Wyrda un Yelid

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RE: Wyrda un Yelid

da Eragon36 » 13 ottobre 2012, 18:58

Grazie mille a tutti :) Daen e Lalie: so che la odiate, ma Elva da qualche parte dovevo piazzarla, visto che è uno dei personaggi fondamentali del Ciclo. Oromis: Grazie mille per i complimenti. Non abbandonerò la mia "opera", tranquilli ;)
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RE: Wyrda un Yelid

da darkangel98 » 13 ottobre 2012, 21:07

Elva è tornata!!!!!!! A me non sta affatto antipatica e ho sempre sperato che avrebbe trovato la pace Quindi stanno per ritrovare Elessar! Che bello! Non vedo l' ora che lo ritroveranno, per chè lo ritroveranno, vero?
Gli sconosciuti pensano che io sia tranquilla

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Re: RE: Wyrda un Yelid

da Eragon36 » 14 ottobre 2012, 11:12

darkangel98 ha scritto:Elva è tornata!!!!!!! A me non sta affatto antipatica e ho sempre sperato che avrebbe trovato la pace Quindi stanno per ritrovare Elessar! Che bello! Non vedo l' ora che lo ritroveranno, per chè lo ritroveranno, vero?

Qualcuno che non odia Elva :O in quanto ad Elessar... boh :invisibile:
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RE: Wyrda un Yelid

da Nasuada97 » 10 novembre 2012, 23:56

Jack, ti ricordi quando per leggere il tuo cap su Urwen che rapisce Elessar ho dovuto andare contro il volere di mia mamma? :invisibile: ecco... Si è ripetuta la stessa situazione. Perché io adesso in teoria starei dormendo, ma poi ho pensato che non leggere per un mese la tua ff, sempre piena d'azione, i cui personaggi non mi hanno delusa né anoiata mai, così ricca, profonda, imprevedibile (sul serio!) e in poche parole straordinaria come te... No, giuro che non sono balle, lo penso davvero, è stato a dir poco turpe e vergognoso da parte mia perdersene un capitolo.
Alors...
Dvo ammettere che aspettavo che comparisse Elessar e invece devo aspettare ancora -_- uuuffaaaaaaa... Eragon mettiti subito a scrivere!!! v.v ed ecco che spunta dal fungo... ELVA!!!! Con il suo irresistibile (?) fascino da occhi viola e le sue capacità salva la vita a tutto il gruppo... Ora bisogno vedere dove va, perché io veramente non lo so :blink: :wacko: come modo di scrivere ti mantieni sul solito, fluido, con frasi abbastanza brevi o comunque molto chiare :)
Non vedo l'ora che arrivi Elessar... (e magari anche Nasuada)... Perciò posta presto! E scusami del ritardo, sono una percetta idiota :cry:
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Re: RE: Wyrda un Yelid

da Daenerys » 11 novembre 2012, 16:14

Nasuada97 ha scritto:Jack, ti ricordi quando per leggere il tuo cap su Urwen che rapisce Elessar ho dovuto andare contro il volere di mia mamma? :invisibile: ecco... Si è ripetuta la stessa situazione. Perché io adesso in teoria starei dormendo, ma poi ho pensato che non leggere per un mese la tua ff, sempre piena d'azione, i cui personaggi non mi hanno delusa né anoiata mai, così ricca, profonda, imprevedibile (sul serio!) e in poche parole straordinaria come te... No, giuro che non sono balle, lo penso davvero, è stato a dir poco turpe e vergognoso da parte mia perdersene un capitolo.
Alors...
Dvo ammettere che aspettavo che comparisse Elessar e invece devo aspettare ancora -_- uuuffaaaaaaa... Eragon mettiti subito a scrivere!!! v.v ed ecco che spunta dal fungo... ELVA!!!! Con il suo irresistibile (?) fascino da occhi viola e le sue capacità salva la vita a tutto il gruppo... Ora bisogno vedere dove va, perché io veramente non lo so :blink: :wacko: come modo di scrivere ti mantieni sul solito, fluido, con frasi abbastanza brevi o comunque molto chiare :)
Non vedo l'ora che arrivi Elessar... (e magari anche Nasuada)... Perciò posta presto! E scusami del ritardo, sono una percetta idiota :cry:


Bene hai commentato. Quindi TU>> indica Eragon36 puoi ricominciare a [smilie=close_tema.gif] [smilie=close_tema.gif] e a [smilie=rtfm.gif] e con ciò... Impugna la penna e vai!!!! :laugh:
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RE: Wyrda un Yelid

da Eragon36 » 15 novembre 2012, 18:59

Bene, come richiesto ecco il nuovo capitolo :) riusciranno a trovare Elessar? Dove finiranno i nostri eroi? ecco le risposte.

