene una signora sa sempre quando è momento di andare e il mio istinto mi dice che è l’ora di togliere il disturbo. A presto Eragon. » rivolse un fugace sguardo a Gertrude e regalò un sorriso amorevole ad Eragon quindi lasciò la stanza.
Eragon rimase qualche minuto ad assaporare il profumo di rosa che ancora aleggiava nella stanza dopo il suo passaggio. Gertrude lo osservò a lungo, ma non disse nulla, e picchiettando con il palmo della mano sul materassi disse solo:
«Vieni qui Eragon e fammi vedere quel braccio» Eragon si avvicinò lentamente e si sfilò con cautela la manica della casacca. La donna osservò attentamente la ferita . Nel corso di quei mesi la donna aveva visto il re punire Eragon per tutte le cause possibili, e aveva imparato dai segni quale fosse il suo umore, quindi con aria grave prese dall’involto che aveva portato con se, e ne estrasse un barattolo contenente un unguento profumato, quindi e iniziò a spalmarlo sulla ferita.
«Che cosa hai fatto per farlo infuriato così tanto?» chiese mentre un sorriso triste gli increspava le labbra.
Eragon scosse la testa e si sdraiò sul letto «Oggi ho rischiato di perdere tutto per il mio stupido orgoglio Gertrude! … Galbatorix sa bene che mi serve la sua approvazione per quella proposta di legge. Ho dovuto cedere alle sue richieste.
Lui riesce sempre a ottenere quello che vuole!»
«Che cosa voleva da te?» A quella domanda Eragon avvampò di vergogna e si voltò da un lato. La sua risposta le arrivò poco dopo.
«I miei ricordi, su … Emma».
Gertrude rimase ancora un altro po’ in silenzio a spalmare con la punta delle dita le ultime tracce di unguento prima di accorgersi che il ragazzo si era orami addormentato, esausto.
[/align]
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 4 aprile 2013, 13:12

Brava!!! :) Mi piace la tua ff perché è molto originale.Non mi sarei mai immaginata Eragon al servizio del re...Ma Arya che fine ha fatto? :invisibile:
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 4 aprile 2013, 19:25

Grazie Saphira00, sono contanta che la mia ff ti piaccia...in realtà l'avevo iniziata molto tempo fa ... ma ahimè gli impegni quotidiani mi hanno impedito di proseguirla..quindi ora la riprendo sperando di riuscire a portarla a termine !!! ... vorrei cercare di aggiornarla settimanalmente !

...quindi a presto e un saluto


arte ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 7 aprile 2013, 11:01

Arte!!! E' bello sapere che non hai dimenticato questa tua ff e che tu abbia deciso di continuarla !!! Credevo che non saresti più tornata su questo forum e invece.....non sai come sono contenta!!! ;) Un bel post !!! Continua presto !!! ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 19 aprile 2013, 21:16

Grazie Saphira, anche io non sapevo ancora quando sarei tornata a postare qui su eragonitalia... mi fa piacere scoprire che stai scrivendo una nuova storia ! è meravigliosa... ma ti lascerò presto un commento

[align=center]CAPITOLO QUARTO
«Bernard, Nino, Leonard! Dove siete?» chi amò Arianna entrando nella loro casa, ma la stanza era vuota.
In paese la festa per il nuovo raccolto era in pieno svolgimento. Ma c’era stato qualcosa di insolito nel comportamento dei suoi abitati. L’intera comunità sembrava essere posseduta da una improvvisa euforia che aveva eliminato qualsiasi freno inibitore nei comportamenti di alcuni di loro. Se inizialmente il fatto aveva scaturito ilarità e allegria, l’eccesso di alcuni di loro aveva portato presto tra abitati a preoccuparsi quando le azioni avevano messo a repentagli le loro vite e quelle degli altri abitanti. Un ragazzo e una ragazza era quasi annegati buttandosi nelle acque turbinose del nel fiume Ramr dopo che accaldati per le danze con il loro gruppo di amici avevano deciso di andare a fare un bagno. I due ragazzi si erano vantati di poter nuotare anche nelle ripide, nessuno dei loro compagno li avevano fermati fino a quando non avevano sentito le urla disperate del ragazzo che tentava di riportare il corpo della compagna a riva; i due erano stai portati al villaggio e accompagnati alle loro case. Un altro abitante ancora aveva tentato un salto da un albero alto diversi metri credendo di riuscire a volare.
Preoccupata per questi eventi Arianna aveva iniziato a indagare fino a quando non aveva scoperto del Faelivrin tra le bevande servite al banchetto. Così dopo aver portato i bambini in un posto sicuro lontano dalla baldoria della festa, allontanandoli con la scusa di fargli giocare, si era recata alla loro casa appena fuori dal villaggio.
Nino uscì dalla porta del retro chiudendosi la porta alle spalle con aria circospetta.
«Arianna che cosa ci fai qui? …Dovresti essere alla festa come tutti gli altri…»
«Stavo alla festa Nino, fino a quando ho scoperto questo… » Arianna mostrò a Nino un bicchiere contenente il liquore elfico « è Faelivrin, e ad averlo fatto potete essere stati solo voi tre… è un gioco molto pericoloso… gli esseri umani non reagiscono tutti allo stesso modo e molti fuori stanno rischiando di farsi molto male» Arianna non aveva idea di come gli altri fossero riusciti a procurarsi l’ ingrediente magico per la creazione di quel liquore, fili di luna, ma sapeva benissimo che lo stavano usando per creare un diversivo e liberare Néya.
[/align]
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 20 aprile 2013, 13:04

