What if ... Equilibrium

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What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 4 gennaio 2012, 1:18

Ciao a tutti ecco qui riassunti dei due racconti precedenti ....

[align=center]Sinopsi
di
What if....caduta negli inferi
What if … l'avanzata dell'impero

[/align]

[align=center]



Alla fine della battaglia delle pianure ardenti Eragon e Saphira vengono catturati e portati da Murtagh e Castigo a Uru'bean. Nella ritirata Murtagh incontra Nasuada che lo prega di lasciarli andare entrambi, ma lui si rifiuta. Murtagh rivela al capo dei Varden che lui ed Eragon sono fratelli.
Ad Uru'bean Eragon e Saphira vengono separati. Eragon subisce una dura punizione per essersi unito alla ribellione, tra cui un profondo taglio lungo la guancia destra.
Galbatorix riesce a estorcere a Saphira una promessa: quella di giurargli fedeltà in cambio della liberazione di Eragon.
Il re non ha intenzione di mantenere la sua promessa e incarica Murtagh di occuparsi lui del fratello affinché collabori. E' lui che lo affida alle cure di Hether. Hether è una guaritrice che vive a palazzo, la stessa che all'epoca lo salvò dalla morte dopo il colpo inflittogli dal padre alla schiena. Lui nel frattempo è chiamato dal re a eseguire una importante missione per stanare una spia dei Varden.
Eragon e Saphira si rivedono sotto il vigile controllo di Galbatorix . Eragon e il re si scontrano ed Eragon riesce a respingere momentaneamente il suo attacco. Furioso Galbatorix rivela a Eragon che Morzan è suo padre.
Hether riceve la visita di Solembum. Il gatto mannaro sembra conoscerla bene e l'accompagna in una taverna alla periferia di Uru'bean.
Ad attenderla c'è Angela. Presto si scopre che un tempo le due donne erano amche e che Hether era la donna amata da Brom. La notte in cui l'uovo di Saphira fu rubato Hether inscenò la sua false morte salvare la vita a Brom e Jeod, ed entrò a far parte della corte del tiranno. Anche Brom fa credere a tutti di essere morto ed entrambi ignorano la verità che l'altro è ancora vivo.
Il sollievo per la scoperta della falsa morte di Brom viene cancellata dalla notizia della sua vera morte e l'ultima persona ad averlo visto vivo è Eragon.
Hether decide di prestare ancora una volta i suoi servigi ai Varden, aiutando a liberare Eragon e Saphira. Ma al suo ritorno al castello nella sua camera trova ad aspettarla Galbatorix in persona,
Il re racconta a Hether di aver parlato con il figlio, Matthew, e di aver scoperto che non ha mai partecipato alla cerimonia della prova.
Dato il suo sangue, Hether aveva proibito al foglio di sostenuta la prova dell'uovo, una cerimonia che si svolge ogni anno al solstizio d'estate e durante la quale tutti i bambini del regno sono chiamati a toccare l'ultimo delle tre ultime uova di drago esistenti.
Intuendo in lui il prossimo cavaliere, Galbatorix si preoccupa personalmente di far partecipare il giovane alla prova, anche se in età avanzata.
Al suo ritorno Murtagh, preoccupato per il fratello, lo cerca, ma gli viene negato il permesso. Convocato da Galbatorix, il re gli annunccia delle novità e gli ordina d'ora in avanti di occuparsi solo dell'allenamento di Matthew.
Murtagh non vede di buon occhio il giovane ritenendolo inadeguato ad essere un cavaliere. Matthew al contrario considera Murtagh una leggenda, come metà dei giovani del palazzo.
Intanto il piano per liberare Eragon e Saphira prende corpo. Utilizzando la cerimonia come diversivo e con l'aiuto di Hether, Angela Solembum, a cui si sono aggiunti Arya e Roran cercheranno di far fuggire entrambi.
