What if ... Equilibrium

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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 2 maggio 2013, 19:42

:inchino: :inchino: Non ho nessuna critica da farti se non di: come hai potuto postare questa parte lasciandomi cosi? ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 2 maggio 2013, 19:59

Ciao arte !!! ;) Questi capitoli sono veramente meravigliosi , l'ultimo in particolare :O
Non ci posso credere.....Eragon non può innamorarsi di Emma...... :sleep: cioè si potrebbe ma......Arya??? Chissà cosa avrai in mente!!! XD non sai come sono curiosa.....e poi ? Questa uscita? .....povero Eragon, non vedeva Saphira da molto tempo!!! -_- io odio Galbatorix -_- , tutto davvero molto bello!!! Non vedo l'ora che posti ;)

Un saluto ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da DaubleGrock » 13 maggio 2013, 18:39

Ma non posti più? :cry:
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 16 maggio 2013, 21:45

Eccomi di nuovo qui !! .... in queste settimane ho avuto davvero poco tempo da dedicare alla storia ...ma sono riuscita a scrivere questo .... eccolo qui ..... buona lettura e fatemi sapere !!

arte



[align=right]La mano di Murtagh si posò sulla spalla scuotendolo dal suo torpore e riportandolo alla realtà. «Smettila di fantasticare su la tua donna misteriosa. Il re sta arrivando» gli disse facendogli cenno con la testa e indicando di fronte a loro.
Seguendo lo sguardo di Murtagh Eragon vide Galbatorix venire verso di loro con altre quattro persone affiancate da due soldati in armatura rossa.
Alla destra del sovrano era Lord Barst. Il re e il conte indossavano entrambi una cotta di maglia e giustacuore di cuoio, mentre guanti e schinieri in metallo completavano le loro armature leggere. Al fianco del conte era sua moglie, la contessa Beatrix, con in dosso un prezioso abito bianco, a braccetto era la figlia, Lady Emma. I capelli della giovane erano raccolti in una coda tenuta da una stretta fascia da cui fuoriuscivano solo due riccioli ai lati delle orecchie. Indossava un paio di pantaloni neri e stivaletti di pelle leggeri, una lunga maglia, dello stesso colore dei pantaloni, le lasciava le spalle scoperte e si apriva sotto i fianchi scendendo in due ampie falde.
Poco dietro al re era Nasuada, anche l’ex capo dei Varden era vestita con degli abiti comodi, portava dei pantaloni e una casacca dal collo alto, aperto sul davanti e con una lunga chiusura laterale, i capelli erano completamente nascosti sotto un turbante di preziosa tela ricamata. La ragazza gli passò accanto e cercò disperatamente visibilmente preoccupata. Doveva essere successo qualcosa se si era resa necessaria la presenza dei soldati e del generale Barst.
Galbatorix si fermò proprio di fronte ai due giovano cavalieri. Sul volto del sovrano di Alagaësia era dipinto un sorriso così freddo che ad Eragon ricordò i lunghi inverni di Carvahall.
«Murtagh, tu e tuo fratello raggiungete pure i vostri draghi all’interni.» disse. Il re fece un semplice movimento con mano e i due battenti dell’enorme porta si aprirono di fronte a loro. Eragon si girò e fece un timido passo verso l’interno, in quel momento poteva sentire in maniera distinta la presenza di Saphira. Le loro coscienze si sfiorarono, ma, con un enorme sforzo, Eragon tenne la dragonessa ancora ai margini della sua mente. Il re non aveva finito di parlare.
«Sono state preparate per voi delle armature leggere. Indossatele e raggiungeteci fuori dalle porte della città.» Disse ancora il re quindi, avvicinandosi al cavaliere cremisi affinché solo lui potesse sentirlo aggiunse:
«C’e stato un piccolo cambio di programma. Assicurati che Eragon e Nasuada rimangano vicino a te, intesi?»
Murtagh flesse appena i muscoli delle spalle in vanti e serrò la mascella, in rapida successione rivolse a Eragon e a Nasuada un brevissimo sguardo, quindi annuì.
«Come desiderate» asserì con tono deciso. Il re lo gratificò con un ampio sorriso «Bene ragazzo» il sovrano strinse con una mano la spalla del giovane, proprio come un padre avrebbe fatto con un figlio, poi i lineamenti del suo volto si indurirono:
«Eragon» disse volgendo la sua attenzione al più giovane dei due cavalieri. Eragon fece un passo avanti e affrontò il re a viso aperto. «Maestà…» Galbatorix sembrava sempre trarre un enorme piacere nel sentire il giovane rivolgersi a lui con la giusta deferenza. Il re lo gratificò con un sorriso «Oggi potrai usciere nuovamente dal castello» disse modulando il tono della voce nel modo più accondiscendente possibile. «in cambio mi aspetto piena obbedienza…da parte tue e della tua dragonessa»
Eragon inalò un profondo respiro «Da quando sono qui ti ho dato mai modo di dubitare?» chiese, cosciente di come gli incantesimi imposti dal re nell’antica lingua lo legassero a lui con vincoli più pesanti di mille catene. Senza di essi il re non avrebbe avuto lo stesso potere.
Galbatorix mantenne il suo sorriso «No, non lo hai fatto. è vero».
“Ma potresti iniziare a farlo oggi … “ intervenne Saphira irrompendo nei suoi pensieri come un ciclone. Eragon sobbalzò per sorpresa, poteva percepire molto bene la sua rabbia.
…Saphira non adesso….
Che cosà può farti Galbatorix se ti lego alla mia sella?….
continuò Saphira accompagnando alle parole alcune immagini mentali di loro due in volo. Un sorriso emersi sul volto di Eragon.
Sai che lo desidero quanto lo desideri tu…
Allora fai presto… incalzò Saphira, ma prima che potesse aggiungere altro Eragon fu costretto chiudere la conversazione. Galbatorix lo stava osservando con le braccia conserte «…ma la tua disciplina, Eragon, continua ad essere molto carente» lo rimproverò severo, con un movimento rapido gli afferrò il mento in modo da assicurarsi la sua attenzione. Gli occhi del sovrano lo studiarono per alcuni secondi, poi con le dita tracciò la line della cicatrice che gli solcava la guancia destra. «Non scordarti mai quale è il tuo posto Eragon. Tu mi appartieni, ora e per sempre!» sibilò piano prima di lasciare la presa, quindi, come se nulla fosse accaduto si rivolse sorridente al resto del gruppo e proseguì oltre.
Di nuovo soli Eragon lanciò uno sguardo interrogativo al fratello. «Che storia è questa Murtagh? A cosa ci stiamo preparando?»
Murtagh corrugò la fronte e scosse la testa. «Non ne so nulla Eragon. Credimi. Questa storia è nuova per me quanto per te»
«Dovrei crederti?» chiese Eragon massaggiandosi piano la mascella.
«Fai come vuoi Eragon. Ma questa volta sarà meglio per te che tu segua le istruzioni del re alla lettera.
Forza, ora andiamo. Saphira e Castigo ci stanno aspettando».
rta.
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 17 maggio 2013, 13:32