Beh,in questo capitolo Non succede quasi niente ma non vedo l'ora di sapere la continuazione!! :laugh:
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 20 aprile 2013, 14:12

Breve , ma fa notare cose che stanno prendendo pieghe pericolose :sospettoso: Gli elfi devono stare attenti se non vogliono che Galba sospetti che qualcosa ne sul impero si stia muovendo a sua insaputa .
Eragon scoprirà mai che Arya circola ancora da quelle parti ? Non tenerci troppo sulle spine!!! Sono davvero curiosa!!!

Grazie Arte, mi fa immenso piacere sapere che stai leggendo anche l'ultima ff che ho iniziato ( anche se purtroppo è momentaneamente sospesa per mancanza di idee e di tempo :-/ ) non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi!!! ;)

Posta presto!!!

Un saluto ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 26 aprile 2013, 14:44

eccomi scusate l'attesa ! eccovi il capitolo quarto completo ! .... spero vi piaccia ....fatemi sapere

un abbraccio

arte

CAPITOLO QUARTO
Era ancora pomeriggio inoltrato quando Arianna rientrò in casa. «Bernard, Nino, Leonard! Dove siete?» chiamò senza ricevere risposta. La stanza era vuota. Arianna se l’era aspettato, per questo motivo attese paziente il tempo necessario che qualcuno di loro rientrasse.
Nel frattempo, in paese, la festa per il nuovo raccolto era nel pieno del suo svolgimento.
Tutto era andato per il meglio fino a quando, subito dopo la fine del banchetto, Arianna aveva iniziato a notare qualcosa di insolito nel comportamento dei suoi abitati. Come in preda ad una sorta di improvvisa euforia, che aveva eliminato qualsiasi freno inibitore, uno dopo l’altra e indifferentemente da età e sesso, gli abitanti del villaggio avevano iniziato ad agire in maniera insolita bizzarra.
Arianna aveva iniziato a preoccuparsi seriamente solo quando una di queste bravate, due giovani non erano quasi annegati tra le rapide del fiume Ramr. Accaldati per le danze, tutti i ragazzi del villaggio avevano deciso di andare al fiume per trovare ristoro nelle le sue acque. Nessuno di loro aveva saputo raccontare cosa era accaduto dopo. Arianna aveva cercato di interrogare alcuni dei presenti, ma quello che aveva ricavato erano stati solo ricordi confusi e parole male articolate. Quei ragazzi sapevano solo che raggiunto il punto dove il letto del fiume si abbassava in maniera repentina, creando pericolose correnti, due loro amici si erano prima spogliati e poi buttati in acqua. Le urla disperate del ragazzo, che tentava di riportare il corpo della compagna a riva, li aveva scossi a tal punto da rompere l’incantesimo di quella strana euforia. Questo aveva dato loro la forza di riportarli al paese dove i mal capitati vennero asciugati e rifocillati .
Fortunatamente tutto era stato presto dimenticato, confuso nell’allegria generale della festa, ma Arianna sapeva bene che quello stato di benessere non poteva durare per sempre, presto quei due ragazzi e tanti altri si sarebbero resi conti di aver messo a repentagli le loro stesse vite e quelle degli altri.
Sempre più preoccupata Arianna aveva iniziato a indagare fino a scoprire la causa di tanta esaltazione . Tra le bevande servite al banchetto c’era stato anche del Faelivrin. Questo era un liquore elfico molto potente, i cui effetti le erano fin troppo noti. Per Arianna non era stato difficile immaginare chi era stato a metterlo e il perché, così si era recata alla loro casa, appena fuori dal villaggio.
Non era passato molto tempo da quando aveva iniziato ad aspettare, che Nino entrò dal retro e si chiuse la porta alle spalle con aria circospetta.
«Arianna che cosa ci fai qui? …Dovresti essere alla festa come tutti gli altri…» chiese accorgendosi solo in quel momento della sua presenza.
«Stavo alla festa, fino a quando ho scoperto questo… » Arianna mostrò a Nino un bicchiere contente il Fealvrin. Il giovane prese il bicchiere e lo soppesò in silenzio prima di rivolgere uno sguardo di finta indifferenza. Arianna riprese a parlare.
«E’ Fealvrin. Non è così? E ad averlo fatto potete essere stati solo voi tre. E’ un gioco molto pericoloso Nino, gli esseri umani non reagiscono ai suoi effetti allo stesso modo. Alcuni degli abitanti hanno rischiando conseguenze molto gravi…»
«Questo non è un nostro problema» ribatté pronto riconsegnandole il bicchiere con il liquido incriminante.
«Lo sarà presto Nino» Arianna non aveva idea di come fossero riusciti a procurarsi l’ingrediente magico per la creazione di quel liquore, i fili di luna, ma sapeva benissimo che lo stavano usando per creare un diversivo e liberare Nèya.
«Quale luogo migliore della bottega di un erborista per fabbricare questo tipo di liquore? Avremo anche assunto sembianze umane ma questo non ci può proteggerà da tutto»
Dopo un attimo ancora di silenzio Nino cedette sotto lo sguardo torvo di Arianna e si morse un labbro, quindi le fece di seguirlo «E va bene…ma Bernard non approverà il tuo intervento… »
Arianna rispose pronta «Correrò il rischio…» Nino annuì e Arianna lo seguì nel retro della loro abitazione, fino a raggiungere la casette delle rimesse, in fondo a un breve vialetto.