Deciso a non abbandonare il fratello Murtagh va a trovarlo. Torturato giornalmente dai Ra’zac Eragon è al limite del delirio, ma quando vede il fratello lo attacca incolpandolo di non avergli detto di essere suo fratello. Murtagh porta Eragon nelle sue stanze fino al giorno della cerimonia. Quando Galbatorix a conoscenza delle azioni di Murtagh fa prelevare Eragon dalle sue stanze per chiedergli un’ultima volta di unirsi a lui volontariamente. Eragon rifiuta ed è costretto a vedere la sua Saphira volare con Skruikan.
La cerimonia ha inizio.
Come previsto da Galbatorix l’uovo si schiude per Matthew.
Il diversivo creato da Hether sortisce il suo effetto e Saphira sparisce sotto gli occhi di tutti, portata via da Arya e Angela. Roran ha invece il compito di liberare il cugino.
Galbatorix lascia Eragon da solo con Murtagh. Quando Roran arriva per liberarlo, Murtagh fa leva sui sentimenti contrastanti nei confronti del cugino e propone al ragazzo un patto: la libertà di Katrina in cambio della sua fedeltà a Galbatorix.
Suo malgrado Roran accetta. Giura fedeltà al re che lo nomina signore di Dras Leona e parte per la città con Murtagh ed Eragon, accompagnarli dai due Ra'zac con i loro Lethrblaka.
Hether riesce a rivedere il figlio e a fuggire con lui, portando via anche il cucciolo di drago. Con loro ci sono anche Angela e Solembum.
Eragon viene portato dentro l'Hengrid, dove Incontra Katrina, che è in cinta di Roran. Katrina viene liberata.
Intanto, venute a conoscenza del tradimento di Roran, Saphira e Arya decidono di andare a salvare loro Eragon.
Eragon riceve un inaspettato aiuto dall'interno dell'Hengrid. Una strana ragazza lo viene a visitare e lo conduce sotto le prigioni, nel cuore stesso dell'Helgrind, dove scopre, esistere un livello nascosto e parallelo a quello usato dai Ra'zac.
La ragazza si chiama Priscilla, sacerdotesse del più antico culto venerato sul monte dell'Helgrind prima della caduta dei cavalieri. Una volta portato il cavaliere al sicuro, Priscilla racconta a Eragon come per ordine del re tutti i componenti del suo ordine furono uccisi e come, sopra i resti del loro tempio, grazie a oscure arti magiche, fu costruito il monte Hengrid.
Eragon viene anche a sapere che l'unica via per uscire da quel luogo è passare al suo interno. Nel viaggio Eragon riesce a scoprire il suo vero nome poi incontra il figlio della divinità che, spacciandosi per il padre, gli tende un piccolo tranello. Interviene allora il vero dio degli inferi che decide di aiutarlo donandogli una pietra dove è immagazzinata una quantità enorme di energia che lo aiuterà nello scontro finale con Galbatorix.
Eragon ringrazia la divinità, lascia il tempio per ritornare nuovamente al livello delle prigioni.
Li incontra Murtagh, che nel frattempo era rimasto all'Helgrind ad attenderlo. Si scontrano Eragon riesce a sorprendere il fratello e avere la meglio su di lui. Sta per ucciderlo e adempiere al suo giuramento di vendicare la morte del re dei nani, ma si blocca e decide solo di tramortirlo.
Lasciando Murtagh svenuto sul pavimento, Eragon esce. Incontra Saphira e Arya che erano arrivati a liberarlo e con loro lascia definitivamente l'Helgrind.
Di nuovo insieme Eragon e Saphira, accompagnati da Arya, decidono di ritornare a Ellesmera.
Soccorso da Roran, Murtagh, invece ritornerà con il cugino dal Re, per riferirgli della fuga del fratello.