[smilie=yahoo.gif] evvai!!!!!!!! Viva Saphira!!!!! Eragon vedi di ascoltarla.....devi assolutamente andare via da quel posto! :yes:
Baci Saphira00.....posta presto! :D
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 19 maggio 2013, 14:40

wow il tuo entusiasmo per il capitolo mi ha fatto davvero piacere ! ... Grazie per aver commentato !

spero di aggiornare al più presto


un saluto

arte :P
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 19 maggio 2013, 19:55

Mmm..... :uhmm: la situazione diventa sempre più interessante ! ^^ ma non capisco Galba cosa abbia in mente :huh: cioè.....qualcosa sappiamo...... -_- ma.....dopo questo post (che mi ha lasciato con tanta curiosità :rolleyes: ) sembra che ci sia dell'altro :sleep: dobbiamo preoccuparci ? :blink: penso proprio di si ! Perché mai Murtagh dovrebbe tenere d'occhio Eragon e Nasuada ? :unsure: e tutti vestiti pronti per un viaggio......per andare chissà dove :invisibile:
e Saphira .....la sua voglia di libertà è tanta! Speriamo riescano a liberarsi, ma secondo me non succederà presto...... :wacko:
e Arya? :O Che bello se si incontreranno !
Arte bellissimo post ;)
Posta prestissimo ;)
Un saluto ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da olodom » 25 maggio 2013, 20:07

finalmenteeeeeeeeeeeee
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 31 maggio 2013, 18:52