«Sai che abbiamo agito solo per il bene del nostro popolo, Arianna…» le disse Nino posando la mani sulla porta prima di aprirla. Arianna lo squadrò per un attimo quindi annuì «Lo so.» Assicurato da quelle parole, Nino aprì la porta della rimessa ed entrò.
La stanza era illuminata da due finestroni nella parete di destra e al suo centro un grande tavolone di legno che ospitava sacchi e ampolle di vetro. L’aria era piena di povere e nella semi oscurità la luce che proveniva delle fessure dalle finestre tagliava la sala come un coltello. Al suo interno non c’era nessuno, ma questo non scoraggiò Nino che si guardò intorno e disse «Potete uscire…sono io…»
Bernard e Leonard uscirono poco dopo da dietro qualche tipo nascondiglio. Ci fu solo un attimo di esitazione nei loro passo, quando notarono la presenza di Arianna. Il primo a parlare e rompere quel breve silenzio fu Bernard.
«Perché Arianna è qui Nino?» chiese fissando Arianna con occhi duri. Bernard aveva ignorando deliberatamente la sua presenza marcando la sua disapprovazione.
Nino sospirò prima di rispondere «Ha scoperto il Faelvrin» disse solamente. «Avrei pensato a tutto, tranne che poteste fare una mossa così sciocca Bernard! » si intromise Arianna incapace di rimanere oltre in silenzio. «Dopo che l’effetto euforico del liquore sarà scomparso, non impiegheranno molto a capire di essere stati sotto l’effetto di una magia, soprattutto se l’assoceranno alla fuga di Nèya. E lo faranno, credetemi. Statene certi. A quel punto, Bernard, quanto tempo pensate possa metterci la notizia a raggiungere le orecchie del re? »
Bernard fece un passo avanti per affrontare l’ira della ragazza. Non poteva negare la verità delle sue parole, ma in quel momento non le avrebbe dato la soddisfazione di darle ragione. «Il fatto non ti riguarda Arianna. Ti sei tarata fuori dai giochi ieri sera. E per me, hai perso qualsiasi diritto di esprimere la tua opinione!» disse rivolgendo uno sguardo a Nino e Leonard per trovare conferma. I due si guardarono tra loro con imbarazzo. Non avevano voglia di contraddire nessuno dei due.
«Non hai risposto alla mia domanda Bernard» Arianna sostenne il suo sguardo e i due rimasero a guardarsi per alcuni interminabili istanti. Nessuno avrebbe ceduto per primo volontariamente. Fu allora che apparve lei, Nèya.
«Arya Dröttning» disse una voce, rivelando così la presenza una quarta persona nella stanza. Venne avanti una giovane. Si era rivolta ad Arianna con l’appellativo elfico riconosciuto al suo rango; la sua voce era stata fine e cristallina ma allo stesso tempo decisa e profonda, catalizzando su di lei l’attenzione di tutti. Lo sguardo di Arianna si posò subito sui capelli argentati, troppo corti e tagliati malamente che incorniciavano i lineamenti spigolosi ma allo stesso tempo delicati del suo volto, per passare infine al suo ventre leggermente rigonfio. Nèya era evidentemente in stato interessante e, a giudicate dalle dimensioni della pancia, non doveva essere oltre il secondo mese. Arianna ebbe un tuffo al cuore immaginando chi potesse essere il padre.
«Non voglio che voi due discutiate per me, mia regina…» disse la ragazza, ma venne interrotta subito da Bernard
«Non dire altro Nèya.» il giovane si era posto al suo fianco con fare protettivo.
«Arianna Nèya aspetta un bambino dalla bestia che la teneva schiava! Non possiamo permettere che quel mostro continui a farle del male. E’ riuscita a tenere nascosto il suo stato, ma non potrà farlo per moto. Puoi immaginare cosa le farebbero, o cosa farebbero a suo figlio se venissero della sua esistenza?» chiese con una nota di disprezzo nella voce. Anche se non lo aveva mai dichiarato in maniera esplicita, per via dei suoi modi cortesi e gentili, tipico del popolo elfico, Bernard faceva parte di quella schiera di elfi che difendevano la superiorità della razza elfica e non credevano in una redenzione della razza umana, sempre pronta a perpetrare i loro crimini e le loro nefandezze.
Con un nodi in gola Arianna non poté farea latro che annuire. Andò da Nèya e le prese le mani stringendole con forza. Poi con estrema dolcezza le asciugò le lacrime che le stavano cadendo lungo le guance. «Terrai questo bambino, nonostante tu sappia di chi è figlio?» mettendola di fronte alla possibilità implicita di poter interrompere la gravidanza.
«Sì mia regina. Non ho intenzione di abortire, se è questo quello che volevi sapere. Il bambino non ha colpe» aggiunse con voce decisa.
Sbattendo le palpebre Arianna si inumidì appena labbra le sorrise con orgoglio «Sì … il bambino non ha colpe». Lo sguardo di intesa che si scambiarono le due donne valse più di mille parole. Un figlio era il più alto atto di fiducia e di amore per un elfo. Il fatto che fosse frutto di una violenza sarebbe stato un fardello che Nèya aveva accettato e che avrebbe portandolo con coraggio, Arianna sapeva che poteva farlo, glielo aveva letto negli occhi. Quindi si rivolse agli altri compagni.
«Prima pensiamo a come farla allontanare dal villaggio, poi ci occuperemo del resto. Ora ditemi, quale era il vostro piano?»