* * *


Dopo la fuga dall’Hengrid Eragon Saphira e Arya si fermano ai margini della DuWaldenvarden.
Arya cerca di contattare sua madre solo per scoprire che gli Elfi hanno deciso di isolarsi nuovamente dietro le loro protezioni magiche, ma non prima di aver dato rifugio a Matthew e il suo drago, così che Oromis e Gleadr potessero allenarli e avere la possibilità un giorno di confrontarsi con Galbatorix.
Arya è rammaricata per il comportamento della madre e del suo popolo e si incarica di far ragionare la regina perché ritorni a combattere al fianco dei Varden. Nel frattempo Eragon e Saphira decidono di raggiungere il popolo dei nani sui mondi Beor e ripercorrono lo stesso tragitto fatto la prima volta con Murtagh attraverso il deserto di Hardarc.
Dopo aver superato una tempesta di sabbia, al loro risveglio i due compagni si trovano di fronte a Sagabato-no Inapshunna Fadawar, capo della tribù Inapshunna. Vengono a scoprire che anche il popolo dei nani, come quello degli elfi si è ritirato entro i confini del proprio regno e che Nasuada e i Varden si trova accampato presso il loro popolo, non troppo lontano da li, nel deserto di Hardarac.
Scortati dai soldati di Fadawar Eragon e Saphira vengono condotto di fronte a Nasuada.
Il capo dei Varden è vestita con gli abiti tipici della su tribù e accoglie con calore il giovane cavaliere prima di farlo entrare nella sua tenda.
Ad attenderli al suo interno c’è Elva, ancora sotto la sua maledizione.
Nasuada lo informa che era stato Jörmundur e il consiglio ad avere insistito perché la bambina-straga fosse presente al loro incontro, e che sempre loro avessero chiesto che si sottoponesse al controllo della mente prima di venire nuovamente accolto come loro alleato. Eragon e Saphira accettano con grande disappunto della dragonessa.
È Trianna a eseguire l’esame, Eragon lo supera ma la maga uscirà scossa da quella prova.
Nella città nera, intanto, Murtagh si prepara per un’altra sessione di allenamento. Dopo la sua sconfitta all’Helengrid Galbatorix lo ha infatti costretto sottoporsi a continui combattimenti sia con la spada che con la magia.
Quel giorno però il re non ha intenzione di allenarlo. Convocato anche Roran, il re li pone invece una serie di quesiti tattici per esporgli alla fine il suo piano per eliminare definitivamente la ribellione.
Il re avrebbe inviato Roran nuovamente dai Varden e con lui anche Katrina, insieme al figlio appena nato. Qui Roran avrebbe riconquistato la fiducia del cugino per poi tradirlo di nuovo consegnando i Varden e il popolo dei nomadi nelle mani dell’ impero.
Esposto il suo piano il re congeda Roran. Rimasto solo con Murtagh, il re confida al cavaliere la seconda parte del piano. Prevedendo che una volta raggiunti i Varden Roran confiderà tutto ad Eragon, Galbatorix affida a Murtagh il compito di portare a termine il piano.
Rimasto solo, Galbatorix riceve una visita inaspettata. Deciso ad avere un drago per se, il figlio del dio degli inferi si presenta di fronte al re e avanza le stessa richiesta, proponendogli un patto a cui il re non può rifiutare: una vittoria sicura sui suoi nemici in cambio di un drago.
Galbatorix accetta.
Di ritorno alle sue stanza Roran espone a Katrina il piano di Galbatoirx. A Katrina non piace l’idea di tradire, ma si fida del suo uomo e accetta di seguirlo.
Il ritorno di Roran campo dei Varden coincide con una riunione di tutti i capi delle tribù in fermento. Sotto il padiglione di Nasuada Eragon incontra il cugino dopo la sia fuga dall’Helengrid.
Nella riunione viene reso noto a tutti che la pace del popolo nomade è minacciato dall’avvicinarsi delle truppe imperiali ai confini del deserto di Hardarc. Nasuada si scontra con Fadawar per la leadership, e la regina dei Varden ribadisce la necessità per il suo popolo e per tutti i popoli liberi di attaccare per primi l’impero.
Alla fine della riunione Nasuada chiede a Eragon il suo parere, quindi gli domanda cosa pensa del ritorno del cugino, e gli confida di voler affidare a Roran il comando di alcune truppe, ma non si fida ancora pienamente di lui e chiede a Eragon di parlaci.
Intanto tutti gli abitanti di Carvhall decidono di organizzare una festa per festeggiare il ritorno di Roran, Katrina e di loro figlio Garrow.
Anche Eragon partecipa e alla fine della festa i due cugini trovano il tempo di parlare.
Roran ringrazia Eragon per non avere raccontato a nessuno del suo tradimento, quindi confida al cugino tutti i piani di Galbatorix.
Tra i due cugini viene sancita una tacita tregua.