«Forza, ora andiamo. Saphira e Castigo ci stanno aspettando».
Eragon non se lo fece ripetere due volte e aprì la sua mente ancora prima di parlare.
Saphira!?
La chiamò. La risposta della dragonessa arrivò con un leggero ritardo. Quando gli parlò Eragon avvertì che la sua voce era alterata ed echeggiò nella sua mente in un misto di biasimo e preoccupazione.
Perché continui a permettere al re di trattarti così? Tu sei più forte di lui, Eragon. Noi due siamo più forti! Non era solo l’urgenza di comunicare il suo delusione che avvertì il giovane, le sue parole erano piene di rimpianto e lo colpirono come un colpo di frusta. Eragon non rispose subito e Saphira continuò a parlargli con fermezza
Potresti contrastare i suoi attacchi senza tanti sforzi. Hai acquisito la conoscenza e il potere della volta delle anime. È ora che tu lo usi! È un tuo dovere come cavaliere, come il mio dovere è quello di sostenerti…
A quella richiesta Eragon sospirò dolorosamente.
Saphira ne abbiamo parlato tante volte… Si difese Eragon continuando a seguire Murtagh.
Lo so Eragon, ma quando ho sentito il re parlarti in quella maniera…ho sentito una voce dentro di me che gridava vendetta!
Eragon non lo disse ma aveva provato la stessa cosa. Con fatica represse quel sentimento nel profondo del suo animo e cercò di ammansire la sua compagna.
Una volta ottenuta la libertà con la forza, dici tu, che cosa succederebbe? Chiese con calma nel tentativo di fare arrivare da sola alla risposta. Saphira sbuffò e gli mandò una serie di immagini mentali di loro due mentre volavano sopra il deserto e un’altra decina di posti diversi. Eragon lasciò scorrere le immagini davanti a se. Era difficile ignorare il richiami della libertà. Mandando giù il sapore amaro della rinuncia raccolse a se la forza necessaria e chiese solo
E dopo?
Saphira digrigno i denti e schioccò la lingua Dopo saremo di nuovo noi due, insieme. Ribatté pronta. Questa volta nel rispondere Eragon soppesò bene le sue parole: Mi riferisco a dopo aver riabbracciato la nostra libertà.
Non c’è più nessuno rimasto a sostenere la resistenza. Siamo soli Saphira. Il popolo degli elfi e quello dei nani hanno abbandonato queste terre. I Varden sono stati tutti catturati e i suoi alleati smembrati e dispersi.
Anche se doloroso, sotto il controllo del re ho la possibilità di fare qualcosa per coloro che soffrono la schiavitù. Come potrei pensare di lasciarli soli in balia di Galbaotirx e del suo regno del terrore.
In quel momento i due fratelli varcarono l’entrata della sala dove erano i due draghi. Eragon e Saphira si guardarono negli occhi e non ebbero bisogno di altre parole. Entrambi sapevano bene cosa il loro cuori stavano provando.
Non c’è altro modo? Chiese Saphira interrompendo quel momentaneo silenzio.
Se ne conosci uno, sono pronto ad ascoltarlo Saphira. Eragon sentì Saphira tacere per alcuni istanti.
No, per ora non ci sono delle reali alternative. Affermò con uno sbuffo.
Ma devi promettermi che non sarà sempre così. Che quando arriverà il momento alzeremo la testa.
Eragon serrò la mascella. Te lo prometto Saphira. Disse pronunciando il giuramento anche in antica lingua.
Mi biasimi i per essere stata così egoista e aver pensato solo a noi?
Non potrei mai Saphira…
Disse con tutto il cuore, Saphira lo guardò con gratitudine.
Ti voglio bene Piccolo mio.
Anche io Saphira.
Detto questo e imitando il fratello Eragon iniziò a infilare i componenti della sua armatura. Per primo indossò gli schinieri, poi prese la cotta leggera e la infilò facendo in modo che aderisse per bene alle spalle, quindi si aggiustò il giustacuore di cuoio.
Saphira osservò Eragon avvicinarsi a lei e si accucciò a terra, una magnifica sella era già stata posizionata sul suo dorso. Eragon prese un respiro profondo e si preparò a salire. Le squame di Saphira rilucevano alla pallida luce delle torce attaccate alle pareti della sala riflettendo pallidi riflessi zaffiro.
Coraggio Piccolo mio… lo incoraggiò lei e con un piccolo colpo del muso contro il suo braccio lo spinse verso il lato della sella. L’ultima volta che avevano volato era stato più di un anno fa, prima di iniziare l’ultimo combattimento contro Galbatorix e il suo esercito.
Faticosamente Eragon scavalcò i ricordi legati a quell'evento e appoggiò la mano destra sul fianco muscoloso della dragonessa. Saphira lo aiutò spostando i suoi ricordi ai momenti più felici e, infilando infine un piedi dentro la staffa, Eragon si issò sopra il suo dorso.
Accanto a loro anche Murtagh era salito in sella a Castigo. Il volto del fratello era freddo e impassibile mentre aspettava che anche lui fosse pronto.
Dalla porta si poteva intravedere un angolo di cielo azzurro. La libertà.
Castigo fece appena due passi verso l’uscita. La creatura piegò la sua grande testa da una parte e dall’altra e fece scricchiolare le ossa del collo, provocando un basso rumore sordo quindi, con una spinta poderosa deglia ariti posteriori, si lanciò in volo seguito da Saphira. Il drago rubino era di poco più piccolo di Saphira ma la sua massa era lo stesso forte e poderosa.
Impiegarono solo una manciata di minuti ad attraversare la città. Alle sue porte li attendevano Skruikan e un piccolo drappello di soldati imperiali alla testa del quale c'era Lord Barst. Accanto al generale in sella ad altrettanti meravigliosi destrieri erano la moglie del conte, Beatrix, la figlia Emma e Nasuada.
Eragon guardò in basso verso le tre donne e vide come a un ordine muto di Galbatorix si inchinarono al re e diedero a lui e a Murtagh un saluto cerimoniale con un movimento della mano, quindi spronarono i loro cavalli e si dirissero nuovamente verso le mura per tornare all'interno della città.
Nel frattempo il re salì su Skruikan e si alzò anche lui in volo raggiungendo Castigo e Saphira e mettendosi alla testa della squaddra mentre dal basso Barst e i suoi soldati si erano già messi in marcia per seguirli dal basso.