30. Sonno e lacrime
Il gruppo seguì Elva per quelle che parvero altre tre giornate, fermandosi sempre alla notte per riposare perché – a detta di Murtagh – sarebbe stato più sicuro in caso di incontro con Urwen o uno dei suoi scagnozzi. L’unica a non dormire mai fu Elva, che insistette per rimanere di guardia: <<Tanto, disturbata dai vostri pensieri, dormirei malissimo.>> era stata la sua brusca ragione. Cosa la ragazza facesse nelle sue notti insonni rimase un mistero per tutti, poiché schermava la sua mente e si allontanava, talvolta per esplorare una porzione successiva di tunnel, talvolta invece tornava indietro a fare chissà cosa, ma al mattino era sempre in piedi ad aspettarli. Un giorno, il quinto da quando erano partiti, dopo circa mezza giornata di cammino arrivarono ad un portone chiuso, a due ante, riccamente decorato con glifi nell’antica lingua, che però non componevano parole, ed Elva annunciò: <<Siamo arrivati, questo passaggio termina qui. L’uscita è abbastanza grande per tutti, ma – e si rivolse ai draghi – attenti alla testa, perché il soffitto lì fuori è piuttosto basso. E’ riccamente decorato, ma sembra in rovina da anni.>>
<<Cosa pensi che sia?>> Chiese Arya.
<<Sembra una sala di una villa… Però non lo so, non ho mai esplorato oltre il punto di uscita di questo tunnel. Potrebbe anche essere uno scantinato di un nobile. Comunque, non mi riguarda. Il mio aiuto per voi finisce qui.>>
<<Grazie, fronte lucente,>> disse Murtagh, <<ci rincresce di averti disturbata, ti promettiamo che non riveleremo a nessuno il tuo nascondiglio e che non torneremo più a disturbarti, a meno che non sia una questione della massima importanza>>
<<E badate di essere convincenti. Non mi piace stare a contatto con la gente.>> fu la risposta secca di Elva, che subito dopo girò le spalle e se ne andò.
Murtagh rimase a guardarla per un momento, poi disse: <<Andiamo a vedere che c’è lì fuori.>> e, seguito da Castigo, aprì il portone, che rivelò una scalinata spoglia, in confronto alla porta, e i cui scalini erano coperti da graffi piuttosto antichi, probabilmente lasciati da un drago o più. Il Cavaliere prese a salire, lentamente, con le orecchie tese ad ogni passo, per cogliere gli eventuali inneschi di trappole. Per fortuna la scalinata era abbastanza corta, e in un paio di minuti l’uomo giunse ad un’arcata, decorata anch’essa con gli stessi glifi del portone, e oltrepassata quest’ultima si ritrovò in un’ampia stanza rettangolare, con numerosi affreschi che coprivano la volta, a cupola, e la parte alta delle pareti. Sulla sinistra, rispetto a dove era entrato lui e ora stavano affluendo anche Arya e Dusan assieme a Castigo e agli altri draghi, vi era lo spazio per una porta d’uscita, ma la porta giaceva a terra, con la serratura distrutta e i cardini completamente staccati. Dalla parte opposta vi era invece un tavolo, spoglio, abbastanza grande da ospitare una decina di persone per lato. Ma quello che realmente colpì l’attenzione di Murtagh erano gli affreschi. Vere opere d’arte, rappresentanti la storia di Alagaesia: nella parte alta della parete dietro al tavolo era rappresentato l’arrivo degli umani, guidati da Re Palancar il Matto, e il loro scontro con gli elfi, fino alla pace e all’ingresso degli umani nell’ Ordine. Sui quattro lati della volta che costituiva il soffitto, che, come predetto da Elva, era piuttosto basso per i draghi, che dovevano stare con il collo inarcato, come se stessero guardando in basso, era rappresentata la Du Fyrn Skulblaka: l’episodio che la scatenò, una battaglia, il ritrovamento dell’uovo bianco da parte del primo Eragon, e infine la firma della pace e la creazione dell’Ordine dei Cavalieri. <<E’ meraviglioso>> disse semplicemente Dusan, estasiato dalla perfezione delle opere. Murtagh si volse e vide Arya con un’espressione attonita: i suoi occhi erano fissi sulla parete che sovrastava l’arcata dalla quale erano entrati, su un lato della quale si vedeva un elfo, la cui età era indeterminabile, protetto da