Il girono dopo i festeggiamenti Eragon viene tirato giù dal letto da un agitato Jormondur che lo supplica di seguirlo alla tenda di Nasuada. Lo scontro avvenuto nel corso della riunione tra Nasuada e Fadawar li ha portati a scontrarsi in una prova antichissima, quella dei lunghi coltelli. Eragon assiste alle battute finali dello scontro che vede Nasuada vincitrice.
Ora che può contare sulla lealtà delle tribù nomadi Nasuada ha bisogno di uomini validi per guidare le sue truppe e chiede a Eragon se Roran è degno di fiducia.
Eragon gli racconta quello che il cugino gli ha riferito sui piani del re e che si fida di lui.
Ora manca solo l’appoggio dei loro vecchi alleati: gli Elfi e i Nani.
Nasuada invia Eragon nella DuWeldenvarden per chiedere l’aiuto degli Elfi, mentre un drappello di Varden viene inviato dai Nani. Nasuada vuole mettere alla prova le capacità di Roran e decide di inviare anche lui in quella missione.
Eragon e Saphira raggiungono la Du Weldenvarden. Qui cercano di contattare Arya, ma scoprono che le barrire magiche che proteggono il reame degli elfi sono ancora alzate. Eragon elabora allora un incantesimo per mimetizzarsi con gli elementi della foresta e con esso riesce a penetrare le sue barriere. Raggiunta Ellesmera si reca all’albero di Menoa dove non senza difficoltà riesce a parlare con Linnèa e a farsi consegnare l’acciaioluce, impigliato nelle radici da molto tempo; quindi va a fare visita a Runhon che lo guiderà nel forgiare Brisingr. Solo alla fine Eragon decide di fare visita al suo maestro, ma arrivati al rupe di Tel’Neaì scopre che il suo mentore non c’è più.
Consapevole dei due elfi che lo stavano seguendo fin dal suo arrivo ad Ellesmera, Eragon si reca al palazzo di Tieldarì. Qui incontra Arya che gli confida che un misterioso morbo ha attaccato il suo popolo, indebolendo le loro difese. Gli racconta anche di come Oromis, a causa della sua infermità, sia stato uno dei primi a cadere vittima di quel male. e di come Metthew e il suo drago siano spariti senza lasciare traccia. Arya informa Eragon anche che non tutti gli Elfi sono disposto ad abbandonare la loro terra e seguire Islanzadi nella sua fuga, e che alcuni di loro sono disposti a lottare ancora al fianco dei loro antichi alleati: i Varden.
È allora che Islanzadi fa la sua apparizione e chiede ad Eragon di seguirla nelle sue stanze, per avere un colloquio privato. La regina degli Elfi spiega ad Eragon che è la prima volta che il suo popolo affronta una difficoltà del genere, e che non è disposta a sacrificare nessuno, sapendo che la battaglia è destinata al fallimento. Gli propone di partire anche lui e lasciare Alagaësia al suo destino. Eragon decide di rimanere e la sua risposta fa infuriare la regina che si rivela essere in realtà il figlio del dio degli inferi. Con suo sommo divertimento il bambino gli confessa di essere stato lui la causa dell’infermità che ha colpito il popolo degli elfi e di essere stato sempre lui ad aver manipolato gli ultimi eventi in modo da favorire la vittoria Galbatorix. Per ultimo gli annuncia che il popolo dei Varden sta per essere attaccati da un esercito guidato del re in persona. Eragon sa che Nasuada non è in grado di affrontare da sola quella minaccia e a quelle parole corre via per cercare di salvare l’inevitabile. Prega Arya di rimanere fuori da quella battaglia, quindi raggiunge Saphira ai margini della DuWeldenvarden.
I due compagni volano a rotta di collo verso il deserto di Hadarac per vedere l’accampamento dei Varden trasformato in un campo di battaglia.
Qui Eragon e Saphira si scontrano con Galbatorix e Murtagh in un ultimo scontro epocale.
La battaglia si protrae per ore fino a quando, sorretto dall’energia donatagli dal dio degli inferi, Eragon riesce ad allontanare Murtagh e rompere le difese del re per colpirlo al cuore.
La lama sta per trafiggere il petto del tiranno, ma il colpo non va a segno.
L’intervento della piccola divinità impedisce ad Eragon di mettere a sesto il colpo, altrimenti mortale.
Eragon viene colpito da tre frecce che lo trafiggono in successione ferendolo gravemente. Cade a terra e per ordine di Galbatorix viene portano nella sua tenda per essere curato.
Annientata la resistenza e fatto prigionieri i loro leader Galbatoirx rientra trionfante a Uru’bean con tutti gli onori e la gloria, dando così inizio a una nuova era di pace.
A un anno dalla sua vittoria il cucciolo di drago, che il re ha mantenuto in vita dopo aver ucciso il suo cavaliere Matthew, è ancora senza un compagno.
Ma la sua attesa finisce quando il suo piccolo prezioso alleato viene a reclamare il suo compenso.
Qualcosa però si muove sotto le macerie della disfatta: quattro fratelli, Arianna, Leonard, Nino e Bernard, orfani dei genitori prendono una casa appena fuori da Uru'Bean... ma i loro nomi nasconde un segreto...