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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 27 aprile 2013, 13:56

Brava!!!!!! Ma non ho capito bene la parte in cui c'è Arya.... :blink:
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 30 aprile 2013, 11:02

Ciao Saphira00! Non hai compreso la parte di Arya ? ... Arianna è in realtà Arya e gli altri suoi fratelli sono altri elfi ancora - Bernard è Blodhgarm, Lino è Lifean e Nino Narì - sotto la guida di Arya Si sono tutti trasformati in umani per mimetizzarsi e non finire catturati dall'impero, in attesa di un'occasione per aiutare Eragon e Saphira a ribellarsi a Galbatorix.
Spero di aver chiarito i tuoi dubbi ... in caso fammi altre domande... e io sarò lieta di risponderti !

.... il prossimo capitolo lo pubblicherò intorno a giovedì !

un saluto a tutto quelli che mi seguono !!

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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 1 maggio 2013, 12:06

aaaaaaah adesso ho capito tutto!!!! :D grazie per aver risposto alla mia domanda! :)
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 2 maggio 2013, 15:15

CAPITOLO QUINDO


«La vuoi smettere di fare aventi e indietro come un ossesso! Mi stai innervosendo!»
Murtagh poggiava con la schiena al mura e le braccia conserte sul petto e rivolse a Eragon uno sguardo irritato. Il giovane sostenne il suo sguardo
«Se non volassi con il tuo drago da più di un anno, fratello, » rispose stringendo i pugni lungo il fianco «forse comprenderesti la mia agitazione»
Murtagh scosse la testa e roteò gli occhi «Se non ti fossi comportato in maniera così testarda saresti con Saphira già da tempo.»
Eragon decise che non era momento di rispondere al fratello e si mise ad osservare i grandi fregi che ornavano la porta di accesso alle sale dei draghi dove, con Murtagh, era in attesa dell’arrivo di Galbatorix.
Quelle predelle narravano la grande battaglia fra draghi ed elfi conosciuta anche con il nome elfico di Du Fyrn Skulblaka. Eragon aveva avuto la fortuna di studiarla i rotoli della biblioteca di Oromis, distrutti insieme ad Ellesmera e a tutte le città elfiche della Dun Waldenvarden. Le effigi scolpite su questa porta nei libri in circolo all’interno di Alagaësia approvati dalla propaganda imperiale di Galbatorix.
Con sollievo di Eragon Galbatorix probabilmente non aveva ritenuto la loro presenza minacciasse. Le porte si trovavano infatti all’interno del palazzo e accessibili a nessun’altro al di fuori del re tranne e dei suoi cavalieri.
Eragon fece scorre il suo sguardo al punto in cui un giovane elfo di nome Eragon trova l’uovo di un drago e lo alleva in segreto come suo amico dandogli il nome di Bid’daum. Diventato abbastanza grande Eragon e Bid’daum avanzarono uniti incontro alle due parti avverse riuscendo così nell’intento di fermare le ostilità. Eragon lasciò scivolare con nostalgia le dita sul profilo di un drago e del suo cavaliere. I loro volti che si guardavano in un’intima intesa. Il pensiero di Saphira e della libertà che avevano perduto gli procurò una profonda fitta al cuore.