una corazza con intarsi di oro bianco, che veniva trafitto da un altro elfo, quest’ultimo affiancato da un drago viola. Dagli occhi dell’elfa iniziarono a sgorgare lacrime, e anche da quelli di Dusan, non appena capì che su quell’affresco era raffigurata la morte di re Evandar per mano di Kialandì, nella piana di Ilirea, con la battaglia che in quel momento faceva da sfondo alla tragica scena. Affianco erano raffigurati altri eventi della battaglia, come l’inizio, l’entrata in campo di Galbatorix e Morzan e, in ultimo, la disfatta dell’esercito dei Varden. I sei, perché i draghi avevano unito le loro viste a quelle dei rispettivi Cavalieri, rimasero un lungo momento a contemplare quella scena, perché rappresentava l’inizio di tutte le loro tribolazioni, e per Arya era anche l’unica rappresentazione della morte di suo padre, che non aveva praticamente conosciuto. Quando l’elfa decise di aver contemplato quella scena abbastanza a lungo, si volse e disse: <<I traditori hanno pagato. Non posso più fare nulla par mio padre, se non ricordarlo. Possiamo proseguire, se volete.>>
<<Capisco come ti senti, Arya, anche io ho perso il padre, da piccolo.>> disse Murtagh, sebbene conscio che i loro padri avevano combattuto uno contro l’altro, e che probabilmente suo padre aveva ricompensato Kialandì per l’uccisione di Evandar. Arya non rispose, e si incamminò verso l’uscita da quel salone, seguita da Fìrnen, e Murtagh si avviò dietro i due. Passata la porta abbattuta, il gruppo si imbatté in un corridoio, molto simile a quello della fortezza di Nasuada a Ilirea. Murtagh non sentì alcuna presenza nelle stanze chiuse dalle numerose porte ai lati, ma decise comunque di aprirle tutte con la magia, in caso Urwen avesse evocato un incantesimo capace di annullare la presenza mentale di Elessar. Le porte di quel piano davano comunque su stanze vuote, completamente deserte. Alla fine del corridoio i sei arrivarono ad una finestra in frantumi, con ai lati delle scale, una ascendente e l’altra discendente, troppo piccole per far passare un drago. Arya allora disse ai draghi di uscire e sorvolare la zona, per capire dove si trovavano di preciso, mentre lei e Dusan presero le scale che portavano al piano di sopra, e Murtagh andò di sotto, dove però c’era solamente un altro corridoio, completamente deserto anche questo, ma alla fine c’erano altre scale che portavano verso il basso, per cui l’uomo non si fermò.
Scesi altri tre piani, Murtagh sentì la voce di Castigo nella sua testa dirgli: A quanto pare siamo a Dras-Leona, e tu ti trovi in un’ala sotterranea del vecchio castello di tuo padre, costruita su una scogliera sul lago di Leona. E l’ultimo piano che puoi esplorare, e Iormungr mi ha riferito che né Dusan né Arya hanno trovato nulla.
Comincio a pensare che Urwen ci abbia presi in giro, qui non c’è traccia di Elessar… Forse abbiamo sbagliato a cercare, in effetti aveva detto “nei sotterranei di Ilirea” non a Dras Leona. Penso che dovremmo…
Mentre parlava, Murtagh aprì un’ennesima porta, convinto di non trovare niente, ma stavolta, sdraiato su un letto, con un’abbondante scorta di carne secca in un cesto e un enorme otre d’acqua posato al muro, c’era Elessar. Il ragazzo dormiva, era legato con una lunga catena ancorata fuori dalla finestra, ma sembrava in ottima salute. I suoi capelli erano puliti, e lui indossava una tunica ramata nuova, segno che Urwen lo aveva trattato bene. Murtagh si commosse, felice per aver ritrovato suo figlio, e felice per il fatto che fosse stato così facile. Spezzò la catena con la magia, ma subito dopo notò una ferita, sul polso di Elessar, una ferita recente, forse provocata dal fatto che il ragazzo si era agitato, o aveva tentato di liberarsi. La ferita stava passando dal classico colore rosso e un colore nero. Murtagh gridò di dolore e chiamò con la mente Arya e Dusan.
Ultima modifica di Eragon36 il 21 novembre 2012, 21:04, modificato 2 volte in totale.
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RE: Wyrda un Yelid