[/align]




INCIPIT

C’è stato un tempo in cui nella terra di Alagaësia una luce di speranza di era accesa nel buio di una lunga tirannide, e un ragazzo, un cavaliere insieme al suo drago era riuscito a far tremare l’uomo che ancora oggi la tiene sotto il suo gioco.

E' nell'ora più buia che si dice risplendano le stelle più luminose del firmamento...





[align=center]What if… equilibrium

CAPITOLO PRIMO
[/align]




Seduto a una grande tavola imbandita, Eragon piluccava distrattamente il cibo nel suo piatto. La sua mente non stava prestando attenzione a ciò che accadeva intorno a lui, da tempo aveva smesso di ascoltare i discorsi dei nobili e i dignitari che si alternavano ogni giorno alla corte di Galbatorix.
Inizialmente il ragazzo aveva provato a ribellarsi, ma i suoi tentativi erano serviti solo a rendere le reazioni di Galbatorix ancora più violente e crudeli.
Era passato poco più di un anno dalla sua cattura, un anno da quando Elfi e Nani avevano abbandonato quella terra. Da quel momento in poi tutto quello per cui lui e Saphira avevano lottato e sofferto si era dissolto come fosse neve al sole, lasciando i due compagni con un senso inesorabile di incompiuto.

L’improvviso scoppio di una risata contagiò tutti i commensali, destando Eragon dai suoi scuri pensieri. Murtagh, seduto al suo fianco, stava ridendo anche lui e con il gomito gli diede un piccolo colpetto sul braccio per richiamarlo all’attenzione. «Almeno cerca di fare finta di partecipare alla cena, fratellino» lo punzecchiò. Eragon piegò la testa e con una smorfia si massaggiò con cautela il braccio. Murtagh non lo aveva certo colpito con forza, ma era riuscito a centrare un grosso livido. Non era passato molto tempo, infatti, dall’ultima volta che il re lo aveva punito.
Il ricordo riaccese la sua rabbia ed Eragon stava per rispondere a tono, ma decise di tacere quando l suoi occhi nocciola incrociarono quelli neri di Nasuada. La ragazza era seduta accanto al fratello, indossava un abito di colore blu con una gentile scollatura che lasciava molto poco all’immaginazione. Era stato il re a imporgli quel vestito, per ribadire anche su di lei la sua autorità. Ma nonostante il disagio che provava per i continui sguardi alla curva dei suoi seni, Nasuada riusciva a mantenere ancora il suo contegno regale. Eragon non poté che ammirare la sua forza d’animo anche dopo quella umiliazione.
Mettendo da parte il suo orgoglio, rivolse a Murtagh uno sguardo indifferente. Di fronte a quella sua ennesima ostinazione il fratello prese un respiro profondo e si limitò a scuotere la testa.

Terminata la cena tutti gli invitati si alzarono per proseguire la serata in una sala più intima, dove alcuni musicisti iniziarono a suonare per allietare l’atmosfera.
Presto Eragon si stancò di tutte quelle chiacchiere e quella musica. Se fosse stato libero di fare ciò che voleva, si sarebbe volentieri ritirato, in cerca di un po’ di tranquillità. Ma questo non gli era concesso.
Era appena riuscito ad allontanarsi dalla portata dello sguardo di Galbatorix e di Murtagh, quando gli si affiancò a un lato una ragazza. La giovane donna aveva i lineamenti del volto delicati, il viso incorniciato da lunghi capelli color del miele. Gli occhi, di un colore nocciola chiaro, esprimevano una vivida intelligenza. Eragon non l’aveva mai vista prima di allora.
La ragazza lo fissò negli occhi sorridente. «E’ tutta la sera che ti osservo … e non ho potuto fare a meno di notare che non ha mai riso. Posso domandarti il perché?» «Certo che puoi chiedermelo» rispose ricambiando quello sguardo con pari intensità.
La ragazza attese un attimo, ma Eragon non accennava a proseguire.
Fu solo allora che dalle labbra del cavaliere affiorò un lieve sorriso.
«Mi hai chiesto se potevi fare la domanda, ma, non mi hai posto la domanda.»
La ragazza rimase per un attimo interdetta, poi sorrise anche lei.
«Allora dovrò porre più attenzione alla mia prossima domanda; la prima comunque non ha più importanza» aggiunse poco dopo. Eragon la guardò con curiosità. «Hai sorriso» rispose allora la ragazza, abbassando appena gli occhi.
Quando riprese a parlare Eragon soppesò bene le sue parole «E’ che parlando con te, mi è venuta in mente una vecchia amica» rispose, quindi aggiunse: «la prima volta la conobbi, stava cercando di dimostrare che i rospi non esistono, perché in realtà sono semplicemente delle rane.»
«Una persona davvero singolare! E questa tua amica ha un nome?»
«Sì»
«Quel’è il nome della tua amica?»
«Angela»
«Alla fine è riuscita a dimostrare che i rospi sono rane?» la domanda colse Eragon di sorpresa. Non vedeva Angela da molto tempo. «Io … non lo so …» rispose con voce rotta.
Poi una donna si intromise tra loro prendendo la ragazza sotto braccio e trascinandola un poco più in la. «Eccoti qui Emma. Ma dove eri finita!
Presto vieni, il re ci vuole conoscere!»
«Si madre, vengo subito. Scusami» disse rivolgendo un ultimo sguardo a Eragon. In quel momento anche lui venne afferrato dal braccio da qualcuno. Murtagh teneva in mano un calice di vino.
«Eccoti qui Eragon. Ti perdo un minuto e ti trovo a parlare con la figlia di Lord Barst…» a quel nome Eragon si girò di scatto. La vide mentre timidamente si inchinava di fronte a Galbatorix sotto lo sguardo compiaciuto del padre. Non poteva credere che la stessa ragazza con cui aveva parlato qualche minuto prima fosse la figlia del più fedele dei generali imperiali.
«Non avevi idea di chi fosse» disse sussurrando quasi a se stesso.
Murtagh lo scrutò per un attimo, prima di bere il vino dal calice che aveva tra le mani. quindi scosse la testa
«Naturalmente» disse, e consegnò a un servo il bicchiere del vino vuoto.
«Credo che ti farà piacere sapere che il re ha chiesto al generala Barst di intrattenersi per tutta la durata della stagione estiva … »
[/align]
Ultima modifica di artemisia250381 il 10 gennaio 2012, 19:00, modificato 2 volte in totale.
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da Vertigoblu97 » 4 gennaio 2012, 11:12