Erano in volo ormai da alcuni minuti. Avevano lasciato alle loro spalle la città di Uru’bean e ora si stavano dirigendo verso nord in aperta campagna.
Eragon guardò di nuovo in basso: il fiume Ramr si snodava sotto di loro come un nastro argentato. Di tanto in tanto il piccolo filamento spariva sotto il folto della boscaglia per riemergere nuovamente a qualche iarda di distanza.
A un certo punto del corso una grande ansa sotto di loro si apriva su una radura. Osservandola Eragon notò dei movimenti nel sottobosco.
Lepri ? domandò Eragon rivolgendosi a Saphira. La dragonessa abbasso la testa e la scrollò.
Troppo grandi. gli rispose con sicurezza.
Cacciatori a due zampe?. suggerì a sua volta. Non molto lontano sorgeva un piccolo villaggio e non sarebbe stato troppo strano trovare dei cacciatori nei paraggi.
Questa volta fu Eragon a scuotere la testa. Si muovono troppo veloci per essere degli esseri umani. Rispose. L’idea che gli era balenata un attimo in testa era talmente assurda che Eragon la rimosse quasi subito. Quando però rivolse ancora una volta lo sguardo alla radura, con suo sommo stupore non riuscì a rilevare più nessuno. Chiuque fosse stato era sparito senza lasciare tracce.
È molto strano Saphira. annunciò a Saphira
Sì…
Eragon stava per porre un’altra domanda alla dragonessa quando sentì che qualcuno lo stava contattando con la mente.
Atterriamo qui. lo avvertì laconico Murtagh. Saphira allungò la testa e, con un colpo di ali più potente dei precedenti, puntò in alto e eseguì un piccola volta per iniziare la discesa.
Abbassando di quota i due compagni notarono stendersi a vista d'occhio una serie di campi coltivati disposti in maniera ordinata. Aguzzando la vista Eragon vide come file e file di uomini e donne che lavoravano quei campi sotto i raggi potenti del sole. Quegli uomini e quelle donne erano tutti schiavi. Pochissimi uomini liberi continuavano a lavorare la terra per conto proprio. Con le lacrime agli occhi Eragon osservò impotente come alcuni di loro avessero alzato il loro volto al cielo per essere subito ripresi dai loro aguzzini che con le fruste avevano iniziato a colpirli per spronarli a tornare al lavoro.