da Nasuada97 » 15 novembre 2012, 20:05

NON CI CREDO!!!! :ahhhhh: uno dice: "cinque giorni di cammino sono tanti, come fanno a stare ancora a Ilirea? I pg devono essere di sicuro usciti dalla città!" Io non me lo son detta :ehehe: condizionata da quello che dicevi, quando ho letto Dras-Leona ho detto: "EH?" Giuro!!! L'ho detto ad alta voce! Ma forte pure! Mi hai lasciata di stucco! Convinta io che fossero ancora sotto Ilirea o nelle vicinanze... Non so se sei tu il genio o io la rintontita, ma per fare contenti tutti e due propendo per la prima :cool: Elva che non dorme mi insospettisce... :blink: non può sopravvivere così!!! Ci spiegherai come ci riesce, vero? u.u :arms:
C'è una cosa che non ho capito, quella frase di cui ti parlavo...
Eragon36 ha scritto:nella parete sopra al tavolo era rappresentato l’arrivo degli umani, guidati da Re Palancar il Matto, e il loro scontro con gli elfi, fino alla pace e all’ingresso degli umani nell’ Ordine. Sul soffitto, che, come predetto da Elva era piuttosto basso per i draghi, che dovevano stare con il collo inarcato, come se stessero guardando in basso, e quindi non potevano vedere lo spettacolo di quella volta: sui quattro lati era rappresentata la Du Fyrn Skulblaka: l’episodio che la scatenò, una battaglia, il ritrovamento dell’uovo bianco da parte del primo Eragon, e infine la firma della pace e la creazione dell’Ordine dei Cavalieri.

Nella frase in grassetto manca il predicato :ehehe: c'è solo quello della subordinata... E di conseguenza non ho capito se con "parete sopra al tavolo" intendi il soffitto, come sinonimo, o la parete laterale che sta al lato opposto della porta... Sospetngo la prima perché poi hai detto che "sui quattro lati era rappresentata la Du Fyrn Skulblaka", e la seconda perché mi sembra poco plausibile usare "parete di sopra" come sinonimo di soffitto :blink: dissipami questo dubbio!
E comunque... ALLA FINE HANNO RITROVATO ELESSAAAAAAAAAAAAARRR!!!!! ma... Cos'è quel graffio rosso e poi nero? Che succede? Lo sapevo io che era troppo facile per essere vero... :wacko: è tanto se non gli si è chiusa la porta dietro tipo horror XD bene, ora che il punto 1 della lista "Riportre a casa Elessar" è stato spuntato (e cioè trovarlo), si passa al punto 2: portarlo sano e salvo! Se no non abbiamo fatto niente!!! Ci riusciranno i nostri? Mi hai messo un sacco di entusiasmo e buonumore con questo capitolo, ergo per farmi stare ancora bene posta prestissimo!!! :D egrazie per averci fatto ritrovare Elessar!
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RE: Wyrda un Yelid

da Eragon36 » 15 novembre 2012, 20:39

Hai ragione Nasuada :) corretto :D
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RE: Wyrda un Yelid

da Aryaphira » 16 novembre 2012, 17:00

Bella :applauso:
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RE: Wyrda un Yelid

da Daenerys » 16 novembre 2012, 17:47

Bello :laugh: fin dalle prime righe ero certa che si trattasse del "Castello incantato di Morzan" (non chiedermi perché, ma quando l'ho scoperto ero così [smilie=yahoo.gif] della serie HO AZZECCATO! [smilie=swoon.gif] e [smilie=victory.gif] ) mi è piaciuta tanto la descrizione degli affreschi e così, Morzan aveva buon gusto :sleep:
Mi unisco al coro (me e Nasuada) di ABBIAMO TROVATO ELESSAR!!!!
Ma... C'è un mah... Dov'è quella :arms2: :arrabbiato: :arms: [smilie=angry2.gif] [smilie=feminist_en.gif] di URWEN? E la ferita... :ehhh: è chiaro che qualcosa è successo? Non mi diventerà mica... :invisibile: un mostro? Una belva? Uno spettro? Uno spirito??? Noooooo.... :crybaby: lui deve diventare intelligente come la sua mamma :) e figo come il suo papà :sbav: ok? ;)
E ora che Nasuada97 ha commentato prima di me puoi riniziare a pubblicare un nuovo capitolo... :D e continua così (che la lumachina >> Daen ha commentato con ben 24 ore di ritardo! :ehehe: *ma non è un vero ritardo* ^^ )
Yeee!
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RE: Wyrda un Yelid