davvero un bell'inizio :) sn contento ke continui l'altra ff ( l'ho letto qnd nn ero ancora iscritto al forum e ci sn rimasto male x il finale :( ) d'altra parte xò nn tutto può essere smpr avere un lieto fine. nn volglio metterti pressione ma... continuaa :P
P.s.: sono il primo a commentareee!!! =DD
---->http://www.eragonitalia.it/postt15063.html <----
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da Arya18 » 4 gennaio 2012, 12:27

Hai aperto un nuovo topic :) Molto bello l'inizio, sono curiosa di vedere come continua la storia. A presto ;)
Ogni epoca è una sfinge, che si precipita nell'abisso non
appena il suo enigma è stato risolto.

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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da Giorgia98 » 4 gennaio 2012, 13:48

Bello :) sono curiosa di vedere come continuerai
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da elly-94 » 4 gennaio 2012, 14:04

interessante!! mi incuriosisce molto
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da Niym » 4 gennaio 2012, 15:21

Molto interessante... non so come ho fatto a perdermi la ff prima di questa! :wacko:
Sono davvero curiosa di vedere come continua!
Mi è piaciuto molto l'inizio: davvero interessante.
Posta presto, aspetto con ansia inl continuo! ;)
" Ve ne siete accorto? Notevole come al solito... da quando?"
"Ovvio! Sin da quando te ne stavi nell'utero della tua mammina!"
[Bleach cap. 99]

La mia ff: Eredità:http://www.eragonitalia.it/postxf14498-0-0.html
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da darkshadow » 4 gennaio 2012, 18:39

Ho letto tutta la tua seconda FF(la prima no per mancanza di tempoXD) e devo dire che è fatta davvero bene, aspetto con ansia il seguito...

Aggiunto dopo 2 minuti:

una cosa, ma gli elfi (a arte arya e company) insieme ai nani se ne sono andati da Algaesia tipo signore degli anelli con le navi? Non ho capito bene questa parte...
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da Saphira23 » 4 gennaio 2012, 19:58

Oh, hai aperto un nuovo topic :O bene!!!I riassunti sono ben fatti :P non vedo l'ora di saperne di più su questa nuova storia!!! ;) posta prestissimooooo!!! ;)
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da olodom » 5 gennaio 2012, 9:09

brava arte
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RE: What if ... EQUILIBRIUM

da notteluna » 5 gennaio 2012, 19:35

finalmente hai deciso di continuare la storia che stavi scrivendo :laugh: bellissima come sempre questa nuova parte :O :O non vedo l'ora di vedere come continua :D posta presto ;)
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 7 gennaio 2012, 20:06

ciao a tutti, grazie infinite per i commenti, sono felice che la storia non sia stata dimenticata !

il nuovo capitolo ancora non è pronto ma volevo comunque rispondere a darkshadow ... gli elfi se ne sono andati tipo signore degli anelli , sì effettivamente l'idea era quella. Lo stesso i nani, loro però si sono rintanati nelle loro caverne nel cuore dei monti Beor.