Seguendo la scia di Skruikan e Castigo e Saphira atterrarono in un spazio aperto. Ad attenderli a terra c'era dove una figura ammantata.
La persona avanzò verso di loro, il suo profilo era longilineo e i suoi movimenti fluidi ed eleganti. Eragon la osservò avvicinarsi in un crescente senso di inquietudine. Quando fu abbastanza vicino da poter distinguere i suoi lineamenti Eragon capì perché aveva quella reazione e trasalì: era uno spettro
Eragon udì Castigo e Saphira ringhiare a l'unisono. Saphira tese i muscoli del collo e degli arti, graffiando il terreno sotto di lei con i suoi artigli, e al suo fianco altrettanto fece Castigo. Accanto a lui sentì che anche Murtagh stava imprecando qualcosa sotto i denti.
Il nuovo spettro era in tutto e per tutto simile a Durza. I suoi capelli erano lunghi fino alle spalle, lisci e sottili come fili di seta. Il colore era di un rosso fuoco come i suoi occhi che sembravano tizzoni di bracia ardenti, pronti a incenerire chiunque fosse capitato suo camino. Era molto più potente di Durza e gli spiriti che lo controllavano più irrequieti e arrabbiati.
Lo spettro si profuse in un cerimonioso inchino. Galbatorix non sembrò badare alle reazioni di tutti loro e attese che lo spettro rialzasse la testa per sorridergli. «Varaug.» lo chiamò usando il suo nome.
«... mio fedele servo, hai detto che avevate delle novità per me.»
Ma celando una smorfia di fastidio per l'appellativo, lo spettro rispose «Sì mio signore».
Il re lo invitò con un cenno del capo a continuare il suo racconto.
«Ho seguito le tracce lasciate dall’Elfa Arya, come mi avevate ordinato, .» iniziò a riferire lo spettro. « ... e ho aspettato, paziente, per mesi in attesa di una sua mossa…» nell’udire il nome di Arya gli occhi di Eragon si allargarono per la sorpresa. Con la coda dell’occhio vide Galbatorix che lo osservava e si costrinse a controllare le sue emozioni seppellendole sotto un'espressione impassibile.
Anche lo spettro si fermò un attimo, sorrise con un ghigno, rivelando una fila di denti aguzzi.
«...fino a quando, mio signore, ieri sera si è di nuovo rivelata. Ha aiutato a far fuggire una di loro, una schiava di questo villaggio.» face un segno con la testa alla foresta alle loro spalle e fissò con curiosità Eragon negli occhi per alcuni istanti prima di rivolgersi si nuovo al re.
«Un ottimo lavoro.» lo gratificò Galbatorix.
«Tra non molto ci raggiungerà Lord Barst alla testa di un drappello di soldati. Prendi una parte dei suoi uomini sotto il tuo comando e insieme setacciate la zona. Le voglio tutte e due al mio cospetto entro questa sera»
«Sì maestà.»
«Nel frattempo Murtagh si occuperà di interrogare gli abitanti del villaggio per scoprire cosa è accaduto… » Varaug si picchettò più volte le lunghe unghie contro la punta mento e guardò il re.
«Maestà a questo proposito devo informarvi che gli abitanti del villaggio, si trovano un uno stato, come dire, confusionale… troverà che sarà impossibile avere un dialogo con la maggior parte di loro…»
Galbatorix corrugò la fronte
«Spiegati meglio» chiese con tono di voce ruvida. Lo spettro sembrò inizialmente infastidito, Eragon non avrebbe saputo dire se per la situazione o per la domanda del re, quindi emise una sorta di sbuffo strozzato e con voce irritata disse solo
«….l’elfa deve aver usato qualche sorta di magia per permettere a lei e all'elfa di allontanarsi senza essere fermata…»
La reazione di Galbatorix fu inaspettata. Scoppiò a ridere. Una risata fredda e priva di allegria.