da Giorgia98 » 19 novembre 2012, 13:02

Dato che stamani non avevo scuola.. Mi sono messa in pari [smilie=yahoo.gif]
Allora, tutte le varie battaglie che hanno affrontato mi hanno fatto rimanere così :ehhh: per un pò di tempo, soprattutto quando Arya è stata ferita e hai lasciato il capitolo a metà -_-
Dato che sono una femmina AMO tutte le storie d'amore tra Arya/Eragon (Lasciando da parte l'invadenza di angela -_- ) e Murtagh/Nasuada :innamorato:
Sorvolando il fatto che Elva è viva ( :ehhh: ) ELESSAR E' STATO RITROVATO! Finalmenteeee :D ;) :laugh: :sorrisone:

Ho amato particolarmente questa parte:
Murtagh si volse e vide Arya con un’espressione attonita: i suoi occhi erano fissi sulla parete che sovrastava l’arcata dalla quale erano entrati, su un lato della quale si vedeva un elfo, la cui età era indeterminabile, protetto da una corazza con intarsi di oro bianco, che veniva trafitto da un altro elfo, quest’ultimo affiancato da un drago viola. Dagli occhi dell’elfa iniziarono a sgorgare lacrime, e anche da quelli di Dusan, non appena capì che su quell’affresco era raffigurata la morte di re Evandar per mano di Kialandì, nella piana di Ilirea, con la battaglia che in quel momento faceva da sfondo alla tragica scena.

Tenera Arya :cry:
Okey, devo smettere di scrivere cavolate nei commenti delle ff :blink:

Attendo il tuo prossimo capitolo :bye:
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RE: Wyrda un Yelid

da oromiscanneto » 21 novembre 2012, 15:27

Ho letto l'altroieiri, ma solo oggi il commento :ehehe:
Mi sto ancora domandano quanto ci voglia tra Uru'Baen e Dras Leona in via diretta :uhmm: di sicuro non ci avevo pensao proprio che fossero fuori città! E invece è indubbio :rolleyes: Comunque ci debo ripensare :laugh:
Curi molto i dettagli della storia, uno dei tuoi pregi :D non saprei mai pensare a tantissime cosette simili che arricchiscono la vicenda... E ora c'è decisamente la suspense... :sospettoso:
http://www.eragonitalia.it/postt16311.html
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RE: Wyrda un Yelid

da Eragon36 » 10 dicembre 2012, 17:02

Ecco il capitolo 31:) scusate il ritardo :(

31. Urwen
Eragon entrò nella sua tenda, frustrato. Erano quasi dieci giorni che girava quella foresta, con Dana e Dazghra, e non avevano ancora trovato né gli alberi che producevano il Nal Flach Dauth, né tantomeno Urwen. E inoltre erano quattro giorni che Murtagh e soprattutto Arya non si facevano sentire. Arya sta bene, lo rincuorò Saphira, sono sicura che appena potrà ti cercherà. Probabilmente si sta impegnando a fondo nella ricerca di tuo nipote. Quanto a noi, abbiamo battuto solo mezza foresta, finora. Non disperare, presto tutto finirà , te lo assicuro. Eragon guardò la dragonessa negli occhi blu, contornati dalla sua immensa testa, che faceva capolino nella tenda, si alzò e le si avvicinò, quindi iniziò a grattarla sotto la mascella. Saphira manifestò la sua felicità con un dolce gorgoglio e spinse la testa ancora più vicino al suo Cavaliere. Grazie, Saphira. Se non ci fossi tu, sarei impazzito da tempo. Quand’è che passeremo una giornata solo io e te?
Quando vuoi, piccolo mio. Se vuoi intanto possiamo farci un voletto.
Prendo la sella?
No, se no dov’è il divertimento?