.... a presto ! ^^

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RE: What if ... Equilibrium

da Vedna » 8 gennaio 2012, 11:54

bellissimo! Come prologo non è per niente male
Non era qualcosa, non era qualcuno, era semplicemente un drago... una dragonessa... Saphira
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RE: What if ... Equilibrium

da darkshadow » 13 gennaio 2012, 18:56

ma il capitolo :(??


quando posti ??
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RE: What if ... Equilibrium

da artemisia250381 » 14 gennaio 2012, 18:43

...avete ragione, scusate immensamente per il ritardo ... ecco il post ^^
non è venuto un granché ... avrei voluto approfondire un poco di più i personaggi .... ma fatemi sapere comunque !

un saluto a tutti !

arte

[align=justify]CAPITOLO SECONDO
Era un tiepido pomeriggio di primavera e i bambini di un piccolo villaggio, nei pressi di Uru’bean, uscirono in cortile per giocare, accompagnati l’occhio vigile dalla loro maestra Arianna.
Arianna era arrivata al villaggio solo quell’inverno, ma fin da subito il suo spirito libero e indipendente saltò all’occhio di tutti. Gli uomini, senza alcuna eccezione, erano rimasti affascinati da quella diversità, e la sua bellezza esotica, face presto guadagnare ad Arianna l’odio delle donne.
Insieme ad Arianna c’erano anche i suoi tre fratelli: Bernard, Nino e il più piccolo tra loro Leonard. La loro storia era simile a quella di molte altri in Alagaësia e che avevano visto genitori figli fidanzati venire portati via dagli orrori della guerra.
Come la sorella anche i suoi tre fratelli si presto distinti per la loro stravaganza e tutti parlavano di loro come a persone fuori dall’ordinario.
Avevano aperto una bottega con come erboristi, rimedi naturali e erbe mediche. E presto tutto il villaggio iniziò a giovare della loro conoscenza.
Nonostante la bottega permettesse a tutti e quattro i fratelli di vivere dignitosamente Arianna non aveva accettato di rimanere a casa ad accudire il focolare e presto espresse il desiderio di poter lavorare per la comunità.
Da tempo mancava un’insegnate che seguisse i bambini, e quando Arianna si era offerta subito di coprire i ruolo, tutti furono contenti di accettare, e nonostante la loro ostilità anche le donne, in quell’occasione, non ebbero nulla da obiettare.
Un grido si levò dal cortile e Arianna si precipitò fuori e vide che tutti i bambini era raggruppati intorno a due dei loro compagni. Arianna non riuscì a distinguere subito chi si stavano acciuffando e quando riuscì ad avvicinarsi abbastanza si stupì nel riconoscere tra uno dei due Marta, una delle sue alunne più brillanti. La bambina stava mordendo il braccio del suo compagno di banco Tobia, che gridò prima di riuscire a liberarsi.
«Rimangiati quello che hai detto!» gli urlò contro la bambina
«Mai!» le rispose Tobia. Sul braccio del bambino si era già formato un grosso segno violaceo dove i denti di Marta avevano affondato e prima che la bambina potesse tornare a mordere, Arianna la prese per le spalle e la trascinò lontano dal compagno.
«Rimangiati quello che hai detto !» urlò ancora Marta con quanto fiato aveva in gola.
«Mai!» ripeté a sua volta Tobia. Arianna teneva Marta stretta e impotente la bambina iniziò a lacrime.
«Ora basta. Uno di voi due mi dice cosa è successo?» intervenne allora Arianna,
«Uno - alla - volta» aggiunse scandendo bene ogni sillaba «inizia tu Marta»
«Signorina, maestra, Tobia mi prende in giro. Gli ho detto di smettere, ma lui continua!»
«Tobia. È vero?»
«Ho solo detto solo la verità signora maestra. Marta è amica degli elfi» aggiunse. Ariana rimase colpita dal tono sprezzante usato da Tobia.
«Spiegati meglio Tobia» aggiunse con voce severa. Non poteva tollerare quel genere di comportamenti nella sua classe.
«L’ho vista al mercato che offriva qualcosa all’elfa che il padre ha comprato …»
«Smettila! Te lo stai inventando! Maestra Arianna digli qualcosa !»
Con la coda dell’occhio Arianna vide il resto dei bambini intorno a loro sogghignare e parlottare tra loro. I bambini avvolte potevano essere molto crudeli. «Tobia ora smettila di infastidire la tua compagna e torna a giocare con i tuoi compagni.
Tornate tutti a giocare, forza! » disse rivolgendosi a tutti.
«Tu no Marta. Tu vieni dentro con me. » aggiunse con un piccolo sorriso.
«Sì maestra»
In classe Arianna prese una sedia e invitò Marta a sedere sulle sue ginocchia e mise una mano sulla spalla della bambina
«Marta, ti considero una bambina intelligente. Mi hai deluso con il tuo comportamento oggi. Perché hai reagito così?»
«Mi dispiace, ma Tobia…»
«Volevi che smettesse di dirti che sei amica degli elfi. Questo già lo so. Ma anche se Tobia avesse detto la verità, non c’è lo stesso nulla di male ad essere amico di qualcuno diverso da noi. Credo che questo tu lo sai già»
Marta sembrò risentirsi delle parole di Arianna e incrociando le braccia mise il broncio. «Mio papà non dice questo» disse con un lungo sospiro.
«Capisco. Non vuoi che lui lo venga a sapere…»
«La punirebbe ancora, e io non voglio» Arianna la strinse a se in un abbraccio..
«Certo che no, noi non vogliamo che accada questo!» gli sussurrò accarezzandole la nuca e cullandola piano.
«Marta vuoi raccontami di quest’elfa» chiese quando la bambina si era un poco calmata. La risposta arrivò poco dopo
«Lei non sembra come papà mi ha sempre descritto gli elfi…» iniziò a dire
«… è molto gentile, e dolce, ma anche tanto triste. appena arrivata da noi aveva dei lunghi capelli argentati, ma la mia mamma l’ha costretta a tagliarli, e ogni volta che la manda fuori le fa portare sempre un fazzoletto sulla testa, per coprirli. Dice che altrimenti attirerebbe troppo l’attenzione.»
Poi Marta domandò:
« Perché viene tratta così? Che cosa ha fatto?».
Arianna scosse la testa e rispose solo «Nulla, mia cara.» Sentì il cuore spezzarsi, cercò negli occhi la bambina e le passò una mano sui capelli. Marta riprese a raccontare
«Un girono le ho chiesto perché era sempre così triste e lei mi ha risposto che le manca molto la sua compagna. Allora le ho chiesto dove si trovava ora la sua compagna, lei si è messa a piangere».
«I ha detto il suo nome?» chiese Arianna, aveva il cuore che batteva a mille. Marta ci pensò un attimo poi scosse la testa «No …. ma ho sentito la mia mamma chiamarla Nèya» Arianna trattenne un grido di disperazione nel sentire quel nome.