«La tua amica vuole rendere le cose difficili? » chiese rivolgendosi questa volta a Eragon.
Eragon sostenne i suo sguardo «...siete voi che avete reso la vita difficile al popolo degli Elfi …» Bofonchiò sotto i denti
«Hai parlato Eragon?» sibilò il re. Il commento non era passato inosservato alle sue orecchie .
Glio cchi di Galbatoirx lo fulminarono «Sei hai qualcosa da dire. Dilla ad alta voce in modo che tutti noi possiamo sentirla. Avanti…» lo incoraggiò con un ghigno
Eragon non potè sottrarsi. Lanciò prima uno sguardo a Saphira quindi si rivolse nuovamente al Re e corrugando un poco la fronte rispose «Ho solo notato, Maestà, come non siano rimaste poi tante possibilità di scelta per un elfo: o la schiavità o la fuga...»
Galbatorix socchiuse gli occhi fino a farli diventare due fessure e gracchiò aspro «ho dato loro solo quello che si meritavano, Eragon. Gli ho fatti scendere dal loro piedistalli dorati, e portati alla vita reale!
O credi che sia stato ingiusto nei loro confronti? » chiese alzando un sopracciglio.
«...avanti Eragon esprimi liberamente la tua opinione. Siamo tutti qui per ascoltarla...» il tono del re era stato volutamente sarcastico.
Eragon poté sentire le familiari spire della magia che si serravano intorno alla gola. Improvvisamente e senza alcuno preavviso un maglio entrò prepotente dentro la sua testa, conficcandosi in profondità e penetrando all'interno delle pieghe più intime della sua coscienza, per schiacciarla e prenderne il controllo.
Furono forse le parole pronunciate da Saphira, o la visione di quegli schiavi nei campi, Eragon non seppe dirlo con sicurezza, ma in quel momento sentì un bisogno impellente di reagire. Pensare e agire furono un tutt'uno. Guidato dal solo istinto attinse a tutte le sue forze e semplicemente ricacciò il re ai margini della sua mente per poi rimanere in equilibrio perfetto tra lo stato di difesa e quello di attacco. I legami della magia abilmente intessuti intorno alla sua persona, con il fine di tenerlo sotto controllo, stridettero contro la luce emanata dal suo potere. Sarebbe bastato un solo cenno, e quella luce sarebbe esplosa frantumando ogni cosa al suo passaggio. L'ebrezza di quel potere lo fece appena sussultare. Quando riprese a respirare Eragon si accorse di avere i muscoli del corpo tesi fino allo spasimo, le braccia dritte lungo i fianchi e le mani serrate a pugno.
Di fronte a lui anche il re sembrò come riprendersi, barcollò e ci impiegò alcuni istanti a capire cosa fosse successo. Ne Vaurg ne Murtagh osarono dire una parola.
Fu Eragon a parlare per primo. Aveva ottenuto ciò voleva e ora poteva tornare dietro a quelle odiose barriere.
«No, Maestà, non credo che siate stato ingiusto nei confronti degli elfi...» ammise.
Alle sue parole Galbatorix annuì senza mostrare alcuna emozione, ne compiacimento.
Dalla sua posizione, non troppo lontano da dove si trovava il suo cavaliere, Saphira guardò Eragon con orgoglio.
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira00 » 1 giugno 2013, 13:23

Brava!!!! Bel capitolo! :D
La spada è vittoriosa per poco, ma lo spirito per sempre...
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RE: What if ... Equilibrium

da Saphira23 » 19 giugno 2013, 12:12

Wooooooooooooow! Finalmente Eragon si è un pò ribellato ! Ehehehehehe il nostro re credo proprio che sia nei guai! :arms:
Deve stare attento a ciò che fa :cool:
Bravissima Arte!
Posta presto! ;)
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