Eragon uscì dalla tenda e montò sul dorso della dragonessa, facendo attenzione alle punte dorsali, poi recitò un incantesimo per proteggersi dal freddo e da eventuali urti con queste ultime, ed infine abbracciò il collo della sua compagna di vita, che immediatamente spiccò il volo e si diresse sempre più in alto, superando le nuvole. Poi sfruttò una corrente ascensionale dopo l’altra, trovandosi in poco tempo in un punto che dominava l’intera foresta. Alla luce del tramonto, riflessa sul lago Tudosten in un gioco spettacolare di rifrazioni rossastre, la foresta sembrava avvolta dalle fiamme, e all’orizzonte il sole calava sempre più sul lontano oceano, colorando anche alcune vette lontane della Grande Dorsale. E nel cielo, in quella giornata, c’erano solo Eragon e Saphira.
Siamo i padroni del cielo. Disse la dragonessa.
Siamo solo noi. Confermò il Cavaliere, iniziando a grattarle la mascella.
Saphira iniziò a fare le fusa, e, dopo qualche minuto e senza preavviso, si lanciò in picchiata, stupendo Eragon, che, impaurito, si resse forte sia con le ginocchia che con le braccia. La dragonessa riaprì le ali ad appena trenta piedi dal suolo, arrivando quasi a toccarlo prima di iniziare la risalita. Eragon, una volta stabilizzati, si guardò le mani, arrossate per lo sfregamento contro le squame del collo di Saphira, e si mise a ridere. Rideva perché, nonostante la paura, si era divertito come un matto. E perché ormai aveva capito che doveva avere piena fiducia in Saphira, lei non lo avrebbe mai fatto schiantare.
Mi stupisci sempre più, Saphira, disse il Cavaliere, l’ultima volta eri arrivata più in alto.
Mi sono allenata, piccolo mio. Non hai più paura?
Come potrei? So che sei la migliore volatrice di Alagaesia, ho completa fiducia in te.
A quelle parole, la dragonessa emanò un piacere immenso, e, mentre planava nell’accampamento condivise con il suo Cavaliere tutte le immagini del suo allenamento, sotto la guida di Bid’daum, Glaedr e Umaroth, delle volte in cui aveva rischiato di schiantarsi a terra, riuscendo a rialzarsi solo a pochi pollici dal suolo. Eragon sentì montare l’apprensione a quella vista, e fu ancora più grato verso la sua compagna, per rischiare così tanto per lui. Non devi rischiare troppo, però.
Tranquillo, ero in completa sicurezza, anche quando ho ripreso a salire appena prima di toccare terra. Non l’ho fatto con te perché temevo di non riuscire a sopportare anche il tuo peso.
Capisco. Grazie per questa serata, Saphira. Mi mancavano.
Eragon scese dal dorso di Saphira ed entrò nella tenda.
Era molto che non trovavamo un momento solo per noi… Purtroppo, i nostri impegni ci hanno spinto a trascurare il legame che condividiamo…
Non succederà più. Non potrei perdermi questi voli per nulla al mondo! Detto questo, Eragon si spogliò e si infilò sotto le coperte della branda improvvisata che costituiva il suo giaciglio da quando aveva lasciato l’esercito di Nasuada per avventurarsi nella foresta alla ricerca di Urwen, e si addormentò piuttosto in fretta, rassicurato e felicitato dalla presenza di Saphira al suo fianco.
Il mattino dopo, all’alba, Dana svegliò il suo maestro, offrendogli qualche striscia di carne secca e un po’ d’acqua, che l’uomo accettò volentieri. Mentre il Cavaliere mangiava, la ragazza lo informò che lei e Atma avevano deciso di chiedere il permesso per battere la foresta dalla parte opposta alla zona in cui si trovavano. Eragon acconsentì, ma diede loro diversi Eldunarì e impose un incantesimo sulla gemma di Acquamarina che ornava il pomolo della sua spada, che lo avvertisse in caso di pericolo; inoltre consigliò loro di rendersi invisibili durante le ricerche, poiché << Urwen potrebbe averci visto, e, vedendovi soli, potrebbe tendervi un agguato.>> . Dopo aver preso queste precauzioni, aggiunse: <<E ricordate, se doveste vedere Urwen, ma lui non si dovesse accorgere di voi, chiamateci subito, non affrontatelo se non siete costretti.>>
<<Sì, Maestro>> dissero i due in coro, nell’Antica Lingua, dopodiché Dana montò sul suo compagno, si rese invisibile con la magia e i due si allontanarono dal campo.
Eragon si lavò, si rase con l’aiuto della magia, si rivestì e andò a cercare Dazghra. L’Urgali era in piedi davanti alla sua tenda, e stava praticando quello che Eragon riconobbe come il secondo livello di Rimgar. Non appena lo vide, il giovane si districò dalla sua posizione e disse: <<Buongiorno maestro.>>
Eragon lo raggiunse con la mente e disse: buongiorno, Dazghra. Scusa la violazione, non volevo che Urwen ci sentisse. Dana è andata, con Atma, a battere la parte opposta della foresta, quindi io e te dovremo controllare un tratto più vasto oggi.
Va bene, Maestro. Come mai Lady Chiomadifuoco ha deciso così?
Perché secondo lei così avremmo fatto prima. Non preoccuparti, è ben protetta, e in caso di pericolo per lei lo sapremo.
Bene, Ebrithil.