Seduta alla cattedra Arianna non poteva smetter di pensare a Nèya.
Una delle due elfe gemelle era schiava in quel villaggio.
All’ombra una figura attraversò la porta dell’aula.
«Ho saputo che è stata una giornata movimentata….»
Arianna alzò al testa e socchiuse gli occhi « «Bernard!
Già, e ho appena scoperto che uno dei nostri è stato portato qui»
«Sai chi è?»
«Nèya…»
«Che cosa facciamo ancora qui Arianna!. Perché non andiamo a liberarla?»
«Perché il nostro compito è un altro Bernard!»
«È passato più di un anno dalla caduta dei Varden, e cosa ha fatto per noi Eragon Ammazzaspettri! È dentro le mura di URu’bea da troppo tempo perché possiamo ancora nutrire speranza. E se Galbatorix non lo ha già piegato al suo volere, allora si è scordato di noi...»
«No! Questo no! Dobbiamo avere fiducia, come lui l’ha avuta un noi»
«Arianna Nèya è reale è qui … e ha bisogno del nostro aiuto.»
«Verremo tutti catturati prima di riuscire anche solo muoverci Bernard. Noi quattro siamo gli ultimi elfi liberi di Alagaësia!»
«Che importanza ha, se poi non possiamo essere noi stessi
Forse Arianna ti sei troppo affezionata a questi piccoli umani per riuscire a fare la scelta giusta per il tuo popolo.»
Arianna sapeva quanto era stato duro per Bernard rinunciare al suo aspetto felino e alla magia.
«Ho parlato prima con Nino e Leonard. Anche loro sono d’accordo nel far fuggire Nèya.Sarai dei nostri?»
«Mi dispiace Bernard, ma non posso.»
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RE: What if ... Equilibrium

da elly-94 » 14 gennaio 2012, 19:10

oh, cavoli ma è bellissimo!! veramente tutti i miei complimenti! sai prendere il lettore in modo favoloso!!!
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