«Perché ora Murtagh? Perché farmi uscire adesso con Saphira?» sussurrò esprimendo il dubbio che lo aveva accompagnato fino a quel momento. Murtagh aggiustò appena la sua posizione per poi socchiuse gli occhi e rispondere con indifferenza.
«Mi ha solo ordinato di portarti qui, dicendomi che saremmo usciti dalla città con i nostri draghi»
Eragon non poteva accettare di essere un burattino nelle mani del re, tantomeno voleva questo per suo fratello. «E tu ubbidisci e basta, non è così?» rispose con voce più aspra di quella che avrebbe voluto.
A quelle accuse Murtagh fece spalluccia «Pensala come vuoi Eragon. Ma non incolpare me per quello che ti sta facendo il re. Io ho fatto una scelta, e a quanto pare è stata la vincente… tu dovresti fare altrettanto.»
Non ricevendo alcuna risposta dal fratello Murtagh lo squadrò per alcuni secondo, quindi sciogliendo la sua posizione «… e va bene. Ti dirò quello che ho sentito. Ma sono certo che non ti piacerà… »
«Non tenermi sulle spine Murtagh, dimmi quello che sai»
«Quella ragazza, la figlia di Lord Barst, Emma. É lei il motivo»
«Emma? Che cosa centra Emqma?»
«Davvero non ci arrivi Eragon?»
«Il mio fidanzamento con Lady Nasuada sarà presto ufficiale e Galbatorix vorrebbe che a tu ti presentassi a tutti con una giovane degna del rango che ricopri.»
«Lady Emma…»
«Vedo che inizi a capire»
«Ma io non provo nulla per lei ..e non potrò mai provarlo. Il mio cuore appartiene a una sola persona»
«Ti riferisce forse ad Arya?»
Eragon prese un respiro profondo e sostenne lo sguardo del fratello. Murtagh riprese a parlare
«Eragon, Arya è scomparsa, probabilmente insieme al suo popolo. Lontano da Alagaësia . Smettila di pensare a lei e guarda al futuro»
Eragon distolse lo sguardo. Le parole di Angela echeggiarono nella sua mente. Ricordava bene le sue parole e la carta con un bocciolo di rosa racchiuso in una falce di luna.
“… Nel tuo futuro c’è una grande storia d’amore straordinaria come suggerisce la luna, che è un simbolo magico, e forte abbastanza da travalicare gli imperi….“
“ Non so dirti se questa passione avrà un epilogo felice, ma il tuo amore sarà di nobile stirpe. E’ potente, saggia e bella oltre ogni dire…”
Semplicemente Eragon non poteva permettersi di amare Emma.
Il fatto che fosse una mortale lo avrebbe obbligato a vederla invecchiare e morire, mentre lui sarebbe rimasto nel pieno della sua forza e della sua giovinezza. Era inevitabile. Emma era una ragazza deliziosa, con il tempo avrebbe anche potuto imparare ad amarla, ma l’idea di doverla perdere mentre lui avrebbe continuato la sua esistenza come immortale non era giusto, ne per lui lei ne per lui.


Aggiunto dopo 4 minuti:

p.s. ... ecco una parte del capitolo .... buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate!!
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