<<Iniziamo le ricerche, Dazghra?>>
<<Subito.>>
Saphira e Heridor si alzarono in volo, cercando eventuali radure, mentre Eragon e Dazghra ripresero a sondare la foresta con incantesimi di ricerca, principalmente per individuare la fonte del Nal Flach Dauth, ma anche per trovare le eventuali tracce magiche lasciate dallo Spettro muovendosi per la foresta.
Non era neanche ora di pranzo, quando Eragon, impegnato nell’esplorazione di un vecchio fabbricato elfico, sentì una mente estranea tentare di penetrare nella sua: era Heridor, il drago marrone compagno di Dazghra, che, con un tono piuttosto spaventato gli disse: Ebrithil! Non riesco più a comunicare con Dazghra! Fino a pochi minuti fa ci tenevamo in contatto, ma poi la nostra connessione è stata troncata di netto, non so cosa sia successo, sono preoccupato per la sua salute!
Non ti preoccupare, lo raggiungo subito. Al mio segnale, atterra dietro di me, assieme a Saphira. Potrebbe essere opera di Urwen.
Sì Maestro.

Eragon si precipitò fuori dalla caverna, e, mentre raggiungeva la zona in cui aveva sentito la presenza di Dazghra per l’ultima volta, espanse la mente in cerca di presenze estranee. Trovò una presenza molto grande, la cui mente isolava una porzione di foresta nei paraggi. Rallentò il passo, mise mano alla spada e collegò la mente agli Eldunarì. Non appena Umaroth gli diede accesso alla sua mente, Eragon sentì una voce dietro di lui: <<Salve, Ammazzaspettri.>> La voce sembrava quella di Trianna, solo più distorta, e con un tono più depravato. Il Cavaliere si voltò, e vide Urwen in piedi davanti a lui. Senza tradire alcuna emozione, disse: <<Salve, Spettro.>>
<<E’ un po’ che vorrei incontrarti. Ora ne abbiamo l’occasione, non è splendido?>>
<<Dov’è Dazghra?>>
<<Il mostro? Non è un tuo problema, tanto morirai.>> Appena finì la frase, delle radici spuntarono dal terreno e avvolsero Eragon fino alle ginocchia. Non ha usato l’Antica lingua! Pensò Eragon, allarmato. Questo significava che non avrebbe potuto contrastare lo Spettro col Nome dei Nomi, il che avrebbe complicato abbastanza la lotta che si preparava ad affrontare. Pronunciò a bassissima voce un contro incantesimo, e le radici si ritirarono. Allora Urwen estrasse una spada, stavolta di forma ricurva, ma sempre completamente nera, e la abbatté sul Cavaliere, che prontamente alzò Brisingr a difesa. Le due spade si scontrarono producendo un suono argentino, e i due rimasero così per un lungo istante, poi Urwen levò di nuovo la spada e tentò un fendente alla spalla sinistra di Eragon, ma quest’ultimo lo parò, arrestando l’arma avversaria a pochi pollici dalla sua spalla, per poi spingerla via, e, sfruttando lo slancio, arrivare ad un affondo che lo Spettro evitò scartando di lato. <<Brisingr>> sussurrò Eragon, e la lama si incendiò, poi, con altri rapidi incantesimi, la fiamma si diresse verso il fianco destro di Urwen, distante pochi pollici, arrivando a bruciare i vestiti dello Spettro, che urlò di dolore, e lasciò cadere l’arma. Sfruttando il suo vantaggio, Eragon tentò un nuovo affondo, al cuore di Urwen, ma lo Spettro lo evitò flettendosi all’indietro, e lascandosi cadere a terra, per poi sferrare un calcio ad Eragon, un calcio che lo fece rotolare boccheggiante a circa dieci piedi di distanza, ma che soprattutto gli fece cadere di mano Brisingr.
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RE: Wyrda un Yelid

da Nasuada97 » 10 dicembre 2012, 23:09

E finalmente hai postato! Come hai potuto ben constatare non ricordavo una mazza di quello che stava facendo Eragon :ehehe: perciò un capitolo su di lui che interrompe quelli su Murtagh proprio al ritrovamento di Elessar ci sta come il cacio sui maccheroni ;) anche se una parte di me avrebbe voluto sapere come andava di là... Ma sarà per la prossima... -_- *coscienza: incontentabile!*
By the way, l'inizio del capitolo tra Eragon e Saphira è molto dolce :innamorato: il voletto è moooolto simile a quelli descritti nei libri (forse un pochino troppo... Una variante orginale non sarebbe guastata ^^")
Era molto che non trovavamo un momento solo per noi… Purtroppo, i nostri impegni ci hanno spinto a trascurare il legame che condividiamo…
Non succederà più. Non potrei perdermi questi voli per nulla al mondo!

Qui manca il corsivo ;)
E poi si passa alla parte dell'azione... Se Dana e Atma si sono allontanati DEVONO andare incontro a qualche pericolo :sleep: e invece no! Ci va *va a controllare come si scrive* Dazghra. Momento drammatico:
Eragon36 ha scritto:era Heridor, il drago marrone compagno di Dazghra, che, con un tono piuttosto spaventato gli disse: Ebrithil! Non riesco più a comunicare con Dazghra! Fino a pochi minuti fa ci tenevamo in contatto, ma poi la nostra connessione è stata troncata di netto, non so cosa sia successo, sono preoccupato per la sua salute!

Il momento è topico... Si teme per la sorte dei personaggi... Grande pericolo... E io ovviamente cosa faccio? Un'assurdissimo castello in aria!!! :sorrisone: Perché la scena sembra tanto...

Heridor: Eragon! Stavo parlando finora al telefono con Dazghra, quando è caduta la linea! Non c'è campo! Sono preoccupato, che le sia finito il credito?

No, non accompagnarmi alla neuro... Ci vado da sola *va alla neuro*

e poi arriva il pezzo forte! Lo scontro tra Eragon e Urwen è descritto benissimo :ao i duelli ti riescono un sacco bene! Peccato che ti sia fermato sul più bello!!! [smilie=angry2.gif] ora nono vedo l'ora che posti, e come minimo riparti da Murtagh! *coscienza: dicesi suspance...*
Be', io ho finito, a presto con questa storia un sacco originale, affascinante e imprevedibile... Come te ;)
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RE: Wyrda un Yelid

da Daenerys » 13 dicembre 2012, 18:56

Bene bene e fu così che:
"Eragon, dopo aver svolazzato tra i cieli allegramente con Saphy (bella scena :) ) si ritrova a sfidare Urwen e, durante il duello...
... lungo e avvincente...
...si trovava in una situazione di difficoltà...
...e....
...e....

to be continued...
CO-CO-COO-COOOOME??? :crybaby:
Come puoi interrompere la scena in questo modo?? :cry: C'è dopo aver sorbito (non in senso negativo :ehehe: , era per dare enfasi ;) ) i giochi di Eragon, le notizie su quei due che alla fine non servivano a molto, l'arrivo della spettra :arms: c'eravamo quasi...
E no. :sleep:
Neanche stavolta muore.
Peccato -_-
Posso chiederti una cosa piccina piccina anzi minuscola...
Puoi postare velocemente? [smilie=cray.gif] *i miei occhioni da cucciolo* Dobbiamo sapere come va a finire!!!!!! Ti prego, pleaseeeee :inchino: (se vuoi il cliffhanger lo devi risolvere in fretta :sospettoso: )
Ok? :D
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